J.R. WARD.
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UN AMORE PREZIOSO.
Ciclo: La confraternita del pugnale nero. 6.
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Parte 1.
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Titolo originale: Lover Enshrined. 2008.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Presentazione.
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Il profondamente leale Phury ha sacrificato s stesso per il bene della sua razza, diventando il
maschio con la responsabilit di tenere viva la linea di sangue della Confraternita. In quanto Primale delle Elette, sar il padre di figli e figlie che assicureranno la sopravvivenza alle tradizioni della razza e che ci siano guerrieri che combatteranno coloro che vogliono lestinzione di tutti i vampiri. La sua prima compagna, lEletta Cormia, vuole non soltanto il suo corpo, ma il suo cuore per s e vede un maschio ferito nellanimo, oltre tutta la sua nobile responsabilit. Ma mentre infuria la guerra contro la Lessing Society e una tragedia grava sulla dimora della Confraternita, Phury deve scegliere tra dovere ed amore...
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L'AUTRICE.
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J.R. Ward  lo pseudonimo di Jessica Rowley Pell Bird, scrittrice statunitense. Si  laureata in Storia dellArte Medievale e in Giurisprudenza, dopo aver lavorato per anni in una delle pi prestigiose istituzioni medico-universitarie di Boston.
Con il nome Jessica Bird e con lo pseudonimo J. R. Ward ha scritto vari libri e romanzi, tra cui libri d'amore e la serie della Confraternita del pugnale nero, serie che le ha fatto vincere un RITA Award per il miglior paranormal romance. Inoltre, la serie,  stata al primo posto della lista dei best seller di riviste come il New York Times e il USA Today. La serie della Confraternita del pugnale nero  iniziata nel 2005 e conta al 2019 ben 17 libri.
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Prologo.
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Venticinque anni, tre mesi, quattro giorni,
undici ore, otto minuti e trentaquattro secondi fa...
Il tempo non , in realt, un flusso ininterrotto verso linfinito. Fino allultimo secondo del
presente  malleabile. Creta, non cemento.
Cosa di cui lOmega era grato. Se il tempo fosse stato fsso e immutabile, lui non avrebbe
tenuto tra le braccia il suo figlioletto appena nato.
I figli non erano mai stati il suo obiettivo. Eppure in quel momento lui appariva trasformato.
La madre  morta? chiese al Fore-lesser che scendeva le scale. Buffo, se gli avessero chiesto
che anno pensava fosse, avrebbe risposto il 1983. E, in un certo senso, avrebbe avuto ragione.
II Fore-lesser annu. Non  sopravvissuta al parto.
Alle vampire accade spesso.  uno dei loro rari pregi. E quanto mai opportuno, nella
fattispecie. Uccidere la madre dopo che lo aveva servito cos bene pareva una scortesia.
Cosa devo fare del cadavere?
LOmega guard il figlio che allungava la mano aggrappandosi al suo pollice. La stretta era
salda. Che strano.
Cosa?
Era arduo esprimere a parole ci che provava. O forse il punto era proprio questo: non si
aspettava di provare nulla.
Suo figlio doveva essere una controffensiva alla Profezia del Distruttore, una risposta calcolata
nel quadro della guerra contro i vampiri, una strategia per assicurare la sopravvivenza dellOmega. Suo
figlio avrebbe dato battaglia in un modo nuovo, sterminando quella razza di selvaggi prima che il
Distruttore intaccasse a poco a poco lessenza stessa dellOmega fino a non lasciarne traccia.
Fino a quel momento il piano era stato eseguito in modo esemplare, a cominciare dal rapimento
della vampira, che lOmega aveva poi provveduto a inseminare, per finire con quel nuovo arrivato.
Il neonato lo guard, muovendo la piccola bocca. Aveva un buon odore, ma non perch era un
tesser.
Tutta un tratto lOmega non voleva lasciarlo andare. Quel piccolo tra le sue braccia era un
miracolo, una scappatoia vivente, in carne e ossa. Contrariamente a sua sorella, lOmega non aveva la
facolt di creare dal nulla, ma non gli era stata negata la possibilit di riprodursi. Non era stato in grado
di dar vita a una razza del tutto nuova, certo, ma poteva proiettare nel futuro una parte di se stesso
grazie al patrimonio genetico.
E laveva fatto.
Padrone? lo incalz il Fore-lesser.
Proprio non voleva lasciar andare quel bambino. Ma perch il piano funzionasse., suo figlio
doveva vivere coi nemici, doveva crescere in mezzo a loro, come uno di loro. Doveva conoscere la loro
lingua, la loro cultura e le loro abitudini.
Doveva sapere dove vivevano, per poter andare a massacrarli.
LOmega si impose di consegnare il neonato al Fore-lesser. Lascia il bambino nel luogo che ti
ho proibito di mettere a sacco. Avvolgilo in fasce e lascialo l. Quando tornerai ti condurr a me.
Dopo di che morirai, termin tra s lOmega.
Non dovevano esserci falle n errori.
Mentre il Fore-lesser si abbandonava a ignobili manifestazioni di servilismo, che in qualunque
altra circostanza avrebbero suscitato linteresse dellOmega, il sole sorgeva sui campi di grano di
Caldwell, New York. Al piano di sopra un sommesso crepitio esplose in un fal, lodore di bruciato
annunciava lincenerimento del cadavere della vampira, insieme a tutto quel sangue sul letto.
Ottimo. Lordine era importante, e quella fattoria era nuova di zecca, costruita appositamente
per la nascita di suo figlio.
Vai, ordin lOmega. Vai e fa il tuo dovere.
Il Fore-lesser usc con il neonato; nel vedere la porta che si chiudeva, lOmega gi si struggeva
per la sua progenie. Smaniava letteralmente per la mancanza del maschietto.
La soluzione a tanta angoscia, tuttavia, era a portata di mano. Con un atto di volont, lOmega
si proiett nellaria catapultando la sua forma corporea nel presente, nel soggiorno stesso in cui si
trovava.
Quel balzo temporale si manifest in un repentino invecchiamento della casa. La carta da parati
sbiad staccandosi pigramente dalle pareti, i mobili apparvero consunti, logorati da oltre ventanni
duso, il soffitto pass dal bianco immacolato al giallo sporco, come impregnato da anni e anni di
fumo, lassito si sollev agli angoli del corridoio.
In fondo alla casa sent due umani che litigavano.
LOmega fluttu fino alla cucina sudicia e rovinata, che solo fino a pochi secondi prima era
splendente come il giorno in cui era uscita dal mobilificio.
Non appena entr nella stanza, luomo e la donna smisero di bisticciare, paralizzati dallo shock.
E lui procedette alla tediosa impresa di sgombrare la fattoria da occhi indiscreti.
Suo figlio stava tornando allovile. E lOmega sentiva il bisogno di vederlo quasi pi di quanto
sentisse il bisogno di farne buon uso.
Non appena il male tocc il centro del suo petto prov una sensazione di vuoto e pens a sua
sorella. Lei aveva messo al mondo una nuova razza, una razza generata grazie alla combinazione della
sua volont e della biologia disponibile. Comera fiera di se stessa.
Anche il loro padre era fiero.
LOmega aveva cominciato a uccidere i vampiri per fare dispetto a entrambi, ma ben presto
aveva capito che si nutriva di quelle malefatte. Il loro padre non poteva fermarlo, naturalmente, perch
era emerso che i misfatti dellOmega - o meglio, la sua stessa esistenza ,  erano necessari a
controbilanciare la bont di sua sorella. Lequilibrio andava mantenuto. Era il principio fondamentale
di a sorella, la giustificazione dellesistenza dellOmega e il mandato e il loro padre aveva ricevuto da
suo padre. Il fondamento stesso ^universo.
Perci lOmega traeva soddisfazione dalla sofferenza della Vergine Scriba. Ogni morte inflitta
alla razza da lei generata la faceva soffrire, e lui lo sapeva bene. Il fratello era sempre stato in grado di
interpretare i sentimenti della sorella.
Ed era ancora pi vero adesso.
LOmega pens a suo figlio l fuori, nel mondo, e si preoccup per lui. Sperava che quei venti e
passa anni non fossero stati troppo difficili. E ci che fa ogni buon padre, no? I genitori di norma si
preoccupano della loro prole, la nutrono e la proteggano. Buoni e cattivi, virtuosi e peccatori, tutti,
quale che sia la nostra natura, desideriamo il meglio per coloro che abbiamo messo al mondo.
Era sconcertante scoprire che, in fin dei conti, aveva qualcosa in comune con sua sorella... era
uno shock sapere che entrambi volevano che i loro figli potessero vivere e prosperare.
LOmega guard i cadaveri dei due umani che aveva appena eliminato.
Ma i propositi di fratello e sorella si escludevano a vicenda, naturalmente, no?
Capitolo 1
Il mago era tornato,
Phury chiuse gli occhi e lasci ricadere la testa contro la spalliera del letto. Ma cosa cavolo
stava dicendo? Il mago non se nera mai andato.
A volte sei proprio un verme, socio, lo schemi la voce sinistra dentro la sua testa. Sul serio.
Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme.
Tutto quello che avevano passato insieme... proprio vero.
Il mago era la causa del suo bisogno incontenibile di fumo rosso e sempre nella sua testa,
sempre l a criticarlo per ci che non aveva fatto, per ci che avrebbe dovuto fare, per ci che avrebbe
potuto fare meglio.
Dovere. Volere. Potere.
Bella rima. La verit era che uno dei nove Nazgul, le creature simili a spettri del Signore degli
Anelli, lo spingeva verso il fumo rosso neanche lo avesse legato come un salame e poi gettato sul sedile
posteriore di unauto.
In realt, socio, tu saresti il paraurti anteriore.
Appunto.
Con locchio della mente Phury vedeva il mago sotto forma di uno spirito ritto in mezzo a una
vasta distesa grigia e desolata di teschi e ossa. Nel suo impeccabile accento inglese, il bastardo si
assicurava che Phury non dimenticasse mai i propri fallimenti, e quella litania martellante lo induceva
ad accendersi uno spinello via laltro per non infilarsi in bocca la canna di una calibro quaranta.
Non lo hai salvato. Non li hai salvati. Sono stati colpiti tutti dalla maledizione per causa tua.
La colpa  tua... la colpa  tua...
Phury prese lennesimo spinello e fece scattare laccendino doro.
Lui era quello che nel Vecchio Continente veniva chiamato Yexhile dhoble.
Il secondo gemello. Il gemello malefico.
Nato tre minuti dopo Zsadist, Phury aveva scatenato sulla sua famiglia la maledizione dello
squilibrio. Due figli nobili, entrambi nati vivi, erano una fortuna troppo grande e, come previsto,
lequilibrio era stato ripristinato: dopo qualche mese il suo gemello era stato rapito, ridotto in schiavit
e sottoposto per un secolo ad abusi di ogni tipo.
Grazie a quella troia depravata della sua padrona, Zsadist aveva cicatrici indelebili sul volto,
sulla schiena, intorno ai polsi e al collo. E cicatrici ancora peggiori dentro di s.
Phury apr gli occhi. Salvare fisicamente il suo gemello non era bastato; cera voluto il miracolo
di Bella per far risorgere lanima di Z, e adesso lei era in pericolo. Se lavessero perduta...
Allora andr tutto bene e lequilibrio rimarr intatto per la generazione a venire, disse il mago.
Non crederai sul serio che il tuo gemello possa godere della benedizione di un figlio vivo e vegeto? Tu
avrai una caterva di figli. Lui non ne avr neanche uno. Lequilibrio funziona cos.
Ah, e prender anche la sua shellan, te lavevo gi detto?
Phury prese il telecomando dello stereo e fece partire Che gelida manina.
Non funzion. Al mago Puccini piaceva. Lo spirito cominci a Volteggiare per tutto il campo di
teschi, calpestando tutto ci che gli capitava sotto ai piedi, ondeggiando le braccia con eleganza, le
lunghe vesti nere a brandelli simili alla criniera di uno stallone che scrolli il capo regale. Sullo sfondo
dello sconfinato orizzonte di un grigio senzanima, il mago ballava e rideva.
Che gran casino.
Senza neanche guardare, Phury allung la mano verso il comodino e prese la busta con il fumo
rosso e le cartine. Non doveva neanche calcolare la distanza, come un coniglio che sa dove sono i suoi
escrementi.
Mentre il mago si scatenava al ritmo della Bohme, Phury, senza smettere di fumare, si roll
altri due cannoni di rinforzo. Soffi fuori il fumo; aveva un buon profumo di caff e cioccolato, ma se
anche fosse stato pestilenziale non avrebbe avuto importanza: pur di mettere la sordina al mago era
pronto a sentire puzza di spazzatura bruciata.
Diamine, al punto in cui era, anche fumarsi un intero cassonetto dellimmondizia gli andava
benissimo, se serviva a dargli un po di pace.
Non riesco a credere quanto poco apprezzi il nostro rapporto, disse il mago.
Phury si concentr sul disegno che aveva in grembo, quello a cui stava lavorando da una
mezzora. Dopo un rapido sguardo dinsieme, intinse la punta della penna doca nel calamaio dargento
sterling in equilibrio contro il fianco. Linchiostro allinterno, con la sua densa lucentezza oleosa,
assomigliava al sangue dei suoi nemici; sulla carta, tuttavia, era di un intenso marrone rossastro, non un
nero disgustoso. 
Non avrebbe mai usato il nero per dipingere una persona cara. Portava sfortuna.
Inoltre, linchiostro rosso sangue aveva proprio il colore dei riflessi nei capelli color mogano di
Bella. Quindi era adatto al suo soggetto.
Phury ombreggi con cura la linea perfetta del naso, le sottili staffilate del calamo si
intersecarono fino a ottenere la giusta densit.
Il disegno a inchiostro era molto simile alla vita: un solo errore bastava a rovinare tutto.
Maledizione. Locchio di Bella non era neanche lontanamente allaltezza delloriginale.
Piegando lavambraccio per non strusciare il polso sullinchiostro fresco, tent di correggere gli
errori, ritoccando la palpebra inferiore per angolare maggiormente la curva. I tratteggi solcavano con
maestria il foglio di carta Crane. Ma locchio ancora non andava bene.
No, non andava, nessuno poteva giudicarlo meglio di lui, visto il tempo che aveva trascorso a
disegnarla negli ultimi otto mesi.
Il mago si ferm a met pli per fargli notare che quella menata del disegno a inchiostro era una
stronzata belle buona. Disegnare la shellan incinta del proprio gemello. Onestamente...
Solo un bastardo schifoso poteva fissarsi su una femmina sposata col suo gemello. Eppure tu
lhai fatto. Sarai fiero di te, socio.
Gi, il mago aveva sempre avuto un accento inglese, chiss poi perch.
Phury aspir unaltra boccata di fumo, piegando la testa di lato per vedere se un cambiamento
di prospettiva migliorava le cose. Niente da fare. Non andava bene. E neanche i capelli, per la verit.
Chiss perch aveva disegnato i lunghi capelli scuri di Bella raccolti in uno chignon, con delle ciocche
sottili che le solleticavano le guance. Lei li portava sempre sciolti.
Pazienza. Lei era comunque incantevole, e il resto del viso era come lo dipingeva sempre: lo
sguardo adorante rivolto a destra, le ciglia stagliate in controluce, lo sguardo colmo di un misto di
calore e devozione.
Durante i pasti Zsadist sedeva alla destra di Bella. In modo da avere libera la mano con cui era
abituato a combattere.
Phury non la disegnava mai con gli occhi puntati dritti su di s. Pi che logico. Neanche nella
vita reale attirava il suo sguardo.
Bella era innamorata del suo gemello e, per quanto lui la desiderasse, non avrebbe voluto
cambiare le cose.
Il disegno la ritraeva dallo chignon alle spalle. Phury non disegnava mai nemmeno il suo
pancione. Le femmine incinte non andavano mai dipinte dallo sterno in gi. Anche questo portava
sfortuna. Inoltre gli rammentava ci che lui temeva di pi.
Le morti durante il parto erano frequenti.
Phury fece scorrere la punta della dita sul volto di Bella, evitando il naso, dove linchiostro si
stava ancora asciugando. Era bellissima, anche con locchio malriuscito, la pettinatura diversa e le
labbra meno carnose.
Quel disegno era finito. Poteva iniziarne un altro.
Spostandosi verso la base del ritratto, cominci a tracciare ledera sulla curva della spalla.
Prima una foglia, poi un lungo tralcio... poi altre foglie, che si arricciavano e si infittivano, coprendole
il collo, affollandosi contro la mascella, lambendole la bocca, distendendosi sulle guance.
Avanti e indietro, dal foglio al calamaio. Ledera la avvolgeva tutta. Ledera copriva le tracce
della penna doca, nascondendo il cuore di Phury e il peccato che vi albergava.
La cosa pi difficile era coprirle il naso. Lo lasciava sempre per ultimo e quando non poteva pi
evitarlo, sentiva i polmoni bruciare come se lui stesso non riuscisse pi a respirare.
Quando ledera ebbe la meglio sullimmagine, Phury appallottol il foglio e lo gett nel cestino
dottone dallaltra parte della stanza.
Che mese era... agosto? S, agosto. Il che significava che... Bella aveva un altro anno buono di
gravidanza, sempre ammesso che riuscisse a portarla a termine. Come molte vampire, era gi costretta
a letto per evitare un parto prematuro.
Schiacciando il mozzicone nel posacenere, Phury fece per prendere uno dei due spinelli che si
era appena rollato e soltanto allora si rese conto di averli gi fumati.
Allung lunica gamba intera, spost il cavalletto dal grembo e prese di nuovo il suo kit di
sopravvivenza: una busta di plastica piena di fumo rosso, un sottile pacchetto di cartine e il grosso
accendisigari doro. Fu questione di un attimo rollarsi unaltra canna fresca fresca; mentre dava il
primo tiro, controll la sua scorta di filmo.
Merda, era scarsa. Molto scarsa.
Le tapparelle dacciaio che si alzavano lo aiutarono a ritrovare la calma. In tutto il suo
tenebroso splendore era scesa la notte e il suo arrivo portava la libert dalla grande casa della
confraternita... e la possibilit di raggiungere il suo spacciatore, Rehvenge.
Butt gi dal letto il moncone di gamba, si allung verso la prtesi, la agganci sotto al
ginocchio destro e si alz in piedi. Era abbastanza fumato da percepire laria intorno a s come
qualcosa da guadare e la finestra verso cui piantava sembrava lontana chilometri. Ma andava tutto
bene. Mentre attraversava nudo la stanza era confortato dal familiare torpore, placato dalla sensazione
di galleggiare.
Il giardino, gi di sotto, era sfolgorante, illuminato dalla fila di portefinestre della biblioteca.
Quella s che era una signora vista sul retro, pens Phury. Con tutti i fiori che scoppiavano di
salute, gli alberi da frutto carichi di pere e di mele, i sentieri sgombri da erbacce, le siepi di bosso
potate con cura.
Non come quella con cui era cresciuto. Neanche un po.
Proprio sotto la sua finestra le rose tea erano nel pieno della fioritura, le grosse corolle
variopinte fieramente ritte sopra gli steli spinosi. Le rose dirottarono il corso dei suoi pensieri verso
unaltra femmina.
Aspirando unaltra boccata di fumo pens alla sua femmina, quella che avrebbe dovuto
legittimamente disegnare... quella a cui, per legge e per tradizione, avrebbe dovuto fare molto di pi
che un semplice schizzo a penna.
LEletta Cormia. La sua Prima Sposa.
Tra le quaranta Elette.
Cribbio, come diavolo era finito a fare il Primate delle Elette?
Te lho detto, rispose il mago. Avrai una caterva di figli, e tutti avranno limmensa gioia di
guardare con ammirazione a un padre la cui unica impresa  stata deludere tutti quelli che gli stanno
intorno.
Okay, per quanto perfido fosse il bastardo, era difficile dargli torto. Non si era accoppiato con
Cormia come imponeva il rituale. Non era tornato dallAltra Parte per vedere la Direttrice. Non aveva
incontrato le altre trentanove femmine che avrebbe dovuto ingravidare.
Phury prese a fumare ancora pi freneticamente, schiacciato dal peso di quelle cosucce da
niente che, come massi fiammeggianti lanciati dal mago, gli atterravano dritte in testa.
Il mago aveva unottima mira. Daltronde aveva fatto molta pratica.
Be, socio, sei un bersaglio facile. Tutto qua.
Per lo meno, Cormia non si lamentava per tutte quelle inadempienze. Non aveva mai voluto
essere la Prima Sposa, lavevano costretta in quel ruolo: il giorno del rituale avevano dovuto legarla al
talamo cerimoniale, braccia e gambe spalancate, pronta per luso, come un animale, completamente
terrorizzata.
Appena laveva vista, Phury era entrato automaticamente in modalit-salvatore, la veste che gli
era pi congeniale, e laveva portata l nella casa della Confraternita del Pugnale Nero, sistemandola
nella camera accanto alla sua. Tradizione o meno, per nulla al mondo avrebbe preso una femmina con
la forza; avendo tempo e modo di conoscersi sarebbe stato pi facile, o almeno cos pensava.
S... no. Cormia si era tenuta in disparte, mentre lui, un giorno dopo laltro, aveva tentato di
non implodere. Erano passati cinque mesi, ma loro due non si erano avvicinati n reciprocamente n a
un letto. Cormia parlava di rado e si faceva vedere solo al momento dei pasti. Se usciva dalla sua stanza
era solo per andare a prendere qualche libro in biblioteca.
Nella sua lunga veste bianca, sembrava pi unombra profumata di gelsomino che una creatura
in carne e ossa.
La vergognosa verit, tuttavia, era che a lui andava bene cos. Quando aveva sostituto Vishous
nel ruolo di Primale era convinto di avere piena consapevolezza dellimpegno che si stava assumendo
sul piano sessuale, ma la pratica era molto pi sconfortante della teoria. Quaranta femmine. Quaranta.
Quattro-zero.
Doveva essere uscito di testa quando si era offerto di rimpiazzare V. Il suo unico tentativo di
perdere la verginit non era stato uno spasso, Dio gli era testimone... e s che era stato con una
professionista. Anche se forse averci provato con una puttana era parte del problema.
Ma a chi cavolo poteva rivolgersi, in alternativa? Era un casto verginello di duecento anni,
senza la minima esperienza in materia. Come si poteva pretendere che saltasse addosso alla tenera e
fragile Cormia, che se la scopasse fino a venire per poi correre al Santuario delle Elette a fare come Bill
Paxton in Big Love?
Cosa cavolo gli era saltato in mente?
Si infil lo spinello tra le labbra e apr la finestra. La stanza venne inondata dal penetrante
profumo della notte estiva e lui torn a concentrarsi sulle rose; Qualche giorno prima aveva sorpreso
Cormia con una rosa in mano, una rosa che, con tutta evidenza, aveva tirato fuori dal mazzo che Fritz
metteva sempre nel salottino al primo piano. Ferma vicino al vaso, stringeva la pallida rosa color
lavanda tra le lunghe dita, il capo chino sul bocciolo, il naso che indugiava sopra di esso. Dalla chioma
bionda, come sempre raccolta in uno chignon, erano sfuggite alcune ciocche sottili che ricadevano in
avanti arricciandosi in modo naturale. Proprio come i petali della rosa.
Cormia era trasalita quando lo aveva colto a fissarla, aveva rimesso a posto la rosa ed era corsa
in camera sua, chiudendo la porta senza fare rumore.
Phury sapeva di non poterla tenere l per sempre, lontana da tutto ci cui era abituata e da tutto
ci che era. E poi dovevano portare a termine la cerimonia sessuale. Era quello laccordo che lui aveva
concluso e il ruolo che, come gli aveva spiegato Cormia, per quanto allinizio fosse spaventata, era
preparata a ricoprire.
Phury si volt vrso il cassettone, verso un pesante medaglione doro simile a una grossa penna
stilografica che recava unincisione in una primitiva versione dellAntico Idioma: era il simbolo del
Primale, non solo la chiave daccesso a tutti gli edifici dallAltra Parte, ma il biglietto da visita del
vampiro responsabile delle Elette.
La forza della razza, comera noto il Primale.
Il medaglione si era fatto sentire di nuovo, quel giorno, cos come era accaduto in passato. Ogni
volta che la Direttrice desiderava vederlo, il pendaglio vibrava, e in teoria Phury era tenuto a
smaterializzarsi per riprendere forma in quella che avrebbe dovuto essere casa sua, il Santuario. Ignor
anche quella convocazione. Cos come aveva gi fatto con le altre due.
Non voleva sentire ci che gi sapeva: cinque mesi senza suggellare il patto portando a termine
la cerimonia erano davvero troppi.
Pens a Cormia, rintanata nella stanza degli ospiti accanto alla sua, chiusa in se stessa. Senza
nessuno con cui parlare. Lontana dalle sue sorelle. Aveva tentato di stabilire un contatto con lei, col
solo risultato di innervosirla da morire. Comprensibilmente.
Dio, non aveva idea di come facesse a passare il tempo senza impazzire. Aveva bisogno di un
amico. Tutti abbiamo bisogno di amici.
Non tutti se li meritano, per, fece notare il mago.
Phury si volt, diretto verso la doccia. Passando accanto al cestino della carta straccia si ferm.
Il disegno che aveva appallottolato aveva cominciato ad aprirsi e tra le pieghe accartocciate scorse i
tralci dedera con cui lo aveva coperto alla fine. Per una frazione di secondo ricord cosa cera al di
sotto, ramment i capelli raccolti in uno chignon e le ciocche sottili che ricadevano sulla guancia
vellutata. Ciocche che siarricciavano come i petali di una rosa.
Scrollando la testa, riprese a camminare. Cormia era incantevole, ma...
Desiderarla sarebbe pi che giusto, termin il mago. Dunque perch mai dovresti imboccare
quella strada? Rischieresti di rovinare il tuo record assoluto di successi.
Lasciami indovinare, sarebbe un vero disastro, socio. Giusto?
Phury alz il volume dellaria di Puccini e si infil sotto la doccia.
Capitolo 2
Mentre le tapparelle si alzavano per la notte, Cormia era molto indaffarata.
Seduta a gambe incrociate sul tappeto orientale della sua stanza, con una mano infilata dentro
una boccia di cristallo piena dacqua, cercava di pescare dei piselli. I legumi, duri come ciottoli quando
Fritz glieli aveva portati, dopo essere stati a mollo per un po si erano ammorbiditi abbastanza da poter
essere usati.
Dopo averne acchiappato uno, Cormia si volt a sinistra e prese tino stuzzicadenti da una
scatolina bianca su cui cera scritto, in rosso, STUZZICADENTI SIMMONS, 500 PEZZI.
Prese il pisello e lo infilz con lo stuzzicadenti, poi prese un altro pisello e un altro stuzzicadenti
e fece la stessa cosa fino a formare un angolo retto. E and avanti cos, creando prima un quadrato e poi
un cubo. Soddisfatta, si chin per attaccarlo a uno dei suoi fratelli, completando lultimo angolo di una
struttura a base quadrata larga un metro e mezzo circa. Adesso sarebbe salita verso lalto, costruendo i
piani del traliccio.
Gli stuzzicadenti erano tutti uguali, stecchini di legno identici tra loro, e anche i piselli erano
tutti uguali, tondi e verdi. Entrambi le ricordavano da dove veniva. Luniformit era importante, nel
Santuario atemporale delle Elette. Luniformit era la cosa pi importante.
Da questaltra parte, invece, non cera quasi niente di uguale.
Aveva visto gli stuzzicadenti per la prima volta al piano di sotto, dopo i pasti, quando il fratello
Rhage e il fratello Butch, uscendo dalla sala da pranzo, li avevano presi da una scatolina dargento.
Senza un vero motivo, una sera ne aveva presi un po prima di salire in camera sua. Aveva provato a
metterne uno in bocca, ma il sapore asciutto del legno non le era piaciuto. Non sapendo cosaltro farci,
li aveva allargati sul comodino e aveva cominciato a spostarli componendo delle forme geometriche.
Quando Fritz, il maggiordomo, era entrato a fare le pulizie, aveva notato le sue manovre e poco
dopo era tornato con una boccia di piselli a bagno nellacqua tiepida. Le aveva mostrato lui come fare:
infilzarvi un pisello tra due stuzzicadenti, poi aggiungervi unaltra sezione, unaltra, e unaltra ancora, e
senza neanche accorgertene ottenevi qualcosa degno di essere visto.
Via via che i suoi progetti diventavano pi grandi e pi ambiziosi, Cormia aveva preso
labitudine di progettare in anticipo tutti gli angoli e le elevazioni per limitare gli errori. Aveva anche
cominciato a lavorare sul pavimento per avere pi spazio.
Chinandosi in avanti, controll il disegno che aveva fatto prima di iniziare, quello che aveva
usato come guida. Lo strato successivo era di dimensioni pi ridotte, cos come quello dopo. Poi
avrebbe aggiunto una torre.
Colorarlo sarebbe stato bello, pens. Ma come fare?
Ah, il colore. La liberazione dellocchio.
Stare da questaltra parte aveva i suoi problemi, ma una cosa che lei adorava senza riserve erano
tutti i colori. Nel Santuario delle Elette era tutto bianco: dallerba agli alberi, dai templi al cibo e alle
bevande, fino ai libri religiosi.
In preda al senso di colpa, Cormia lanci unocchiata ai suoi testi sacri. Era difficile sostenere
che stava venerando la Vergine Scriba con la sua piccola cattedrale di piselli e stuzzicadenti.
Nutrire lego non era la missione delle Elette. Era un sacrilegio.
E la visita ricevuta giorni prima da parte della Direttrice delle Elette avrebbe dovuto
rammentarglielo.
Beata Vergine Scriba, non voleva pensarci.
Si alz in piedi, attese che le passasse il capogiro e poi si avvicin a una delle finestre. Sotto di
essa cerano le rose tea; Cormia esamin con attenzione ogni cespuglio in cerca di nuovi boccioli,
petali caduti e foglie fresche.
Il tempo stava passando. Lo capiva dal modo in cui le piante cambiavano, il loro ciclo di
germinazione durava tre o quattro giorni per ogni fioritura.
Unaltra cosa a cui abituarsi. DallAltra Parte il tempo non esisteva. Esistevano ritmi per i
rituali, i pasti e le abluzioni, ma nessuna alternanza giorno-notte, nessuna misurazione oraria, nessun
cambio di stagione. Il tempo e lesistenza erano statici proprio come laria, la luce, il paesaggio.
Da questaltra parte aveva dovuto imparare che esistevano i minuti, le ore, i giorni, le settimane,
i mesi e gli anni. Si usavano orologi e calendari per segnare lo scorrere del tempo, e alla fine aveva
capito come leggerli, proprio come aveva compreso i cicli di questo mondo e la gente che vi abitava.
Fuori, sul terrazzo, comparve un doggen, Aveva un paio di cesoie e un grosso secchio rosso e
passava da un cespuglio allaltro pareggiandoli alla perfezione.
Cormia pens ai candidi prati ondulati del Santuario. Agli alberi candidi e immutabili. Alle
candide piante sempre in fiore. DallAltra Parte tutto era congelato al posto giusto, quindi potare le
siepi o tosare lerba era superfluo, non cera mai nessun cambiamento.
Allo stesso modo, chi respirava quellaria immota era ugualmente congelato anche se si
muoveva, vivendo senza vivere per davvero.
Anche le Elette invecchiavano, tuttavia. E morivano.
Cormia si volt a guardare da sopra la spalla un com con dei cassetti vuoti. Il rotolo di
pergamena che la Direttrice era venuta a consegnarle era posato sul lucido piano di legno. LEletta
Amalya, in qualit di Direttrice, rilasciava tali riconoscimenti in occasione dellanniversario della
nascita ed era comparsa per compiere il suo dovere.
Se Cormia fosse stata dallAltra Parte ci sarebbe stata anche una cerimonia. Anche se non per
lei, naturalmente. Lindividuo di cui si celebrava la nascita non riceveva onori speciali poich
dallAltra Parte non esisteva lio. Solo il tutto.
Pensare a se stessi, pensare con la propria testa, era un atto blasfemo.
Cormia aveva sempre peccato in segreto. Aveva sempre avuto idee, distrazioni e pulsioni
sbagliate. Che non portavano da nessuna parte.
Alz una mano e la pos sulla finestra. Il vetro attraverso cui guardava era pi sottile del suo
dito mignolo, trasparente come laria, difficilmente si poteva definire una barriera. Gi da un po aveva
voglia di raggiungere i fiori, gi di sotto, ma stava aspettando... non sapeva bene cosa.
Appena giunta in quel luogo era stata turbata da un sovraccarico sensoriale. Cera uninfinit di
cose che non conosceva, come le torce attaccate alle pareti che bisognava accendere per fare luce, le
macchine che facevano cose come lavare i piatti o tenere il cibo in fresco o creare immagini su un
piccolo schermo. Cerano scatole che a ogni ora suonavano e veicoli di metallo che la gente usava per
spostarsi, e cose che si passavano avanti e indietro sul pavimento e che ronzavano e pulivano.
Cerano pi colori l che in tutte le gemme custodite nel tesoro. E odori, anche, buoni e cattivi.
Era tutto cos diverso, persone comprese. Nel luogo da cui veniva lei non cerano maschi e le
sorelle erano intercambiabili: tutte le Elette indossavano la stessa veste candida, si raccoglievano i
capelli nello stesso modo e portavano al collo la stessa perla a goccia. Camminavano e parlavano tutte
nello stesso modo pacato e facevano le stesse cose nello stesso momento. L invece era un caos. I
fratelli e le loro shellan erano vestiti in modo diverso e chiacchieravano e ridevano secondo schemi
diversi e ben identificabili. Amavano determinati cibi, ma non altri; e alcuni dormivano fino a tardi
mentre altri non dormivano per niente. Alcuni erano spassosi, altri feroci, altri... belli.
Uno era decisamente bellissimo.
Bella era bellissima.
Specialmente agli occhi del Primale.
Quando la pendola cominci a battere le ore, Cormia si strinse le braccia intorno al busto. I
pasti erano ima tortura, un piccolo assaggio di come sarebbe stato quando lei e il Primate fossero
tornati a1 Santuario.
E quando lui avrebbe guardato in viso le sue sorelle con analoga ammirazione e piacere.
A proposito di cambiamenti. Allinizio era terrorizzata dal Primale. Ora, a distanza di cinque
mesi, non voleva dividerlo con nessunaltra.
Con la sua criniera multicolore, gli occhi gialli e la voce bassa e suadente, il Primate era un
maschio magnifico allapice della sua potenza sessuale. Ma non era tanto questo a intrigarla. Lui era la
personificazione di tutto ci che lei sapeva essere di valore: era sempre generoso e altruista, mai
egoista. A tavola era quello che sinteressava di tutti, informandosi su ferite, disturbi di stomaco e ansie
grandi e piccole. Non cercava mai di essere al centro dellattenzione, non dirottava mai la
conversazione verso qualcosa che lo riguardava; infinitamente disponibile, aveva sempre una parola
buona per tutti.
Se cera un lavoro faticoso da fare, si offriva volontario, se cera una commissione da sbrigare,
voleva pensarci lui, se Fritz barcollava sotto il peso di un piatto da portata, il Primate era il primo ad
alzarsi dal suo posto per andare ad aiutarlo. Da quello che Cormia aveva sentito a tavola, era un
guerriero pronto a combattere per difendere la razza, un insegnante al corso di addestramento e un
ottimo amico per tutti.
Era veramente lesempio perfetto delle virt altruistiche delle Elette, il Primate ideale. E a un
certo punto della sua permanenza l, in un punto imprecisato di quella lunga sequenza di secondi, ore,
giorni e mesi, Cormia aveva deviato dalla via del dovere inoltrandosi nella caotica foresta della libert
di scelta. Adesso voleva stare con lui. Non pi per dovere, obbligo o necessit.
Lo voleva per se stessa.
Il che la rendeva una eretica.
Nella stanza accanto, la splendida musica che il Primate ascoltava sempre quando era in casa si
interruppe di colpo, segno che stava per scendere da basso per il Primo Pasto.
Sentendo bussare alla porta, Cormia trasal e si volt di scatto. Mentre la veste si riassestava
contro le sue gambe, colse laroma di fumo rosso che sinsinuava nella stanza.
Il Primale era venuto a cercarla?
In fretta controll lo chignon infilandosi qualche ciocca ribelle dietro alle orecchie. Apr la
porta di uno spiraglio e lo guard di sfuggita in volto prima di inchinarsi.
Oh, beata Vergine Scriba... il Primale era troppo meraviglioso per poterlo guardare a lungo.
Aveva gli occhi gialli come citrini, la pelle di un bel bruno dorato, i lunghi capelli di uno spettacolare
mlange cromatico, dal biondo chiarissimo al mogano scuro a un caldo color rame.
Lui si pieg in un rapido inchino, formalit che detestava, Cormia lo sapeva. Lo faceva per lei,
per, perch per quante volte le avesse ripetuto di non essere formale, proprio non riusciva a trattenersi,
era pi forte di lei.
Senti, pensavo..., esord lui.
Nellesitazione che segu, Cormia temette che la Direttrice fosse andata a fargli visita. Tutte al
Santuario aspettavano che la cerimonia venisse completata, e tutte sapevano che non era ancora
accaduto. Cormia cominciava ad avvertire unurgenza che non aveva nulla a che fare con lattrazione
che provava per il Primale. Il fardello della tradizione era ogni giorno pi pesante.
Lui si schiar la gola. Siamo qui da parecchio tempo e so che il cambiamento  stato duro.
Pensavo che devi sentirti un po sola e che forse ti farebbe piacere un po di compagnia.
Cormia si port una mano al collo. Bene. Era tempo che loro due stessero insieme. Allinizio
non si sentiva pronta per lui, ma adesso s.
Credo proprio che ti farebbe bene, disse lui nella sua bella voce, avere un po di
compagnia.
Cormia fece un profondo inchino. Vi ringrazio, vostra grazia. Sono daccordo.
Ottimo. Ho gi in mente qualcuno.
Cormia si raddrizz lentamente. Qualcuno?
John Matthew dormiva sempre nudo.
Be, per lo meno dopo la transizione.
Si risparmiava sul bucato.
Con un gemito si infil una mano tra le gambe e strinse lerezione dura come il marmo. Lo
aveva svegliato come al solito, una sveglia affidabile e svettante verso il cielo come lo stramaledetto
Big Ben.
Era anche dotata di uno di quei pulsanti con cui si pu mettere in pausa la suoneria. Se lui la
coccolava un po, dopo poteva riposare unaltra ventina di minuti prima che si mettesse di nuovo
sullattenti. In genere questo succedeva tre volte prima che John si alzasse dal letto, e unaltra volta
sotto la doccia.
E pensare che un tempo non vedeva lora di vivere tutto questo.
Concentrarsi su pensieri sgradevoli non serviva e, anche se aveva il sospetto che farsi le seghe
aumentasse limpulso sessuale, ignorare il suo uccello era impensabile: quando un paio di mesi prima
aveva fatto un tentativo in tal senso, nel giro di dodici ore era pronto a scoparsi anche un albero, tanto
era arrapato.
Esisteva qualcosa tipo un anti-Viagra? Il Cialis Reversailis? LAmmosciocillina?
Rotolandosi sulla schiena, spost una gamba di lato, spinse via le coperte e cominci ad
accarezzarsi. Quella era la sua posizione preferita, ma se poi veniva di brutto si raggomitolava sul
fianco destro nel bel mezzo dellorgasmo.
Avere unerezione era il suo sogno, prima della transizione, perch pensava che diventare duro
lavrebbe reso uomo. In realt non era andata cos. Certo, col suo fisico enorme, le innate doti di
guerriero e il suo perenne stato di eccitazione, dal di fuori sembrava tenere alta la, bandiera del vero
macho.
Dentro, per, si sentiva ancora piccolo come non mai.
Inarc la schiena pompando nel palmo con linguine. Dio... che bello, per. Ogni volta era
bellissimo... finch era la sua mano a fare tutto quanto. Lunica volta che una femmina lo aveva
toccato, lerezione si era sgonfiata pi in fretta del suo ego.
Perci, a pensarci bene, il suo anti-Viagra ce laveva gi: unaltra persona.
Ma non era il momento di rivangare quella brutta esperienza. Il suo uccello era quasi pronto a
eiaculare; lo capiva dallintorpidimento. Appena prima di venire il suo coso perdeva sensibilit, ed era
proprio ci che stava accadendo adesso, mentre muoveva la mano su e gi lungo la verga umidiccia.
Oh, s... ecco... ci siamo... La tensione nei testicoli aumentava a pi non posso, i fianchi si
dimenavano in modo incontrollabile, le labbra si schiudevano permettendogli di ansimare con pi
facilit... e, come se non bastasse, il cervello voleva dire la sua.
No... cazzo... no, non lei di nuovo, ti prego, non...
Merda, troppo tardi. Proprio sul pi bello la sua mente si aggrapp allunica cosa che, garantito,
lo avrebbe fatto godere come un riccio: una femmina tutta vestita di pelle con un taglio di capelli
maschile e le spalle muscolose come quelle di un pugile professionista.
Xhex.
Con un ansito soffocato, John rotol sul fianco e cominci a venire. Lorgasmo and avanti
allinfinito mentre lui fantasticava di loro due che facevano sesso in uno dei bagni del club dove lei
lavorava come responsabile della sicurezza. Finch quelle immagini si rincorrevano nel suo cervello il
suo corpo non la smetteva di eiaculare. Poteva andare avanti per dieci minuti buoni fino ad annegare in
quello che gli usciva dalluccello, fino a inzuppare tutte le lenzuola.
Tent di imbrigliare i pensieri, di controllarsi... ma non ci riusc. Continu a venire, la mano
che accarezzava linguine, il cuore che batteva allimpazzata, il respiro strozzato in gola mentre si
immaginava insieme a lei. Meno male che era muto dalla nascita altrimenti tutti, in casa, avrebbero
saputo cosa stava combinando senza riuscire a fermarsi.
Limpeto si plac solo dopo che a forza tolse la mano dalluccello. Mentre il corpo rallentava la
sua corsa, John giacque stremato, privo di forze, respirando contro il cuscino, col sudore - e non solo -
che si asciugava sulla pelle.
Bel modo di svegliarsi. Bel modo di fare ginnastica. Bel modo di ammazzare il tempo. Bello, s,
ma in definitiva inutile.
Senza un motivo particolare, John lasci vagare lo sguardo, che and a posarsi sul comodino.
Se avesse aperto il cassetto, cosa che non faceva mai, avrebbe trovato due cose: una scatola rosso
sangue grande pi o meno quanto un pugno e un vecchio diario rilegato in pelle. La scatola conteneva
un pesante anello doro con sigillo che recava lo stemma della sua stirpe in quanto figlio del guerriero
Darius, figlio di Marklon, membro della Confraternita del Pugnale Nero. Il vetusto diario aveva
registrato per un paio danni i pensieri pi intimi di suo padre. Era un dono anche quello.
John non si era mai messo lanello e non aveva mai letto il diario.
Molte erano le ragioni per cui li teneva chiusi entrambi in quel cassetto, ma la principale era che
il vampiro che lui considerava
suo padre non era Darius. Era un altro fratello. Un fratello che risultava disperso ormai da otto
mesi.
Se proprio doveva portare un anello, voleva che fosse quello con lo stemma di Tohrment, figlio
di Hharm. Sarebbe stato un modo
per onorare il vampiro che aveva significato tanto per lui per un lasso di tempo troppo breve.
Ma questo non sarebbe mai accaduto. Tohrment era morto, con ogni probabilit, checch ne
dicesse Wrath, e in ogni caso non era tuo padre.
Non volendo farsi prendere dallo sconforto, John si tir su dal materasso e barcoll fino al
bagno. La doccia lo aiut a riscuotersi, e cos anche lo sforzo di infilarsi i vestiti.
Quella sera non cera lezione, quindi avrebbe passato qualche altra ora gi in ufficio prima di
trovarsi con Qhuinn e Blay. Sperava che ci fossero molte scartoffe da sistemare. Quella sera non
moriva dalla voglia di vedere i suoi due migliori amici.
Dovevano andare tutti e tre insieme dallaltra parte della citt fino al... Cristo, fino al centro
commerciale.
Era unidea di Qhuinn. Come quasi tutte le altre. A sentire lui, il guardaroba di John aveva
bisogno di una iniezione di stile.
John abbass lo sguardo sui Levis e sulla T-shirt bianca di Hanes. Lunico sfoggio che si era
concesso erano le scarpe da tennis: un paio di Nike Air Max nere. E anche quelle erano poi cos
vistose.
Forse Qhuinn non aveva tutti i torti ad accusarlo di essere schiavo della moda ma, andiamo, su
chi doveva fare colpo?
Il nome che gli balz subito alla mente gli strapp unimprecazione: Xhex.
Qualcuno buss alla porta. John? Ci sei?
John si affrett a infilarsi la T-shirt nei jeans chiedendosi come mai Phury lo stesse cercando.
Era in pari con gli studi e se la cavava egregiamente nel corpo a corpo. Forse centrava col lavoro che
faceva in ufficio?
Apr la porta. Ciao.
Ehil. Tutto bene? John annu, poi si accigli vedendo che anche il fratello passava alla
lingua dei segni. Mi chiedevo se potevi farmi un favore.
Qualunque cosa.
Cormia ...be, ha avuto dei problemi di adattamento, qui sulla Terra. Credo che sarebbe bello
se avesse qualcuno con cui passare un po di tempo, sai... qualcuno con la testa sulle spalle, in gamba
e tranquillo. Senza troppe complicazioni. Cos... pensi di potertene occupare tu? Devi solo parlarle o
portarla in giro per casa o... quello che ti pare. Lo farei io, ma...
 complicato, termin John tra s.
 complicato, disse a gesti Phury.
Unimmagine della bionda e taciturna Cormia si stamp nella mente di John. Negli ultimi mesi
aveva notato che lEletta e Phury facevano di tutto per non guardarsi e si era chiesto - come chiunque
altro, senza dubbio - se avessero suggellato il loro patto.
John pensava di no. Erano ancora troppo impacciati.
Ti dispiacerebbe farmi questo favore?, riprese Phury. Cormia avr delle domande, immagin,
o... non so, cose di cui parlare.
Per la verit lEletta non sembrava ansiosa di socializzare. A tavola se ne stava sempre a capo
chino e non diceva mai una parola mentre mangiava solo cibi rigorosamente bianchi. Ma come faceva a
dire di no a Phury? Il fratello lo aiutava sempre con le posizioni
combattimento, rispondeva alle sue domande anche dopo le lezioni ed era il tipo di persona con
cui si desidera essere carini perch era gentile con tutti. Certo, disse John. Molto volentieri.
Grazie. Phury gli diede una pacca sulla spalla, soddisfatto, come si fosse levato un gran peso.
Le dir di venire a cercarti in biblioteca dopo il Primo Pasto.
John guard comera vestito. Non era sicuro che lo stile jeans e maglietta fosse abbastanza
elegante, ma nel suo armadio non si trovava altro.
Forse era un bene andare con gli amici a fare shopping al centro commerciale. Peccato, anzi,
non esserci andati prima.
Capitolo 3
Per tradizione, nella Lessening Society, una volta affiliati si era conosciuti solo con la prima
lettera del cognome.
Mr D avrebbe dovuto chiamarsi Mr R. R come Roberts. Ma lidentit che stava usando quando
era stato reclutato era Delancy. Perci era diventato Mr D e lo chiamavano cos da trentanni.
Non aveva importanza, per. I nomi non hanno mai contato un accidente.
Mr D cambi marcia prima di affrontare una curva sulla Statale 22, ma scalare in terza non lo
aiut granch. La Ford Focus aveva lo sprint di un novantenne. E puzzava come di naftalina e pelle
flaccida, pergiunta.
Caldwell, il distretto agricolo di New York, era ima distesa lunga una ottantina di chilometri di
campi di grano e pascoli per bovini; mentre la attraversava arrancando sulla sua bagnarola, Mr D si
ritrov a pensare ai forconi da fieno. La prima persona laveva uccisa con un forcone. A quattordici
anni, quando stava ancora in Texas. Suo cugino, Big Tommy.
Mr D era stato molto fiero di averla fatta franca per quellomicidio. Essere mingherlino e
apparire indifeso era stato il suo asso nella manica. Il buon vecchio Big Tommy era un attaccabrighe
maldestro con una punta di malvagit, quindi quando Mr D era corso gridando dalla sua mamma con la
faccia pesta, tutti avevano creduto che suo cugino, colto da un raptus omicida, avesse avuto quello che
si meritava. Hah! Mr D aveva seguito Big Tommy fin dentro al fienile e lo aveva fatto incazzare di
brutto per rimediare il labbro gonfio e locchio nero necessari a invocare la legittima difesa. Poi aveva
afferrato il forcone, che in precedenza aveva appoggiato contro uno dei box della stalla, e si era messo
allopera.
Voleva solo scoprire comera uccidere un essere umano. I gatti, gli opossum e i procioni che
aveva intrappolato e torturato andavano bene, okay, ma non erano esseri umani.
Limpresa si era rivelata pi dura del previsto. Nei film i forconi affondano nella gente come un
cucchiaio nella minestra, ma  una bugia. I denti di quel coso si erano incastrati nelle costole di Big
Tommy, tanto che, per estrarlo, Mr D era stato costretto a puntare il piede contro il fianco di suo
cugino. Il secondo affondo si era conficcato nello stomaco, ma di nuovo il forcone si era incastrato,
nella spina dorsale, probabilmente. E allora Mr D aveva dovuto far leva unaltra volta col piede.
Quando finalmente Big Tommy aveva smesso di strillare come un maiale al macello, Mr D soffiava
come un mantice, sbuffando fuori laria dolciastra e impregnata di pulviscolo del fienile come se non
ce ne fosse abbastanza, Ma non era stato un fiasco totale. Era stata una vera goduria osservare le
espressioni che si erano avvicendate sulla faccia di suo cugino. Prima la rabbia, che lo aveva spinto a
colpire Mr D, poi lincredulit e infine lorrore e il terrore. Mentre tossiva sputando sangue e
ansimando, Big Tommy aveva sgranato gli occhi in preda a una paura boia, una cosa molto simile al
timore di Dio che le mamme sperano sempre di inculcare nei loro figli. Mr D, il cucciolo della
famiglia, il piccoletto, si era sentito un colosso alto due metri.
Era la prima volta che assaporava quel senso di potere e avrebbe voluto provarlo di nuovo, poi
per era arrivata la polizia, in paese cerano state molte chiacchiere e lui si era imposto di fare il bravo.
Aveva lasciato passare un paio danni prima di rifare, qualcosa di simile. Lavorare in unazienda di
trasformazione delle carni era Stato lideale per affinare la sua abilit nel maneggiare il coltello, e
quando si era sentito pronto aveva sfruttato la stessa messinscena utilizzata con Big Tommy: una rissa
da bar con uno spaccone. Aveva fatto infuriare il bastardo, poi con lastuzia lo aveva attirato in un
angolo buio. Un cacciavite aveva fatto il resto.
Le cose erano state pi complicate che con Big Tommy. Una volta scatenatosi contro il bullo,
Mr D non era pi stato capace di fermarsi. Ed  pi difficile tirar fuori dal cilindro la carta della
legittima difesa quando la vittima  stata pugnalata sette volte, trascinata dietro unauto e smembrata
come una macchina da rottamare.
Dopo aver impacchettato il morto dentro dei sacchi dellimmondizia, Mr D laveva portato a
fare un viaggetto su al nord. Aveva usato la Pinto dellamico e, quando il cadavere aveva cominciato a
puzzare, aveva trovato quella che nel Mississippi rurale passava per una collina, aveva fermato lauto
in cima al pendio e dato una spinta al paraurti anteriore. Il baule con il suo carico nauseabondo aveva
centrato in pieno un albero. Lesplosione era stata una libidine.
Dopodich Mr D aveva fatto lautostop fino in Tennessee e poi si era arrangiato con dei
lavoretti saltuari per pagarsi vitto e alloggio. Aveva fatto fuori altri due uomini prima di spostarsi nella
Carolina del Nord, dove per un pelo non lo avevano beccato in flagrante.
I suoi bersagli erano sempre degli stronzi grandi e grossi, ecco comera diventato un lesser:
senza saperlo aveva preso di mira uno dei membri della Lessening Society e, quando lo aveva quasi
ammazzato malgrado la sua stazza, il non morto era rimasto talmente impressionato da chiedergli di
aggregarsi alla compagnia per dare la caccia ai vampiri.
A lui era parso un ottimo affare. Una volta superata lincredulit della serie calma sar proprio
vero?
Dopo laffiliazione, Mr D era stato collocato nel Connecticut, ma un paio danni prima si era
trasferito a Caldie, quando Mr X, il Fore-lesser dellepoca, aveva tirato un po le redini della Societ.
In trentanni Mr D non era mai stato chiamato dallOmega.
La situazione era cambiata un paio dore prima.
La convocazione si era manifestata sotto forma di sogno, mentre stava dormendo, e non aveva
avuto bisogno delle buone maniere della mamma per rispondere subito di s. Ma non aveva potuto fare
a meno di chiedersi se sarebbe sopravvissuto a quella notte.
Le cose non andavano granch bene, alla Lessening Society, da quando cera di mezzo il
Distruttore di cui parlava la profezia.
II Distruttore un tempo era un poliziotto umano, da quello che aveva sentito Mr D. Un
poliziotto umano con sangue di vampiro nelle vene, che lOmega aveva manipolato con pessimi
risultati. Naturalmente la Confraternita del Pugnale Nero lo aveva preso a bordo sfruttandolo a proprio
vantaggio. Mica scemi, quelli.
Perch unuccisione da parte del Distruttore non era solo un lesser di meno.
Se il Distruttore ti prendeva, ti toglieva la parte dellOmega che avevi dentro, assorbendola
dentro di s. Invece delleterno paradiso che ti era stato promesso al momento dellingresso nella
Societ, finivi imprigionato dentro quelluomo. E con ogni lesser distrutto in quel modo, un pezzo
dellOmega andava perduto per sempre.
Prima, se combattevi i fratelli, il peggio che poteva capitarti era di andare in paradiso. Adesso,
invece, quasi sempre venivi piantato per strada mezzo morto finch il Distruttore non arrivava e ti
inalava, riducendoti in cenere e fregandoti la meritata vita eterna.
Per questo ultimamente il clima era parecchio teso. LOmega era pi malvagio del solito, i
lesser erano sul chi vive a furia di guardarsi le spalle e i reclutamenti erano precipitati al minimo
storico
perch tutti erano troppo presi a salvarsi la pelle per cercare nuova linfa vitale.
Inoltre cera stato un gran carosello di Fore-lesser. Anche se quella non era una novit. Mr D
svolt a destra sulla RR 149, una stradina di campagna, e prosegu per altri cinque chilometri fino alla
stradina successiva, il cui segnale era stato abbattuto, probabilmente da una mazza da baseball. La
strada tutta curve era poco pi che un sentiero pieno di buche; Mr D fu costretto a rallentare per evitare
di ridursi lo Stomaco a un frapp: lauto aveva le stesse sospensioni di un fornellino elettrico, come dire
zero.
Un difetto della Lessening Society era che ti davano da guidare dei catorci.
Bass Pond Lane... stava cercando Bass Pond La... eccola l. Sterz bruscamente il volante,
pigi con forza sul freno e per un pelo non usc di strada.
Non essendoci lampioni stradali, manc lo squallido giardino invaso dalle erbacce che stava
cercando e fu costretto a ingranare la retromarcia e tornare indietro. La fattoria era messa peggio della
Focus, nientaltro che una topaia col tetto cadente soffocata dal- lequivalente newyorkese del kudzu:
ledera velenosa. In mancanza del vialetto daccesso, parcheggi lungo la strada, scese dalla macchina
e si raddrizz il cappello da cowboy. La fattoria gli ricordava casa sua, vuoi per la carta catramata a
vista vuoi per le finestre rotte e il misero prato infestato dalle erbacce. Difficile credere che quella
grassona di sua madre, sempre chiusa in Casa, e quel rudere di suo padre, sfiancato dal lavoro nei
campi, non fossero dentro ad aspettarlo.
Dovevano essere schiattati da un pezzo, pens Mr D avvicinandosi alla porta. Lui era il minore
di sette figli e i suoi erano entrambi fumatori.
La porta a zanzariera era rimasta quasi senza zanzariera e lintelaiatura era tutta smangiata dalla
ruggine. Quando la apr, emise un cigolio che ricordava gli strilli di un maiale sgozzato, gli strilli di Big
Tommy, proprio come quella della sua vecchia casa. Buss alla porta interna senza ottenere risposta,
cos si tolse il cappello da cowboy ed entr, usando il fianco e la spalla per far scattare la serratura.
Dentro cera odore di fumo di sigaretta, muffa e morte. I primi due erano rancidi, quello di
morte era fresco, il tipo di tanfo penetrante e fruttato che ti fa venir voglia di uscire ad ammazzare
qualcosa per unirti alla festa.
E cera anche un altro odore. Laroma dolciastro che indugiava nellaria indicava che lOmega
di recente era stato l. Lui o un altro tesser.
Col cappello in mano, Mr D attravers le stanze buie sul davanti, fino alla cucina sul retro. I
cadaveri erano l. Due, riversi a pancia in gi. Non riusciva a capire di che sesso fossero perch li
avevano decapitati e spogliati, ma le pozze di sangue nel punto in cui avrebbero dovuto esserci le teste
si erano mischiate, come se si stessero tenendo per mano.
Era una scena dolcissima, in effetti.
Mr D guard, allaltro capo della stanza, la macchia nera sul muro, tra il frigo giallo oro e il
tavolo di formica dalle gambe sottili. Quello scempio stava a significare che un collega aveva fatto una
brutta fine per mano dellOmega. Evidentemente il padrone aveva licenziato un altro Fore-lesser.
Mr D scavalc i cadaveri e apr il frigo. I tesser non mangiavano, ma era curioso di vedere cosa
ci teneva la coppia. Huh. Altri ricordi. Cera una confezione aperta di bologna Oscar Mayer ed erano a
corto di maionese.
Non che ormai dovessero pi preoccuparsi di preparare dei panini imbottiti.
Chiuse il frigo e si appoggi allindietro contro il...
La temperatura nella stanza croll di venti gradi buoni, neanche qualcuno avesse alzato il
condizionatore fino alla tacca Congelatevi le palle. Poi si alz il vento, che arruff la tranquilla nottata
estiva, sempre pi impetuoso, finch la fattoria non si mise a scricchiolare.
LOmega.
Mr D si riscosse proprio quando la porta dingresso si spalanc di colpo. Ci che avanz lungo
il corridoio era ima foschia nera come la pece, fluida e trasparente, che rotolava sullassito. Giunta di
fronte a Mr D si condens, ergendosi in una sagoma maschile.
Padrone, disse Mr D inchinandosi, col sangue che scorreva a rotta di collo nelle vene per un
misto di paura e amore.
La voce dellOmega giunse da una remota distanza, e come disturbata da interferenze e scariche
elettriche. Ti nomino Fore-lesser.
Mr D rimase senza fiato. Era il massimo degli onori, la posizione di maggior potere allinterno
della Lessening Society. Non ci aveva mai neanche lontanamente sperato, ma forse in effetti poteva
cimentarsi per un po in quel ruolo. Graz...
LOmega avanz, avvolgendolo nella propria foschia come un sudario di catrame. Un dolore
atroce prese il posto di ogni osso nel corpo di Mr D, che venne fatto voltare e spinto con la faccia
contro il bancone della cucina. Il cappello gli vol via dalle mani, lOmega assunse il controllo e
accaddero cose cui Mr D, potendo, non avrebbe mai acconsentito.
Ma nella Societ non cera modo di dissentire. Solo in una occasione potevi dire di s, ed era
quando entravi a farne parte, poi perdevi il controllo su tutto ci che seguiva.
Dopo un tempo allapparenza infinito, lOmega usc dal corpo di Mr D e si vest, coprendosi
dalla testa ai piedi con una tunica bianca. Con signorile eleganza il male si aggiust le falde della veste;
nel frattempo gli artigli erano spariti.
O forse non erano spariti, ma si erano consumati dopo tutto quel dilaniare e lacerare.
Debole e sanguinante, Mr D si accasci contro il bancone malconcio. Voleva vestirsi, ma dei
suoi indumenti restava ben poco.
Gli eventi sono giunti a un punto cruciale, dichiar lOmega. Lincubazione  compiuta. Ora
 tempo di mettere al riparo il bozzolo.
Signors. Come se fosse possibile unaltra risposta. In che cosa posso servirvi?
Il tuo compito  portarmi questo vampiro. Cos dicendo, lOmega tese la mano col palmo
allins e dal nulla comparve unimmagine che aleggi nellaria.
Mr D studi quel viso, il cervello che galoppava in preda allansia.
Quella specie di foto segnaletica trasparente non bastava di | certo, gli occorrevano pi dettagli.
 nato qui e vive tra i vampiri di Caldwell. La voce dellOmega sembrava uscita da un film
di fantascienza e riecheggiava nella stanza in modo inquietante. Ha superato la transizione solo da
pochi mesi. I vampiri credono sia uno di loro.
Ah be, questo s che restringeva il campo.
Puoi servirti degli altri, prosegu lOmega, ma devi prenderlo vivo. Se dovesse rimanere
ucciso, ne risponderai a me.
LOmega si pieg di lato e poggi il palmo sulla carta da parati vicino al segno nero
bruciacchiato. Limmagine del civile si impresse a fuoco sui fiori gialli sbiaditi.
LOmega inclin leggermente la testa e guard limmagine. Poi, con gesto elegante e delicato,
accarezz quel volto.  speciale, lui. Trovalo. Riportalo qui. Fallo senza indugio.
Non cera bisogno di accennare ali altrimenti.
Quando il male svan, Mr D si chin a raccogliere il cappello da cowboy. Per fortuna non si era
schiacciato n macchiato.
Stropicciandosi gli occhi, valut in che razza di rogna si era cacciato. Un vampiro, da qualche
parte l a Caldwell. Era come cercare un ago in un pagliaio.
Prese un coltello da cucina e lo us per ritagliare limmagine impressa sulla tappezzeria. Poi,
con cautela, stacc il pezzo di carta e studi quel volto.
I vampiri erano riservatissimi per due motivi: non volevano interferenze da parte degli umani e
sapevano che i lesser gli stavano addosso. Tuttavia uscivano in pubblico, specie i maschi appena usciti
dalla transizione. Aggressivi e avventati, i pi giovani bazzicavano gli angoli pi malfamati del centro
di Caldwell, perch l trovavano le umane con cui fare sesso, le risse in cui lanciarsi e ogni sorta di
sballo da sniffare, bere e fumare.
Il centro di Caldwell. Avrebbe messo insieme una squadra e puntato verso i bar del centro. Se
anche non trovavano subito il soggetto in questione, la comunit dei vampiri era molto ristretta. Di
sicuro altri civili conoscevano il loro bersaglio, ed estorcere informazioni era uno dei punti forti di Mr
D.
Altro che siero della verit. Gli bastava un martello a granchio e una catena e si trasformava in
una macchina capace di far cantare chiunque.
Mr D trascin al piano di sopra il suo povero corpo ridotto uno straccio e con estrema cautela
fece una doccia nello schifo di bagno dei due morti. Quandebbe terminato, si infil una salopette e una
camicia, che naturalmente gli andavano grandi. Dopo aver arrotolato i polsini della camicia e
accorciato di quasi dieci centimetri le gambe dei calzoni, si pettin i capelli bianchi appiattendoli sul
cranio. Prima di uscire dalla stanza, si mise una goccia di Old Spice trovato sul com. Era quasi solo
alcol puro, come se il flacone fosse l da un pezzo, ma Mr D non disdegnava un tocco di classe.
Tornato da basso, attravers la cucina e raccolse la striscia di tappezzeria con sopra la faccia del
vampiro. Imprimendosi nella mente i tratti di quel volto, si ritrov a scalpitare come un segugio,
eccitatissimo malgrado fosse ancora tutto dolorante.
La caccia era aperta e lui sapeva da chi farsi assistere. Cera una squadra di cinque lesser con
cui aveva lavorato a tratti nel corso degli ultimi due anni. Erano bravi ragazzi, oddio, forse bravi non
era proprio il termine adatto, ma ci andava daccordo e adesso che era Fore-lesser poteva comandarli a
bacchetta.
Avviandosi verso la porta dingresso si calc bene in testa il cappello e sfior la tesa in segno di
saluto, allindirizzo dei due cadaveri. Ci vediamo.
Qhuinn entr nello studio di suo padre gi di cattivo umore e di sicuro non si aspettava di
uscirne felice e contento.
E infatti. Appena lo vide entrare, suo padre lasci ricadere un angolo del Wall Street Journal
per poter premere le nocche delle dita sulla bocca e poi toccarsi i due lati del collo. Bofonchi in fretta
qualche parola nellAntico Idioma, poi rialz il giornale.
Hai bisogno di me per il gala? chiese Qhuinn.
I doggen non te lhanno detto?
No.
Li avevo avvertiti di dirtelo.
Sarebbe un no, quindi. Gli aveva rivolto quella domanda, e adesso insisteva per ottenere una
risposta, solo per il gusto di dargli fastidio.
Non capisco perch non te labbiano detto. Suo padre scavall e poi riaccavall le gambe, la
piega dei pantaloni tesa come il suo labbro sul bicchiere di sherry. Vorrei solo dire le cose una volta
sola, tutto qua. Non mi pare di chiedere...
Non vuoi dirmelo, giusto?
... troppo. Voglio dire, onestamente, il compito della servit  evidente, lo dice la parola
stessa: servire, e io detesto dovermi ripetere.
Suo padre dondolava nervoso il piede libero, scalciando laria. I mocassini guarniti di nappine
erano, come sempre, Cole Haan: cari come il fuoco, ma discreti quanto un sospiro aristocratico.
Qhuinn abbass lo sguardo sulle sue New Rock. Le suole in carro armato erano alte cinque
centimetri in punta e sette e mezzo sul tallone. Il cuoio nero saliva fino alla base dei polpacci; sopra di
esso si incrociavano le stringhe e tre magnifiche borchie cromate.
Ai tempi in cui prendeva la paglietta, prima di scoprire che la transizione non avrebbe guarito il
suo difetto fisico, aveva risparmiato per mesi per prendere quei cazzo di anfibi da duro, e subito dopo il
cambiamento se li era comprati. Erano il regalo che si era fatto per essere sopravvissuto alla
transizione, perch sapeva che dai suoi non doveva aspettarsi un bel niente.
Quando li aveva sfoggiati al Primo Pasto, gli occhi di suo padre erano quasi schizzati fuori dalle
sue orbite di perbenista.
C qualcosaltro? chiese adesso suo padre da dietro al giornale.
Naa. Sparir dalla circolazione. Non temere.
Dio solo sapeva se non laveva gi fatto in occasione di altre cerimonie ufficiali, anche se,
seriamente, chi volevano prendere in giro? La glymera sapeva benissimo di lui e del suo problemino
e quegli snob perdigiorno erano come gli elefanti: avevano una memoria di ferro.
A proposito, tuo cugino Lash ha un nuovo lavoro, mormor suo padre. Alla clinica di
Havers. Sogna di diventare medico e fa pratica dopo la scuola. Il giornale si abbass, lasciando
intravedere per un attimo il volto di suo padre... fu una specie di stilettata perch Qhuinn colse lo
sguardo deluso negli occhi del suo vecchio. Lash  un tale motivo di orgoglio per suo padre. Il degno
erede di una famiglia tanto in vista.
Qhuinn lanci unocchiata alla mano sinistra del padre. Allindice portava un grosso anello
doro massiccio con lo stemma di famiglia.
Tutti i giovani aristocratici ne ricevevano in dono uno, dopo la transizione; entrambi i suoi
migliori amici ce lavevano. Blay lo portava sempre, salvo durante le esercitazioni in palestra o quando
andavano in centro, e anche John Matthew ne aveva uno, anche se non lo metteva mai. E non erano gli
unici a sfoggiare quei vistosi tocchi doro grossi come fermacarte. Nel loro corso di addestramento, al
quartier generale della Confraternita, uno dopo laltro gli allievi, superata la transizione, si sarebbero
presentati in classe con al dito il loro bravo anello con sigillo.
Lo stemma di famiglia inciso in dieci once doro: cinquemila dollari.
Riceverlo dal proprio padre quando si diventava un vampiro a tutti gli effetti era una
soddisfazione inestimabile.
Per Qhuinn la transizione era arrivata cinque mesi prima, suppergi. E lui aveva smesso di
aspettarsi lanello quattro mesi, tre settimane, sei giorni e due ore prima.
Grosso modo.
Cribbio, malgrado le frizioni esistenti tra lui e il suo vecchio non avrebbe mai immaginato di
non ricevere lanello. E invece, sorpresa! Un nuovo modo di sentirsi escluso dal gregge.
Ci fu un altro fruscio di carta, e impaziente, stavolta, come se suo padre stesse scacciando via
una mosca dal suo hamburger. Anche se, naturalmente, lui non mangiava hamburger perch erano
troppo ordinari.
Dovr proprio parlare con quel doggen, disse.
Uscendo, Qhuinn chiuse la porta e quando si volt per infilare il corridoio, per un pelo non and
a sbattere contro una doggen che veniva dalla biblioteca l accanto. La cameriera in uniforme fece un
balzo all indietro, si baci le nocche e le picchiett sulle vene del collo.
Poi corse via farfugliando la stessa frase che poco prima aveva mormorato suo padre. Qhuinn si
ferm davanti a uno specchio antico appeso alla parete rivestita di seta. Malgrado le incrinature nel
vetro piombato e le macchioline scure nei punti in cui era saltata via la parte riflettente, il suo problema
era palese.
Sua madre aveva gli occhi grigi. Suo padre aveva gli occhi grigi. Suo fratello e sua sorella
avevano gli occhi grigi.
Qhuinn aveva un occhio azzurro e laltro verde.
Ora, nella sua famiglia e tra i suoi antenati cerano occhi azzurri e occhi verdi, naturalmente, ma
mai insieme nella stessa persona e, chi lavrebbe mai detto, le deviazioni dalla norma non erano una
bella cosa. Laristocrazia non ammetteva i difetti e i genitori di Qhuinn non solo erano saldamente
radicati nella glymera, provenendo entrambi dalla cerchia delle sei famiglie fondatrici della razza, ma
suo padre era stato addirittura leahdyre del Consiglio dei Princeps.
Tutti avevano sperato che la transizione risolvesse il problema; sia lazzurro che il verde
sarebbero stati accettabili. Be, niente da fare. Qhuinn era emerso dal cambiamento con un fisico
robusto, un bel paio di zanne, una gran voglia di fare sesso... e un occhio azzurro e uno verde.
Che nottata. Era stata la prima e unica volta che suo padre aveva perso il controllo, la prima e
unica volta che Qhuinn le aveva buscate. E da allora nessuno, tra i familiari come tra i domestici, aveva
incrociato il suo sguardo.
Uscendo non si prese neanche la briga di salutare sua madre. E neanche sua sorella o suo
fratello maggiore.
Sin dalla nascita era stato messo in disparte, in famiglia, tenuto ai margini come diverso,
relegato in panchina da una specie di difetto genetico. Lunica ancora di salvezza per la sua pietosa
esistenza, secondo il sistema di valori della razza, era che in famiglia cerano due giovani sani e
normali e che il primogenito, suo fratello, era considerato accettabile ai fini della riproduzione.
Qhuinn aveva sempre pensato che i suoi avrebbero dovuto fermarsi a quota due, che sperare in
tre figli sani era sfidare troppo la sorte. Non poteva cambiare le carte che gli erano state servite,
tuttavia. Ma non poteva neanche fare a meno di rimpiangere che le cose non fossero andate
diversamente.
Non poteva fare a meno di starci male.
Anche se il gala sarebbe stato solo un raduno di tipi retrogradi e boriosi, in abito lungo o in
smoking come tanti pinguini, lui voleva stare con la sua famiglia durante il grande ballo di fine estate
della glymera. Voleva stare spalla a spalla con suo fratello e contare qualcosa, per una volta nella vita.
Voleva mettersi in ghingheri come tutti gli altri, sfoggiare il suo anello doro e magari ballare con una
delle ragazze di buona famiglia ancora sulla piazza. In quella sfavillante comitiva di aristocratici voleva
essere considerato come un cittadino a pieno titolo, come uno di loro, come un maschio adulto, non un
imbarazzo genetico.
Impossibile. Per la glymera lui era meno che un animale, inadatto al sesso quanto un cane.
Mi manca solo il collare, pens, smaterializzandosi verso la casa di Blay.
Capitolo 4
Nel frattempo, a est, nella grande casa della confraternita, Cormia attendeva in biblioteca
larrivo del Primale e della
persona, chiunque fosse, in compagnia della quale lui voleva farle trascorrere il suo tempo.
Mentre andava su e gi dal divano alla poltrona, sent i fratelli che, nellatrio, parlavano di una qualche
imminente festa della glymera.
La voce del fratello Rhage rimbombava stentorea. Quel branco di fancazzisti deleteri, con i
loro mocassini lustri...
Attento a come parli dei mocassini, lo interruppe il fratello Butch. Ne ho su un paio.
... quegli stronzi parassiti miopi e ottusi...
Forza, d pure quello che pensi, scherz qualcun altro.
... possono prendere il loro ballo di merda e ficcarselo in quel posto.
Meno male che non fai il diplomatico, Hollywood, comment il re con una risatina
sommessa.
Devi permettermi di inviargli un messaggio. Meglio ancora, mandiamoci la mia bestia in
nostra rappresentanza. Le faccio spaccare tutto. Gli starebbe proprio bene a quei bastardi, per come
hanno trattato Marissa.
Sai, dichiar Butch, ho sempre pensato che ce lavevi un po di sale in zucca, checch ne
dicessero tutti gli altri.
Cormia smise di camminare quando il Primale comparve sulla soglia della biblioteca con un
bicchiere di porto in mano. Era nella solita tenuta che indossava sempre per il Primo Pasto, quando non
doveva fare lezione: un paio di calzoni fatti su misura, che gli stavano a pennello e che quella sera
erano color crema; una camicia di seta, nera come di consueto, e una cintura nera con la fibbia doro a
forma di H allungata. Le scarpe a punta quadrata, lustre come vino specchio, sfoggiavano la stessa H
della cintura.
Herms, Cormia glielo aveva sentito dire una volta, a tavola. Aveva i capelli sciolti; le onde gli
si allargavano sulle spalle poderose, alcune sul davanti, altre lungo la schiena. Profumava di quello che
i fratelli chiamavano dopobarba, oltre al fumo allaroma pi caff che impregnava la sua camera da letto.
Cormia sapeva esattamente che odore aveva la sua camera da letto. Aveva passato un solo
giorno stesa accanto a lui, in quella stanza, e tutto di quella esperienza era stato indimenticabile.
Ma non era il momento adatto per ricordare ci che era accaduto tra loro in quel letto enorme,
mentre lui dormiva. Era gi abbastanza difficile stare l con lui con unintera stanza a dividerli e un
mucchio di gente fuori dalla porta. Ripensare adesso ai momenti in cui lui si era premuto, nudo, contro
di lei...
Ti  piaciuta la cena? chiese il Primale, bevendo un sorso dal bicchiere.
S, assolutamente. E vostra grazia lha gradita? Lui stava per rispondere, quando alle sue
spalle comparve John Matthew.
Il Primale si volt verso il giovane e sorrise. Ehil, vecchio mio. Lieto di vederti.
John Matthew guard Cormia e alz una mano in segno di saluto.
Lei si sent sollevata da quella scelta. Non conosceva John pi degli altri, ma durante i pasti era
silenzioso, cosa che, data la sua mole, lo faceva apparire meno terrificante.
Vostra grazia, lo salut con un inchino.
Raddrizzandosi, sent il suo sguardo su di s e si chiese cosa vedesse. Una femmina o una
Eletta?
Che pensiero bizzarro.
Be, chiacchierate un po, voi due, li incoraggi il Primale spostando su di lei gli sfavillanti
occhi dorati. Io stasera sono di turno, per cui sar fuori.
A combattere, pens Cormia, con ima fitta di paura.
Avrebbe voluto correre da lui e raccomandargli di essere prudente, ma non era compito suo,
giusto? Lei era a stento la sua Prima Sposa, tanto per cominciare, e secondariamente lui era la forza
della razza e non aveva nessun bisogno delle sue preoccupazioni.
Con una pacca sulla spalla a John Matthew, il Primale la salut con un cenno del capo e se ne
and.
Cormia si pieg di lato per vederlo salire le scale. Malgrado la protesi, camminava con
scioltezza. Era cos alto, fiero e bello, e lei detestava non vederlo per ore prima del suo ritorno.
Quando si volt, John Matthew era andato alla scrivania a prendere un piccolo bloc notes e una
penna. Scriveva tenendo il foglio vicino al petto, la grossa mano piegata allins. Mentre tracciava
faticosamente le lettere, sembrava molto pi giovane di quanto suggeriva la sua stazza.
Cormia lo aveva visto comunicare a gesti, nelle rare occasioni in cui aveva qualcosa da dire, a
tavola, e le era venuto in mente che forse era muto.
John volt il blocco verso di lei con una smorfia, come se non fosse soddisfatto di ci che aveva
scritto. Ti piace leggere? In questa biblioteca ci sono tanti bei libri.
Cormia lo guard negli occhi. Erano di un bellazzurro. Che problema ha la vostra voce, se
posso permettermi?
Nessun problema. Ho fatto il voto del silenzio.
Ah... s, adesso ricordava. LEletta Layla glielo aveva accennato.
Vi ho visto usare le mani per comunicare, disse.
Lingua dei segni, scrisse lui.
 un modo di comunicare molto elegante.
Serve allo scopo. Poi scrisse qualcosaltro e le mostr di nuovo il blocco. Ho sentito che lAltra
Parte  molto diversa.  vero che l  tutto bianco?
Cormia alz i panneggi della tunica, come a fornire un esempio di comera il posto da cui
veniva. S. Il bianco  tutto ci che abbiamo. Si accigli. O meglio, tutto ci che ci serve.
Avete la luce elettrica?
Abbiamo le candele, e facciamo le cose a mano.
Suona antiquato.
Cormia non era certa di cosa intendesse.  una cosa brutta?
Lui scosse la testa. Io lo trovo fico.
Cormia conosceva quella parola perch laveva sentita a tavola, ma ancora non capiva cosa
centrasse un frutto con un giudizio di valore apparentemente positivo.
Io non conosco altro, disse, avvicinandosi a una delle porte alte e strette con i pannelli di
vetro. Be, fino adesso.
Le sue rose erano cos vicine, pens.
John fischi e Cormia si volt a guardare da sopra la spalla il blocco che teneva rivolto verso di
lei. Ti piace questo posto? Aveva scritto. Puoi anche dirmi di no, sia chiaro. Io non sono qui per
giudicarti.
Mi sento cos diversa da tutti gli altri, disse lei giocherellando con la veste. Nelle
conversazioni mi perdo, anche se conosco la vostra lingua.
Segu un lungo silenzio. Quando Cormia torn a guardarlo, John stava scrivendo; di tanto in
tanto si fermava, come se stesse scegliendo una parola. Cancell qualcosa. Scrisse qualcosaltro.
Quandebbe finito le porse il bloc notes.
So cosa significa. Essendo muto mi sento quasi sempre fuori posto. Da quando ho superato la
transizione le cose vanno meglio, ma ogni tanto capita ancora. Per qui nessuno ti giudica. Noi ti
vogliamo bene e siamo contenti di averti qui.
Cormia lesse due volte il paragrafo. Non sapeva bene come reagire allultima frase. Era
convinta di essere tollerata perch laveva portata l il Primale.
Ma... vostra grazia, credevo che aveste scelto volontariamente di mantenere il silenzio.
Vedendolo arrossire aggiunse, Chiedo scusa, sono cose che non mi riguardano.
Lui scrisse qualcosa e poi glielo mostr. Sono nato senza laringe. La frase dopo era cancellata,
ma Cormia riusc comunque a coglierne il succo. Aveva scritto qualcosa tipo, Per sono bravo a
combattere e sono sveglio e tutto il resto.
Lei capiva bene perch avesse mentito. Al pari della glymera, le Elette vedevano nella
perfezione fisica la prova lampante di una educazione adeguata e della forza del patrimonio genetico
della razza. Molti avrebbero giudicato il mutismo di John come una pecca, e anche le Elette potevano
essere crudeli verso chi giudicavano inferiore.
Cormia gli pos ima mano sul braccio. Io non credo che serva dire proprio tutto per farsi
capire. Ed  pi che evidente che siete sano e forte.
Con le guance che si tingevano di rosso, John chin il capo per nascondere gli occhi.
Cormia sorrise. Sentirsi rilassata di fronte a tanto imbarazzo sembrava perverso, ma per certi
versi adesso le pareva che loro due fossero sullo stesso piano.
Da quanto siete qui? chiese.
John torn al bloc notes; per un attimo il suo volto trad lemozione. Otto mesi, pi o meno. Mi
hanno preso con loro perch non avevo una famiglia. Mio padre  stato ucciso.
Sono desolata per la vostra perdita. Ditemi... restate qui perch vi piace?
Ci fu una lunga pausa. Poi lui cominci a scrivere lentamente. Quando le mostr il blocco, cera
scritto, Mi piace n pi n meno di qualsiasi altra casa.
Il che vi fa sentire fuori posto come me, mormor Cormia. Qui, ma non qui.
Lui annu, poi sorrise, rivelando due zanne di un bianco abbagliante.
Cormia non pot fare a meno di ricambiare lespressione sul bel viso del giovane.
Al Santuario erano tutte come lei, l invece non cera nessuno Uguale a lei. Finora.
Hai qualche domanda? scrisse lui. Non so, sulla casa? Sulla servit? Phury ha detto che forse
ne avevi.
Domande... be, gliene veniva in mente qualcuna. Per esempio da quanto tempo il Primale era
innamorato di Bella? Bella lo aveva mai ricambiato in qualche modo? Avevano mai giaciuto insieme?
Si concentr sui libri. Al momento non ho nessuna domanda. Poi, senza un motivo, aggiunse,
Ho appena finito Les Liaisons Dangereuses di Choderlos de Laclos.
Ne hanno tratto un film. Con Sarah Michelle Gellar, Ryan Phillippe e Reese Witherspoon.
Un film? E chi sono tutte quelle persone?
Lui scrisse per un bel po. Sai cos la televisione, giusto? Quel pannello piatto nella sala del
biliardo? Be, i film sono su uno schermo ancora pi grande, e le persone dentro ai film si chiamano
attori. Fingono di essere altre persone. Quei tre che ho nominato sono attori. In realt sono tutti attori,
sia alla TV che al cinema. B, quasi tutti.
Ho dato solo ima sbirciatina alla sala del biliardo. Non ci sono mai entrata. Provava una
curiosa vergogna nellammettere quanto poco si fosse avventurata fuori dalla sua stanza. La
televisione  quella scatola luminosa con le immagini?
EsattoPosso mostrarti come funziona, se ti va.
S, per favore.
Usciti dalla biblioteca si trovarono nel magico atrio della magione, variopinto come un
arcobaleno, e come sempre Cormia alz gli occhi al soffitto, tre piani sopra il pavimento a mosaico. La
scena dipinta lass in cima raffigurava alcuni guerrieri in sella a giganteschi destrieri, pronti a
combattere. I colori erano scandalosamente vivaci, le figure forti e maestose, lo sfondo di un azzurro
brillante punteggiato da nuvole bianche.
Cera un guerriero in particolare, dai capelli striati di biondo, che Cormia non poteva fare a
meno di controllare ogni volta che attraversava latrio. Doveva assicurarsi che stesse bene, anche se era
ridicolo. Quelle figure non si muovevano mai. La battaglia era sempre sul punto di scoppiare, mai in
atto.
Contrariamente agli scontri che vedevano impegnati i membri della confraternita.
Contrariamente a quelli che vedevano impegnato il Primale.
John Matthew le fece strada verso la stanza verde scuro situata di fronte a quella dove si
consumavano i pasti. I fratelli ci trascorrevano molto tempo: spesso Cormia aveva sentito le loro voci
uscire da quel locale, accompagnate da schiocchi sommessi di cui non aveva saputo identificare
lorigine. Fu John a svelare il mistero. Passando accanto a un tavolo piatto coperto da un feltro verde,
prese una delle palle multicolori posate sulla sua superficie facendola rotolare dallaltra parte. Quando
la palla and a cozzare contro una delle compagne con un rumore ovattato Cormia cap cosa aveva
sentito.
John si ferm davanti a un quadro grigio e prese un oggetto nero e sottile. Tutta un tratto
comparve unimmagine coloratissima accompagnata da unesplosione sonora. Cormia balz
allindietro mentre un rombo riempiva la stanza e oggetti simili a proiettili correvano a tutta velocit.
John la sorresse mentre il frastuono a poco a poco si attenuava, poi sul bloc notes scrisse, Scusa,
ho abbassato il volume. Questa  ma gara della NASCAR. Dentro le automobili ci sono delle persone
che corrono lungo la pista. Il pi veloce vince.
Cormia si avvicin allimmagine e la tocc, esitante. Sent solo una superficie piatta e liscia
come tessuto. Guard dietro lo schermo. Non cera altro che il muro.
Stupefacente.
John annu e le porse loggetto sottile, muovendolo su e gi quasi volesse incoraggiarla a
prenderlo. Dopo averle mostrato cosa premere in quella moltitudine di pulsanti, si fece da parte.
Cormia punt quellaggeggio verso le figure in movimento... e le fece cambiare. Ancora e poi ancora.
Sembravano non finire mai.
Niente vampiri, per, mormor, mentre compariva lennesimo scenario inondato dalla luce
del giorno. Questa roba  solo per gli umani.
Per la guardiamo anche noi. I vampiri compaiono in certi film... non sono un granch, di
solito. N i film n i vampiri.
Cormia si lasci sprofondare lentamente sul divano davanti al televisore e John fece altrettanto,
sistemandosi su una sedia l accanto. Quella infinita variazione era avvincente e John le descriveva ogni
canale. Non sapeva da quanto erano seduti l, ma lui non sembrava impaziente di andarsene.
Chiss che canali guardava il Primale, si chiese.
Alla fine John le mostr come spegnere le immagini. Tutta rossa per leccitazione, Cormia
guard le porte a vetri.
 sicuro l fuori? chiese.
Molto. C un enorme muro di cinta che circonda tutto il complesso, oltre a telecamere di
sicurezza dappertutto. Ma soprattutto siamo isolati dal mhis. Nessun lesser  mai riuscito a trovare
questo posto, e nessuno ci riuscir mai... oh, e gli scoiattoli e i cerbiatti sono innocui.
Mi piacerebbe uscire.
Ti accontento molto volentieri.
John si infil il blocco sotto il braccio avviandosi verso una delle portefinestre. Fece scattare la
serratura dottone e spalanc uno dei due battenti con un galante gesto del braccio.
Laria tiepida che sinsinu nella stanza aveva un odore diverso da quella che cera in casa. Era
un odore ricco. Complesso. Reso sensuale dal suo bouquet floreale e dal caldo afoso.
Cormia si alz dal divano e raggiunse John. Al di l della terrazza i giardini ben curati che per
tanto tempo aveva ammirato da lontano si stendevano a perdita docchio. Con le sue aiole variopinte e
gli alberi in fiore, la vista non assomigliava per nulla alla distesa monocromatica del Santuario, ma era
altrettanto perfetta e incantevole.
Oggi  il mio compleanno, disse senza un motivo particolare.
John sorrise e batt le mani. Poi scrisse, Avrei dovuto farti un regalo.
Un regalo?
S, insomma, qualcosa. Per te.
Cormia si sporse fuori dalla portafinestra allungando il collo. Il cielo sopra di lei era di un blu
vellutato con tante lucine scintillanti che ne punteggiavano le pieghe. Magnifico, pens.
Semplicemente magnifico.
Questo  un regalo.
Uscirono di casa insieme. Le lastre di pietra del terrazzo erano fredde sotto i piedi nudi di
Cormia, ma laria era tiepida come lacqua di un bagno, e quel contrasto le piacque.
Oh,.. disse inspirando a fondo. Che meraviglia,..
Girando pi volte su se stessa volse lo sguardo su tutto ci che la circondava: la maestosa
montagna della casa; le chiome scure e vaporose degli alberi; il prato ondulato; i fiori nelle loro aiuole
ordinatissime.
La brezza che soffiava su tutto quanto era leggera come un respiro e portava con s una
fragranza troppo complessa e inebriante da definire.
John la lasci andare avanti da sola, e i cauti passi di lei si diressero verso le rose.
Quando le raggiunse, Cormia allung il braccio e accarezz i petali delicati di una rosa gi
quasi sfiorita, grossa come il suo palmo. Poi si chin ad annusarne il profumo.
Raddrizzandosi, scoppi a ridere. Senza una ragione. Era solo che... il suo cuore allimprovviso
aveva messo le ali e adesso si librava in volo dentro al petto, lapatia che laveva afflitta nellultimo
mese si dilegu, spazzata via da una vigorosa sferzata di energia.
Era il suo compleanno e lei era uscita allesterno.
Guard John e vide che la stava fissando con un timido sorriso sulle labbra. Lui lo sapeva,
pens Cormia. Sapeva quello che lei stava provando.
Voglio fare una corsa.
Lui indic il prato con un ampio gesto del braccio.
Cormia non si sofferm a pensare ai pericoli dellignoto o alla dignit che, come la tunica
bianca, le Elette non dovevano mai abbandonare. Accantonando il gravoso fardello del decoro, sollev
leggermente la candida veste e si mise a correre a pi non posso. Lerba primaverile era soffice sotto i
suoi piedi, i capelli sventolavano alle sue spalle e laria le accarezzava il viso.
Pur rimanendo saldamente ancorata al suolo, la libert nella sua anima la faceva volare.
Capitolo 5
In centro, nella zona dei club e della droga, Phury camminava spedito lungo una traversa della
Decima Strada; i pesanti stivali calpestavano con forza il marciapiede lurido, la giacca a vento nera
sventolava alle sue spalle. A una quindicina di metri davanti a lui cera un lesser e, date le rispettive
posizioni, tecnicamente Phury lo stava inseguendo. In realt il non morto non stava cercando di
scappare. Il bastardo voleva inoltrarsi nelle tenebre quanto bastava per potersi lanciare nella lotta, e
Phury non aveva nulla in contrario, anzi.
Nella guerra tra la confraternita e la Lessening Society la regola numero uno era: niente
tafferugli con gli umani nei paraggi. Nessuna delle due parti in causa voleva fastidi.
In pratica quella era lunica regola.
Phury venne investito dallodore dolciastro di talco per neonati, la scia lasciata dal suo nemico
era nauseante da far schifo, ma valeva la pena sopportare quel tanfo perch quello prometteva di essere
un bel corpo a corpo. Lassassino che stava inseguendo aveva i capelli bianchi come la neve - il che
stava a significare che era nella Societ da un bel pezzo: per motivi ignoti, tutti i lesser col tempo
sbiadivano perdendo la naturale pigmentazione di capelli, occhi e pelle via via che acquisivano
esperienza nel dare la caccia e uccidere vampiri innocenti.
Grandiosa, come contropartita. Pi vampiri assassinavi, pi assomigliavi a un cadavere.
Phury scans un cassonetto dellimmondizia e scavalc dun balzo quello che sperava fosse un
mucchio di stracci e non il cadavere di un umano senzatetto; altri cinquanta metri neanche e lui e il suo
amichetto avrebbero finalmente trovato la privacy che cercavano. Erano in un vicolo cieco, tra due file
di edifici privi di finestre e...
In fondo cerano un paio di umani.
Phury e il suo nemico si fermarono di colpo davanti a quei guastafeste. Mantenendosi a distanza
di sicurezza, valutarono la situazione mentre i due uomini li guardavano.
Fuori dai piedi, ringhi quello sulla sinistra.
Okay, era chiaramente un caso di spaccius interruptus.
E il tizio sulla destra era decisamente il destinatario finale dello scambio, e non solo perch non
stava cercando di assumere il controllo di fronte a quellintrusione. Quel bastardo rognoso era
nervosetto, gli occhi febbricitanti sgranati, la pelle giallastra sudaticcia e rovinata dallacne. Ma il
dettaglio pi rivelatore era che continuava a fissare le tasche della giacca del suo pusher, per nulla
preoccupato dalla prospettiva di finire impallinato dai due nuovi arrivati.
Naa, la sua pi grande preoccupazione era come procurarsi la dose per farsi unaltra pera, ed era
chiaramente terrorizzato allidea di tornarsene a casa senza ci che gli serviva.
Phury deglut a fatica mentre guardava quegli occhi vuoti che si spostavano frenetici. Dio,
aveva appena provato quellacuto senso di panico... ci aveva fatto i conti appena prima che le
tapparelle si alzassero per la notte, gi a casa.
Lo spacciatore spost una mano dietro la schiena. Ho detto fuori dai piedi.
Cazzo. Se quel coglione tirava fuori una pistola sarebbe scoppiato un gran casino perch...
Okay, ecco, anche il lesser stava infilando la mano dentro la giacca. Con unimprecazione, Phury segu
il loro esempio stringendo nel palmo il calcio della SIG agganciata al fianco.
Lo spacciatore si blocc, realizzando che tutti e tre erano accessoriati in piombo. Dopo aver
calcolato i rischi, alz le mani vuote davanti a s.
Ripensandoci, magari levo io le tende.
Ottima scelta, comment sarcastico il lesser.
Il tossico per non la trovava unidea tanto geniale. No, oh, no... no, io ho bisogno...
Dopo, disse lo spacciatore, abbottonandosi la giacca come un esercente che chiude a chiave
la porta del negozio.
Poi accadde tutto cos in fretta che sarebbe stato impossibile impedirlo. Allimprovviso il
drogato estrasse un taglierino e con un fendente maldestro, pi per fortuna che per bravura, squarci la
gola dello spacciatore. Mentre il sangue schizzava dappertutto, il tossico spalanc la bottega del pusher,
frugandogli nelle tasche nella giacca e ficcandosi pacchetti di cellofan nei jeans sdruciti. Finito il raid,
se la svign come un topo di fogna, curvo su se stesso, troppo euforico per quella vincita alla lotteria
per curarsi dei due killer che si trovavano sulla sua strada.
Il lesser lo lasci andare solo per sgombrare il campo, in modo che il vero scontro potesse avere
inizio.
Phury, invece, lo lasci andare perch gli sembrava di guardarsi allo specchio.
La gioia infinita sul volto del tossico era un vero shock. Lamico era su un treno espresso
lanciato verso uno sballo coi fiocchi, ma la sua euforia non era dovuta tanto al potersi bucare gratis. La
vera goduria era lestasi assoluta derivante da quella esagerata sovrabbondanza di roba.
Phury conosceva quella specie di esaltazione orgasmica. La sperimentava ogni volta che si
chiudeva a chiave in camera sua con un grosso sacchetto gonfio di fumo rosso e una confezione nuova
di cartine.
Era... geloso. Era cos...
La catena lo colp di lato, alla gola, e si attorcigli intorno al collo, un serpente di metallo che
con la coda gli diede una sferzata della miseria, Quando il lesser tir, gli anelli si conficcarono nella
carne bloccando tutto quanto: respiro, circolazione, voce.
Il centro di gravit di Phury si spost dal bacino alle spalle, facendolo cadere in avanti; lui
allung le mani per non sbattere la faccia contro il marciapiede e, atterrando a quattro zampe, ebbe una
fugace quanto vivida visione dello spacciatore che a tre metri di distanza gorgogliava come una
caffettiera.
Il pusher tese una mano, muovendo lentamente le labbra insanguinate. Aiutami... aiutami...
Lo scarpone del lesser colp Phury alla testa, neanche fosse un pallone; nel violento impatto che
segu, la terra cominci a girare vorticosamente, mentre Phury rotolava su se stesso come una trottola e
finiva dritto addosso allo spacciatore; il peso morto dellagonizzante ferm la sua corsa.
Phury batt le palpebre convulsamente, ansimando. Su in alto, le luci della citt offuscavano
molte delle stelle della galassia, ma non quelle che lui vedeva per il dolore.
Vicino a s sent un ansito strozzato e per una frazione di secondo volt gli occhi annebbiati. Lo
spacciatore stava familiarizzando con la Vecchia Signora con la Falce, esalando gli ultimi respiri dalla
seconda bocca spalancata allaltezza della gola. Il tipo puzzava di crack; doveva essere un consumatore
abituale, oltre che uno spacciatore.
Questo  il mio mondo, pens Phury. Quel mondo fatto di buste di cellofan e rotoli di contanti,
di dipendenza e ansia di procurarsi la dose successiva occupava il suo tempo ancor pi della missione
per la confraternita.
Il mago si materializz nella sua mente, ergendosi come Atlante in quel campo di ossa. Altro
che se  il tuo mondo, scemo di un bastardo strafatto. E io sono il tuo re.
Il lesser diede uno strattone alla catena, mettendo a tacere il mago e rendendo ancora pi
scintillanti le stelle nella testa di Phury.
Se non tornava in gioco subito, lasfissia sarebbe stata la sua migliore, nonch unica, amica.
Portandosi le mani alla gola afferr quella cazzo di catena con entrambi i pugni, si rannicchi a
uovo e arrotol il guinzaglio dacciaio intorno alla protesi. Col piede fece leva sugli anelli che
correvano sotto la suola dello stivale, creando uno spiraglio per riuscire a respirare.
Il lesser si pieg allindietro, come quando si fa sci dacqua; sottoposta a quella pressione, la
protesi quasi cedette, langolazione del piede artificiale cambi. Con mossa fulminea, Phury liber la
gamba dalla catena, lasci andare lestremit e fece forza col collo e con le spalle. Il lesser vol contro
il muro di mattoni di un lavasecco Valu-rite; la forza e il peso del non morto sollevarono da terra
Phury.
Per una frazione di secondo la catena si allent.
Quanto bastava per permettere a Phury di ruotare su se stesso, togliersela dal collo e afferrare
un pugnale.
La botta contro ledificio aveva lasciato il lesser tutto intontito; Phury approfitt di quellattimo
di sbandamento per lanciarsi in avanti col pugnale. La lama in acciaio composito penetr fino in fondo
nella pancia morbida e vuota del lesser, facendo sprizzare un lucido fiotto di sangue nero.
Lassassino guard in gi, in preda alla confusione, come se le regole del gioco fossero
cambiate nel bel mezzo della partita e nessuno lo avesse avvertito. Le mani bianche cercarono di
tamponare il flusso di sangue malefico e dolciastro, ma non poterono nulla contro quella cascata
inarrestabile.
Phury si pul la bocca con la manica, eccitato, pregustando ci che stava per accadere.
Il lesser lo guard in faccia e perse la sua espressione interdetta. La paura si dipinse sui pallidi
tratti del suo volto.
Allora sei tu... sussurr piegandosi sulle ginocchia. Il torturatore.
Limpazienza di Phury si plac leggermente. Come?
Ho sentito... parlare di te. Prima ci torturi... e poi ci uccidi.
Si era fatto una reputazione nella Lessening Society? Be, che scoperta. Ormai erano un paio di
mesi che faceva scempio di lesser.
Come fai a sapere che sono io?
Da come... stai... sorridendo.
Mentre il non morto si accasciava sul marciapiede, Phury si rese conto del ghigno
raccapricciante che aveva stampato sulla faccia.
Difficile dire cosa fosse pi spaventoso: che stesse sogghignando o che non se ne fosse
nemmeno accorto.
Allimprovviso le pupille del lesser schizzarono verso sinistra. Grazie... al cielo.
Phury rimase impietrito; qualcuno gli premeva la canna di una pistola contro il rene sinistro e
un nuovo effluvio di borotalco gli invase le narici.
Non pi di cinque isolati a est, nel suo ufficio privato allo ZeroSum, Rehvenge, ovvero il
Reverendo, imprec. Odiava gli incontinenti. Li odiava.
Lumano che ciondolava davanti alla sua scrivania si era appena pisciato nei calzoni; la macchia
formava un cerchio blu scuro sulla patta dei Z Brand effetto usato.
Sembrava che qualcuno lo avesse centrato nelle parti basse con una spugna bagnata.
Oh, per lamor del cielo. Rehv scosse la testa rivolto alle sue guardie del corpo, i due Mori
che facevano da attaccapanni a quel pezzo di merda. Trez e iAm avevano la sua stessa espressione
disgustata.
Lunica, per quanto magra, consolazione, si disse Rehv, era che le Doc Martens del tizio erano
perfette come recipienti. Non gocciolava fuori niente.
Che cosa ho fatto? squitt il tizio; dalla voce sembrava che le palle nei boxer fradici si fossero
spostate verso nord, trasformandosi in tette. Un filo pi alta e avrebbe potuto essere un contralto. Non
ho fatto nien...
Rehv tronc le scuse sul nascere. Chrissy  arrivata con un labbro spaccato e piena di lividi. Di
nuovo.
E tu credi che sia stato io? Ma dai, quella fa la puttana per te. Pu essere stato chiun...
Trez sollev unobiezione chiudendogli a forza la mano a pugno e spremendola come un
arancio.
Mentre il latrato di dolore dellimputato si smorzava in un guaito, Rehv oziosamente prese un
tagliacarte dargento a forma di spada e ne saggi la punta con lindice, affrettandosi poi a leccare via
la goccia di sangue che ne era sgorgata.
Quando hai fatto domanda per lavorare qui, disse, hai fornito un indirizzo al 1311 della
Ventitreesima Strada. Che  anche lindirizzo di Chrissy. Arrivate insieme e ve ne andate via insieme a
fine serata. Il tizio fece per aprire bocca, ma Rehv alz la mano. S, mi rendo conto che non  una
prova schiacciante, per, vedi lanello che hai al dito... Aspetta, perch cerchi di nascondere il braccio
dietro la schiena? Trez, ti spiace aiutarlo a posare il palmo qui sul tavolo?
Mentre Rehv tamburellava con la punta del tagliacarte sulla scrivania, Trez spinse in avanti quel
bestione come se non pesasse pi di un sacco di biancheria sporca. Poi, senza il minimo sforzo, appiatt
la mano del bastardo davanti a Rehv e la tenne ferma.
Rehv si pieg in avanti e col tagliacarte segu i contorni di un anello della Caldwell High
School. S, vedi, Chrissy ha un segno strano sulla guancia. La prima volta che lho visto mi sono
chiesto cosa fosse. E questo anello, giusto? Le hai mollato un manrovescio, eh? Lhai presa in faccia
con questo.
Mentre il tizio tossicchiava come il motore di un fuoribordo, Rehv tracci un altro cerchio
intorno alla pietra azzurra dellanello, poi con la punta affilata come un rasoio accarezz una dopo
laltra le dita delluomo, dalle nocche ossute alle unghie piatte.
Le due nocche pi grosse erano scorticate, la pelle pallida era violacea e tumefatta.
Non le hai rifilato solo un manrovescio, a quanto pare, mormor Rehv, continuando a
carezzare le dita delluomo col tagliacarte.
Se l cercat...
Rehv batt il pugno sulla scrivania, talmente forte che il grosso apparecchio telefonico
dellufficio fece un salto e la cornetta scivol gi dalla forcella.
Non azzardarti a terminare la frase, sibil Rhev, sforzandosi di non scoprire le zanne che gi
premevano con prepotenza. Altrimenti, quant vero Dio, ti faccio ingoiare le palle seduta stante.
Quel cacasotto si afflosci su se stesso mentre dal telefono si levava un fioco bip-bip-bip al
posto del segnale di libero. Rilassato come sempre, iAm si protese in avanti con calma per rimettere a
posto il ricevitore.
Una goccia di sudore rotol gi dal naso dellumano, atterrando sul dorso della sua mano; Rehv
cerc di tenere a freno la collera.
Bene. Dove eravamo rimasti prima che per un pelo non ti facessi castrare? Ah, s... Le mani...
stavamo parlando delle mani. Buffo, non so cosa faremmo se non ne avessimo due. S, insomma, non
potremmo guidare unauto con il cambio manuale, per esempio. E tu ce lhai manuale, giusto? Gi, ho
visto quella Acura truccata con cui te ne vai in giro. Bella macchina.
Rehv pos a sua volta la mano sul legno lucido, proprio accanto a quella del tizio, e
confrontandole indic le differenze pi salienti con il tagliacarte.
La mia mano  pi grande della tua... e anche pi larga. Le dita sono pi lunghe. Le mie vene
sono pi evidenti. Tu hai un tatuaggio di... cos quella roba alla base del pollice? Una specie di... ah,
il simbolo cinese della forza. S, i miei tatuaggi sono da unaltra parte. E poi cosaltro, vediamo... la
tua pelle  pi chiara. Accidenti, voi visi pallidi dovreste proprio abbronzarvi. Senza qualche lampada
sembrate tanti cadaveri ambulanti.
Rehv alz gli occhi ripensando al passato, a sua madre e alla sua collezione di lividi. Ci aveva
messo tanto, troppo tempo a vendicarla.
Sai qual  la differenza pi grande tra te e me? disse. Vedi... io non ho le nocche sbucciate
per aver picchiato una donna.
Con mossa repentina alz il tagliacarte e lo abbass di colpo, talmente forte che la punta non
solo trafisse la carne, ma penetr nel tek della scrivania/
La mano che aveva pugnalato era la sua.
Lumano lanci un urlo, ma Rehv non sent niente.
Non azzardarti a svenire, mezzasega del cazzo, sibil Rehvenge, vedendo che lo stronzo
rovesciava gli occhi nelle orbite. Devi guardare con molta attenzione, cos ti ricorderai il mio
messaggio.
Rehv liber il tagliacarte sollevando il palmo fino allimpugnatura e sfilando la lama dalla
scrivania. Poi, alzando la mano per permettere alluomo di vederla bene, gir e rigir avanti e indietro
il tagliacarte con precisione puntigliosa, aprendo uno squarcio nella pelle e nelle ossa, allargando la
ferita fino a trasformarla in una finestrella. Quandebbe finito, sfil la lama e pos il tagliacarte con
cura accanto al telefono.
Col sangue che colava lungo linterno della manica raccogliendosi nellincavo del gomito,
guard luomo attraverso quel buco. Ti tengo docchio. Dappertutto. Sempre. Se Chrissy si presenta
qui con un altro livido per essere caduta nella doccia ti segno come un calendario, mi sono
spiegato?
Luomo si volt di fianco e vomit sulla gamba dei calzoni.
Rehv smadonn. Doveva immaginarselo, Fottutissimo bullo di un bastardo senza palle.
Meno male che quello scemo con la pasta semidigerita che gli gocciolava sulle Doc Martens
zuppe di piscio non sapeva di cosa era davvero capace Rehv. Quellumano, come tutti gli altri umani l
al club, non aveva idea che il boss dello ZeroSum non solo era un vampiro, ma era anche un symphath.
Quel figlio di buona donna si sarebbe cacato addosso, e allora s che sarebbe stato un bel macello.
Ormai era ovvio che non portava il pannolone.
Adesso la tua macchina  mia, dichiar Rehv allungando la mano verso il telefono per
chiamare gli addetti alle pulizie. Consideralo un risarcimento con gli interessi per la grana che mi hai
sgraffignato lavorando al bar. Sei licenziato per questo e per aver spacciato di nascosto eroina nella mia
zona. Ancora una cosa, la prossima volta che cerchi di razzolare in territorio altrui non marchiare i tuoi
pacchetti con laquila che c sul tuo giubbotto del cazzo. Cos  troppo facile capire chi  il pusher che
fa il furbo con la concorrenza. Ah, e come ho gi detto, sar meglio che quella signora che lavora per
me non si presenti nemmeno con ununghia scheggiata, altrimenti vengo a farti una visitina. Adesso
esci dal mio ufficio e non farti mai pi vedere da queste parti.
Il tizio era cos traumatizzato che non fiat mentre lo trascinavano a faccia in gi verso la porta
tenendolo fermo per le braccia.
Rehv picchi di nuovo il pugno insanguinato sulla scrivania per attirare lattenzione generale.
I Mori si bloccarono di colpo, e anche il loro prigioniero. Lumano fu lunico a voltarsi a
guardarlo da sopra la spalla, nei suoi occhi cera il terrore pi assoluto.
Unultima cosa, disse Rehv con un mezzo sorriso, attento a non mostrare i canini aguzzi. Se
Chrissy se ne va, dovr dedurne che lha fatto perch tu lhai costretta; allora verr a cercarti per
recuperare le mie perdite pecuniarie. Poi, chinandosi in avanti, aggiunse, I soldi non mi servono,
ricordatelo, per sono un sadico, per cui godo a far soffrire la gente. La prossima volta mi riprender la
quota che mi spetta direttamente dalla tua pellaccia, invece che dal portafoglio o da quello che hai
parcheggiato nel vialetto di casa tua. Le chiavi? Trez?
II Moro infil una mano nella tasca posteriore dei Z Brand del tipo e gli gett un portachiavi.
Non preoccuparti delle scartoffie, disse Rehv afferrandolo al volo. La tua Acura del cacchio
finir in un posto dove non servono le pratiche per il passaggio di propriet. Per ora ti saluto.
Quando la porta si chiuse su quella scena madre, Rehv lanci unocchiata al portachiavi. Sulla
targhetta attaccata allanello cera scritto SUNY NEW PALTZ, luniversit.
Cosa c? disse senza alzare gli occhi.
La voce bassa di Xhex si lev dallangolo buio dellufficio dove lei si appostava sempre per
godersi lo spettacolo. Se lo fa unaltra volta voglio occuparmene io di persona.
Rehv strinse le chiavi nel pugno e si appoggi allo schienale della poltroncina. Dire di no non
serviva; se quel pezzo di merda avesse malmenato di nuovo Chrissy, con ogni probabilit la
responsabile della sicurezza del suo locale gli avrebbe dato comunque una bella ripassata. Xhex non era
come gli altri suoi dipendenti. Xhex non era come nessun altro.
Be, non era del tutto vero, era come lui. Per met symphath.
O per met sociopatica, come in quel caso.
Tu tieni docchio la ragazza, le disse. Se quel figlio di puttana ricomincia a darci dentro col
suo anello, tireremo a sorte per vedere chi avr il piacere di fargli un culo cos.
Io tengo gi docchio tutte le tue ragazze, ribatt Xhex avviandosi verso la porta con potenza
scattante. Alta e muscolosa, aveva una corporatura maschile, ma era tuttaltro che grossolana o volgare.
Malgrado il fisico asciutto, il taglio di capelli alla Annie Lennox e la sua uniforme standard - maglietta
attillata nera e pantaloni di pelle neri - non era una ficafredda nelle massicce sembianze di un trans. No,
Xhex aveva leleganza letale di un coltello: fulminea, decisiva, silenziosa.
E come tutti i pugnali, anche lei adorava far scorrere il sangue.
 il primo marted del mese, disse posando la mano sulla porta.
Come se non lo sapessi, pens Rehv. Esco tra una mezzora.
La porta si apr e si richiuse; il frastuono del club, dallaltra parte, invase per un attimo lufficio
per poi spegnersi bruscamente.
Rehv alz il palmo. Lemorragia si stava gi fermando, altri venti minuti e il buco si sarebbe
richiuso. Prima di mezzanotte non ci sarebbe stata pi traccia della ferita.
Ripens al momento in cui si era infilzato. Non avere la bench minima percezione del proprio
corpo era uno strano tipo di paralisi. Ti muovevi, ma non sentivi i vestiti che avevi addosso, non ti
accorgevi se le scarpe erano troppo strette o se il terreno sotto i piedi era accidentato o scivoloso.
Sentiva la mancanza del suo corpo, ma o prendeva la dopamina e ne sopportava gli effetti
collaterali, oppure doveva vedersela con il suo lato malefico. E quello era uno scontro senza esclusione
di colpi che non era sicuro di poter vincere.
Afferr il bastone da passeggio e con cautela si alz dalla poltroncina. A causa del suo stato di
intorpidimento generale lequilibrio era un bel problema e la forza di gravit era sua nemica, per cui il
tragitto fino al muro gli prese pi tempo del dovuto. Quando finalmente giunse a destinazione, pos il
palmo su un quadrato in rilievo e un pannello delle dimensioni di una porta scivol allindietro, in
perfetto stile Star Trek.
La suite nera camera-da-ltto-bagno che venne allo scoperto era uno dei suoi tre rifugi
demergenza, e per qualche motivo era quello dotato della doccia migliore. Forse perch, essendo
grande solo sei metri quadri, bastava aprire il rubinetto per fargli raggiungere temperature tropicali.
E se eri uno che aveva sempre freddo, quello era un notevole valore aggiunto.
Si spogli e cominci a far scendere lacqua, radendosi in fretta in attesa che il getto diventasse
bollente. Mentre si passava il rasoio sulle guance, il tipo che ricambiava il suo sguardo dallo spcchio
era lo stesso di sempre. Corta cresta da moicano, occhi color ametista, tatuaggi sul petto e sugli
addominali. Un uccello lungo e moscio in mezzo alle gambe.
Pens a dove doveva andare quella sera e la sua visione cambi, una foschia rossastra sostitu
tutti i colori dello spettro visivo. Non ne rimase sorpreso. La violenza, immancabilmente, liberava la
sua natura malvagia come cibo offerto a un affamato, e poco prima, in ufficio, ne aveva avuto solo un
piccolo assaggio.
In circostanze normali sarebbe stato il momento giusto per unaltra dose di dopamina. La sua
salvatrice chimica teneva a bada i suoi peggiori istinti di symphath in cambio di ipotermia, impotenza e
torpore. Gli effetti collaterali erano una bella rottura, ma non aveva scelta, e le bugie avevano un costo.
Oltre a richiedere ottime prestazioni.
La sua ricattatrice esigeva ottime prestazioni.
Stringendo nel palmo luccello, come se potesse proteggerlo da ci che avrebbe dovuto fare di l
a qualche ora, and a controllare lacqua. Laria era cos densa di vapore che sembrava di respirare
panna, ma lacqua non era ancora abbastanza calda. Non lo era mai.
Si stropicci gli occhi con la mano libera. Vedeva ancora tutto rosso, ma era un bene. Meglio
combattere ad armi pari con la sua ricattatrice. Male contro male. Symphath contro symphath.
Sinfil sotto la doccia e il sangue versato scivol subito via. Si insapon, ma si sentiva ancora
sporco, lercio dalla testa ai piedi. Una sensazione destinata a peggiorare, ora dellalba.
S... sapeva perfettamente perch le ragazze che lavoravano per lui riempivano di vapore lo
spogliatoio alla fine del turno. Le puttane adorano lacqua bollente. Sapone e acqua bollente. Quello e
una spugnetta a volte aiutano a superare la nottata.
Capitolo 6
John seguiva con gli occhi Cormia che correva e piroettava sullerba del prato, la veste candida
che svolazzava alle sue spalle, a met tra unala e una bandiera. Non gli risultava che le Elette
potessero scorrazzare a piedi nudi in piena libert e aveva la sensazione che Cormia stesse infrangendo
le regole. John seguiva con gli occhi Cormia che correva e piroettava sullerba del prato, la veste
candida che svolazzava alle sue spalle, a met tra unala e una bandiera. Non gli risultava che le Elette
potessero scorrazzare a piedi nudi in piena libert e aveva la sensazione che Cormia stesse infrangendo
le regole.
B, buon per lei. E che meraviglia poterla ammirare. Con la gioia che lanimava, Cormia era
nella notte ma non faceva parte delle tenebre: era una lucciola, un puntino luminoso che danzava sullo
sfondo dellorizzonte fitto di boschi.
Phury avrebbe dovuto godersi lo spettacolo, pens.
Il cellulare emise un bip e John lo tir fuori dalla tasca. Il messaggino di Qhuinn diceva: Puoi
farti portare subito da fritz a kasa di blay? Noi siamo pronti. Rispose subito: ok.
Mise via il BlackBerry. Quanto gli sarebbe piaciuto riuscire a smaterializzarsi. Potevi provarci
gi un paio di settimane dopo la transizione. Blay e Qhuinn non avevano avuto problemi, ma per lui era
come agli inizi delladdestramento, quando era sempre il pi lento, il pi debole e il peggiore di tutti i
compagni. Bastava concentrarsi sulla meta da raggiungere e spostarsi grazie alla forza del pensiero.
Almeno in teoria. Lui invece aveva passato un mucchio di tempo a occhi chiusi, la faccia contratta
come il muso tutto pieghe di uno sharpei, tentando di costringere le molecole del suo corpo ad arrivare
dallaltra parte della stanza ma restando fermo dovera. Aveva sentito che a volte ci voleva anche un
anno dalla transizione, prima di riuscire nellimpresa, ma lui forse non ce lavrebbe mai fatta.
Nel qual caso doveva prendere una cazzo di patente di guida. Gli sembrava di avere dodici anni,
con tutti quei puoi accompagnarmi fin l? Fritz era un autista coi fiocchi ma, che cavolo, lui voleva
essere un uomo, non il carico di un doggen.
Cormia fece tutto il giro del prato e poi torn verso casa. Quando si ferm di fronte a lui,
sembrava quasi che la sua tunica volesse continuare la corsa, i panneggi ondeggiarono in avanti prima
di assestarsi lungo il corpo. Cormia aveva il fiato corto, le guance rosso fuoco e un sorriso pi grande
della luna piena.
Dio, con i capelli biondi sciolti e quel grazioso rossore, era il ritratto perfetto della ragazza
simbolo dellestate. Gli sembrava quasi di vederla, in mezzo a un campo, seduta sopra un plaid a
quadretti, che mangiava torta di mele vicino a una caraffa di limonata ghiacciata... con addosso un
bikini bianco e rosso.
Okay, meglio evitare certe fantasie.
Mi piace qua fuori, esclam lei.
Stare qua fuori ti dona, scrisse lui, mostrandole il bloc-notes.
Mi spiace di aver aspettato tanto a venire qui, aggiunse Cormia, voltandosi verso le rose che
crescevano intorno alla terrazza. Si fece scorrere una mano su per il collo e John ebbe la sensazione che
volesse toccarle, ma le briglie del riserbo stavano tornando alla carica.
Si schiar la gola per attirare la sua attenzione. Puoi raccoglierne una, se vuoi, scrisse.
Io... io credo che lo far.
Cormia si avvicin alle rose quasi fossero cerbiatti che potevano spaventarsi, le braccia lungo i
fianchi e i cauti piedi scalzi sulle lastre di pietra. And dritta verso quelle color lavanda, snobbando i
boccioli dai colori pi spudorati, rossi e gialli.
John stava scrivendo Attenta alle spine quando Cormia allung la mano e, con in gridolino, la
ritrasse. Sulla punta del dito spunt una goccia di sangue che, nella penombra, su quella pelle candida
sembr nero.
Senza neanche accorgersene, John si chin e mise allopera la bocca. Succhi in fretta e lecc
ancora pi in fretta, sbalordito dal proprio gesto, oltre che dal sapore delizioso del sangue.
In un angolo della sua mente si rese conto che aveva bisogno di nutrirsi.
Merda.
Quando si raddrizz, vide che Cormia lo fissava a occhi sbarrati, impietrita. Due volte merda.
Scusa, scribacchi in fretta. Non volevo che ti macchiasse il vestito.
Bugiardo. Voleva sapere che sapore aveva.
Io...
Raccogli la tua rosa, ma stai attenta alle spine.
Cormia annu e fece un secondo tentativo, in parte perch voleva prendere il fiore e in parte,
sospettava John, per colmare il silenzio imbarazzato creato da lui.
La rosa che scelse era un esemplare perfetto, sul punto di fiorire, un bocciolo di un viola
argenteo che prometteva di diventare grosso come un pompelmo,
Grazie, disse Cormia. John stava per dire prego quando si rese conto che lei si stava
rivolgendo alla pianta,
Cormia si volt verso di lui. Gli altri fiori che ho visto erano dentro delle case di vetro piene
dacqua.
Andiamo a cercare un vaso, scrisse lui. Qui li chiamiamo cos.
Lei annu e si avvi verso la portafinestra che si apriva sulla sala del biliardo. Appena varcata la
soglia, si volt a guardare. I suoi occhi indugiarono sul giardino come se fosse un innamorato che non
avrebbe rivisto mai pi.
Possiamo rifarlo qualche altra volta, scrisse John sul bloc notes. Ti piacerebbe?
Il rapido cenno dassenso di Cormia fu un sollievo, considerato quello che le aveva appena
fatto. S, mi piacerebbe.
forse potremmo anche guardare un film. Di sopra, in sala proiezioni.
Sala proiezioni?
John chiuse la porta dietro di s.  una stanza fatta apposta per guardare i film.
Possiamo vederlo adesso, il film?
Il tono deciso della sua voce lo spinse a ricalibrare leggermente la prima impressione che aveva
avuto di lei. Il pacato riserbo poteva essere frutto delleducazione, pi che della sua personalit.
Stasera devo uscire. Ma cosa ne dici di domani sera?
Va bene. Dopo il Primo Pasto.
Okay, la mitezza decisamente non rientrava nella sua personalit. Il che lo indusse a chiedersi
come facesse a sopportare la vita da Eletta. Io ho lezione, ma possiamo vederci dopo, ti va?
S. E mi piacerebbe imparare qualcosa di pi su tutto quello che c qui. Il suo sorriso
illumin la sala del biliardo come un fal; nel vederla piroettare su un piede solo, John pens a quelle
graziose ballerine che saltano fuori da certi portagioie.
Be, sono pronto a insegnarti quello che vuoi, scrisse.
Cormia si ferm, i capelli sciolti che dondolavano intorno al volto. Grazie, John Matthew.
Sarai un ottimo maestro.
Quando lei lo guard, John not i suoi colori, pi che il suo viso o il suo corpo: il rosso delle
guance e delle labbra, il lavanda del fiore nella sua mano, il verde pallido ma luminoso degli occhi, il
giallo dorato dei capelli.
Senza nessun motivo particolare pens a Xhex. Xhex era un temporale, tutta giocata sulle
tonalit del nero e del grigio ferro, una potenza tenuta a freno, ma non per questo meno letale. Cormia
era un giorno di sole incastonato in un arcobaleno di luce, era calore in atto.
Si mise una mano sul cuore e la salut con un inchino, poi se ne and. Mentre saliva in camera
sua, si chiese se preferiva il sole o il temporale.
Poi si rese conto che erano entrambi fuori dalla sua portata, dunque che importanza aveva?
Fermo nel vicolo con la nove millimetri premuta contro il fegato di un fratello, Mr D era in
stato di massima allerta. Avrebbe preferito di gran lunga puntare la pistola alla tempia del vampiro, ma
per farlo gli sarebbe servita una scala. Quei bastardi erano enormi, onestamente.
Al loro confronto il buon vecchio Tommy, suo cugino, sembrava alto come una lattina di
Budweiser. E altrettanto facile da schiacciare.
Hai i capelli come una ragazza, disse Mr D.
E tu puzzi di bagnoschiuma. Almeno io posso tagliarmeli.
 Old Spice.
La prossima volta prova con qualcosa di pi forte. Tipo letame equino.
Mr D premette con pi forza la canna della pistola. Mettiti in ginocchio. Mani dietro la
schiena, e abbassa la testa.
Mentre il fratello ubbidiva, Mr D rimase fermo dovera, senza accennare a tirare fuori le
manette dacciaio. Rischiava di farsela sotto come un vigliacco, questo s, ma quel vampiro non era il
tipo di cosa che potevi lasciarti scappare, e non solo perch catturare un fratello era un evento degno di
entrare nei libri di storia. Mr D stava tenendo per la coda un serpente a sonagli, e lo sapeva fin troppo
bene.
Port la mano alla cintura per prendere le manette e...
La situazione si capovolse in un baleno.
Il fratello si volt di scatto su un ginocchio e da sotto colp col palmo la canna della pistola. Di
riflesso Mr D premette il grilletto e la pallottola part verso il cielo, volando inutilmente in paradiso.
Prima che leco dello sparo si fosse spenta, Mr D era steso sulla schiena, confuso e frastornato,
il cappello da cowboy ancora una volta per terra mentre lui soccombeva.
Il fratello lo fissava; aveva gli occhi spenti, senza vita, malgrado il giallo vivo delliride. Pi che
logico, daltronde. Nessuno con un brciolo di cervello avrebbe azzardato una rotazione del genere
stando in ginocchio. A meno che non avesse gi lelettroencefalogramma piatto.
Il fratello alz il pugno sopra la testa.
Ahia, questa qui far male.
Mr D si mosse in fretta, liberandosi dalla stretta alla spalla e ruotando su un fianco, poi sferr
un calcio a piedi uniti al polpaccio destro del fratello.
Ci fu come vino schiocco e... porco diavolo, una parte della gamba vol per aria, Il fratello
barcoll, la gamba destra dei calzoni si era afflosciata dal ginocchio in gi, ma non cera tempo per
stare l a stupirsi. Quel grandissimo bastardo perse lequilibrio, crollando come un palazzo che si
sgretola su se stesso.
Mr D si scans di corsa, poi gli balz addosso; se non lo neutralizzava adesso che era a terra,
quello gli avrebbe fatto mangiare le sue stesse trippe, sicuro come loro. Gett una gamba sopra il
fratello, strinse nel pugno una manciata di quei capelli da femminuccia e diede un violento strattone
mentre cercava di afferrare il coltello.
Niente da fare. Come un mustang imbizzarrito, il fratello balz su dal marciapiede, sgroppando.
Mr D strinse le gambe e gett un braccio intorno a quel collo poderoso, grosso come una coscia...
In un batter docchio la terra fin sottosopra e - cazzo - il fratello si rovesci sulla schiena come
una testuggine, trasformando Mr D in un materasso.
Era come se una lastra di granito gli fosse caduta sul petto.
Per una frazione di secondo Mr D rimase intontito e il fratello ne approfitt per spostarsi di lato,
usando il gomito come un ariete che lo centr allo stomaco. Mentre con un gemito Mr D si piegava in
due in preda ai conati di vomito, ci fu il lampo di un pugnale nero che veniva sfoderato, poi il fratello si
alz sulle ginocchia.
Mr D si prepar a essere pugnalato; era stato Fore-lesser per meno di tre ore, che figuraccia.
Ma invece della pugnalata al cuore sent che il fratello gli tirava fuori la camicia dai pantaloni.
Con la pancia bianca scoperta guard in su, inorridito.
Quello era il fratello che godeva ad affettare i nemici prima di ucciderli. Il che significava che
non sarebbe stata una morte rapida e pulita. Sarebbe stato un processo lungo e sanguinoso. Non era il
Distruttore, certo, ma quel bastardo gli avrebbe fatto sudare il viaggio fino alle porte del paradiso.
I lesser potevano anche essere morti, ma sentivano il dolore come chiunque altro.
Phury avrebbe dovuto tirare il fiato e cercare la protesi invece di prepararsi a infierire come
Sweeney Todd su quel nanerottolo di un lesser. Cribbio, essere sfuggito per un pelo a quel proiettile
con su scritto il suo nome avrebbe dovuto convincerlo a chiuderla l e a smammare da quel vicolo
prima dellarrivo di altri nemici.
Invece no. Mentre scopriva la pancia del lesser, era a un tempo gelato fino al midollo e animato
come da un fuoco, su di giri neanche stesse entrando in camera sua con un sacchetto pieno di fumo
rosso, senza impegni per almeno dieci ore.
Era uguale al tossico che aveva tagliato la corda, euforico come se avesse vinto alla lotteria.
Il mago sintromise in quella libidine, attirato dalleccitazione come da un mucchio di carne
avariata. Mettersi a giocare al macellaio  un modo cruento di distinguersi, ma daltronde essere un
semplice fallito  un tantino pedestre, giusto? E tu vieni da una famiglia nobile, finch non hai causato
la sua rovina. Quindi dacci dentro, socio.
Phury si concentr sulla carne tremebonda che aveva denudato, lasciandosi pervadere dalla
sensazione tattile del pugnale che stringeva in mano e dal terrore paralizzante del lesser. Ritrovando la
serenit mentale, Phury sorrise. Quel momento era suo. Tutto suo. Per tutto il tempo che avrebbe
impiegato a fare ci che voleva a quellemissario del male, sarebbe stato in pace, liberato dal caos della
voce del mago.
Torturando guariva se stesso. Anche se solo per poco.
Punt il pugnale sulla pelle del lesser e...
Non ti azzardare.
Phury si volt a guardare da sopra la spalla. II suo gemello era fermo allimbocco del vicolo,
una grossa ombra nera con il cranio rasato. Non riusciva a vederlo in faccia, ma non c bisogno di
vedere ima fronte aggrottata per capire lantifona. Lincazzatura di Zsadist gli arrivava a ondate.
Phury chiuse gli occhi lottando contro ima rabbia cieca. Maledizione, stava per essere privato di
quel momento di piacere. Quello era un furto bello e buono.
In un lampo ripens a tutte le volte che Zsadist lo aveva costretto a picchiarlo, a picchiarlo fino
a ridurgli la faccia a una maschera di sangue. E adesso suo fratello pensava che fare la stessa cosa con
un lesser fosse sbagliato? Ma che cazzo, quello di sicuro aveva ammazzato una caterva di vampiri
innocenti. Comera possibile che torturarlo fosse peggio che chiedere al proprio fratello di massacrarti
di botte, ben sapendo che la cosa gli dava la nausea e lo avrebbe scombussolato per giorni e giorni?
Vattene via, disse Phury, aumentando la presa sul lesser che si contorceva inutilmente.
Questi sono affari miei, non ti riguardano.
Col cazzo. Mi avevi detto che avresti smesso.
Voltati e vattene, Z.
Cos potrai farti ammazzare quando arriveranno i rinforzi?
Lassassino tra le grinfie di Phury si sollev nel tentativo di liberarsi, ed era cos piccolo e
robusto che quasi ci riusc. Che diamine, no, pens Phury, non avrebbe rinunciato al suo premio. Prima
di rendersene conto affond il pugnale nel ventre del lesser, facendo scorrere la lama lungo tutto il
campo da gioco intestinale.
Lurlo del lesser sovrast limprecazione di Zsadist; ma in quel momento Phury rimase
indifferente a entrambi i suoni. Era arcistufo di tutto, compreso se stesso.
Dai, coraggio!, sussurr il mago. Cos mi piaci.
Zsadist gli fu addosso in meno di un secondo, gli strapp di mano il pugnale e lo scagli
dallaltra parte del vicolo. Mentre il lesser perdeva i sensi, Phury balz in piedi per affrontare il suo
gemello.
Il guaio era che gli mancava un pezzo di gamba.
Cadde di schianto contro il muro di mattoni; doveva sembrare ubriaco, il che lo fece infuriare
ancora di pi.
Z raccolse la gamba artificiale e gliela lanci. Rimettiti questa cazzo di protesi.
Phury lafferr con una mano e si lasci scivolare lungo la parete fredda e ruvida della tintoria.
Merda. Beccato. Beccato in flagrante, pens. E adesso avrebbe dovuto fare i conti con i fratelli;
gli sarebbero stati tutti addosso.
Perch Z non si era infilato in un altro vicolo? Oppure in quello, ma in un altro momento?
Accidenti, lui aveva bisogno di quella violenza. Perch se non sfogava almeno in parte la rabbia
che aveva dentro sarebbe impazzito, e se dopo tutte le sue stronzate masochistiche Z non riusciva a
capirlo, be, poteva andarsene affanculo.
Zsadist sfoder il pugnale, affond la lama nel primo lesser rispedendolo allOmega e poi
rimase ritto sopra la traccia bruciacchiata per terra.
Merda di dieci cavalli, disse nellAntico Idioma.
Il nuovo dopobarba dei lesser, bofonchi Phury, stropicciandosi gli occhi.
Credo che dovreste riflettere, disse una voce strozzata dal tipico accento texano.
Z si volt di scatto e Phury alz la testa. Il piccolo lesser aveva di nuovo in pugno la pistola e la
stava puntando contro Phury mentre teneva docchio Z.
Per tutta risposta, Z gli punt contro la sua SIG.
Siamo tutti nei pasticci, disse il piccoletto chinandosi con un gemito a raccogliere un cappello
da cowboy. Se lo calc sulla testa, poi torn a stringersi lo stomaco per tener dentro le viscere. Vedi,
se tu mi spari, la mia mano si stringer sul grilletto e colpir il tuo amico, qui. Se invece gli sparo io, tu
impallinerai me. Il lesser fece un profondo respiro ed espir con un altro gemito. Credo proprio che
ci troviamo a un punto morto, e mica possiamo stare qui tutta la notte. Uno sparo c gi stato, e chiss
chi pu averlo sentito.
Quel bastardo di un texano aveva ragione. Il centro di Caldwell a mezzanotte non era la Valle
della Morte a mezzogiorno. Cera gente in giro, persone che non erano tutte del tipo umano strafatto.
Cerano anche sbirri. E vampiri civili. E altri lesser. Il vicolo era appartato, certo, ma offriva solo una
privacy relativa.
 il momento di darsela a gambe, socio, disse il mago.
Merda, esclam Phury.
Sissignore, mormor il lesser.  proprio l che siamo, nella merda.
Neanche a farlo apposta, ecco risuonare le sirene della polizia, sempre pi vicine.
Nessuno si mosse, neanche quando la volante svolt langolo infilandosi nel vicolo a tutta birra.
Eh, s, qualcuno aveva sentito lo sparo partito accidentalmente quando Phury e quella specie di John
Wayne in miniatura si erano affrontati; chiunque fosse, aveva preso il telefono.
Il tableau vivant in mezzo al vicolo venne illuminato a giorno dai fari dellauto della polizia,
che inchiod con grande stridore di freni.
Due portiere si spalancarono. Deponete le armi!
La voce strascicata del lesser si lev in un sussurro, come un refolo daria nelle notti destate,
Potete sistemare voi due le cose, giusto?
Piuttosto ti sparo nel culo, ribatt Z.
Gi le armi o spariamo!
Phury prese il pugno la situazione; con la forza del pensiero fece piombare gli umani in uno
stato di semi-incoscienza, spingendo quello sulla destra a infilarsi dentro lauto per spegnere i fari.
Molto obbligato, disse il lesser, cominciando a strisciare lungo il vicolo. Teneva la schiena
rasente al muro, gli occhi fissi su Zsadist e la pistola puntata contro Phury. Passando davanti ai
poliziotti, afferr la pistola dellagente che gli stava pi vicino, una donna, e senza incontrare la
minima resistenza le tolse di mano quella che aveva tutta laria di essere una nove millimetri.
Il lesser punt larma contro Z. Ora che aveva entrambe le mani impegnate, il sangue nero
sgorgava a fiotti dalle sue viscere. Vi sparerei volentieri, ma poi non potreste pi fare i vostri giochetti
mentali su questa bella coppia di tutori dellordine. Mi sa che mi toccher fare il bravo.
Dio buono, esclam Z, spostando il peso avanti e indietro sui talloni, come se si preparasse a
scattare in avanti.
Non pronunciare il nome di Dio invano, per favore, disse il lesser, giunto allangolo da cui
era arrivata la polizia. Vi auguro una buona serata, signori.
Il nanerottolo si dilegu in un battibaleno, senza il minimo rumore. Sempre grazie alla forza del
pensiero, Phury indusse gli agenti a risalire in macchina e costrinse la donna a chiamare la centrale per
dire che dal sopralluogo effettuato nel vicolo non risultavano risse o casi di disturbo alla quiete
pubblica. Quella pistola mancante, per... quella era un bel guaio. Maledetto lesser. Nessuna
manipolazione della memoria poteva spiegare la mancanza di una nove millimetri.
Dalle la tua pistola, disse a Zsadist.
Il suo gemello avanz estraendo il caricatore. Non ripul larma prima di lasciarla cadere in
grembo alla donna. Non ce nera motivo. I vampiri non lasciano impronte digitali identificabili.
Sar fortunata se questa storia non la mander al manicomio, comment Z.
Eh gi. Non era la sua pistola ed era vuota. Phury fece del suo meglio, imprimendole nella
mente il ricordo di aver comprato quella nuova arma; laveva provata e aveva tolto il caricatore perch
le pallottole erano difettose. Non era una gran copertura. Specie considerato che tutte le pistole della
confraternita avevano il numero di serie limato.
Phury indusse il poliziotto al volante a ingranare la retromarcia e uscire dal vicolo.
Destinazione? La centrale di polizia per una pausa caff.
Una volta rimasti soli, Z guard negli occhi il suo gemello. Vuoi svegliarti morto?
Phury controll con cura la protesi. Non aveva subito danni, almeno per un uso normale, si era
solo sganciata dallattacco sotto al ginocchio a causa della botta ricevuta. Tuttavia non poteva pi
fidarsi a usarla per combattere, non era sicuro.
Si tir su la gamba dei calzoni, la riattacc e si raddrizz. Io vado a casa.
Mi hai sentito?
S. Ti ho sentito. Guard negli occhi il suo gemello. Cavolo, che domanda, pens. E da che
pulpito. La pulsione di morte di Z era stata il suo principio operativo fino al suo incontro con Bella. Il
che, fatte le debite proporzioni, equivaleva a dire fino a dieci minuti prima.
Z aggrott le sopracciglia sulla faccia scura. Vai dritto a casa.
Gi. Dritto a casa. Hai capito perfettamente, disse Phury voltandosi.
Non ti sei scordato niente? disse brusco Z.
Phury pens a tutte le volte che si era messo sulle tracce di Zsadist, cercando disperatamente di
impedirgli di suicidarsi o di uccidere qualcun altro. Pens a tutte le giornate insonni in cui non faceva
che chiedersi se Z ce lavrebbe fatta, perch si rifiutava di bere dalle vampire e insisteva a nutrirsi col
sangue umano. Pens alla tristezza struggente che lo assaliva ogni volta che guardava il volto sfregiato
del suo gemello.
Pens alla notte in cui si era piazzato davanti allo specchio e si era rapato a zero, poi si era
passato un coltello sulla fronte e gi per la guancia per sembrare Z... per prendere il posto del suo
gemello, ritrovandosi alla merc della sadica vendetta di un lesser.
Pens al pezzo di gamba che si era staccato con uno colpo di pistola per salvare se stesso e Z.
No, rispose voltandosi a guardarlo da sopra la spalla. Ricordo tutto. Tutto quanto.
Senza il minimo rimorso si smaterializz e riprese forma sulla Decima Strada.
Sul marciapiede di fronte allo ZeroSum, col cuore e la testa che urlavano, attravers la strada
come rispondendo a un richiamo, come se lo avessero scelto per quella missione di autodistruzione,
come se qualcuno gli avesse battuto sulla spalla, come se avesse visto lindice ossuto della sua
dipendenza che gli faceva cenno di avvicinarsi.
Non poteva resistere a quellinvito. Peggio, non voleva.
Mentre avanzava verso lingresso principale del club, i suoi piedi - quello vero e quello al
titanio - servivano la missione del mago. Tutti e due lo portarono oltre la soglia, oltre laddetto di
guardia allarea VIP e oltre i tavoli dei rampantelli in carriera, fino allufficio di Rehvenge.
I Mori annuirono e uno di loro parl dentro lorologio. Mentre aspettava, Phury sapeva
benissimo di essere prigioniero di una spirale senza fine, girava e girava come la punta di un trapano,
scavando sempre pi sottoterra. Sprofondava sempre pi e a ogni nuovo strato di sottosuolo incontrava
filoni sempre pi profondi e pi ricchi di minerale velenoso, filoni che si infiltravano nella roccia
madre, nel fondamento stesso della sua vita, attirandolo sempre pi gi. Lui puntava alla fonte, a
lasciarsi consumare dallinferno, la sua destinazione finale, e ogni nuovo livello era un perfido
incoraggiamento a sprofondare sempre pi in basso.
II Moro sulla destra, Trez, annu e apr la porta di quellantro tenebroso. Era l che frammenti di
Ade venivano spacciati in buste di cellofan e Phury entr con nervosa impazienza.
Rehvenge emerse da una porticina nascosta, il suo sguardo color ametista acuto e lievemente
deluso.
La tua solita dose  gi finita? chiese in tono pacato.
Quel divoratore di peccati lo conosceva anche troppo bene, pens Phury.
Si dice symphath, ricordi? lo corresse Rehv, andando lentamente alla scrivania con laiuto del
bastone. Mangiatore di peccati  una volgarizzazione cos mostruosa. E poi non ho bisogno del mio
lato malvagio per capire come sei messo. Allora, quanta ne vuoi stanotte?
Si sbotton limpeccabile giacca a doppio petto nera e si accomod in una poltrona di cuoio
nero. La corta cresta da moicano luccicava come se fosse appena uscito da sotto la doccia e aveva un
buon profumo, un misto di Cartier for Men e di qualche shampoo dallaroma speziato.
Phury ripens allaltro spacciatore, quello che poco prima aveva tirato le cuoia in quel vicolo,
quello morto dissanguato mentre invocava un aiuto che non era arrivato. Rehv era vestito come uno
appena arrivato dalla Quinta Avenue, ma questo non cambiava la sostanza di ci che era.
Phury si guard, guard comera vestito. E si rese conto che lo stesso valeva per lui.
Cazzo... gli mancava un pugnale.
Laveva lasciato nel vicolo.
Il solito, disse, tirando fuori di tasca diecimila dollari. Dammi il solito.
Capitolo 7
Nella sua stanza rosso sangue, Cormia non riusciva a liberarsi dalla convinzione di aver
innescato, uscendo di casa, una catena di eventi di cui non poteva neanche lontanamente immaginare
lesito finale. Sapeva solo che il destino stava muovendo le cose dietro il sipario di velluto del suo
palcoscenico, e che alla riapertura del sipario qualcosa sarebbe cambiato.
Non era sicura di gradire che il prossimo atto del dramma fosse riservato al fato, ma era
bloccata tra il pubblico e non poteva andare da nessuna parte.
Per, in realt, non era del tutto vero.
And alla porta, la apr di uno spiraglio e guard la cima dello scalone, in fondo alla passatoia
orientale.
Sulla destra cera la galleria delle statue.
Ogni volta che saliva al primo piano e scorgeva le eleganti figure allineate lungo il corridoio
rischiarato dagli alti finestroni ne rimaneva affascinata. Nella loro raffinatezza formale, nellimmobilit
della posa e nel candore delle vesti le ricordavano il .Santuario.
Nella loro nudit e virilit, invece, le erano del tutto estranee.
Se poteva uscire in giardino, poteva anche andare a osservare da vicino quelle sculture.
Assolutamente.
Si avvi lungo la passatoia, scalza e silenziosa, superando la camera del Primule e quella di
Rhage e Mary. Lo studio del re, in cima alla scalinata, era chiuso, e latrio al piano di sotto era deserto.
Svoltato langolo, le statue si estendevano per quella che sembrava una distanza infinita.
Disposte sulla sinistra, erano illuminate dallalto da faretti incassati nel soffitto e separate luna
dallaltra da grandi finestre ad arco. Sulla destra, ogni due finestre, cerano delle porte che, supponeva,
si aprivano su altrettante camere da letto.
Interessante. Se avesse progettato lei la casa avrebbe collocato le stanze sullaltro lato, per non
privarle della vista sul giardino. Cos, invece, se aveva interpretato correttamente la pianta delledificio,
le camere affacciavano sullala opposta, quella che abbracciava il cortile anteriore. Gradevole, certo,
ma era meglio avere paesaggi architettonici lungo i corridoi e vista sul giardino e sulle montagne nelle
camere da letto. Almeno a suo giudizio.
Cormia si accigli. Ultimamente le venivano strani pensieri come quello, pensieri su cose e
persone e persino preghiere che non erano sempre di approvazione. Quelle opinioni in libert la
mettevano a disagio, ma non riusciva a evitarle.
Cercando di non soffermarsi sulla loro origine o sul loro significato, svolt langolo e si trov
davanti la galleria.
La prima scultura raffigurava un giovane - un umano, a giudicare dalla corporatura - avvolto in
ricchi panneggi che scendevano dalla spalla destra fino al fianco sinistro. Aveva gli occhi fissi davanti
a s e il volto composto, n triste n felice. Il torace era ampio, gli avambracci robusti e asciutti a un
tempo, laddome piatto e scolpito.
La statua successiva era simile, solo che gli arti erano disposti in modo diverso. Quella dopo era
in unaltra posizione ancora. Idem la quarta... solo che era completamente nuda.
Listinto la spingeva a oltrepassarla di corsa. La curiosit le impose di fermarsi a guardare.
Il giovane scolpito era bellissimo nella sua nudit.
Cormia si guard alle spalle. Non cera nessuno.
Allung la mano e sfior il collo della statua. Il marmo era caldo, il che fu uno shock, poi per
si rese conto che il calore proveniva dal faretto incassato nel soffitto.
Pens al Primale.
Avevano passato una giornata nello stesso letto, il primo giorno, quando lui laveva portata in
quella casa. Aveva dovuto chiedergli il permesso di sdraiarsi accanto a lui, nella sua stanza, e quando si
erano stesi sotto le lenzuola limbarazzo era calato su di loro come una spinosa coltre di cardi.
A un certo punto lei si era assopita... ma era stata svegliata da un enorme corpo maschile che le
si premeva addosso, e da una verga lunga e calda piantata contro il fianco. Era troppo sconcertata per
non acconsentire quando, senza una parola, il Primale laveva spogliata della tunica sostituendola con
la propria pelle e con la propria possanza fisica.
Non sempre era necessario parlare, in effetti.
Con una lenta carezza fece scorrere la punta delle dita sul caldo petto di marmo della statua,
indugiando sul capezzolo che spuntava dalla piatta base di muscoli. Pi gi, costole e addominali
offrivano una incantevole sequenza di ondulazioni. Liscia, liscissima.
La pelle del Primale era altrettanto liscia.
Cormia pos la mano sul fianco della statua. Le batteva forte il cuore.
Il caldo formicolio che sentiva non aveva nulla a che fare con la pietra che aveva davanti. Nella
sua mente lei stava toccando il Primale, era del Primale il corpo sotto le sue dita. Era suo, e non della
statua, il membro che la attirava.
La sua mano scese ancora fino a librarsi sulla sommit dellosso pubico del maschio scolpito.
Dallatrio sal il rumore di qualcuno che entrava in casa.
Cormia fece un balzo allindietro, scostandosi dalla statua talmente in fretta da incespicare
nellorlo della tunica.
Passi pesanti salirono le scale di corsa fino al primo piano. Cormia si nascose nella nicchia di
una finestra e sbirci da dietro langolo.
In cima allo scalone comparve il fratello Zsadist. Era in tenuta da combattimento, con due
pugnali sul petto e una pistola al fianco... e dalla piega dura della mascella sembrava ancora sul campo
di battaglia.
Si allontan con passo deciso uscendo dal suo campo visivo; poco dopo Cormia ud bussare a
quella che doveva essere la porta dello studio del re.
In punta di piedi and in fondo al corridoio, fermandosi dietro langolo.
Qualcuno abbai un ordine, poi la porta si apr e si richiuse.
La voce del re risuonava oltre il muro contro cui era appoggiata. Nottataccia, Z? Hai la faccia
di uno che ha appena subito un brutto tiro.
La voce del fratello Zsadist era cupa. Phury  gi rientrato?
Stanotte? Non che io sappia.
Maledetto bastardo. Aveva detto che stava tornando a casa.
Il tuo gemello dice un sacco di cose. Perch non mi ragguagli sul dramma di oggi?
Appiattendosi contro al muro nella speranza di non farsi notare, Cormia si augur che non
arrivasse nessuno. Che cosa aveva combinato il Primate?
Lho beccato che affettava un lesser neanche fosse un piatto di sushi.
Il re imprec. Ma non ti aveva assicurato che avrebbe smesso?
 cos, infatti.
Ci fu un lamento, come se il re si stesse stropicciando gli occhi o forse massaggiando le tempie.
Allora, che cosa hai visto di preciso?
Ci fu una lunga pausa.
La voce del re si abbass ancora di pi. Z, vecchio mio, parla.
Devo sapere con che cosa ho a che fare per poter intervenire.
E va bene. Lho pescato con due lesser. Aveva perso la protesi e aveva un segno rossastro
intorno al collo, come se avessero tentato di strangolarlo con una catena. Era chino sopra la pancia di
un lesser, col pugnale in mano. Maledizione... non si rendeva minimamente conto di quello che aveva
intorno. Non mi ha visto finch non ho parlato. Avrei potuto essere un altro lesser del cazzo e allora? In
questo momento lo starebbero torturando oppure sarebbe gi morto stecchito.
Cosa cazzo devo fare con quel ragazzo?
La voce di Z assunse un tono teso. Non voglio che venga sbattuto fuori.
 una decisione che non spetta a te. E non guardarmi in quel modo... sono ancora il tuo capo,
razza di esaltato. Ci fu una pausa. Merda, comincio a pensare che il tuo gemello vada spedito di
volata da un fottuto strizzacervelli.  un pericolo per se stesso e per gli altri. Gli hai detto niente?
Siamo stati interrotti dalla polizia...
Sono arrivati anche gli sbirri? Cristo...
Per cui, no, non gli ho parlato.
Le voci giunsero soffocate finch il fratello Zsadist disse, alzando il tono, Hai pensato cosa
significherebbe, per lui? La confraternita  la sua vita.
Sei tu che hai sottoposto il caso alla mia attenzione. Usa la testa. Una settimana di sospensione
e una piccola vacanza non bastano a sistemare le cose.
Ci fu un altro silenzio. Senti, devo andare a vedere come sta Bella. Parla con Phury prima di
prendere provvedimenti drastici. Ti ascolter. E ridagli questo.
Qualcosa di pesante colp quella che doveva essere una scrivania; Cormia sinfil in una delle
camere degli ospiti. Un attimo dopo sent i passi pesanti del fratello Zsadist che si dirigeva in camera
sua.
Un pericolo per se stesso e per gli altri.
Non riusciva a immaginarsi il Primale che brutalizzava i loro nemici o che per imprudenza si
metteva in pericolo. Ma perch il fratello Zsadist avrebbe mentito?
Non lo avrebbe mai fatto.
Improvvisamente esausta, si sedette sul bordo del letto e tanto per fare qualcosa si guard
intorno. La stanza era della stessa tonalit lavanda della sua rosa preferita.
Che bel colore, pens, abbandonandosi allindietro sul piumone.
Proprio bello, anche se non serv a placare la sua agitazione.
La Caldwell Galleria era due piani di Hollister, H&M, Express,
Banana Republic e Ann Taylor nella periferia residenziale della citt. Con JCPenney, Lord and
Taylor e Macys che presidiavano le estremit dei tre raggi della piantina, era piazzata nel classico
settore centrale di tutti i centri commerciali, e attirava una folla fatta per tre quarti di adolescenti e per
un quarto di mammine irrequiete. La sezione gastronomica era costituita da Mac Donalds, KuikWok,
California Smoothie, Auntie Annes e Cinnabon. I chioschi lungo le gallerie centrali vendevano
maglieria fatta a mano, bambolotti che dondolavano la testa, telefoni cellulari e calendari con foto di
animali.
Cera odore di chiuso e di fragole di plastica.
Porca miseria, era al centro commerciale, pens John Matthew.
Non riusciva a crederci. Era l al centro commerciale. Troppo strano. Quando si dice ritrovarsi
al punto di partenza.
Dallultima volta che laveva visto gli avevano dato una bella rinfrescata: al posto delle varie
tonalit di beige, adesso cera un tema giamaicano giocato sul rosa e sul verde oceano. Tutto, dalle
piastrelle del pavimento ai cestini dellimmondizia, dalle piante finte in vaso alle fontane sembrava
urlare We be jammin, allinsegna del reggae.
Era tipo una camicia hawaiana addosso a un cinquantenne. Allegramente e sgradevolmente
fuori posto.
Dio, come cambiano le cose. Lultima volta che era stato l era un orfanello tutto pelle e ossa
che si trascinava dietro a un branco di altri bambini indesiderati. E adesso eccolo l, con due zanne in
bocca, scarpe numer 48 e un fisico grande e grosso da cui tutti si tenevano alla larga.
Per era ancora orfano.
A proposito di orfani, cavolo, ricordava come fosse ieri quelle gitarelle  al centro
commerciale. Ogni anno il St. Francis portava i suoi piccoli ospiti alla Galleria, prima di Natale; una
autentica crudelt, visto che nessuno dei bambini aveva i soldi per comprare le cose carine e luccicanti
in vendita. John aveva sempre paura che li cacciassero via o roba del genere, perch nessuno del
gruppo aveva i sacchetti con gli acquisti che autorizzavano a usare i gabinetti.
Ma quella sera non ci sarebbero stati problemi, pens, battendo la mano sulla tasca posteriore
dei calzoni. Nel portafoglio aveva quattrocento dollari guadagnati lavorando nellufficio del centro di
addestramento.
Che sollievo avere un po di grana da spendere e sentirsi a proprio agio in mezzo alla massa di
clienti a zonzo.
Hai scordato il portafoglio? chiese Blay.
John scosse la testa. Ce lho.
Qualche passo pi avanti Qhuinn, alla testa del terzetto, camminava spedito. Era di premura da
quando erano entrati e, quando Blay si ferm un attimo davanti a Brookstone, guard lorologio con
ostentata impazienza.
Vediamo di sbrigarci, Blay, sbott, Manca solo unora alla chiusura.
Che coshai stasera? fece Blay, accigliato, Sei teso da matti, e non in senso buono.
Ma fammi il piacere.
Allungarono il passo, oltrepassando gruppi di adolescenti compatti come banchi di pesci, divisi
in base al tipo o al sesso: femmine e maschi non si mescolavano, dark e fighetti delle scuole private non
si mischiavano, I confini erano molto chiari. John ricordava perfettamente come funzionava: essendo
stato escluso da ogni gruppo aveva potuto osservarli tutti quanti.
Qhuinn si ferm davanti ad Abercrombie and Fitch. Urban Outfitters  troppo alternativo per
te. Ti metteremo addosso lo stile A-and-F.
John si strinse nelle spalle e a gesti disse, Continuo a pensare che non mi occorrano tutti questi
vestiti nuovi,
Hai due paia di Levis, quattro T-shirt Hanes e un paio di Nike, E quella felpa l. Felpa venne
pronunciato con lo stesso entusiasmo di gatto spiaccicato sullasfalto.
Ho anche delle tute da ginnastica.
Che ti varranno di sicuro la copertina di GQ, e allora? Qhuinn entr nel negozio. Dai,
andiamo.
John lo segu insieme a Blay. Allinterno la musica era alta, i vestiti tutti ammassati e le foto dei
modelli alle pareti mostravano una schiera di individui perfetti in bianco e nero.
Qhuinn cominci a far passare file e file di camicie appese con unaria di vago disgusto, come
se fosse roba adatta a sua nonna. Pi che logico, visto che lui era decisamente tipo da Urban Outfitters,
con la grossa catena che penzolava dai jeans blu scuro, la T-shirt Affliction con il teschio e le ali e gli
enrmi anfibi neri. I capelli scuri erano ritti in testa come spuntoni e aveva sette piercing di bronzo
allorecchio sinistro, sette borchie che andavano dal lobo alla sommit della cartilagine.
Si era fatto anche altri piercing, ma John non sapeva bene dove. Meglio non sapere certe cose
degli amici.
Blay, che invece era pi nello stile del negozio, si stacc per andare a vedere la sezione dei
jeans sdruciti effetto usato, che sembravano di suo gradimento. John si tenne in disparte, meno
interessato ai vestiti che al fatto che tutti li stavano guardando. Per quel che ne sapeva gli umani non
erano in grado di avvertire la presenza dei vampiri, ma, che cavolo, per qualche motivo loro tre erano al
centro dellattenzione.
Posso aiutarvi? Tutti e tre si voltarono. La ragazza che aveva parlato era alta come Xhex, ma
le analogie tra le due femmine finivano l. A differenza di quella che abitava le fantasie di John, questa
era molto in alto nella scala della femminilit e soffriva di una specie di sindrome di Tourette legata ai
capelli, un tic che si manifestava in incessanti scatti della testa e nellimpulso evidentemente
incontenibile di accarezzare e lisciare la sua fantastica chioma ricciuta. Per aveva talento. In qualche
modo riusciva a fare tutti quei maneggi coi capelli senza scadere nel ridicolo.
Francamente, era impressionante. Anche se non necessariamente in senso buono.
Xhex non avrebbe mai...
Cazzo. Perch cavolo doveva sempre riportare tutto a Xhex? Qhuinn sorrise alla ragazza, negli
occhi un guizzo che presagiva fantasie a quattro zampe. Tempismo perfetto. Abbiamo proprio bisogno
di aiuto. Al mio amico, qui, serve una bella iniezione di vita. Ci pensi tu?
Oh. Dio. No. Pens John.
Quando la ragazza gli lanci unocchiata, il suo sguardo bollente lo fece sentire come se lo
avesse afferrato in mezzo alle gambe dandogli una strizzata al pacco per vedere comera messo. ... Si
rifugi dietro ima rastrelliera di camice button-down nuove di zecca ma dallaria vissuta.
Sono io che dirigo il negozio, spieg la ragazza, con ima voce strascicata molto sexy.
Quindi siete in buone mani. Tutti e tre.
Beeeene. Qhuinn fece scorrere gli occhi spaiati sulle gambe vellutate della tipa. Perch non
cominci a sistemare lui? Io intanto guardo.
Tu scegli una cosa, io la controllo e poi gliela porto in camerino, intervenne Blay piazzandosi
di fianco a John.
Con un sospiro di sollievo, John ringrazi brevemente Blay per essere andato di nuovo in suo
soccorso. Il suo secondo nome era paraurti, senza scherzi.
Purtroppo la tipa li gratific di un sorriso ancora pi largo. Due al prezzo di uno per me va
bene. Tu controlli, dici? Non sapevo che stasera ci fosse una svendita di bei maschioni.
Okay, sarebbe stato terribile.
Unora dopo, per, John si sentiva meglio. Venne fuori che Stephanie, la responsabile del
negozio, aveva occhio; una volta concentratasi sul vestiario si diede una calmata e lasci perdere
occhiate provocanti e doppi sensi. John si ritrov con dei bei jeans effetto usato, un po di quelle
morbide camice button-down e un paio di magliette attillate che, doveva ammetterlo, gli mettevano in
risalto bicipiti e pettorali come cose degne di essere ammirate. In pi gli rifilarono anche un paio di
collanine e una felpa con cappuccio nera.
Alla fine and alla cassa con tutti i suoi acquisti drappeggiati sul braccio. Mettendo gi i vestiti,
lanci unocchiata a un cestino pieno di braccialetti. In mezzo al groviglio di cuoio e conchiglie fu
colpito da un lampo color lavanda  rovist dentro al mucchio per prenderlo. Tir fuori un braccialetto
intrecciato con perline dello stesso colore della rosa di Cormia e, sorridendo, lo infil di nascosto sotto
una delle magliette.
Stephanie fece il conto.
Il totale superava i seicento bigliettoni. Sei. Cento. Dollari.
John si imbufal. Aveva solo circa quattro...
Ce li ho io, intervenne Blay, allungando ima carta di credito nera, la prestigiosa Black
Centurion American Express. Puoi rimborsarmi pi avanti, aggiunse scoccandogli unocchiata.
Alla vista del tesserino di plastica, Stephanie strabuzz gli occhi, poi scrut intensamente Blay,
quasi gli stesse cambiando il cartellino del prezzo.  la prima volta che mi capita di vedere una black
AmEx.
Non  niente di che, si scherm Blay, mettendosi a frugare in un mucchio di collanine.
John gli diede una stretta al braccio e poi batt sul registratore di cassa per attirare lattenzione
di Stephanie. Allarg le banconote sul bancone, ma Blay scosse la testa e a gesti disse, Mi rimborserai
dopo, okay? So che posso fidarmi. E pi, parliamoci chiaro, vuoi davvero tornare qui a prendere
quello che non riesci a pagare subito? Io no di certo.
John si accigli; era un ragionamento che non faceva una grinza. Per poi te li restituisco, disse
a gesti dopo avergli allungato i suoi quattrocento dollari.
Con calma, ribatt Blay. Non c nessuna fretta.
Stephanie fece scorrere la carta di credito nel lettore, digit lammontare e attese con la punta
delle dita sullo scontrino. Qualche secondo dopo si ud un trillo; Stephanie strapp via la ricevuta e la
porse a Blay insieme a una penna bic blu.
E cos... tra poco chiudiamo...
Ah s? fece Qhuinn poggiando un fianco contro il bancone. Cosa significa, esattamente?
Che dopo resto solo io. Sono il grande capo. Lascio andare gli altri prima di me.
Ma cos sarai tutta sola.
Gi.  vero. Sola soletta.
Merda, pens John. Se Blay era un paraurti, Qhuinn era il re delle complicazioni.
Lamico sorrise. Sai, io e i miei soci non staremmo tranquilli a lasciarti qui tutta sola.
Ah, s invece... s, pens John. I tuoi soci starebbero alla grande.
Tragicamente, il sorriso sornione di Stephanie sigl laccordo. Non sarebbero andati da nessuna
parte se prima Qhuinn non entrava nel suo registratore di cassa.
Per fortuna fece alla svelta. Dieci minuti dopo il negozio era vuoto e la saracinesca abbassata. E
Qhuinn veniva attirato per la catena dei jeans verso un bacio alla francese.
John si aggrapp ai suoi due sacchettoni mentre Blay si fingeva interessato alle camicie che
aveva gi guardato.
Andiamo in uno dei camerini, disse Stephanie contro la bocca di Qhuinn.
Perfetto.
Pu aggregarsi anche qualcun altro, a proposito. La ragazza si volt e i suoi occhi si posarono
su John. E l restarono. C un sacco di spazio.
Non esiste, pens John. Non esiste proprio.
Negli occhi spaiati di Qhuinn si accese un lampo di irritazione; da dietro la schiena della
ragazza, a gesti, disse, Vieni con noi, John. Sarebbe ora.
Stephanie scelse proprio quel momento per prendere il carnoso labbro inferiore di Qhuinn tra i
denti candidi e la sua coscia tra le gambe. Era facile immaginare cosa gli avrebbe fatto. Prima che lui si
facesse lei.
John scosse la testa. Io resto qui.
E dai. Puoi guardarmi, prima. Ti mostro come si fa.
Linvito di Qhuinn non fu una sorpresa. Lui faceva regolarmente sesso in coppia. Solo era la
prima volta che chiedeva a John di fargli compagnia.
E dai, John, vieni con noi.
No, grazie.
Qhuinn si rabbui. Non puoi startene sempre in panchina, John.
John distolse lo sguardo. Sarebbe stato pi facile incazzarsi con lamico se anche lui non avesse
pensato regolarmente la stessa cosa.
E va bene, si arrese Qhuinn. Noi torniamo tra un po.
Con un sorriso pigro fece scivolare la mani sul sedere della ragazza e la sollev da terra. Mentre
camminava allindietro, la gonna di lei si alz, lasciando intravedere le mutandine rosa e le natiche
bianche.
Quando quei due si furono dileguati, John si volt verso Blay per fare un commento su
quantera porco Qhuinn, ma si blocc di colpo. Con una strana espressione sul viso, Blay aveva lo
sguardo puntato sul camerino.
John fece un fischio sommesso per attirare la sua attenzione. Puoi raggiungerli, sai. Se vuoi
stare con loro. Io sto bene qui.
Blay scosse la testa un po troppo in fretta. Naa. Resto qui anchio.
Peccato che i suoi occhi tornarono a fissare il camerino e non si schiodarono da l, mentre ne
usciva un gemito, Dal suono non si capiva chi lavesse fatto, e lespressione di Blay divenne ancora pi
tesa.
John fischi di nuovo. Tutto okay?
Tanto vale mettersi comodi, disse Blay andando a sedersi sullo sgabello dietro la cassa chiusa
a chiave. Saremo bloccati qui dentro per un bel po.
E va bene, pens John. Qualunque fosse il motivo del palese fastidio di Blay, era off limits.
Con un salto si iss a sedere sul bancone, lasciando penzolare le gambe. Nel sentire un altro
gemito cominci a pensare a Xhex e gli venne duro.
Grandioso. Proprio favoloso.
Stava tirando fuori la camicia dai calzoni per nascondere il suo problemino quando Blay chiese,
Allora, per chi  il braccialetto?
 per me, rispose in fretta John.
S, come no. Non  della tua misura. Ci fu una pausa. Non sei obbligato a dirmelo, se non ti
va.
Onestamente, non  niente di importante.
Okay. Un minuto dopo Blay disse, Allora, ti va di fare un salto allo ZeroSum, dopo?
John annu a testa china.
Blay ridacchi piano. Ci avrei giurato. E scommetto che se ci andassimo anche domani sera
non avresti nulla in contrario.
Domani sera non posso, rispose lui soprappensiero.
Perch no?
Cazzo. Non posso e basta. Devo stare a casa.
Dal fondo del negozio si lev un altro gemito, poi ebbe inizio un rimbombo ritmico, soffocato.
Quando i rumori cessarono, Blay trasse un profondo sospiro, come dopo ima lunga corsa di
allenamento. John non poteva biasimarlo. Anche lui non vedeva lora di uscire dal negozio. Con le luci
basse e nessun altro in giro, i vestiti appesi avevano unaria sinistra.
In pi, se si sbrigavano ad andare allo ZeroSum gli restavano un paio dore buone per guardare
Xhex, il che era...
Patetico, in effetti.
I minuti scorrevano lenti. Dieci. Quindici. Venti.
Merda, bofonchi Blay. Ma cosa diavolo stanno combinando?
John fece spallucce. Impossibile dirlo, dati i gusti del loro amico.
Ehil, Qhuinn? chiam Blay. Non ottenendo risposta, neanche lo straccio di un grugnito,
scivol gi dallo sgabello. Vado a vedere cosa succede.
And al camerino e buss. Un momento dopo infil dentro la testa. In un attimo sbarr gli
occhi, spalanc la bocca e avvamp dalla radice dei capelli rossi fino alle mani.
Ma beeeene. Evidentemente non avevano ancora finito. Qualunque cosa stesse succedendo l
dentro valeva la pena di essere vista, perch Blay non si volt subito. Un istante dopo mosse
lentamente la testa avanti e indietro, forse rispondendo a una domanda di Qhuinn.
Blay torn verso la cassa a testa china, con le mani infilate in tasca. In silenzio si rimise seduto
sullo sgabello, ma cominci a battere nervosamente il piede su e gi.
Era chiaro che non aveva pi voglia di stare l, e John non poteva dargli torto.
Che cavolo, a quel punto potevano gi essere allo ZeroSum.
Dove lavorava Xhex.
Ancora quel simpatico pensiero ossessivo... avrebbe voluto prendere a testate il bancone.
Cribbio... chiaramente la parola patetico ormai aveva unaltra ortografia.
Adesso si scriveva J-O-H-N M-A-T-T-H-E-W.
Capitolo 8
Uno dei problemi con la vergogna,  che in realt non ti rende pi basso, pi silenzioso o meno
visibile. Ti senti n pi n meno come sei.
Fermo nel cortile della grande casa della confraternita, Phury guardava la sua facciata
imponente. Grigia, tetra e con una schiera di finestre scure che ti scrutavano torve, sembrava un gigante
sepolto fino al collo, tuttaltro che felice di quella immersione sottoterra.
Non era pronto a entrare in casa pi di quanto la casa sembrasse pronta ad accoglierlo.
Si lev una leggera brezza e lui guard verso nord. Era una tipica notte agostana dellinterno
dello Stato di New York. Tuttintorno era ancora estate, con gli alberi fronzuti, la fontana che
ciangottava e i grossi vasi a forma di urna ai due lati dellingresso. Laria era diversa, per. Un po pi
asciutta. Un po pi fresca.
Le stagioni, come il tempo, sono inarrestabili, giusto?
No, sbagliato. Le stagioni sono solo uno strumento di misurazione del tempo, proprio come gli
orologi e i calendari.
Sto invecchiando, pens.
Con la testa che partiva in direzioni ancora peggiori del cazziatone che con ogni probabilit lo
attendeva dentro casa, attravers il vestibolo ed entr nellatrio.
Dalla sala del biliardo giunse leco della voce della regina, accompagnata da un quartetto di
palle che si scontravano delicatamente e da un paio di colpi pi sonori. Limprecazione e la risata che
seguirono avevano entrambi un accento bostioniano. Il che significava che Butch, in grado di battere
chiunque altro in casa, aveva appena perso contro Beth. Di nuovo, evidentemente.
Ascoltandoli, Phury non riusc a ricordare lultima volta che aveva giocato una partita a biliardo
o semplicemente passato del tempo in compagnia dei fratelli - e se anche lavesse fatto, non sarebbe
stato del tutto a suo agio. Non lo era mai. Per lui, la vita era una moneta con il disastro su una faccia e
lattesa del disastro sullaltra.
Hai bisogno di farti unaltra canna, socio, sentenzi il mago con voce strascicata. Meglio
ancora un bel cannone. Non cambier il fatto che sei uno sciocco bastardo, ma aumenter le tue
probabilit di dare fuoco al letto quando ci crollerai svenuto.
Su quella nota, Phury decise di prendere il toro per le corna e sal al piano di sopra. Con un po
di fortuna, la porta di Wrath sarebbe stata chiusa...
Era aperta, e il re era seduto alla scrivania.
Wrath alz gli occhi dalla lente di ingrandimento con cui stava leggendo un documento.
Malgrado gli occhiali da sole avvolgenti, era chiaro come il sole che era arrabbiato. Ti stavo
aspettando.
Nella testa di Phury il mago alz la lunga veste nera e si accomod su una poltrona reclinabile
foderata di pelle umana. Il mio regno per dei popcorn e delle mentine ricoperte di cioccolato. Sar
spetTAAAcolare.
Phury entr nello studio senza far caso alle pareti blu oltremare, ai sof di seta color panna e
alla mensola in marmo bianco del camino. Dallodore di lesser che aleggiava nellaria cap che Zsadist
era appena stato l.
Immagino che Z ti abbia gi parlato, disse, perch non cera motivo di non dire pane al pane.
Wrath pos la lente dingrandimento e si appoggi allo schienale della poltroncina, dietro lo
scrittoio Luigi XIV. Chiudi la porta.
Phury obbed. Vuoi che parli io per primo?
No, tu parli gi abbastanza. Il re sollev i piedi e li lasci ricadere sul delicato scrittoio. I
grossi stivali atterrarono come due palle di cannone. Parli anche troppo.
Pi per cortesia che per curiosit, Phury attese che il re elencasse tutti i suoi fallimenti. Li
conosceva a memoria: cercare di farsi ammazzare sul campo, assumere il ruolo di Primale delle Elette
senza portare a compimento la cerimonia, essere troppo coinvolto dalla vita di Z e Bella, non prestare
abbastanza attenzione a Cormia, fumare in continuazione...
Si concentr intensamente sul suo re e attese che una voce diversa da quella del mago criticasse
le cazzate di cui era responsabile.
Nulla di tutto ci. Wrath non disse assolutamente niente.
Il che sembrava suggerire che ogni parola era superflua: i problemi erano cos chiari e lampanti
che sarebbe stato come indicare una bomba che esplodeva e dire, Ragazzi, che baccano... lascer
anche un bel cratere nel marciapiede, eh?
Ripensandoci, disse Wrath, dimmi cosa dovrei fare, con te. Dimmi cosa cazzo dovrei fare.
Quando Phury non rispose, Wrath mormor, No comment? Significa che neanche tu hai idea
di cosa fare?
Penso che entrambi conosciamo la risposta.
Non ne sono sicuro. Tu cosa pensi che dovrei fare?
Mettermi a riposo per un po. Ah.
Altro silenzio.
Allora siamo a questo punto? chiese Phury. Cristo, che voglia di uno spinello.
Il re batt le punte degli stivali. Non saprei.
Significa che posso continuare a combattere? Molto meglio di quanto osasse sperare, Ti do
la mia parola...
Vaffanculo. Wrath si alz di scatto e gir intorno alla scrivania. Hai detto al tuo gemello che
stavi venendo qui, ma scommetto tutto quello che vuoi che sei andato da Rehvenge. Hai promesso a Z
che lavresti piantata di sfogarti sui lesser e non lhai fatto. Hai detto che saresti diventato Primale, e
non lo sei. Porco mondo, continui a ripetere che te ne vai in camera tua a dormire, ma tutti noi
sappiamo cosa combini, l dentro. Onestamente, ti aspetti che possa ancora prenderti in parola?
Allora dimmi cosa vuoi che faccia.
Dietro gli occhiali da sole, gli occhi pallidi, quasi ciechi, del re sembravano cercare qualcosa.
Non sono sicuro che una sospensione e un ciclo di terapia servano a qualcosa, perch non credo che
rispetterai la prima e che seguirai la seconda.
Phury sent insinuarsi nelle viscere una paura gelida, simile a un cane ferito e bagnato che si
raggomitola su se stesso. Vuoi sbattermi fuori?
Era gi capitato, nella storia della confraternita. Non spesso, ma era capitato. Gli torn in niente
Murhder... merda, s, probabilmente era stato lui lultimo a venire espulso.
Mica  cos facile, cosa credi? disse Wrath. Se ti caccio che ne sar delle Elette? Il Primale
 sempre stato un fratello, e non solo per motivi di lignaggio. E poi Z non la prenderebbe affatto bene,
per quanto adesso sia incazzato con te.
Fantastico. Le sue ancore di salvezza erano salvare il suo gemello dallandare fuori di testa e
diventare lo stallone da monta delle Elette.
Il re si avvicin alle finestre. Fuori, gli alberi ondeggiavano nel vento sempre pi impetuoso.
Ecco cosa penso. Wrath alz gli occhiali sulla fronte e si stropicci gli occhi come in preda a
un gran mal di testa. Dovresti...
Mi dispiace, disse Phury, perch era lunica cosa che poteva dire.
: Anche a me. Wrath lasci ricadere gli occhiali sul naso e scosse la testa. Torn alla
scrivania e si sedette, la mascella contratta come le spalle. Apr un cassetto ed estrasse un pugnale nero.
Quello di Phury. Quello che aveva lasciato nel vicolo.
Z doveva averlo trovato e portato a casa.
Il re rigir larma tra le mani e si schiar la gola. Dammi laltro pugnale. Sei escluso per
sempre dalla rotazione. Che tu veda o meno uno strizzacervelli o come si metteranno le cose con le
Elette non  affar mio. E non ho consigli da darti perch la verit  che farai quello che farai. Nulla di
ci che potrei importi o chiederti farebbe la minima differenza.
Il cuore di Phury si ferm per un istante. Tutto si sarebbe immaginato, come possibile
conclusione di quellincontro, tranne che Wrath si lavasse le mani dellintera faccenda.
Sono ancora un fratello?
Il re si limit a fissare il pugnale... il che equivaleva a una risposta: solo di nome.
Certe cose non occorre dirle, no?
Parler con Z, mormor il re. Diremo che sei in permesso amministrativo. Basta attivit sul
campo, per te, e non venire pi alle riunioni.
Phury si sent mancare, come se, precipitando in caduta libera da un palazzo, avesse appena
avvistato il marciapiede su cui stava per sfracellarsi.
Niente pi ancore di salvezza. Niente pi promesse da infrangere. Per il re, adesso Phury
doveva arrangiarsi da solo.
Millenovecentotrentadue, pens. Era stato nella confraternita per settantasei anni soltanto.
Portandosi la mano al petto afferr il pugnale che gli restava, sfoder larma con gesto sicuro e
la pos su quellincongruo scrittoio azzurro chiaro.
Salut il suo re con un inchino e usc senza unaltra parola.
Bravo, esclam il mago. Peccato che i tuoi genitori siano gi morti, socio. Sarebbero cos fieri,
in questo momento... aspetta, riportiamoli indietro, eh, cosa dici?
Phury fu assalito con prepotenza da due immagini: suo padre svenuto in una stanza piena di
bottiglie di birra vuote, sua madre stesa a letto con la faccia rivolta al muro.
Torn in camera sua, tir fuori la sua scorta personale di fumo, si roll una canna e laccese.
Con tutto quello che era successo quella notte e il mago che si divertiva a fare lanti-Oprah, o si
metteva a fumare o si metteva a urlare. Si mise a fumare.
Dallaltra parte della citt, Xhex era tuttaltro che felice mentre scortava Rehvenge fuori
dalluscita posteriore dello ZeroSum e lo aiutava a salire sulla Bentley blindata. A vederlo, il suo capo
non stava meglio di lei: unombra scura e tetra avvolta in una pelliccia di zibellino lunga fino ai piedi
che attraversava lenta il vicolo.
Xhex gli apr la portiera del lato guidatore e attese che si accomodasse sul sedile anatomico con
laiuto del bastone. Malgrado i ventun gradi della nottata, Rehv alz il riscaldamento al massimo e si
strinse i baveri della pelliccia intorno al collo - segno che la sua ultima iniezione di dopamina doveva
ancora esaurire il suo effetto. Presto per sarebbe successo. Quando faceva quei viaggi non era mai
sotto leffetto dei farmaci. Altrimenti non era sicuro.
Non era sicuro, punto e basta.
Per venticinque anni Xhex si era offerta di accompagnarlo per dargli man forte in quelle visite
alla sua ricattatrice; tutte le volte lui le aveva detto di no, cos adesso si risparmiava la fatica e teneva il
becco chiuso. Il costo del suo silenzio, per, era un umore nerissimo.
Andrai a stare nella tua casa sicura? chiese. S.
Xhex chiuse la portiera e segu con lo sguardo lauto che si allontanava. Rehv non le svelava
mai il luogo di quegli incontri, ma lei sapeva pi o meno dove avvenivano,  il  GPS dellauto indicava
che Rehv andava a nord.
Dio, detestava quello che era costretto a fare.
Per via del casino che lei aveva combinato venticinque anni prima, Rehv doveva prostituirsi
ogni primo marted del mese per proteggere entrambi.
La Principessa symphath da cui si lasciava scopare era pericolosa. E pazza di lui.
Allinizio Xhex si aspettava che quella troia li denunciasse entrambi in forma anonima per farli
deportare nella colonia dove venivano esiliati i symphath. Lei per era stata pi furba. Se fossero saliti
su quella nave, per quanto robusti, sarebbero stati fortunati a sopravvivere sei mesi. I mezzosangue non
potevano competere con i symphath di razza pura, senza contare che la Principessa era sposata col suo
stesso zio.
Un despota possessivo e assetato di potere come nessun altro.
Xhex imprec. Non sapeva perch Rehv non la odiasse, e non capiva proprio come potesse
tollerare di farsi scopare. Aveva la sensazione, per, che quelle notti fossero il motivo per cui si
prendeva tanta cura delle sue ragazze. A differenza del tipico pappone, sapeva esattamente come si
sentono le prostitute, sapeva di preciso com sbattersi qualcuno controvoglia solo perch quello ha
qualcosa che ti serve, fossero soldi o silenzio.
Xhex non aveva ancora trovato una via duscita per entrambi, e ci che rendeva ancora pi
insostenibile la situazione era che Rehv aveva rinunciato a liberarsi. Quella che un tempo era stata una
situazione critica era diventata la nuova realt. A distanza di ventanni scopava ancora per proteggere
tutti e due, e sempre per colpa di Xhex; ogni primo marted del mese prendeva e partiva, e faceva
limpensabile con una che odiava... e quella era la sua vita.
Cazzo, esclam Xhex nel vicolo deserto. Quando mai cambieranno le cose?
Lunica risposta che ottenne fu una raffica di vento che le soffi addosso dei fogli di giornale e
dei sacchetti di plastica.
Rientrata nel locale, gli occhi si adattarono alle luci psichedeliche, le orecchie assorbirono la
musica dal ritmo ipnotico e la pelle registr un lieve calo di temperatura.
La sala VIP sembrava relativamente tranquilla, cerano i soliti habitu, ma Xhex stabil
comunque un contatto visivo con i suoi due buttafuori. Dopo che essi ebbero annuito segnalando il
tutto regolare, Xhex gett un occhio alle ragazze impegnate nei spar. Controll landirivieni delle
cameriere, i vassoi che portavano via i bicchieri vuoti e li riportavano pieni. Valut il livello delle
bottiglie dietro al bancone del bar dei VIP.
Giunta al cordone di velluto, si volse verso i clienti che affollavano la parte principale del  club.
La massa sulla pista da ballo si muoveva come un oceano agitato, gonfiandosi, dividendosi e
riavvicinandosi di nuovo. Ai margini della pista, coppie e terzetti si dimenavano, palpandosi, i laser
rimbalzavano su volti e corpi avvinghiati nella penombra.
Quella sera, a regola, cera poco movimento, le settimane partivano in sordina, poi la gente via
via aumentava fino al picco del sabato sera. Per lei come responsabile della sicurezza, di solito il
venerd era il giorno pi pesante, con gli idioti che scaricavano le frustrazioni di una brutta settimana
lavorativa esagerando con la droga e andando in overdose o scatenando qualche rissa.
Ci detto, dal momento che i fessi con qualche dipendenza erano il pane quotidiano, l al locale
poteva scoppiare un casino in ogni momento di ogni serata.
Meno male che lei era proprio in gamba nel suo lavoro. Rehv gestiva lo smercio di droga, alcol
e donne, controllava la sua squadra di allibratori in combutta con la mala di Las Vegas e si occupava di
alcuni progetti speciali che richiedevano una certa qual dose di coercizione. Lei, invece, era
incaricata di tenere sotto controllo lambiente, in modo che gli affari si potessero condurre col minimo
possibile di interferenze da parte dei poliziotti umani e dei clienti idioti.
Stava per andare a controllare il mezzanino quando dallingresso principale vide entrare quelli
che ormai lei chiamava i Ragazzi.
Indietreggiando nellombra, segu con gli occhi i tre giovani vampiri che, superato il cordone di
velluto della zona VIP, puntavano verso il fondo del locale. Si piazzavano sempre al tavolo della
confraternita, se era libero, il che significava che o avevano il senso della strategia, visto che era situato
in un angolo accanto a una uscita di sicurezza, o che avevano ricevuto ordine da parte dellautorit
costituita di andare a sedersi l e comportarsi bene.
Autorit nel senso del re, Wrath.
Gi, i Ragazzi non erano la solita combriccola di amici, pens Xhex mentre i tre si mettevano
comodi. Per tutta una serie di ragioni.
Quello con gli occhi di due colori diversi era un cercaguai e, come sempre, dopo aver ordinato
la sua Corona, si alz e and dallaltra parte del locale in cerca di gnocca. Il rosso rimase indietro,
anche questo come da copione. Era il classico boy scout, onesto, perbene, affidabile. Il che la rendeva
sospettosa su quello che poteva nascondersi sotto quellimmagine rassicurante da bravo ragazzo.
Dei tre, per, la vera grana era il muto. Si chiamava Tehrror, altrimenti detto John Matthew, e il
re era il suo whard. Per quanto la riguardava, quindi, era un piatto di porcellana in un recinto per tori.
Se gli succedeva qualcosa il club era fottuto.
Caspita quantera cambiato quel ragazzino, negli ultimi mesi. Lo aveva visto prima della
transizione, magro come un chiodo e de-boluccio, uno scricciolo indifeso; e adesso eccolo l, un gran
bel pezzo di marcantonio... e i pezzi di marcantonio erano un problema se si mettevano a menare le
mani. Anche se finora John era stato pi il tipo della serie mi metto qui tranquillo a guardare, i suoi
occhi erano decisamente troppo vecchi per un viso cos giovane, il che suggeriva che doveva aver
vissuto qualche brutta esperienza. E quando la gente entra in crisi, le brutte esperienze del passato
tendono a gettare benzina sul fuoco.
Occhi Spaiati, alias Qhuinn, figlio di Lohstrong, torn con un paio di tipe a dir poco disponibili,
due biondine che a quanto pareva avevano scelto delle mise coordinate ai loro cosmopolitan: rosa come
il cocktail, e parecchio succinte.
Il rosso, Blaylock, non aveva molto fascino, ma non era un problema perch Qhuinn ne aveva
da vendere per tutti e due. Cribbio, ne avrebbe avuto da vendere anche per John Matthew, salvo che
questultimo si teneva fuori dal gioco. Almeno per quel che aveva visto lei.
Dopo che gli amichetti di John furono spariti nel retro con le due smutandate, Xhex si avvicin
al tavolo senza un motivo particolare. Appena la vide lui si irrigid, ma gli succedeva sempre, proprio
come la teneva sempre docchio. Quando eri a capo della
sicurezza di un locale la gente aveva la tendenza a voler sapere doveri.
Come va? fece Xhex.
Lui si strinse nelle spalle giocherellando con la bottiglia di Corona. Scommetto che vorresti
avere unetichetta da staccare, eh?, pens Xhex.
Ti spiace se ti chiedo una cosa?
Lui spalanc leggermente gli occhi, ma fece di nuovo spallucce.
Perch non vai mai nel retro con i tuoi amici? Non erano affaracci suoi, naturalmente e,
soprattutto, non sapeva perch le interessasse tanto. Ma che cavolo... forse era tutta colpa del
primo-marted-del-mese. Cercando di non pensarci, faceva di tutto per aggrapparsi a qualcosaltro.
Tu alle ragazze piaci, prosegu. Ho visto come ti squadrano. E anche tu le guardi, per poi te
ne stai sempre qui.
John Matthew avvamp; il rossore del viso era visibile anche nella penombra della sala.
Sei gi impegnato? mormor, ancora pi curiosa. Il re ti ha gi trovato una femmina?
Lui scosse la testa.
Okay, doveva lasciarlo in pace. Quel poveretto era muto, come diavolo si aspettava che le
rispondesse?
Voglio subito il mio drink! La stentorea voce maschile sovrast la musica e Xhex volt la
testa di scatto. Due divanetti pi in l, uno sbruffone grande e grosso avanti con gli anni, in compagnia
di altri nonnetti, se lera presa con una cameriera, pronto a salire sul primo treno espresso per
Coglionilandia.
Scusa un attimo, disse Xhex rivolta a John.
Quando lo smargiasso allung la zampaccia da orso e agguant la cameriera per la gonna, la
poveretta perse il controllo del vassoio e i cocktail volarono per aria. Ho detto, dammi subito il mio
drink!
Xhex si piazz dietro la cameriera, sorreggendola. Non preoccuparti. Adesso se ne va.
Lomone si alz rumorosamente dal divanetto, ergendosi in tutta la sua statura. Era alto quasi
due metri. Tu dici?
Xhex gli and sotto fino a ritrovarsi seno-contro-petto e lo guard dritto negli occhi; il suo
istinto di symphath reclamava a gran voce di potersi scatenare, ma lei si concentr sugli spuntoni
metallici che si era stretta intorno alle cosce. Traendo forza dal dolore che infliggeva a se stessa, vinse
la propria natura.
Esca subito, intim in tono pacato, altrimenti la trascino fuori di qui per i capelli.
Lalito delluomo puzzava come un panino al tonno vecchio di un giorno. Odio le lesbiche.
Credete sempre di essere pi toste di quello che siete in realt...
Xhex lo afferr per il polso, lo fece ruotare su se stesso e gli torse il braccio dietro la schiena.
Poi gli mise una gamba intorno alle caviglie e con uno spintone gli fece perdere lequilibrio. Luomo
croll come un quarto di bue, atterrando sulla moquette a pelo raso, e nellimpatto il fiato gli usc tutto
dun colpo in unimprecazione,
Con mossa fulminea, Xhex si chin affondandogli una mano tra i capelli modellati col gel e
afferrandolo con laltra per il bavero della giacca. Trascinarlo a faccia avanti verso luscita laterale era
unoperazione azzardata su pi fronti: stava creando un gran clamore, si stava rendendo colpevole di
percosse e rischiava di far scoppiare una rissa se gli altri esponenti di quellOlimpo di Ritardati Mentali
decidevano di correre in soccorso del loro amico. Ma ogni tanto bisognava dare un po di spettacolo.
Tutti i coglioni autorizzati a stare nellarea VIP la stavano osservando, cos come i buttafuori, che gi
di base erano dei tipetti irascibili, e le ragazze che lavoravano nel locale, le quali per la maggior parte
avevano pi che comprensibili problemi di gestione della rabbia.
Per mantenere la pace ogni tanto toccava sporcarsi le mani.
E, considerato tutto il gel usato da quello spaccone, alla fine avrebbe dovuto lavarsele ben bene.
Giunta davanti alluscita laterale, accanto al tavolo della confraternita, si ferm per aprire la
porta, ma venne anticipata da John che, come un perfetto gentiluomo, la spalanc tenendola aperta per
lei.
Grazie, disse Xhex.
Fuori nel vicolo rovesci sulla schiena quel gradasso della malora e gli frug nelle tasche
mentre lui se ne stava l, lungo disteso, battendo le palpebre come un pesce sul ponte di una nave.
Quella perquisizione era unaltra infrazione, da parte sua. Allinterno del club Xhex aveva poteri di
polizia, ma tecnicamente il vicolo era di propriet della citt di Caldwell. Ma non era tanto questo, il
codice davviamento postale di quel palpeggiamento era irrilevante: la perquisizione era illegale perch
lei non aveva fondati motivi di ritenere che quel tizio fosse in possesso di droga o armi.
La legge non autorizzava a perquisire qualcuno solo perch era uno stronzo.
Ah... ma vedi, ecco cosa vuol dire dar retta allistinto. Oltre al portafoglio, gli trov addosso un
bel po di coca e tre pasticche di ecstasy. Xhex fece dondolare le bustine di cellofan davanti agli occhi
delluomo.
Potrei farti arrestare. Sorrise mentre lui cominciava a balbettare. S, s, certo, non sono tue,
non sai come sono finite nelle tue tasche, sei innocente come un angioletto. Ma guarda sopra quella
porta.
Vedendo che il tizio non si muoveva, lo afferr per la mascella voltandogli la testa di lato.
Vedi quellocchiolino rosso lampeggiante? Quella  ima teleca-mera di sicurezza. Per cui
questa merda..., cos dicendo agit le bustine davanti alla telecamera, poi apr il portafoglio, ...
questi
due grammi di cocaina e le tre pasticche di ecstasy che sono usciti ; dal taschino della tua
giacca, signor... Robert Finlay... sono stati immortalati da una registrazione digitale. Huh... ma
guarda, hai
due bei bambini. Scommetto che preferirebbero fare colazione con te, domani mattina, invece di
mangiare con una babysitter perch tua moglie sta tentando di tirarti fuori di galera.
Gli rimise il portafogli in tasca e trattenne la droga. Ecco come suggerisco di risolvere la
questione: andando ciascuno per la pro-
pria strada. Tu non ti fai pi rivedere nel mio locale e io non spedisco in gattabuia le tue
miserabili palle da strapazzo. Che ne dici? Affare fatto?
Mentre lumano valutava se accettare lofferta oppure tentare la sorte, Xhex si alz in piedi e
arretr leggermente, in modo da potergli sferrare un bel calcio alloccorrenza. Dubitava che fosse
necessario, per. Chi si appresta a fare a botte  tutto contratto e con lo sguardo vigile. Lo sbruffone
invece era molle come un fico, evidentemente era a corto di energie e anche il suo ego si era sgonfiato.
Vattene a casa, gli disse Xhex.
E lui lo fece.
Mentre lo guardava allontanarsi goffamente, si infil la droga nella tasca di dietro dei calzoni.
Ti  piaciuto lo spettacolo, John Matthew? disse senza voltarsi.
Quando lo guard da sopra la spalla, rimase senza fiato. Gli occhi del ragazzino brillavano
nelloscurit... e lui la fissava con la concentrazione maniacale dei maschi quando hanno voglia di fare
sesso. Sesso spinto.
Porca... puttana. Non era un ragazzino quello che aveva davanti, t Senza neanche accorgersene
si insinu nella sua mente con un pizzico della sua natura di symphath. John stava pensando a... se
stesso su un letto sfatto, con la mano tra le gambe sopra un uccello gigantesco mentre si masturbava
fantasticando su di lei.
Laveva fatto uninfinit di volte.
Xhex si volt e gli and vicino. Quando gli arriv davanti, lui non indietreggi, e lei non ne fu
sorpresa. In quel momento di cruda tensione erotica non era pi un cucciolo impacciato ansioso di
tagliare la corda. Era tutto virilit animale, pronto ad affrontarla faccia a faccia.
Il che era... oh, accidenti a lei, non era una bella cosa. Proprio. Per. Niente.
Cazzo.
Mentre lo fissava, voleva dirgli di posare quelle scintillanti biglie azzurre sulle umane del club e
di lasciarla fuori da tutta quella storia. Voleva dirgli che lei era molto pi che off limits e di piantarla
con quelle fantasie. Voleva metterlo in guardia come aveva fatto con tutti gli altri, ad eccezione di quel
coriaceo moribondo di Butch ONeal prima che diventasse un fratello.
Invece in un sussurro disse, La prossima volta che mi pensi in quel modo, d il mio nome
quando vieni. Ti piacer ancora di pi.
Poi si pieg di lato per aprire la porta del club, lasciando strusciare la spalla contro il petto di
John.
Il roco ansito di lui le rimase a lungo nellorecchio.
Tornando al lavoro, si disse che era tutta accaldata per lo sforzo di trascinare fuori dal locale
quella testa di cazzo.
Quella vampata di calore non centrava assolutamente niente con John Matthew.
Quando Xhex rientr nel club, John rimase l impalato come un maledetto idiota. Pi che
logico. Quasi tutto il suo sangue era defluito dal cervello nellerezione dentro i jeans effetto usato A &
F nuovi di pacca. Il resto gli era salito in faccia.
Il che significava che il cervello era a secco.
Xhex aveva capito cosa faceva quando pensava a lei. Ma come cavolo faceva a saperlo?
Uno dei Mori di guardia allufficio di Rehvenge si avvicin. Sei dentro o fuori dalla porta?
John si trascin fino al divanetto, trangugi la Corona in due sorsate e fu lieto di vedere una
cameriera avvicinarsi con unaltra birra senza che lavesse ordinata.
Xhex era sparita nella parte principale del club, e lui la cerc con gli occhi, sforzandosi di
vedere attraverso la cascata ornamentale che separava i VIP dagli altri clienti.
Non aveva bisogno di vederla per sapere dovera, comunque. Avvertiva la sua presenza. In
mezzo a tutti quei corpi, sapeva qual era il suo. Xhex era al bar.
Do, il fatto che riuscisse a malmenare un tizio grosso il doppio di lei senza neanche versare una
goccia di sudore era eccitante da morire.
Il fatto che non apparisse offesa per le sue fantasie erotiche su di lei era un sollievo.
Il fatto che lo avesse invitato a dire il suo nome quando veniva gli... faceva venir voglia di
venire seduta stante.
Questo rispondeva alla domanda che si era posto qualche ora prima, no? Se preferiva il sole o il
temporale. E gli diceva esattamente cosa avrebbe fatto appena arrivato a casa.
Capitolo 9
Fuori dal variegato mosaico delle fattorie nei sobborghi rurali di Caldwell, a nord delle cittadine
lungo le sponde serpeggianti del fiume Hudson, a tre ore circa dal confine canadese, i Monti
Adirondack si ergevano maestosi. Con le cime e i fianchi coperti di pini e di cedri, la catena montuosa
era stata originata dai ghiacciai allungatisi oltre la frontiera con lAlaska, prima che questultima
prendesse il nome di Alaska e prima che esistessero urbani o vampiri in grado di chiamarla frontiera.
Allorch lultima era glaciale si era ritirata dentro i libri di storia destinati a essere scritti molto
tempo dopo, le grandi vallate rimaste nel terreno si erano riempite delle acque derivanti dallo
scioglimento degli iceberg. Nel corso delle generazioni successive gli umani avevano assegnato dei
nomi a quelle immense pozze geologiche, nomi come Lago George, Lago Champlain, Lago Saranac e
Lago Blue Mountain.
Gli umani, quei fastidiosi parassiti prolifici come conigli, con le loro nidiate di bambini, si
erano stanziati nel corridoio del fiume Hudson, in cerca di acqua al pari di molti altri animali. Col
passare dei secoli spuntarono delle citt e simpose la civilt, con tutte le sue intrusioni
nellambiente.
Le montagne, tuttavia, erano rimaste sovrane. Anche nellera dellelettricit e della tecnologia,
delle automobili e del turismo, gli Adirondack dominavano il paesaggio di quel tratto settentrionale
dello Stato di New York.
Per questo sopravvivono tanti angoli poco frequentati nel folto di quelle foreste.
Lungo la I-87, altrimenti detta Northway, Via del Nord, le uscite diventano sempre pi rade
finch capita di fare anche dieci, quindici, venti chilometri senza poter uscire dallinterstatale. E se
metti la freccia e imbocchi una bretella sulla destra, trovi solo un paio di botteghe, un benzinaio e due o
tre case.
 facile nascondersi, sugli Adirondack.
Anche per i vampiri  facile nascondersi, sugli Adirondack.
A fine nottata, mentre il sole si apprestava a fare la sua grandiosa, sensazionale entrata in scena,
un vampiro attraversava da solo i fitti boschi del Monte Saddleback, trascinando il corpo avvizzito
come anni prima avrebbe trascinato un sacco dellimmondizia. La fame era la sola cosa che lo spingeva
a muoversi, ad aprirsi un varco tra i rami, listinto primordiale per il sangue ci che lo teneva in piedi.
Poco pi avanti, in un intrico di rami di pino, la sua preda era tesa, nervosa.
Il cervo sapeva di essere braccato, ma non riusciva a vedere chi gli dava la caccia. Alz il muso
e fiut laria, muovendo le orecchie avanti e indietro.
La notte era gelida, l al nord, e a quelle altitudini. Vestito di stracci, il vampiro batteva i denti e
aveva le unghie cianotiche, ma anche potendo non si sarebbe coperto meglio. Lunica sua concessione
allesistenza era soddisfare la sete di sangue.
Non si sarebbe mai tolto la vita. Molto tempo prima aveva sentito che chi moriva suicida non
veniva ammesso nel Fado, e invece era l che lui voleva finire. Quindi trascorreva le giornate tra dolori
e stenti, in attesa di morire di fame o in seguito a ima ferita.
Ma era un processo maledettamente lungo. Daltronde, la fuga dalla sua vecchia vita, mesi e
mesi prima, lo aveva condotto in quei boschi per errore pi che per una precisa volont. Nelle sue
intenzioni doveva finire altrove, in un luogo ancora pi pericoloso.
Anche se non ricordava neanche pi dove.
Il fatto che i suoi nemici non si fossero spinti cos lontano sugli Adirondack inizialmente lo
aveva salvato, ma adesso era fonte di frustrazione. Era troppo debole per smaterializzarsi a destra e a
manca nel tentativo di trovare qualche lesser, e gli mancavano le energie per camminare a lungo.
Era bloccato l, sulle montagne, in attesa che la morte lo trovasse.
Durante il giorno si proteggeva dal sole dentro una grotta, una ferita nel granito della montagna
era il suo rifugio. Non dormiva molto. La fame e i ricordi lo tenevano impietosamente sveglio e vigile.
Qualche metro pi in l, la sua preda si allontan di altri due passi.
Inspirando a fondo, il vampiro cerc di chiamare a raccolta le forze. Se non ce la faceva adesso
per quella notte era finita, e non solo perch il cielo cominciava a rischiararsi, a est.
In un baleno scomparve e riprese forma accanto al collo del cervo. Agguantandolo per lo snello
garrese, affond le zanne nella giugulare che correva su dal cuore tremante e atterrito dellanimale.
Non uccise la magnifica bestia. Bevve solo quel tanto che gli bastava per sopravvivere un altro
giorno gramo e unaltra notte ancora pi grama.
Quandebbe finito, spalanc le braccia e lasci libero il cervo, che scapp via saltellando. Il
vampiro rest in ascolto della sua rumorosa fuga attraverso la boscaglia, invidioso della libert
dellanimale.
La forza ricavata dal suo sangue era ben poca cosa. Ultimamente lenergia spesa per nutrirsi e
ci che ne ricavava in cambio erano quasi alla pari. Il che significava che la fine doveva essere
prossima.
Il vampiro si sedette sul letto di aghi di pino e attraverso i rami guard il cielo notturno. Per un
attimo immagin che il firmamento non fosse scuro, ma bianco, e che le stelle lass non fossero freddi
corpi celesti che riflettevano la luce, ma le anime dei morti.
Immagin di vedere il Fado.
Lo faceva spesso, e in quella sconfinata distesa di puntini luminosi sopra la sua testa localizz i
due che considerava suoi, i due che gli erano stati strappati via con la forza: un paio di stelle, una pi
grande e splendente, laltra pi piccola e pi incerta. Se ne stavano vicine, come se la pi piccola
cercasse il riparo di sua m...
Il vampiro non riusc a pronunciare quella parola. Neanche mentalmente. Proprio come non
riusciva a dire i nomi che associava alle due stelle.
Ma in fondo non importava.
Quelle due stelle erano sue.
E presto le avrebbe raggiunte.
Capitolo 10
La sveglia accanto a Phury segn il passaggio di un altro minuto e sul display digitale si form
come una fila di stuzzicadenti: le undici e undici del mattino.
Phury controll la sua scorta segreta. Si era ridotta ai minimi termini e, per quanto fosse
strafatto, gli prese un colpo. Fece un po di calcoli cercando di fumare pi lentamente. Erano pi o
meno sette ore che pescava ininterrottamente dal sacchetto di fumo rosso... quindi, a occhio e croce,
sarebbe rimasto a secco intorno alle quattro del pomeriggio.
Il sole tramontava alle sette e mezzo. Poteva essere allo ZeroSum non prima delle otto.
Quattro ore di zona morta. O, per essere pi precisi, quattro ore che rischiava di vivere un po
troppo lucidamente.
Se vuoi, disse il mago, posso leggerti una favola.  una cannonata. Un vampiro prende a
modello il padre alcolizzato, finisce morto in un vicolo. Nessuno lo piange. Un classico, praticamente
shakespeariano.
Ma forse lavevi gi sentita, socio?
Phury alz il volume di Donna non vidi mai e aspir a fondo.
Quando la voce del tenore si alz, secondo le indicazioni di Puccini, pens a come cantava Z.
Che voce aveva, suo fratello. Come lorgano di una chiesa, la sua estensione spaziava dagli alti pi puri
a bassi cos profondi da trasformare il midollo spinale in un timpano; gli bastava sentire una cosa una
volta per riprodurla fedelmente, poi arricchiva la melodia con qualche apporto originale oppure si
inventava qualcosa di completamente nuovo. Tutto era il suo forte: la lirica, il blues, il jazz, il buon
vecchio rock and roll. Era una radio vivente.
Nel tempio della confraternita era sempre lui a guidare i canti dei fratelli.
Era dura pensare che non avrebbe mai pi sentito quella voce nella grotta sacra, pens Phury.
O anche in casa, a pensarci bene. Erano mesi che Z non cantava pi; troppo in ansia per Bella,
non era in vena di imitare Tony Bennett, probabilmente, ed era impossibile prevedere se i suoi concerti
estemporanei sarebbero ricominciati o meno.
Tutto dipendeva dal destino di Bella.
Phury diede un altro tiro allo spinello. Dio, che voglia di andare a trovare Bella. Voleva
accertarsi che stesse bene e ima conferma visiva era ben diversa dal ripetersi ossessivamente nessuna
nuova, buona nuova.
Ma non era in condizione di farle visita, e non solo perch era fumato. Si port le mani al collo
e tast i segni lasciati dalla catena che il lesser gli aveva stretto intorno alla gola. Guariva in fretta, ma
non cos in fretta, e Bella ci vedeva benissimo. Non cera motivo di allarmarla.
E poi di sicuro con lei cera Z e un faccia a faccia col suo gemello era troppo rischioso, visto
comerano finite le cose in quel vicolo.
Un rumore sopra il com gli fece alzare la testa.
Allaltro capo della stanza il medaglione del Primale stava vibrando; lantico talismano doro
fungeva da cercapersone. Phury lo guard muoversi sopra il mobile, danzando in circolo come se stesse
cercando un cavaliere tra le spazzole dargento accanto a cui lo aveva posato.
Non aveva voglia di andare dallAltra Parte. Neanche un po. Essere cacciato dalla confraternita
bastava, per quel giorno.
Fin lo spinello, si alz e usc. In corridoio, per abitudine, guard la porta di Cormia. Era
leggermente socchiusa, cosa insolita. Sent un rumore, come di un tessuto che sbatteva.
Si avvicin e buss sullo stipite. Cormia? Stai bene?
Oh! S... s, sto bene. La voce giungeva ovattata.
Quando lei non aggiunse altro, Phury si sporse in avanti. Hai la porta aperta. Be, che genio.
Vuoi che la chiuda?
Non lho fatto apposta.
Ti spiace se entro? fece Phury, chiedendosi comera andata con John Matthew.
Prego.
Lui spalanc la porta...
Oh... perbacco. Seduta a gambe incrociate sul letto, Cormia si stava intrecciando i capelli
bagnati. Vicino a lei cera un asciugamano, che spiegava il rumore di poco prima, e la tunica... la
tunica si apriva sul davanti in una profonda V che rischiava di mettere in mostra le morbide rotondit
dei seni.
Di che colore aveva i capezzoli?
Phury si affrett a distogliere lo sguardo. E not una rosa color lavanda dentro un vaso di
cristallo, sul comodino.
Senza una ragione, sent una stretta al petto e si accigli. Allora, ti sei divertita insieme a
John?
S. Lui  stato molto carino.
Ah, s?
Cormia annu, annodando un nastro di raso bianco in fondo alla treccia. Nel chiarore soffuso
dellabat-jour la grossa treccia brillava come oro. Gli spiacque vedere che la arrotolava alla base del
collo, avrebbe voluto poterla ammirare ancora un po, ma si consol con i riccioli ribelli che le
incorniciavano il viso.
Che splendido soggetto per un disegno, pens, rimpiangendo di non avere sottomano carta e
penna.
Strano... sembrava diversa. Forse perch le guance erano colorite. Che cosa avete fatto?
Io sono corsa fuori in giardino.
Phury si accigli ancora di pi. Perch qualcosa ti ha spaventato?
No, perch ero libera di farlo.
Lui ebbe una fugace visione di Cormia che correva sullerba del prato, coi capelli che
svolazzavano alle sue spalle. E John che cosa ha fatto?
 rimasto a guardare. Ah.
Prima che Phury potesse dire qualcosa, lei prosegu, Avevate ragione,  molto gentile. Stasera
mi far vedere un film.
Ah, s?
Mi ha insegnato a usare la televisione. E guardate cosa mi ha regalato. Allung il polso
mostrandogli un braccialettino dargento costellato di perline color lavanda. Non ho mai avuto niente
di simile. Solo la mia perla da Eletta.
Cos dicendo, sfior liridescente perla a goccia che portava al collo. Phury socchiuse gli occhi.
Lo sguardo di Cormia era privo di malizia, puro e incantevole come il bocciolo di rosa dallaltra parte
della stanza.
Di fronte alle premure di John, Phury vide con chiarezza ancora maggiore quanto laveva
trascurata.
Chiedo scusa, disse piano lei. Adesso lo tolgo...
No. Ti dona. Moltissimo.
John ha detto che  un regalo, mormor Cormia. Mi piacerebbe tenerlo.
Ma certo. Con un profondo sospiro, Phury si guard intorno e not una complessa struttura
fatta di stuzzicadenti... e piselli? Che cos quello?
Ah... s. Cormia si avvicin in fretta, quasi a voler proteggere quel coso, qualunque cosa
fosse.
Che cos?  quello che c nella mia testa. Si volt verso Phury. Poi si volt dallaltra
parte.  solo una cosa che ho cominciato a fare.
Phury attravers la stanza e si inginocchi accanto a lei. Con cautela fece scorrere un dito lungo
un paio di colonne.  fantastico. Sembra la struttura di una casa.
Vi piace? Cormia si inginocchi. Lho fatto cos, tanto per fare.
Mi piace larchitettura, larte. E questo... le linee sono magnifiche.
Cormia pieg la testa esaminando lopera e Phury sorrise, pensando che anche lui faceva lo
stesso con i suoi disegni.
Dimpulso disse, Ti piacerebbe venire alla galleria delle statue? Stavo giusto andando a farci
un giro.  subito dopo lo scalone.
Quando Cormia alz gli occhi su di lui, cera una consapevolezza, nel suo sguardo, che lo colse
alla sprovvista.
Forse la differenza non stava nel suo aspetto, si rese conto Phury, ma nel modo in cui lo
guardava.
Merda, forse John le era piaciuto per davvero. Piaciuto, piaciuto, nel vero senso della parola.
Quello s che sarebbe stato un pasticcio.
Mi piacerebbe venire con voi, disse Cormia. Mi piacerebbe molto vedere larte.
Bene. Molto... bene. Andiamo. Phury si raddrizz e le tese la mano, senza motivo apparente.
Un istante dopo lei fece scivolare il palmo nel suo. Quando le loro dita si strinsero, Phury si rese
conto che lultimo contatto fisico che avevano avuto era stato quel mattino pazzesco, a letto, quando lui
aveva fatto quel sogno erotico e si era svegliato tutto eccitato addosso a lei.
Coraggio, mormor, guidandola verso la porta.
Uscirono in corridoio; Cormia non riusciva ancora a credere che il Prunaie lavesse presa per
mano. Desiderava da cos tanto tempo un po di intimit con lui che le pareva surreale avere ottenuto
non solo quella, ma un vero contatto fisico.
Mentre si dirigevano verso la galleria dove si era gi avventurata, lui le lasci andare la mano,
ma le rimase vicino. Landatura claudicante si notava appena, era solo un piccolo neo nel suo incedere
elegante e, come al solito, ai suoi occhi era pi bello di qualsiasi opera darte.
Era in pensiero per lui, per, e non solo per quello che aveva origliato per caso.
I vestiti che aveva addosso non erano quelli che portava a tavola. I pantaloni di pelle e la
camicia nera erano la sua tenuta da combattimento, ed erano macchiati.
Sangue, pens Cormia. H suo e quello dei nemici della razza.
Ma cera di peggio. Aveva un livido rossastro intorno al collo, come se in quel punto la pelle
avesse subito un danno, e anche delle escoriazioni sul dorso delle mani e sul viso.
Cormia ripens a ci che il suo re aveva detto di lui.  un pericolo per se stesso e per gli altri.
Mio fratello Darius era un collezionista darte, spieg Phury mentre passavano davanti allo
studio di Wrath. Come tutto il resto in questa casa, queste statue erano tutte sue. Adesso appartengono
a Beth e a John.
John  figlio di Darius, figlio di Marklon? S.
Ho letto di Darius. E di Beth, la regina, sua figlia. Ma su John Matthew non cera niente.
Strano... in quanto figlio del guerriero, avrebbe dovuto comparire sulla prima pagina del volume a lui
dedicato, insieme al resto della sua progenie.
Hai letto la biografa di Darius?
S. Era andata in cerca di informazioni su Vishous, il fratello a cui in origine era stata
promessa. Se avesse saputo chi era destinato a diventare Primale, tuttavia, avrebbe cercato tra le file di
volumi rilegati in cuoio rosso quelli dedicati a Phury, figlio di Ahgony.
Il Primale si ferm allinizio della galleria delle statue. Cosa fate quando muore un fratello?
chiese. Cosa fate dei suoi libri?
Tutte le pagine bianche vengono contrassegnate con un chrih, un simbolo nero, e sulla prima
pagina del primo volume viene annotata la data del decesso. Ci sono anche delle cerimonie. Le
abbiamo celebrate per Darius e aspettiamo... riguardo a Tohrment, figlio di Hharm.
Phury annu recisamente e avanz, come se non avessero discusso niente di particolarmente
importante.
Per quale motivo me lo chiedete? disse Cormia.
Ci fu una pausa. Queste statue sono tutte del periodo grecoromano.
Cormia si strinse al collo le falde della veste. Ah, s?
Il Primale oltrepass le prime quattro statue, compresa quella completamente nuda,
ringraziando la Vergine Scriba, e si ferm vicino a quella cui mancavano alcune parti. Sono un tantino
mal-conce, ma considerato che hanno pi di duemila anni,  un miracolo che siano sopravvissute anche
solo in parte. Ehm... spero che la nudit non ti offenda...
No. Ma era lieta che lui ignorasse come aveva toccato la statua nuda. Io le trovo bellissime,
vestite o meno. E non mi importa se sono imperfette.
Mi ricordano la casa dove sono cresciuto.
Cormia rest in attesa, acutamente consapevole di quanto desiderava che terminasse quel
pensiero. Come mai?
Avevamo anche noi delle statue, in giardino. Phury si accigli. Per erano coperte di
rampicanti. Tutto il giardino lo era. Rampicanti dappertutto.
Il Primate riprese a camminare.
Dove siete cresciuto? chiese Cormia.
Nel Vecchio Continente.
I vostri genitori...
Queste statue sono state acquistate negli anni quaranta e cinquanta. Darius attravers una fase
tridimensionale e, visto che aveva sempre odiato larte moderna, compr queste.
Giunti alla fine della galleria, Phury si ferm di fronte alla porta di una delle camere da letto e la
fiss. Sono stanco.
In quella stanza cera Bella, pens Cormia. Era evidente dallespressione sul volto del Primole.
Avete mangiato? chiese, pensando che sarebbe stato bello spingerlo dalla parte opposta.
Non ricordo. Phury abbass gli occhi sui suoi piedi, protetti da un paio di pesanti stivali.
Dio... buono. Non mi sono neanche cambiato. Cera una strana nota sorda nella sua voce, come Se
quella scoperta lo avesse svuotato. Avrei dovuto cambiarmi. Prima di farti fare questo giro.
Allunga il braccio, si disse Cormia. Allungalo e prendilo per mano. Come ha fatto lui con te.
Dovrei cambiarmi, disse piano il Primole. Devo assolutamente cambiarmi.
Cormia trasse un profondo respiro e, allungando il braccio, gli afferr la mano. Era gelida. In
modo allarmante.
Torniamo in camera vostra, disse. Torniamo l.
Lui annu, ma non si mosse; prima di rendersene conto Cormia lo stava guidando. O quanto
meno guidava il suo corpo. La sua mente era da unaltra parte, lo sentiva.
Lo accompagn in camera sua, entro i confini di marmo del bagno, e quando lo fece fermare lui
rimase dove lo aveva lasciato, di fronte ai due lavandini e al grande specchio. Quando Cormia si volt
verso la camera a spruzzo che loro chiamavano doccia, lui rest in attesa, con inconsapevolezza pi che
con pazienza.
Quando il getto dacqua fu abbastanza caldo sulla sua mano, Cormia si volt verso di lui. 
tutto pronto, Vostra grazia. Potete lavarvi.
Gli occhi gialli del Primole erano fissi davanti a s, in uno degli specchi, ma sul suo bel viso
non cera un barlume di riconoscimento. Era come se riflesso nello specchio lui vedesse un estraneo, un
estraneo di cui non si fidava e che non approvava.
Vostra grazia? lo chiam Cormia. La sua immobilit era allarmante; se non fosse stato in
piedi avrebbe controllato se gli batteva ancora il cuore. Vostra grazia, la doccia. Puoi farcela, si disse
Cormia. Permettete che vi spogli, vostra grazia? Lui annu appena; allora lei gli si piazz davanti e
con qualche esitazione alz le mani sui bottoni della camicia. Uno dopo laltro  li slacci; lindumento
nero a poco a poco si apr mettendo in mostra lampio petto. Giunta allombelico, sfil la camicia dai
calzoni
e continu a sbottonarla. Lui rest immobile per tutto il tempo,  senza opporre la minima
resistenza, gli occhi fissi sullo specchio
anche quando lei spalanc la camicia facendola scivolare gi dalle  spalle.
Nella luce soffusa del bagno era magnifico, nessuna delle statue
reggeva il paragone con lui. Il petto era enorme, le spalle larghe
quasi tre volte quelle di lei. La cicatrice a forma di stella sul pettorale sinistro sembrava incisa
nella pelle, altrimenti liscia e glabra; le venne voglia di toccarla, di fare scorrere il dito sulle punte che
si diramavano dal centro di quel marchio.
Le venne voglia di premere le labbra in quel punto, di premerle sul suo cuore. Sopra il distintivo
carnoso della confraternita.  Pos la camicia sul bordo della vasca panciuta, in attesa che il
Primale finisse di spogliarsi. Ma lui non fece niente del genere.
Posso... togliervi i calzoni?
Lui annu.
Le tremavano le dita mentre slacciava la fibbia della cintura, poi il bottone dei pantaloni. Il
corpo del Primole si spostava avanti e indietro sotto i suoi strattoni, ma non di molto, e lei rimase
impressionata da quantera massiccio. Santissima Vergine Scriba, che buon odore aveva.
La lampo di rame scendeva lentamente; per via della posizione il da cui lavorava, Cormia
dovette tenere unite le due met della cin
tura. Quando le lasci andare la patta si apr. Sotto i pantaloni il Primale portava un indumento
nero e aderente che gli copriva i lombi, il che fu un sollievo.
Pi o meno.
Nel vedere il rigonfiamento del suo sesso, Cormia deglut a fatica.
Stava per chiedergli se doveva continuare quando guard in su
e si accorse che lui era andato, completamente. O finiva di spogliarlo o si sarebbe infilato sotto
la doccia mezzo vestito.
Gli tir gi i calzoni fino alle ginocchia, gli occhi fissi sul membro protetto da quel cotone
morbido e nero. Ricord cosaveva provato quando il Primale si era stretto contro di lei, nel sonno.
Quello che guadava adesso, allora le era parso molto pi grosso, ed era rigido mentre le premeva contro
il fianco.
Quello era il cambiamento dovuto alleccitazione, giusto? Nella sua austera lezione sul rituale
di accoppiamento la Direttrice precedente aveva illustrato fin nei minimi particolari cosa accadeva ai
maschi che si apprestavano a fare sesso.
Aveva descritto nel dettaglio anche il dolore che quella verga indurita procurava alle femmine.
Sforzandosi di non pensarci, Cormia si mise in ginocchio per sbarazzarsi dei pantaloni e si
accorse che prima avrebbe dovuto togliergli gli stivali. Aprendosi un varco tra le pieghe di pelle intorno
alle caviglie, riusc a sfilare il primo stivale appoggiandosi alle gambe del Primate e costringendolo a
spostare il peso da un piede allaltro. Si accinse a ripetere loperazione dallaltra parte... e trov il
piede fnto.
Continu imperterrita, senza fermarsi. Non le importava che il Primale fosse mutilato, anche se
era curiosa di sapere come si era procurato una menomazione tanto grave. Doveva essere successo in
combattimento. Che gran sacrificio per la razza...
I pantaloni vennero via come gli stivali: con una maldestra serie di strattoni che il Primale non
parve notare. Si limitava a stare in equilibrio sul piede che lei gli lasciava poggiato per terra, solido
come una quercia. Quando alla fine Cormia guard di nuovo in su, sul suo corpo erano rimaste solo due
cose: lindumento nero che intorno allelastico aveva scritto Calvin Klein, e le barre e il piede di
metallo che colmavano il vuoto tra il ginocchio destro e il pavimento di marmo.
Cormia and ad aprire la porta della camera a spruzzo. Vostra grazia, il bagno a cascata 
pronto.
II Primale volt la testa verso di lei. Grazie.
Si tolse rapido ci che gli copriva le pudenda e avanz verso di lei, nudo.
Cormia rimase senza fiato. Il grosso membro penzolava lungo e floscio, la punta arrotondata
dondolava leggermente.
Resti qui mentre mi faccio la doccia? disse lui.
Cos... ehm, volete che resti? S.
Allora... s, rester.
Capitolo 11
Il Primale scomparve dietro il vetro e Cormia lo guard arretrare verso il getto della doccia, la
magnifica chioma appiattita via via che si bagnava. Con un gemito, lui inarc la schiena e si port le
mani alla testa, piegando il corpo in una curva elegante e poderosa insieme mentre lacqua gli scorreva
tra i capelli e sul petto.
Cormia si morse il labbro mentre lui allungava la mano di lato per afferrare una bottiglia. Ci fu
come un risucchio quando la spremette sul palmo una... due volte. Poi la rimise a posto e si port le
mani alla testa massaggiandosi i capelli. Grumi schiumosi gli scivolarono lungo le braccia, gocciolando
gi dai gomiti sulle piastrelle ai suoi piedi. Lodore speziato che invase la stanza le ricord laria del
giardino.
Con le ginocchia tremanti e la pelle calda come lacqua che lo avvolgeva, Cormia si mise a
sedere sul bordo in marmo della Jacuzzi.
Il Primale prese una saponetta, si insapon le mani e si lav braccia e spalle. Dal profumo
Cormia cap che era lo stesso tipo di sapone che usava lei, e si combinava magnificamente con quella
cosa che aveva usato per lavarsi i capelli.
Con grande disappunto si scopr gelosa della schiuma che scorreva sul torace, sui fianchi e sulle
cosce lisce e robuste del Primale, e si chiese se le avrebbe permesso di unirsi a lui. Impossibile saperlo
con certezza. A differenza di alcune tra le sue sorelle, lei non era in grado di leggere nel pensiero.
Ma davvero pensava di poter stare di fronte a lui, con le mani sulla sua pelle, sotto quel getto
caldo...?
S. S che poteva.
Il Primale scese pi gi con la saponetta, sul petto e sullo stomaco. Poi strinse quello che aveva
in mezzo alle cosce, passando le mani sopra e sotto il sesso. Come per il resto delle sue abluzioni, si
muoveva con deludente economia.
Era una strana forma di tortura, una dolce sofferenza osservarlo in un momento tanto intimo.
Voleva che durasse in eterno, ma sapeva che avrebbe dovuto accontentarsi dei ricordi.
Quando il Primale chiuse il rubinetto e usc, Cormia si affrett a tendergli un asciugamano per
coprire quel membro pesante e pendulo.
I muscoli si flettevano sotto alla pelle dorata, gonfiandosi vistosamente per poi distendersi
mentre si asciugava. Si avvolse la salvietta intorno ai fianchi, ne prese unaltra e si asciug i capelli,
frizionando avanti e indietro le folte onde bagnate. Nel silenzio della stanza di marmo lo sbatacchiare
del tessuto di spugna era quasi assordante, pens Cormia.
O forse era il battito frenetico del suo cuore.
Alla fine il Primale aveva i capelli tutti ingarbugliati, ma non parve notarlo quando si volt
verso di lei. Adesso dovrei andare a letto. Ho quattro ore da riempire e tanto vale che cominci subito.
Cormia non capiva cosa intendesse dire, ma annu. Va bene, ma avete i capelli...
Lui li tocc e soltanto allora parve accorgersi che erano incollati al cranio.
Volete che ve li spazzoli? si offr lei.
Una strana espressione si dipinse sul suo volto. Se ti fa piacere. Qualcuno... qualcuno una
volta mi ha detto che li maltratto troppo.
Bella, pens Cormia. Era stata Bella a dirglielo.
Non sapeva da dove le derivasse quella certezza, ma ne era pi che sicura...
Oh, ma chi voleva prendere in giro? Cera una nota struggente nella voce di lui, ecco come
faceva a saperlo. Quel tono era lequivalente verbale di quello che il Primale aveva negli occhi quando
si sedeva a tavola, in sala da pranzo, di fronte a Bella.
Per quanto potesse apparire meschino, Cormia voleva spazzolare quelle ciocche per sostituirsi a
Bella. Voleva sovrapporre il proprio ricordo a quello che lui aveva dellaltra femmina.
La possessivit era un problema, ma non poteva cambiare ci che provava. II Primale le porse
una spazzola; Cormia si aspettava che si sedesse sul bordo della vasca, invece lui and a mettersi sulla
dormeuse vicino al letto. Pos le mani sulle ginocchia, pieg la testa allindietro e attese che lei lo
raggiungesse.
Mentre si avvicinava, Cormia pens alle centinaia di volte che aveva spazzolato i capelli delle
sue sorelle, nella sala da bagno. In quel momento, tuttavia, non era sicura di saper usare quellarnese
munito di setole che stringeva in mano.
Ditemi se vi faccio male, disse.
Non succeder. Il Primale allung la mano e prese un telecomando. Premette un pulsante e
quella musica che ascoltava sempre, lopera, invase la stanza.
Che meraviglia, esclam Cormia, lasciandosi pervadere dalla voce del tenore. Che lingua
?
Italiano.  Puccini. Una canzone damore. Parla di un uomo, un poeta, che incontra una donna
con due occhi che gli rubano lunica ricchezza che ha... Basta uno sguardo in quegli occhi e tutti i suoi
sogni, le visioni e i castelli in aria gli vengono rubati da lei e sostituiti dalla speranza. Adesso le sta
dicendo chi  lui... e alla fine dellassolo le chieder chi  lei.
Qual  il titolo della canzone?
Che gelida manina.
La ascoltate spesso, vero?
 il mio assolo preferito. Zsadist...
Zsadist cosa?
Niente. Il Primale scosse la testa. Niente...
Mentre la voce del tenore si alzava potente, Cormia allarg i capelli sulle spalle del Primale e,
partendo dalle punte, cominci a spazzolarli con cautela e delicatezza. Il sommesso raschiare delle
setole si mescol allaria lirica. Il Primale doveva sentirsi confortato da entrambi poich trasse un
sospiro lento e profondo, gonfiando la cassa toracica. i
Anche dopo aver districato tutti i nodi, Cormia continu a spazzolarlo, lisciando le onde con la
mano libera. Man mano che si asciugavano, i capelli riacquistarono volume e i colori tornarono vividi,
le onde si riformavano dopo ogni colpo di spazzola e a poco a poco riemergeva la criniera che ormai le
era tanto familiare.
Non poteva continuare a spazzolarlo allinfinito. Che peccato. Credo di aver finito.
Non mi hai spazzolato qui davanti.
In realt laveva fatto, pi o meno. Va bene.
Fece il giro e si piazz di fronte a lui; impossibile ignorare come aveva spalancato le cosce,
quasi invitandola a infilarsi dentro.
Cormia si insinu con le gambe nello spazio che le aveva fatto. Lui aveva gli occhi chiusi, le
ciglia bionde abbassate sugli alti zigomi, le labbra leggermente schiuse. Alz la testa verso di lei con lo
stesso tipo di invito offerto dalla bocca e dalle ginocchia.
E lei lo accolse.
Cominci a spazzolargli i capelli allindietro. A ogni colpo di spazzola lui contraeva i muscoli
del collo per non muovere la testa.
Dal palato di Cormia spuntarono le zanne.
Subito lui spalanc gli occhi, di un giallo brillante, incontrando il suo sguardo.
Hai fame, disse in tono stranamente gutturale.
Lei lasci ricadere lungo il fianco la mano con la spazzola. Senza voce, si limit ad annuire. Al
Santuario, le Elette non avevano bisogno di nutrirsi. L invece il suo corpo reclamava sangue. Ecco
perch doveva sempre lottare contro una sorta di letargo.
Perch non me lhai detto prima? chiese lui piegando la testa di lato. Se  perch non mi
vuoi, non c problema. Possiamo trovare qualcun altro da cui puoi bere.
Perch... perch non dovrei volere voi?
Il Primale batt la mano sulla gamba artificiale. Mi manca qualcosa.
Vero, pens mestamente lei. Gli mancava qualcosa, ma non aveva niente a che fare con larto
amputato.
Non volevo disturbare, disse.  questo lunico motivo. Io vi trovo avvenente, con o senza
gamba.
Un guizzo di sorpresa gli illumin il volto, poi uno strano suono ritmico... simile alle fusa di un
gatto... si lev dal suo petto. Nessun disturbo. Se vuoi attaccarti alla mia vena, puoi farlo.
Cormia rimase impalata, paralizzata dal suo sguardo e dal modo in cui i suoi lineamenti
mutarono quando qualcosa sinsinu nella sua espressione, qualcosa che lei non aveva mai visto sul
volto di nessun altro.
Lo desiderava, pens Cormia. Disperatamente.
Inginocchiati, disse lui in un sussurro sensuale.
Cormia si mise in ginocchio e la spazzola le cadde di mano. Senza una parola, il Primale si
protese verso di lei cingendola tra le possenti braccia. Non la trasse a s. Le sciolse i capelli, tutti
quanti, lo chignon e poi anche la treccia.
Mentre le allargava i capelli sulle spalle gli sfugg un ringhio e Cormia si accorse che tremava
tutto. Senza preavviso, lafferr per la nuca attirandola contro la propria gola.
Bevi, disse in tono perentorio.
Cormia emise un sibilo simile a quello di un cobra e, senza neanche rendersene conto, affond
le zanne nella sua giugulare. Appena lo trafisse, lui si lasci sfuggire un grido e trasal.
Santa madre delle Parole... Il suo sangue era fuoco, prima in bocca e poi gi in gola, unondata
travolgente che la invase da dentro, infondendole una forza prima sconosciuta.
Pi forte, sibil lui. Succhiami...
Cormia fece scivolare le braccia sotto le sue e gli affond le unghie nella schiena, succhiando
avidamente dalla sua vena. Aveva il capogiro... no, un momento, era lui che la stava spingendo
allin-dietro, fino a farla stendere per terra. Non le importava quello che le faceva o come sarebbe
andata a finire perch il suo sapore era inebriante, sconvolgente. Non capiva pi niente; sapeva solo che
lui le stava infondendo la vita, sentiva quella fonte di vita sulle labbra, poi gi in gola e nel ventre, e
non le occorreva sapere nientaltro.
La tunica... sent che le sollevava la tunica sui fianchi. Le cosce... si aprivano, questa volta
erano le sue cosce ad aprirsi sotto le mani di lui.
S.
Il cervello di Phury era su uno scaffale, da qualche parte, lontano, fuori portata, fuori vista. In
quel momento, mentre nutriva quella femmina, era puro istinto, luccello sul punto di venire, il suo
unico pensiero penetrarla prima che accadesse.
Allimprovviso tutto, di lei e di lui, era diverso. E urgente.
Sentiva il bisogno di entrare dentro di lei in tutte le maniere possibili, e non solo nel modo
temporaneo legato al sesso. Sentiva il bisogno di dimenticare se stesso, di marchiarla in modo
indelebile, di riempirla del suo sangue e del suo seme per poi ripetere la stessa cosa lindomani e il
giorno dopo e quello dopo ancora. Doveva impregnarla completamente in modo che qualunque idiota
sulla faccia della terra sapesse che, se si fosse azzardato ad avvicinarla, avrebbe dovuto vedersela con
lui, e lui gli avrebbe fatto sputare tutti i denti e fracassato braccia e gambe.
Mia.
Phury strapp via i panneggi dellabito dalla vulva e... Oh, s, eccola l. Sentiva il fuoco che
saliva e...
Cazzo, gemette. Lei era bagnata, turgida, madida, traboccante di umori.
Se ci fosse stato un modo per non farla staccare dalla sua vena mentre la leccava si sarebbe
spostato subito. Il meglio che riusc a fare fu passare la mano sul suo sesso, infilarsela in bocca e
succhiare...
Rabbrivid nel sentire il suo sapore; leccando e succhiando avidamente le dita spinse in avanti il
bacino premendo con delicatezza il glande contro lingresso della vagina.
Proprio mentre cominciava a penetrarla e gi sentiva cedere la sua carne... quello stramaledetto
medaglione cominci a vibrare sul com accanto a loro. Assordante come una sirena antincendio.
Ignoralo, ignoralo, ignora...
Cormia stacc la bocca dalla sua gola e alz gli occhi, sgranati e annebbiati dalla sete di sangue
e di sesso, su quel rumore fastidioso. Che cos?
Niente.
Il medaglione prese a vibrare ancora di pi, in segno di protesta. O protestava o stava
festeggiando per aver rovinato quel momento magico.
Forse era in combutta con il mago.
Tante grazie, canterell il mago.
Phury rotol via da Cormia, coprendola. Con una sequela di violente imprecazioni si spinse
allindietro fino ad appoggiarsi contro il letto, prendendosi la testa tra le mani.
Entrambi ansimavano mentre quel pezzo doro sbatacchiava tuttintorno alle spazzole sul
cassettone.
Quel rumore gli ricord che non cera intimit tra lui e Cormia. Il peso della tradizione e del
fato era onnipresente e qualunque cosa facessero aveva enormi ripercussioni, molto pi grandi del
semplice nutrirsi e fare sesso tra un maschio e una femmina.
Cormia si alz in piedi, quasi avesse intuito esattamente cosa stava pensando. Grazie per
avermi concesso la vostra vena.
Non cera nulla che lui potesse replicare. La sua gola traboccava di bestemmie e frustrazione.
Quando la porta si chiuse alle spalle di Cormia, Phury cap perch si era fermato. Linterruzione
non centrava niente: se avesse voluto, avrebbe potuto continuare.
Il punto era che, se andava a letto con lei, poi avrebbe dovuto andare a letto anche con tutte le
altre.
Prese uno spinello dal comodino e lo accese.
Se andava a letto con Cormia, poi non poteva pi tornare indietro. Doveva creare quaranta
Bella... ingravidare quaranta Elette e poi lasciarle in balia delle doglie e del parto.
Doveva essere un amante per tutte loro, un padre per tutti i loro figli e una guida per tutte le loro
tradizioni, quando invece si sentiva a malapena in grado di tirare avanti, un giorno dopo laltro,
preoccupandosi solo di se stesso.
Fiss la brace incandescente dello spinello. Era uno shock realizzare che avrebbe posseduto
Cormia se non ci fosse stato di mezzo nessun altro. A tal punto la desiderava.
Si accigli. Ges... la desiderava sin dal principio, giusto?
Ma non era solo questo. Vero?
Pens a come gli aveva spazzolato i capelli e con grande turbamento si rese conto che in quei
momenti era riuscita a calmarlo... e non solo grazie ai colpi di spazzola. La sua sola presenza bastava a
rasserenarlo, dal suo profumo di gelsomino al modo armonioso in cui si muoveva, al suono melodioso
della sua voce.
Nessuno, neanche Bella, riusciva a rilassarlo, ad allentare la tensione che gli stringeva il petto
consentendogli di fare un bel respiro profondo.
Cormia s.
Cormia ci riusciva.
Il che significava che a quel punto la bramava in ogni senso.
Che ragazza fortunata, comment beffardo il mago. Ehi, perch non le dici che vuoi
trasformarla nella tua nuova droga delezione. Sar felicissima di sapere che pu diventare la tua
nuova dipendenza, che vuoi usarla per provare a uscire da quella tua testa incasinata.
Sar euforica, socio, perch questo  il sogno di ogni fanciulla... e poi sappiamo tutti che sei il
re dei rapporti sani. Un autentico campione in quel campo.
Phury abbandon la testa allindietro, aspir a fondo dalla canna e trattenne il fumo nei polmoni
finch non li sent bruciare come un incendio nel sottobosco.
Capitolo 12
Quella sera, quando la notte scese su Caldwell senza attenuare minimamente lafa, Mr D, nel
torrido gabinetto al primo piano della fattoria, si tolse la benda con cui si era fasciato la pancia
parecchie ore prima. Sotto, la pelle era molto migliorata.
Almeno una cosa andava per il verso giusto, anche se era lunica. A meno di ventiquattrore
dalla sua nomina a Fore-lesser si sentiva come se qualcuno avesse pisciato nel serbatoio del suo
camioncino, avesse nutrito i suoi cani con carne avariata e dato fuoco al fienile.
Avrebbe dovuto restare un soldato semplice.
Ma non aveva avuto scelta.
Gett la benda sporca nel secchio da muratore che i due morti evidentemente usavano come
cestino per la carta straccia e decise di non sostituirla. Il danno interno era molto grosso, a giudicare dal
male che aveva sentito e da quanto era affondato quel pugnale nero. Ma per i lesser il tratto intestinale
era carne inutile. Che le sue viscere fossero un groviglio infuocato non aveva nessuna importanza, a
patto di arrestare lemorragia.
Ragazzi, la notte prima era uscito vivo per miracolo da quel vicolo. Se nessuno lo avesse
fermato, il fratello con i capelli da femminuccia lo avrebbe spinato come un pesce gatto, poco ma
sicuro.
Qualcuno buss alla porta, al piano di sotto. Mr D alz la testa di scatto. Le dieci in punto.
Almeno erano puntuali.
Si agganci il cinturone con la pistola, prese lo Stetson e scese le scale. Fuori cerano tre
camioncini e un pick-up nel vialetto in terra battuta e due squadre di lesser sulla veranda anteriore.
Lasci entrare i ragazzi, che lo sovrastavano tutti di almeno una trentina di centimetri; cap subito che
non erano per nulla entusiasti della sua promozione.
In salotto, disse.
Mentre gli otto non morti gli passavano davanti, Mr D sganci la fondina della pistola, strinse
nel palmo la Magnum calibro 357 e la punt contro lultimo della fila.
Premette il grilletto una, due, tre volte.
Gli spari risuonarono come tuoni, niente a che fare con i colpi ovattati delle nove millimetri. Le
pallottole penetrarono nella schiena del lesser spappolando la spina dorsale e aprendogli un buco nella
pancia. Quello cadde con un tonfo sul tappeto lurido, sollevando una nuvoletta di polvere.
Rimettendo larma nella fondina, Mr D si chiese quandera lultima volta che avevano passato
laspirapolvere, in quel posto. Probabilmente quando lavevano costruito.
Temo che dovr sbrigarmi, disse girando intorno al lesser che si contorceva sul pavimento.
Col sangue nero e oleoso che colava sul tappeto marrone, Mr D appoggi il piede sulla testa del
lesser e tir fuori il frammento di tappezzeria su cui lOmega aveva impresso limmagine del loro
obiettivo.
Voglio essere sicuro che tutti quanti abbiate capito bene, ieri sera, disse alzando il pezzo di
carta da parati. Dovete trovare questo vampiro. Altrimenti vi faccio fuori uno dopo laltro e
ricomincio con una nuova squadra.
I lesser lo fissavano nel silenzio pi totale, come se avessero un solo cervello in comune che
faticava a venire a patti con un nuovo ordine mondiale.
Piantatela di guardare me e guardate questa qui, forza. Cos dicendo agit limmagine del
vampiro. Portatemelo. Vivo. O giuro su Dio che mi trovo dei nuovi cani da caccia, vi faccio a pezzetti
e poi glieli do da mangiare. Ci siamo capiti?
Uno dopo laltro i lesser annuirono, mentre quello a terra mugolava di dolore.
Bene. Mr D punt la canna della Magnum alla testa del lesser ferito e spar, riducendolo a
brandelli. E adesso muoviamoci.
Una quindicina di miglia a est, nello spogliatoio del centro di addestramento sotterraneo, John
Matthew si innamor. Cosa che mai si sarebbe aspettato potesse accadere in quel luogo in particolare.
Scarpe di Ed Hardy, disse Qhuinn allungandogli un paio di scarpe da ginnastica. Per te.
John allung la mano e le prese. Okay, erano uno sballo. Nere. Suola bianca. Teschio su ognuna
con il marchio di Hardy nei colori dellarcobaleno.
Cavolo! esclam uno degli altri tirocinanti uscendo dallo spogliatoio. Dove le hai prese,
quelle?
Qhuinn lo guard con aria saputa, alzando e abbassando le sopracciglia. Da urlo, eh?
Erano di Qhuinn, pens John. Probabilmente moriva dalla voglia di portarle e aveva messo da
parte i soldi per comprarle.
Provale, John.
Sono fichissime, ma non posso, davvero.
Quando anche lultimo dei loro compagni di classe fu uscito, la porta si chiuse e Qhuinn lasci
perdere laria spavalda. Prese le scarpe, le infil ai piedi di John e lo guard.
Mi spiace di averti rotto lanima, ieri sera. S, insomma, sai, da A and F, con quella tipa...
sono stato un coglione.
Non c problema.
S, invece. Avevo la luna di traverso e mi sono sfogato con te, e questo non va bene.
Ecco, Qhuinn era fatto cos. Prima magari perdeva le staffe e faceva lo stronzo, poi per si
pentiva sempre e riusciva a convincerti che per lui eri la persona pi importante sulla faccia della terra
e che gli spiaceva sinceramente di averti offeso.
Sei proprio un fenomeno. Ma, sul serio, non posso accettare queste...
Ma da dove arrivi? Non essere villaaaaaaaaaaano, ragazzo mio. Sono un regalo.
Blay scosse la testa. Prendile; John, tanto alla fine dovrai arrenderti. Cos almeno ci
risparmierai le sue pagliacciate.
Pagliacciate? Qhuinn balz su, assumendo la posa di un oratore romano. Sai distinguere il
tuo culo dal tuo gomito, giovane scriba?
Blay arross. E dai...
Qhuinn si gett addosso a Blay, afferrandolo per le spalle e restando appeso allamico, a peso
morto. Sorreggimi. Il tuo insulto mi ha lasciato senza fiato. Sono illibato.
Con un grugnito, Blay cerc di tenerlo su. Vorrai dire allibito.
Illibato suona meglio.
Blay si sforzava di non sorridere, di non apparire divertito, ma gli occhi gli brillavano come due
zaffiri e aveva le guance tutte rosse.
Con una risatina silenziosa, John si sedette su una delle panche dello spogliatoio, diede una
scrollata ai calzettoni bianchi e se li infil sotto i jeans nuovi finto-vecchio.
Sei proprio sicuro, Qhuinn? Perch mi sa che potrebbero andarmi bene e non vorrei che
cambiassi idea.
Qhuinn si stacc bruscamente da Blay raddrizzandosi i vestiti con uno strattone. Adesso
offendi il mio onore. Piazzandosi di fronte a John, si mise in posa da spadaccino. Touch.
Blay rise. Si dice en garde, scimunito.
Qhuinn gli scocc unocchiata da sopra la spalla. a va, Bruto?
Et tu!
Si dice tutu, credo, e puoi tenerti per te i travestimenti da donna, razza di pervertito. Qhuinn
fece un sorriso radioso, tutto fiero di quella raffica di scemenze. Adesso mettiti quelle cazzo di scarpe,
John, e facciamola finita con questa storia. Prima che ci tocchi mettere Blay in un polmone dacciaio.
Vorrai dire sanatorio!
No, i sanitari non centrano.
John si infil le scarpe; gli andavano a pennello e per certi versi lo facevano sentire pi alto,
anche se non si era ancora alzato in piedi.
Qhuinn annu compiaciuto, come ammirando un capolavoro. Ti stanno da Dio. Sai, forse
dovremmo aggiungere una nota pi rude al tuo vestiario. Qualche catena. Ehi, fatti dei piercing come i
miei e aggiungi un po pi di nero...
Sai perch Qhuinn ha un debole per il nero?
Tutti e tre voltarono la testa di scatto. Lash stava uscendo dalla doccia, un asciugamano bianco
davanti alle parti intime, le grosse spalle gocciolanti.
Perch  daltonico, vero, cugino? Lash si avvi con tutta calma verso il suo armadietto e lo
apr facendo sbattere lo sportello contro quello accanto. Sa che ha gli occhi di due colori diversi solo
perch glielo hanno detto.
John si alz, notando di sfuggita che le scarpe avevano una aderenza fantastica. Il che, vista
locchiataccia che Qhuinn aveva scoccato al fondoschiena nudo di Lash, poteva tornare utile nel giro di
qualche secondo.
Gi, Qhuinn  speciale, non  vero, cugino? Lash si mise un paio di calzoni mimetici e una
maglietta attillata, poi con ostentazione si infil un anello doro con sigillo allindice della mano destra.
Certa gente proprio non centra niente col suo ambiente e non centrer mai.  molto triste che non si
rassegni.
Andiamo via, Qhuinn>, sussurr Blay.
Qhuinn digrign i denti. Farai meglio a chiudere il becco, Lash. Sul serio.
John si piazz di fronte allamico e a gesti disse Andiamo da Blay a rilassarci un po, okay?
Ehi, John, mi  appena venuta in mente una cosa. Quando quellumano ti ha stuprato, su quella
scala, hai urlato con le mani? Oppure hai ansimato e basta?
John rimase impietrito, devastato da quella rivelazione. Cos come i suoi due amici.
Nessuno si mosse. Nessuno fiatava.
Nel silenzio di tomba dello spogliatoio lo sgocciolio della doccia comune riecheggiava come un
tamburo militare.
Lash chiuse larmadietto con un sorriso e guard gli altri due. Ho letto la sua cartella clinica. 
tutto scritto l dentro. Lo hanno spedito da Havers per fare terapia perch presentava sintomi di - con
le dita fece segno che stava citando alla lettera -  stress post-traumatico. Allora, dicci, John, quando
quel tizio ti ha inculato hai provato a gridare? Eh, John? Ci hai provato o no?
Quello doveva essere un incubo, pens John rabbrividendo.
Lash rise infilandosi gli anfibi. Ma guardatevi. Tutti e tre l, imbambolati. I pompinari
ritardati.
La voce di Qhuinn assunse un tono che non aveva mai avuto. Senza traccia di baldanza o di
collera, era solo gelidamente cattiva. Farai meglio a pregare che la cosa non salti fuori. Con nessuno.
Altrimenti cosa? E dai, Qhuinn, sono un primogenito. Mio padre  il fratello maggiore di tuo
padre. Credi davvero di potermi toccare? Hmm... naa, neanche un po, caro mio. Neanche un po.
Non una parola, Lash.
S, s, come no. Se adesso volete scusarmi, io andrei. Voi tre poi fate cascare le braccia. Lash
chiuse larmadietto e and alla porta. Naturalmente si ferm a guardarli da sopra la spalla, lisciandosi i
capelli biondi. Scommetto che non hai gridato, John. Scommetto che lo hai implorato di continuare.
Scommetto che hai supplicato...
John si smaterializz. Per la prima volta in vita sua si spost da un punto allaltro nello Spazio,
attraverso laria. Riprese forma di fronte a Lash piantandosi contro la porta per bloccargli luscita, poi
si volt verso i suoi amici Scoprendo le zanne. Lash era suo e suo soltanto.
Quando entrambi annuirono, il pestaggio ebbe inizio.
Lash era gi pronto a incassare il primo colpo, con le mani alzate e il peso sulle cosce. Cos,
invece di sferrargli un pugno, John Si chin, si scagli in avanti e lo agguant per la vita mandandolo
sbattere contro la fila di armadietti.
Per nulla turbato, Lash si riprese con una ginocchiata che quasi spacc la faccia al suo
avversario. John incespic allindietro, poi ripart allattacco afferrando Lash per il collo e
conficcandogli i pollici sotto al mento, con forza. Poi gli diede una testata al naso, sfondandoglielo
come un geyser, ma Lash rimase impassibile. Col sangue che gli colava in bocca, sorrise; poi sferr un
gancio destro allo stomaco di John che gli infil il fegato nei polmoni.
Volavano pugni a destra e a manca mentre i due sbattevano contro armadietti, panche e
pattumiere. A un certo punto un paio di loro compagni provarono a entrare, ma Blay e Qhuinn li
spinsero fuori e chiusero la porta a chiave.
John afferr Lash per i capelli, indietreggi e gli diede un morso in cima alla spalla. Quando si
stacc venne via anche un pezzo di carne; i due ruotarono su se stessi, poi Lash un i palmi sferrando
un colpo a due mani alla tempia di John; per limpatto questultimo fin nella doccia ballando il tip tap,
ma prima di cadere riusc a riprendersi. Purtroppo i suoi riflessi non furono abbastanza pronti da
evitargli il cazzotto che lo centr alla mascella.
Fu come essere colpito con una mazza da baseball; soltanto allora si accorse che, chiss come,
Lash si era infilato un paio di vecchi tirapugni di ottone - essendo John pi grosso di lui, con ogni
probabilit quel vantaggio gli serviva. Un altro colpo sul muso e dun tratto nella sua testa fu il Quattro
di Luglio: fuochi dartificio dappertutto. Prima di riuscire a snebbiare la vista, venne sbattuto con la
faccia contro il muro piastrellato della doccia e tenuto fermo.
Lash fece per slacciargli la patta.
Cosa ne dici di un replay, caro il mio John? gracchi. Oppure te lo fai mettere nel culo solo
dagli umani?
Nel sentire quel corpo massiccio che premeva contro di lui da dietro, John rimase paralizzato.
Quel gesto avrebbe dovuto rinvigorirlo, avrebbe dovuto farlo imbestialire. Invece torn a essere
il ragazzino fragile di un tempo, impotente e terrorizzato, in balia di qualcuno molto, molto pi grosso
di lui. In un baleno si ritrov su quella squallida rampa di scale, spinto contro il muro, in trappola,
sopraffatto.
Le lacrime gli pungevano gli occhi. No, questo no... non di nuovo...
Allimprovviso sent un grido di guerra, e il peso che lo schiacciava spar.
John cadde in ginocchio e vomit sul pavimento bagnato.
Quando i conati si placarono si lasci scivolare su un fianco e si raggomitol in posizione
fetale, tremando come la checca che era...
Lash era steso a terra proprio accanto a lui... e aveva la gola squarciata.
Cercava di respirare, di trattenere il sangue, ma non ci riusciva.
John alz gli occhi, in preda al terrore.
Qhuinn li sovrastava entrambi, ansimante. Nella mano destra stringeva un coltello da caccia
insanguinato.
Oh, Cristo... esclam Blay. Cosa cazzo hai combinato, Qhuinn?
Che disastro. Che disastro spaventoso, di quelli che ti cambiano la vita. E lavrebbe cambiata a
tutti e tre. Quello che era cominciato come un pestaggio... rischiava di finire con un assassinio.
John apr la bocca per chiamare aiuto. Naturalmente non ne usc niente.
Vado a chiamare qualcuno, disse Blay correndo fuori.
John si rizz a sedere, si tolse la camicia e si chin sopra Lash. Tirandogli via le mani, premette
lindumento sulla ferita aperta pregando che lemorragia si fermasse. Lash lo guard negli occhi, poi
alz a sua volta le mani quasi a volerlo aiutare.
Stai fermo, sillab John. Stai gi fermo. Sento che arriva qualcuno.
Lash toss e dalla bocca gli usc un fiotto di sangue che schizz sul labbro inferiore e col sul
mento. Merda, cera sangue dappertutto.
Ma ci erano gi passati, si disse John. Lui e Lash si erano gi presi a botte proprio l, in quella
doccia, e anche allora lacqua si era tinta di rosso, prima di scorrere gi nello scarico. Poi per era finita
bene.
Ma stavolta no, lo ammon una voce dentro di lui. Stavolta no...
In preda al panico, si mise a pregare per la vita di Lash. Poi preg che il tempo tornasse
indietro. Poi si augur che fosse tutto un sogno...
In piedi vicino a lui cera qualcuno che lo chiamava per nome.
John? Guard in su. Era la dottoressa Jane, il medico privato della confraternita nonch
shellan di Vishous. Il suo volto spettrale, traslucido, era calmo, la voce pacata e rassicurante. Quando si
inginocchi divenne solida come lui. John, ho bisogno che ti sposti cos posso dargli unocchiata,
okay? Lascialo andare e fai un passo indietro. Hai fatto un ottimo lavoro, ma adesso devo pensarci io.
John annu, ma Jane dovette comunque toccargli le mani per costringerlo a lasciare la presa
sulla camicia.
Qualcuno lo sollev da terra. Blay. S, era Blay. Si capiva dal profumo del dopobarba. Jump by
Joop!
Cerano molte altre persone nello spogliatoio. Rhage era sulla soglia della doccia e vicino a lui
cera V. E cera anche Butch.
Qhuinn... dovera Qhuinn?
John si guard intorno e lo vide dallaltra parte della stanza. Non aveva pi in mano il coltello
insanguinato; accanto a lui torreggiava Zsadist, minaccioso.
Qhuinn era ancora pi bianco delle piastrelle della doccia, gli occhi di due colori diversi fissi su
Lash, sbarrati.
Sei agli arresti domiciliari a casa dei tuoi genitori, gli disse Zsadist. Se Lash muore, sarai
accusato di omicidio.
Rhage si avvicin a Qhuinn, forse pensando che il tono duro di Z non fosse di grande aiuto.
Dai, figliolo, tiriamo fuori la tua roba dallarmadietto.
Fu Rhage ad accompagnare Qhuinn fuori dallo spogliatoio, seguito da Blay.
John rest fermo dovera. Ti prego, fa che Lash viva, pens. Ti prego...
Cristo, non gli piaceva il modo in cui la dottoressa Jane continuava a scuotere la testa; aveva
aperto la sua borsa e tirava fuori vino strumento dopo laltro nel tentativo di suturare il collo di Lash,
Dimmi tutto.
John trasal e si volt. Era Z.
Dimmi come  successo, John.
John torn a guardare Lash e rivide tutta la scena. Oh, Ges... non gli andava di raccontare il
perch e il percome. Zsadist era a conoscenza del suo passato, s, ma lui non se la sentiva di rivelargli il
motivo per cui Qhuinn ci era andato gi tanto pesante.
Forse perch ancora non riusciva a credere che il suo passato fosse venuto fuori cos. Forse
perch quel vecchio incubo si era appena rinnovato.
Forse perch era una mezzasega, incapace di prendere le difese dei suoi amici.
Il labbro sfregiato di Z si contrasse. Ascolta, John, Qhuinn  nella merda fino al collo.
Legalmente  ancora minorenne, ma questa  aggressione a mano armata ai danni di un primogenito.
Anche se Lash dovesse farcela, la sua famiglia non gli dar tregua, e noi dobbiamo sapere quello che 
successo qui dentro.
La dottoressa Jane si alz in piedi, Lho richiuso, ma  a rischio di infarto. Devessere
ricoverato da Havers. Immediatamente.
Z annu e fece entrare due doggen con una barella. Fritz  gi pronto con la macchina, e io
andr con loro.
Mentre Lash veniva sollevato dal pavimento, il fratello scocc a John unocchiata severa. Se
vuoi salvare il tuo amico, devi dirci cosa  successo.
John segu con lo sguardo il gruppetto che spingeva Lash fuori dallo spogliatoio.
Quando la porta si chiuse sent cedere le ginocchia; guard la pozza di sangue al centro della
doccia.
In un angolo dello spogliatoio cera una canna di gomma che serviva per le pulizie quotidiane
dei servizi. John costrinse i piedi a camminare fino alla canna, montata alla parete. La srotol, apr
lacqua, tir il tubo fin dentro alla doccia e poi apr la bocchetta. Pass il getto avanti e indietro, avanti
e indietro, un centimetro dopo laltro, lavando via tutto il sangue, spingendolo verso lo scarico, dove
veniva inghiottito con un gorgoglio.
Avanti e indietro. Avanti e indietro.
Le piastrelle passarono dal rosso al rosa al bianco. Ma non bast a ripulire tutto quel macello.
Neanche un po.
Capitolo 13
Phury sent delle mani sulla pelle, mani piccole e dalle dita leggere, che scendevano sul suo
ventre. Puntavano verso la giuntura tra le cosce, grazie al cielo. Il pene era turgido, caldo e smanioso di
trovare uno sfogo e pi quelle mani si avvicinavano, pi i fianchi spingevano verso lalto e poi si
ritraevano, le natiche si contraevano e poi si distendevano cedendo agli affondi che moriva dalla voglia
di fare.
Il suo uccello piangeva - sentiva lo stomaco bagnato. O forse era gi venuto una volta?
Oh, quelle mani che gli sfioravano la pelle, stuzzicandolo. Sotto quel tocco speciale,
impalpabile, luccello gli tirava ancora di pi, quasi potesse protendersi e, con un po di sforzo,
raggiungere il bersaglio.
Piccole mani che puntavano verso il suo...
Phury si svegli con un sobbalzo che fece cadere il cuscino gi dal letto.
Merda.
Sotto il groviglio di coperte il suo uccello palpitava, e non per il solito bisogno generico che
segnava il risveglio serale di ogni maschio della specie. No... quello era un bisogno specifico. Il suo
corpo voleva qualcosa di molto specifico da una femmina in particolare.
Cormia.
 nella stanza qui accanto, si disse.
Bellaffare farebbe, con te, lo schern il mago. Perch non vai da lei, socio. Sono certo che sar
felicissima di vederti dopo che lhai lasciata andare in quel modo, ieri sera. Senza una parola. Senza il
minimo accenno alla sua gratitudine.
Non potendo controbattere, Phury guard la dormeuse.
Era la prima volta in assoluto che nutriva una femmina.
Fece per tastare il segno del morso sul collo, ma not che era gi sparito, guarito.
Quella era una delle grandi pietre miliari della vita... e la cosa
lo rattristava. Non che rimpiangesse di averlo fatto con Cormia. Tuttaltro. Ma avrebbe voluto
dirle che lei era stata la prima.
Scostandosi i capelli dagli occhi guard la sveglia. Mezzanotte. Mezzanotte? Cribbio, aveva
dormito otto ore filate, chiaramente per aver sfamato Cormia. Per non si sentiva rinfrancato. Lo
stomaco protestava e gli scoppiava la testa.
Fece per prendere il primo spinello della serata, che si era preparato prima di mettersi a dormire,
ma si blocc di colpo. La mano gli tremava al punto che temeva di non riuscire a stringerlo tra le dita;
rimase a fissare il proprio palmo cercando di fermare il tremito con la forza di volont, senza il minimo
successo.
Gli ci vollero ben tre tentativi prima di riuscire a sollevare lo spinello dal comodino; osservava
quei gesti goffi come da lontano, come se fosse la mano di qualcun altro, lo spinello di qualcun altro.
Una volta infilatosi la canna tra le labbra, lott per posizionare laccendino e far scattare la pietrina.
Due tiri e il tremito cess. Il mal di testa evapor. Lo stomaco si plac.
Purtroppo allaltro capo della stanza part di nuovo quella dannata vibrazione e tutti e tre
tornarono di colpo: il medaglione del Primale aveva ricominciato il solito balletto sul cassettone.
Phury lo lasci dovera e continu a fumare, pensando a Cormia. Dubitava che, in circostanze
normali, gli avrebbe confessato
Il suo bisogno di nutrirsi. Ci che era accaduto in quella stanza era stata una combustione
improvvisa generata dalla sua sete di sangue, non poteva interpretarla come una prova che Cormia lo
desiderava sessualmente. Non si era sottratta al sesso, questo s, ma non significava che volesse fare
lamore con lui, no? Bisogno e libera scelta non sono la stessa cosa. Lei aveva sentito il bisogno del suo
sangue. Lui aveva sentito il bisogno del suo corpo.
Le Elette avevano bisogno di entrambi per ottemperare ai loro doveri.
Schiacciando nel posacenere quel poco che restava dello spinello, guard il com dallaltra
parte della stanza. Il medaglione alla fine si era fermato.
In meno di dieci minuti si fece una doccia, indoss calzoni di seta bianca e si mise al collo il
cordoncino di cuoio con appeso il medaglione del Primale. Il talismano doro massiccio and a
piazzarsi al centro del petto; era caldo, forse a causa della vibrazione di poco prima.
Phury and direttamente dallAltra Parte; in quanto Primale godeva di una dispensa speciale
che gli evitava di passare dal cortile
della Vergine Scriba. Riprese forma davanti allanfiteatro del Santuario, dove tutto era
cominciato cinque mesi prima; trovava difficile credere di avere davvero preso il posto di Vishous nel
ruolo di Primale.
Era un po come guardare la sua mano tremante: non era lui, punto.
Gi, peccato che invece era proprio lui.
A qualche metro di distanza il palcoscenico bianco con il pesante sipario immacolato
risplendeva nella strana luce implacabile dellAltra Parte. L non cerano ombre, cos come non cera
sole nel cielo pallido, eppure la luce non mancava, come se tutto fosse la propria stessa fonte luminosa.
La temperatura era di ventun gradi, n troppo calda n troppo fredda, e non cera un alito di vento ad
accarezzare la pelle o increspare i vestiti. Tutto era di un candore dolce e riposante.
Era lequivalente paesaggistico della musica di sottofondo diffusa in certi locali pubblici, nelle
sale daspetto e compagnia bella.
Camminando sul bianco e curatissimo tappeto erboso, Phury gir intorno al teatro
greco-romano e prosegu in direzione dei vari templi e degli alloggi delle Elette. Tuttintorno al
Santuario, una foresta bianca impediva di vedere in lontananza. Phury si chiese cosa ci fosse al di l di
essa. Probabilmente nulla. Il Santuario assomigliava al modellino di un architetto oppure a vino di quei
trenini giocattolo da montare, con la stazioncina in miniatura, le rotaie e tutto il resto: se ci si spingeva
fino ai suoi confini si rischiava di trovarsi davanti a un ripido salto che finiva su un gigantesco
pavimento rivestito di moquette.
Phury continu a camminare; non sapeva bene come richiamare lattenzione della Direttrice,
ma non aveva fretta di incontrarla. Per tergiversare ancora un po, and al tempio del Primale e us il
medaglione doro per aprire il maestoso portone a due battenti. Attraversato latrio di marmo bianco,
entr nellunica, grande stanza del tempio e rimase a fissare la piattaforma con sopra il letto coperto
dalle candide lenzuola di seta.
Ricord come gli era apparsa Cormia quella volta, legata, nuda, il viso nascosto da un lenzuolo
bianco che cadeva dallalto raccogliendosi intorno alla sua gola. Lui laveva strappato via ed era
rimasto inorridito nel vedere gli occhi atterriti e traboccanti di lacrime dellEletta.
Lavevano imbavagliata.
Alz lo sguardo al soffitto, da dove era stato calato il drappo. Nel marmo si distinguevano due
minuscoli ganci dorati. Gli venne voglia di tirarli via con un martello pneumatico.
Continuando a fissare il soffitto, gli torn in mente la conversazione avuta con Vishous appena
prima che scoppiasse tutto quel casino del Primale. Erano nella sala da pranzo della grande casa della
confraternita e V gli aveva accennato di aver avuto una visione che lo riguardava.
Phury non desiderava conoscere i dettagli, ma erano venuti fuori comunque; le parole del
fratello adesso gli apparivano stranamente chiare, come il replay di una registrazione: Ti ho visto fermo
a un crocevia in un campo tutto bianco. Era una brutta giornata... gi, cera un temporale tremendo.
Ma quando hai preso una nuvola dal cielo e lhai avvolta intorno al pozzo ha smesso di piovere.
Phury socchiuse gli occhi fissando i due ganci sul soffitto. Aveva strappato via il lenzuolo da
lass e lo aveva usato per avvolgere Cormia. E lei aveva smesso di piangere.
Era lei il pozzo... il pozzo che lui doveva colmare. Era il futuro della razza, la fonte di nuovi
fratelli e di nuove Elette. La sorgente di vita.
Al pari di tutte le sue sorelle.
Vostra grazia.
Phury si volt. La Direttrice era ferma sulla soglia del tempio, la veste bianca lunga fino a terra,
i capelli neri raccolti in uno chignon. Con il suo sorriso tranquillo e la pace che irradiava dai suoi occhi,
aveva lespressione beatifica di chi  spiritualmente illuminato. Phury invidiava tanta serena
convinzione.
Amalya lo salut con un inchino, il corpo sottile ed elegante nella consueta tenuta delle Elette.
Lieta di vedervi.
Phury ricambi linchino. Anchio.
Vi ringrazio per avermi concesso questa udienza, disse Amalya raddrizzandosi. Segu una
pausa.
Che lui non colm.
Quando alla fine fu lei a farlo, parve scegliere le parole con cura. Pensavo che forse gradireste
incontrare qualche altra Eletta.
Che razza di incontro avr in mente, si chiese Phury.
Oh, solo un t e uno spuntino, interloqu il mago. Con tartine al cunnilingus, pere e cocomeri a
gogo e un paio di marroni, i tuoi.
Cormia sta bene, disse lui, ignorando lofferta.
Lho vista ieri. Il tono della Direttrice era cortese ma incolore, come se non convenisse con
lui.
Veramente?
Lei si inchin di nuovo. Perdonate, vostra grazia. Era lanniversario della sua nascita e le
usanze mi imponevano di consegnarle una pergamena. Quando non vi siete fatto sentire sono comparsa
da lei. Ho cercato nuovamente di mettermi in contatto con voi durante il giorno.
Santo cielo, il compleanno di Cormia era arrivato e passato e lei non ne aveva fatto cenno?
Laveva detto a John, per, giusto? Ecco il perch del braccialetto.
Phury trattenne unimprecazione. Avrebbe dovuto prenderle qualcosa.
Si schiar la gola. Mi spiace di non aver risposto.
Amalya si raddrizz.  nel vostro diritto. Non avete motivo di dolervene, ve ne prego.
Nel lungo silenzio che segu, Phury intu la domanda che si celava nello sguardo gentile della
Direttrice. No, non labbiamo ancora fatto.
Lei vi ha respinto? chiese Amalya incurvando leggermente le spalle.
Phury ripens al pavimento di fronte alla dormeuse. Era stato lui a fermarsi. No. E colpa mia.
Voi non potete avere nessuna colpa.
Questo non  vero. Fidati. La Direttrice si mise a girare per il tempio, tormentando con le
mani il medaglione che aveva al collo. Era una copia esatta di quello che portava lui, solo che quello di
Amalya era appeso a un nastro di raso bianco mentre la catena della palla al piede di Phury era nera.
La Direttrice si ferm vicino al letto, sfiorando delicatamente uno dei guanciali. Pensavo che
magari gradireste conoscere qualcuna delle altre.
Oh, cavolo, no. Non voleva scavalcare Cormia scegliendo una Prima Sposa diversa. Capisco
dove vuoi arrivare, ma non  che io non voglia Cormia.
Forse, tuttavia, vi sarebbe utile conoscere unaltra Eletta.
Chiaramente la Direttrice era a un passo dal porlo di fronte a un ultimatum: o faceva sesso con
Cormia o si sceglieva unaltra Prima Sposa. Non poteva dire di esserne sorpreso: erano passati cinque
lunghi mesi.
Forse questo avrebbe risolto qualche problema. Il guaio era che prendere unaltra Prima Sposa
equivaleva a scagliare una maledizione contro Cormia. Le Elette lavrebbero vista come una fallita, e
lei stessa si sarebbe sentita cos, anche se era tutto il contrario.
Come ho gi detto, io sto bene con Cormia.
Certamente... ma forse sareste pi propenso a impegnarvi con unaltra tra noi? Layla, per
esempio,  mirabile di viso e di corpo, e ha ricevuto la formazione di una ehros.
Non intendo fare questo sgarbo a Cormia. Ne soffrirebbe da morire.
Vostra grazia... lei sta gi soffrendo. Glielho letto negli occhi. La Direttrice torn verso di
lui. Inoltre, noialtre siamo prigioniere della tradizione. Nutrivamo grandi speranze che le nostre
funzioni tornassero ai fasti del passato. Scegliendo unaltra Prima Sposa e portando a termine il rituale,
libererete dal fardello dellinutilit tutte quante noi, Cormia compresa. Lei non  felice, vostra grazia.
Proprio come non lo siete voi.
Phury pens di nuovo a Cormia stesa su quel letto, legata... Sin dallinizio lei non voleva tutto
questo, no?
Pens a lei, cos taciturna, nella grande casa della confraternita. Pens a lei, che non se lera
sentita neanche di confidargli il suo bisogno di nutrirsi. Pens a lei, che non gli aveva detto nulla del
suo compleanno, nulla del suo desiderio di uscire, nulla di quelle costruzioni nella sua stanza.
Quattro passi lungo un corridoio non potevano certo compensare tutto ci che le aveva negato.
Siamo prigioniere, vostra grazia, riprese la Direttrice. Per come stanno le cose adesso, siamo
tutte come in trappola.
E se la verit fosse stata unaltra? si chiese Phury. Forse voleva tenere Cormia come Prima
Sposa perch cos non doveva preoccuparsi della faccenda del sesso. Voleva proteggerla e agire in
modo corretto con lei, certo, e questo gli faceva onore, ma le conseguenze proteggevano anche lui.
Cerano Elette che volevano quel ruolo, che volevano lui. Aveva sentito i loro sguardi su di s
quando si era insediato come Primale.
Aveva dato la sua parola. Ed era arcistufo di infrangere i giuramenti fatti.
Vostra grazia, posso chiedervi di venire con me? Gradirei mostrarvi un certo luogo, qui al
Santuario.
Phury segu Amalya fuori dal Tempio del Primale; insieme scesero la collina, in silenzio, diretti
verso un complesso di strutture bianche a quattro piani, adorne di colonne.
 qui che alloggiano le Elette, mormor Amalya, ma io e voi non siamo tenuti a viverci.
Meno male, pens Phury, guardando le casette.
Oltrepassandole, not che nessuna delle finestre era munita di vetri. Inutile prendersi il disturbo,
pens, non cerano parassiti o altri animali... e di sicuro non pioveva mai. Quellassenza di vetri
rimandava, naturalmente, allassenza di barriere tra lui e le Elette che lo osservavano dallinterno dei
loro alloggi.
Cera una femmina a ogni finestra di ogni stanza, in ciascuno degli edifici.
Oh, Ges.
Eccoci arrivati La Direttrice si ferm davanti a una struttura a un piano e apr il portone a due
battenti. Quando li spalanc, Phury ebbe un tuffo al cuore.
Culle. File e file di culle bianche e vuote.
Mentre Phury cercava disperatamente di respirare, la voce della Direttrice si tinse di nostalgia.
Questo un tempo era un luogo di grande gioia, pieno di vita, brulicante di futuro. Se solo voleste
prendere unaltra... Vi sentite male, vostra grazia?
Phury indietreggi. Non riusciva a respirare. Non riusciva a... respirare,
Vostra grazia? La Direttrice fece per sorreggerlo.
Lui si scost bruscamente da lei. Sto bene.
Respira, maledizione. Respira.
 a questo che hai dato il tuo consenso. Tira fuori le palle e assumiti le tue responsabilit.
Nella sua mente il mago gli snocciol, un esempio dopo laltro, tutti i casi in cui aveva deluso le
persone, cominciando dal presente, con Z, Wrath e le torture ai lesser, per poi risalire al passato e ai
fallimenti con i suoi genitori.
Era sempre stato carente in ogni aspetto della sua vita. Ed era sempre stato in trappola, anche.
Almeno Cormia poteva liberarsi di tutto ci. Liberarsi di lui.
La voce della Direttrice era sempre pi tesa, allarmata. Vostra grazia, forse dovreste
stendervi...
Ne prender unaltra.
Voi...
Prender unaltra Prima Sposa.
La Direttrice parve sconcertata, ma poi si pieg in un profondo inchino. Vostra grazia,
grazie... grazie... Siete la forza della razza e il nostro condottiero...
Lui la lasci cantare le sue lodi, lodi vuote, fasulle; gli girava la testa e si sentiva come se
qualcuno gli avesse scaricato nelle viscere una vagonata di ghiaccio secco.
La Direttrice stringeva con forza il medaglione che portava al collo, il volto sereno soffuso di
gioia. Vostra grazia, cosa prediligete in una compagna? Ne avrei gi in mente un paio.
Devono essere consenzienti, rispose lui con sguardo severo. Niente coercizioni. Niente
legacci. Devono volerlo in piena libert. Cormia non voleva, ed  stata uningiustizia costringerla. Io
mi sono offerto volontario, lei non aveva scelta.
La Direttrice gli mise una mano sul braccio. Capisco, e concordo. Cormia  sempre stata
inadatta per il ruolo di Prima Sposa, e in verit la precedente Direttrice laveva scelta proprio per
questo motivo. Io non sar mai tanto crudele.
E Cormia non dovr avere problemi. Voglio dire, non verr scacciata da qui, dico bene?
Al suo ritorno la accoglieremo con gioia.  una femmina rispettabilissima. Solo... meno adatta
a questa vita rispetto ad alcune altre di noi.
Nel silenzio che segu, Phury rivide Cormia che lo spogliava prima della doccia, rivide i suoi
occhi verdi puri e innocenti che
si alzavano su di lui mentre armeggiava con la cintura e i calzoni.
Lei voleva fare solo ci che era giusto. Allinizio, quando tutto quel pasticcio era cominciato,
pur essendo terrorizzata era pronta a fare la cosa giusta secondo i dettami della sua tradizione, ossia:
farsi possedere. Il che la rendeva pi forte di lui. Lei non stava scappando. Era lui quello che aveva
deciso di darsela a gambe.
Di alle altre che non ero degno di lei. La Direttrice lo guard a bocca aperta.  un ordine,
maledizione, disse puntandole il dito contro. Di loro che... io non sono alla sua altezza. Voglio che
la eleviate a un rango speciale... voglio che la trattiate col massimo riguardo, chiaro? Come una
reliquia in una teca. Trattatela bene, altrimenti mander in rovina questo posto.
La Direttrice appariva confusa; Phury la aiut, rammentandole una cosa, Questo  il mio
mondo. Sono io che comando, giusto? Sono la forza della maledetta razza, dunque farai ci che ti dico.
Fai di s con la testa.
Quando Amalya ubbid, Phury trasse un sospiro di sollievo. Bene. Sono lieto che siamo
daccordo. Dunque, c bisogno di unaltra cerimonia?
Ah... ehm, quando avete rivolto la formula di r-rito a Cormia, vi siete impegnato con tutte
quante noi. Pos di nuovo la mano sul medaglione, ma stavolta Phury ebbe la sensazione che non lo
facesse con gioia. Pi probabile che sentisse il bisogno di sentirsi rassicurata. Quando pensate di...
venire a stare qui?
Phury pens alla gravidanza di Bella. Non poteva perdersi il parto e, per come stavano le cose
tra lui e Z, correva il rischio di non essere nemmeno avvertito. Tra un po. Un anno, forse.
Allora, col vostro permesso, vi invier la prima delle Elette sulla terra.
S. Ci detto volse le spalle alla nursery, aveva bisogno daria. Senti, vado a fare quattro
passi.
Dir alle altre di non disturbarvi.
Grazie, e scusa se sono stato brusco. Fece una pausa. Unultima cosa... voglio parlare con
Cormia. Voglio essere io a comunicaglielo.
Come desiderate, disse la Direttrice con un profondo inchino. Avr bisogno di un paio di
giorni per preparare secondo il ritual...
Fammi solo sapere quando pensi di mandarmi una di loro.
S, vostra grazia.
Quando la Direttrice se ne and, Phury rimase a fissare il paesaggio immacolato e un attimo
dopo la distesa cambi sotto i suoi occhi, trasformandosi in tuttaltra scena. Spariti gli alberi incolori e
ordinarissimi e i prati allapparenza coperti da una sottile coltre di neve. Al loro posto vide il giardino
infestato di erbacce della sua dimora di famiglia, nel Vecchio Continente.
Dietro il grande edificio di pietra in cui era cresciuto cera un giardino cintato grande un paio
dacri. Suddiviso in quadranti da vialetti coperti di ghiaia, era stato concepito per mettere in mostra
svariati esemplari di vegetazione e offrire un luogo di naturale bellezza dove la mente potesse
rasserenarsi. Ai quattro angoli del muro di cinta cerano delle statue che raffiguravano le diverse fasi
deIla vita: un neonato tra le braccia del padre; un aitante giovanotto; un padre che stringeva il
figlioletto tra le braccia; un vecchio saggio seduto con alle spalle il figlio ormai adulto.
In principio il giardino doveva essere davvero elegante, una autentica vetrina, e Phury poteva
immaginare la gioia dei suoi genitori, sposini novelli, nel contemplare il suo splendore.
Lui per non aveva mai conosciuto la perfezione promessa da quel luogo studiato con tanta
cura. Ci che aveva visto del giardino era solo il caos della trascuratezza. Quando era stato abbastanza
grande per rendersi conto di cosa gli stava intorno, le aiuole erano gi infestate dalle erbacce, le
panchine si riflettevano nellacqua piena di alghe e lerba aveva invaso i vialetti. La cosa pi triste, ai
sui occhi, erano le statue. Ledera, avviluppatasi tuttin-torno a esse, le soffocava ogni anno di pi, il
fogliame copriva sempre pi ci che la mano dello scultore aveva voluto mostrare.
Il giardino era la rappresentazione visiva della rovina della sua famiglia.
E lui si era imposto di rimediare. A tutto quanto.
Dopo la transizione, che lo aveva quasi ucciso, se nera andato dalla dimora di famiglia, ormai
in uno stato di totale abbandono. Ricordava quel momento con la stessa chiarezza con cui rivedeva il
povero giardino. La sera della partenza, era ottobre, cera la luna piena e sotto la sua luce vivida aveva
messo in valigia alcuni degli abiti di suo padre, vecchi ma ancora belli.
Aveva solo un piano molto vago: riprendere le vane ricerche di suo padre, seguire le tracce che
lui aveva lasciato freddare. La notte in cui Zsadist era stato rapito era apparso subito chiaro quale
bambinaia lo aveva preso e Ahgony, come avrebbe fatto qualunque altro padre, si era posto subito al
suo inseguimento. Lei, tuttavia, era stata scaltra e Ahgony non aveva trovato nulla di concreto fino a
quasi due anni dopo. Seguendo voci, soffiate e pettegolezzi in circolazione, il Fratello aveva setacciato
il Vecchio Continente e alla fine aveva scovato la copertina di Zsadist tra le cose della bambinaia...
morta appena una settimana prima.
Averla mancata per un soffio era solo lennesima pagina della tragedia.
A quel punto Aghony aveva saputo che suo figlio era stato preso da un vicino e venduto al
mercato degli schiavi. Il vicino aveva intascato i soldi ed era scappato. Ahgony si era recato dal
mercante di schiavi pi vicino, ma il traffico degli orfanelli era troppo esteso per consentirgli di
rintracciare Zsadist.
Ahgony si era arreso, era tornato a casa e si era dato al bere.
Apprestandosi a riprendere le ricerche del padre, Phury aveva ritenuto opportuno indossare gli
abiti del suo vecchio. E importante, anche. Assumendo le sembianze del gentiluomo squattrinato, gli
sarebbe stato pi agevole infiltrarsi nelle grandi dimore aristocratiche, che poi erano quelle dove
venivano impiegati gli schiavi. Con indosso i vecchi abiti del padre, Phury poteva confondersi con uno
dei tanti vagabondi di buone maniere che andavano raminghi per il mondo cercando di mantenersi
grazie allarguzia e al fascino.
Vestito alla moda di venticinque anni prima, con in mano un malandato borsone di cuoio, era
andato da entrambi i genitori a informarli dei suoi progetti.
Sapeva che sua madre era a letto, nel seminterrato, perch lei viveva l. Sapeva anche che non lo
avrebbe guardato. Non lo faceva mai, e non laveva mai biasimata per questo. Lui era identico al figlio
che le era stato sottratto, un memento in carne e ossa della tragedia che laveva colpita. Comprendere
che Phury era un individuo distinto da Zsadist, che piangeva la perdita del fratello gemello proprio
come lei, poich da quando lo avevano rapito gli mancava met di se stesso, comprendere che aveva
bisogno di affetto e di cure era superiore alle forze di sua madre, a causa del dolore che la consumava.
Sua madre non lo aveva mai toccato. Neanche una volta, neanche per fargli il bagnetto
quandera piccolo.
Dopo aver bussato, Phury si era premurato di dirle chi era, prima di entrare, per permetterle di
farsi forza. Non ottenendo risposta, aveva aperto la porta ed era rimasto sulla soglia, riempiendola tutta
con il suo nuovo fisico post-transizione. Mentre le spiegava le sue intenzioni, non sapeva bene cosa
attendersi da lei. Non ottenne niente. Neanche una parola. Lei non alz neanche la testa dal cuscino
sgualcito.
Phury aveva richiuso la porta ed era andato nelle stanze di suo padre.
Lo aveva trovato svenuto, ubriaco fradicio in mezzo alle bottiglie di birra scadente che gli
permettevano di essere, se non lucido, almeno intontito quanto bastava per non pensare troppo. Dopo
aver tentato invano di svegliarlo, Phury aveva scribacchiato un biglietto e glielo aveva lasciato sul
petto, poi era salito di sopra ed era uscito di casa.
Fermo sul terrazzo coperto di foglie e di buche della casa un tempo sontuosa della sua famiglia,
si era posto in ascolto della notte. Sapeva che con ogni probabilit non avrebbe mai pi rivisto i suoi
genitori, e temeva che lunico doggen rimasto morisse o restasse ferito. E allora cosa avrebbero fatto i
suoi?
Contemplando la maest di un tempo, sentiva che il suo gemello era da qualche parte l fuori,
nella notte, in attesa di essere trovato.
Mentre una scia di nuvole lattiginose si scostavano dalla faccia della luna, Phury aveva cercato
una qualche forza in fondo a se stesso.
In verit,, aveva detto una voce profonda dentro la sua testa, puoi cercare anche mille giorni e
persino trovare tuo fratello ancora in vita, ma stai pur certo che non potrai salvare ci che non pu
essere salvato. Non sei allaltezza di questa missione; inoltre il tuo destino ti condanna al fallimento,
quale che sia lobiettivo prescelto, poich sei segnato dalla maledizione dellexhile dhoble.
Era il mago che parlava per la prima volta.
Mentre metabolizzava quelle parole, con la sensazione di essere troppo debole per il viaggio
che lo attendeva, Phury aveva fatto il suo voto di castit. Alzando gli occhi sul grande disco scintillante
della luna nel cielo notturno, aveva giurato alla Vergine Scriba di stare alla larga da ogni distrazione.
Sarebbe stato il salvatore senza macchia, tutto concentrato sulla propria missione. Sarebbe stato leroe
capace di riportare indietro il suo gemello. Sarebbe stato il guaritore in grado di far risorgere la sua
povera famiglia disastrata riportandola alla salute e alla bellezza di un tempo.
Sarebbe stato il giardiniere.
Phury si riscosse, tornando al presente, quando il mago riprese a parlare. Per avevo ragione io,
no? Tutti e due i tuoi genitori sono morti prematuramente e in miseria, il tuo gemello  stato usato alla
Stregua di una puttana e tu sei uno squilibrato.
Avevo ragione io, no, socio?
Phury torn a concentrarsi sulla strana distesa bianca dellAltra Parte. Era tutto cos perfetto,
tutto cos in ordine, non cera niente fuori posto. I tulipani bianchi con i loro steli bianchi nelle aiole
intorno agli edifici; gli alberi entro i confini della foresta, neanche lombra di unerbaccia.
Chiss chi tosava quei prati. Aveva limpressione che lerba, come tutto il resto, crescesse cos e
basta.
Doveva essere bello.
Capitolo 14
Intanto, nella grande casa della confraternita, Cormia controll di nuovo lorologio sul
cassettone. John Matthew avrebbe dovuto passare a prenderla gi da unora per andare a vedere il film;
sperava che non fosse successo niente di grave.
Camminando ancora un po avanti e indietro si rese conto che quella sera la stanza le sembrava
troppo angusta, troppo ingombra, anche se non cerano mobili nuovi e lei era tutta sola.
Santissima Vergine Scriba, aveva troppa energia.
Era il sangue del Primule.
Quello, e unurgenza opprimente, insoddisfatta.
Si ferm vicino alla finestra, si port la pirata delle dita alle labbra e richiam alla mente il
sapore del Primale, la sensazione che aveva provato nel toccarlo. Che slancio impetuoso, che estasi
celestiale. Ma perch si era fermato? Quella domanda non faceva che ronzarle nella testa. Perch non si
era spinto pi in l? S, certo, il medaglione lo aveva distratto ma, in qualit di Primale, era lui a dettar
legge. Lui era la forza della razza, il capo delle Elette, libero di ignorare tutto e tutti a suo piacimento. ,
La sola risposta che le veniva in mente le dava la nausea. Era per via dei suoi sentimenti per
Bella? Aveva creduto di tradire lamata?
Era difficile decidere cosa fosse peggio: sperare che il Primale stesse con lei e con tutte le sue
sorelle o che non stesse con nessuna di loro perch il suo cuore apparteneva a unaltra.
Guard fuori, nella notte. Ella sarebbe impazzita se fosse restata ancora chiusa in camera.
Locchio le cadde sulla piscina, con la sua superficie leggermente increspata. Quel dolce movimento
ondulatorio le ricordava le profonde vasche da bagno dellAltra Parte, promettendole una tregua da
tutto ci che la agitava.
Senza neanche rendersene conto, si ritrov fuori in corridoio. Rapida e silenziosa, scese a piedi
nudi lo scalone fino allatrio e attravers il pavimento a mosaico. Nella sala del biliardo infil la
portafinestra che John aveva aperto la sera prima, e usc.
Ferma sulle fredde lastre di pietra del terrazzo, protese i sensi nelle tenebre facendo scorrere lo
sguardo su ci che riusciva a scorgere della maestosa muraglia ai confini della propriet. Nessun
pericolo in vista, almeno allapparenza. Tra i fiori e gli alberi del giardino non si muoveva niente, a
parte lafosa aria notturna.
Si volt a guardare limponente magione alle sue spalle. Dietro le finestre illuminate alcuni
doggen si muovevano per casa. In caso di bisogno cerano molte persone nelle vicinanze.
Chiuse quasi del tutto la portafinestra, sollev appena la lunga sottana e attravers di corsa il
terrazzo in direzione dellacqua.
La piscina era rettangolare e circondata dalle stesse lastre di pietra piatta e nera che
pavimentavano il terrazzo. Cerano sedie dalla forma allungata fatte di striscioline intrecciate e tavolini
con il piano di cristallo. In un angolo cera un aggeggio nero con un serbatoio bianco. Dei vasi di fiori
aggiungevano una nota di colore.
Cormia singinocchi per controllare quantera profonda lacqua. Al chiaro di luna la superficie
sembrava petrolio, probabilmente perch anche linterno della vasca era rivestito con le solite lastre
nere. Non era come le vasche dallAltra Parte, non digradava in modo graduale e Cormia aveva il
sospetto che fosse molto profonda. Ma non si rischiava di restare in trappola: a intervalli regolari, lungo
i bordi, cerano dei maniglioni ricurvi con cui ci si poteva aiutare per uscire dallacqua.
Cormia infil dentro prima lalluce, poi tutto il piede; la superfcie della piscina si incresp,
come se lacqua applaudisse a mo di incoraggiamento.
Sulla sinistra cera una scaletta; pochi gradini che evidentemente servivano a entrare. Cormia si
avvicin, si tolse la veste e, nuda, simmerse nella piscina.
Le batteva forte il cuore ma, oh, che bello sentire la dolce carezza avvolgente dellacqua.
Continu a scendere finch si sent stringere in un abbraccio semovente e delicato, dal petto ai talloni.
Che bellezza.
Distinto si diede una spinta con i piedi e scivol in avanti senza peso, fendendo lacqua.
Tirando le braccia in su e allinfuori e poi tirandole di nuovo indietro scopr che poteva spostarsi,
andando dove voleva - prima a destra, poi a sinistra, poi avanti, avanti, avanti fino in fondo, dove una
tavola sottile era sospesa sopra il pelo dellacqua.
Terminata quellesplorazione, rotol sulla schiena lasciandosi galleggiare mentre contemplava
il cielo. Le lucine scintillanti lass in alto la indussero a riflettere sul suo posto tra le Elette, e sul suo
dovere di essere una tra le tante, una molecola che faceva parte di un tutto. Lei e le sue sorelle erano
indistinguibili nellalveo della nobile tradizione che si erano impegnate a servire: proprio come lacqua
della piscina, uniforme e fluida, senza confini; proprio come le stelle su nel cielo, tutte uguali.
Guardando il firmamento ebbe un altro di quei pensieri aleatori, eretici, solo che questo non
riguardava la progettazione di una casa, i vestiti indossati da questo o da quellaltro o se le piaceva un
determinato cibo oppure no.
Questo andava dritto al cuore della sua natura e la marchiava come peccatrice ed eretica:
Non voleva essere una tra le tante.
Non con il Primale, Non per lui.
E non per se stessa.
Dallaltra parte della citt Qhuinn, seduto sul letto, fissava il cellulare stretto nel palmo. Aveva
scritto un messaggino rivolto a Blay e a John e stava aspettando di inviarlo.
Era seduto l da ore, almeno quella era la sua impressione, anche se probabilmente era al
massimo unora. Dopo una doccia per lavare via il sangue di Lash, aveva parcheggiato l le chiappe
facendosi forza per ci che lo attendeva.
Per qualche ragione continuava a pensare allunica cosa bella che, per quel che ricordava, i suoi
genitori avessero mai fatto per lui. Era stato tre anni prima, pi o meno. Li aveva assillati per dei mesi,
tipo, per ottenere il permesso di andare nel Connecticut da suo cugino Saxton. Sax aveva gi superato
la transizione ed era un tantino scapestrato, per cui naturalmente era leroe di Qhuinn. E naturalmente i
suoi non approvavano n Sax n i suoi genitori, i quali se ne infischiavano alla grande dei fastidiosi
obblighi sociali che la glymera si era autoimposta.
Qhuinn aveva pregato, implorato, supplicato, ma malgrado tutti i suoi sforzi aveva ottenuto solo
una sfilza di no. Poi, tutta un tratto, suo padre lo aveva informato che laveva avuta vinta e poteva
andare a sud per il fine settimana.
Gioia. Una gioia immensa. Aveva fatto le valigie con tre giorni di anticipo e, quando al
tramonto era scivolato sul sedile posteriore dellauto che doveva portarlo oltre il confine con il
Connecticut, si era sentito il re delluniverso.
Era stato gentile da parte dei suoi genitori.
Gi, peccato che dopo aveva scoperto perch lavevano lasciato andare.
Lavventura da Sax non era andata granch bene. Aveva bevuto come una spugna con suo
cugino per tutta la giornata di sabato ed era stato cos male per quel miscuglio letale di Jgermeister e
gelatine alla vodka che gli zii avevano insistito per rispedirlo a casa a rimettersi in sesto.
Essere riportato indietro da uno dei loro doggen era stato uno smacco incredibile e il peggio era
che aveva continuato a chiedere allautista di fermarsi perch doveva vomitare. Lunica sua salvezza
era che i genitori di Sax avevano acconsentito a non dire niente ai suoi... a condizione che lui stesso
rendesse una piena confessione appena scaricato davanti alla porta di casa. Evidentemente neanche loro
ci tenevano ad affrontare sua madre e suo padre.
Quando il doggen si era fermato davanti alla villa, Qhuinn aveva in mente di dire solo che si era
sentito male, il che era vero, e aveva chiesto di tornare a casa, che invece non era vero e non lo sarebbe
mai stato.
Solo che le cose erano andate diversamente. La villa era tutta illuminata e nellaria si diffondeva
una musica proveniente da un tendone sul retro. A ogni finestra cerano delle candele accese e in ogni
stanza cera gente che si aggirava in piena libert.
Meno male che siamo tornati in tempo, aveva commentato il doggen al volante, nel tipico
tono entusiasta dei doggen. Sarebbe stato un peccato perdersi tutto questo.
Qhuinn era sceso dallauto con la sua borsa da viaggio e non si era neanche accorto quando il
domestico era ripartito.
Ma certo, aveva pensato. Suo padre stava per ritirarsi dalla prestigiosa carica di leahdyre della
glymera dopo un brillante mandato alla testa del Consiglio dei Princeps. Quello era il ricevimento che
celebrava il suo operato e segnava il passaggio di consegne al padre di Lash.
Ecco perch nelle ultime due settimane la servit non aveva avuto un attimo di tregua. Lui
aveva pensato che sua madre stesse (attraversando un altro dei suoi periodi anali in cui tutto andava
pulito alla perfezione, e invece no. Tutto quel lavare e lustrare era in vista di quella serata.
Qhuinn si era spostato sul retro della villa, tenendosi al riparo delle siepi, trascinandosi dietro lo
zaino. Comera bello il tendone. Luci sfavillanti pendevano dai lampadari e guizzavano su tavoli
addobbati con composizioni di splendidi fiori e candele. Ogni sedia era guarnita con fiocchi di raso e
tra i posti a sedere erano state stese delle passatoie. Come aveva immaginato, il tema cromatico di tutto
linsieme era il binomio turchese e giallo, a simboleggiare i due rami della famiglia.
Guard gli ospiti e li riconobbe tutti, dal primo allultimo. Cera il suo parentado al gran
completo, accanto alle famiglie pi in vista della glymera, e tutti erano elegantissimi, le femmine in
abito da sera e i maschi in tight. Cerano anche dei piccoli che schizzavano come lucciole in mezzo agli
adulti, mentre gli anziani se ne stavano seduti ai margini, con un sorriso sulle labbra.
Qhuinn era rimasto l al buio, sentendosi parte dellaccozzaglia di cianfrusaglie fatte sparire
prima dellarrivo della comitiva, uno dei tanti oggetti orrendi e inutili da nascondere dentro una
credenza per non farli vedere a nessuno. Non era la prima volta che veniva colto dallimpulso di
ficcarsi le dita negli occhi per distruggere ci che aveva segnato la sua rovina.
Dun tratto lorchestrina aveva smesso di suonare e suo padre si era avvicinato al microfono, ai
bordi della pista da ballo. Mentre tutti gli invitati si radunavano, la madre, il fratello e la sorella di
Qhuinn si erano raccolti alle spalle del padre; tutti e quattro risplendevano in un modo che non aveva
nulla a che fare con lo sfavillio delle luci tuttintorno.
Se mi concedete un attimo della vostra attenzione, aveva esordito suo padre nellAntico
Idioma. Gradirei rivolgere un saluto alle famiglie fondatrici che sono qui stasera. Applausi. Agli
altri membri del Consiglio. Applausi. E a tutti quanti voi, che costituite il cuore della glymera, oltre a
far parte della mia famiglia. Applausi. Questi dieci anni da leahdyre sono stati impegnativi, ma
abbiamo compiuto notevoli progressi, e sono certo che il mio successore regger le redini con mano
ferma. Con la recente ascesa al trono del re  ancora pi essenziale che i nostri interessi vengano
esposti e sostenuti con la dovuta attenzione. Grazie allinstancabile operato del Consiglio potremo
imporre la nostra visione alla razza... incuranti dei dissensi ingiustificati di chi non comprende appieno
quanto noi le questioni sul tappeto...
A quel punto era esploso un applauso scrosciante, in segno di approvazione, seguito da un
brindisi in onore del padre di Lash. Poi il padre di Qhuinn si era schiarito la gola, lanciando unocchiata
alle tre persone alle sue spalle. Con voce lievemente roca, aveva detto,  stato un onore servire la
glymera... e sebbene gi senta la mancanza della mia posizione, non sarei del tutto onesto se non
ammettessi che avere pi tempo da dedicare alla mia famiglia mi riempie di gioia. In verit, i miei
familiari sono la mia vita, e sento il bisogno di ringraziarli per la leggerezza e il calore con cui mi
riempiono il cuore ogni giorno.
La madre di Qhuinn gli aveva mandato un bacio al volo, battendo freneticamente le palpebre;
suo fratello aveva gonfiato il petto orgoglioso, gli occhi traboccanti di adorazione per il suo eroe; sua
sorella aveva battuto le mani saltellando su e gi, i riccioli che rimbalzavano di gioia.
In quel momento Qhuinn si era sentito completamente rifiutato come figlio, fratello e membro
della famiglia, al punto che nessuna parola, a lui o su di lui, avrebbe potuto peggiorare la sua straziante
tristezza.
Venne riscosso da quei ricordi quando suo padre buss energicamente alla porta; i colpi
spezzarono la presa del passato, allontanando la scena dalla sua mente.
Premette il tasto invio per mandare lSMS, infil il cellulare nel taschino della camicia e disse,
Avanti.
La porta si apr, ma non era suo padre.
Era un doggen, lo stesso maggiordomo da cui aveva saputo che per quellanno non doveva
andare al ballo della glymera.
Il domestico si inchin, ma non era necessariamente un gesto di rispetto, e Qhuinn non lo
interpret come tale. I doggen si inchinavano sempre e comunque. Diamine, se interrompevano un
procione che rovistava tra i rifiuti la loro prima mossa, ancora prima di cacciarlo via, era piegarsi nel
solito, profondo inchino.
Credo che me ne andr, disse Qhuinn mentre il maggiordomo compiva in fretta i gesti rituali
per scacciare il malocchio.
Con tutto il dovuto rispetto, disse il doggen, con la fronte ancora rivolta a terra, suo padre le
ordina di lasciare questa casa.
Fico. Qhuinn si alz con il borsone in cui aveva infilato la sua collezione di T-shirt e le sue
quattro paia di jeans.
Mettendoselo a tracolla, si chiese per quanto tempo ancora gli avrebbero pagato labbonamento
al cellulare. Gi negli ultimi due mesi - da quando la paghetta era improvvisamente scomparsa - si
aspettava di vederselo tagliare.
Aveva la sensazione che il destino di T-Mobile, proprio come il suo, fosse segnato.
Suo padre mi ha chiesto di consegnarle questa. Il doggen non si raddrizz nel tendergli la
mano, che stringeva una spessa busta commerciale.
Limpulso di dire al domestico di riportarla a suo padre con la raccomandazione di ficcarsela in
quel posto era pressoch irresistibile.
Qhuinn prese la busta e lapr. Dopo aver dato una scorsa ai fogli che conteneva, li pieg con
calma infilandoli di nuovo dentro. Ficcando il tutto nella cintura dei calzoni disse, scherzando, Vado
ad aspettare il mio autista.
Il doggen si raddrizz. In fondo al viale, se non le spiace.
S. Certo. Bene. Chi se ne frega. Vi serve il mio sangue, giusto?
Se volesse essere tanto gentile. Il doggen allung una coppa di ottone con linterno rivestito
in vetro nero.
Qhuinn us il suo coltellino svizzero, perch il coltello da caccia gli era stato confiscato. Si
pass la lama sul palmo e strinse il pugno per far colare alcune gocce rosse nel calice.
Appena lui avesse messo piede fuori di casa avrebbero bruciato il suo sangue come parte di un
rituale di purificazione.
Non si limitavano a scartare chi aveva dei difetti; si sbarazzavano del male.
Qhuinn lasci la sua stanza senza voltarsi indietro e si incammin lungo il corridoio. Non pass
a salutare sua sorella, anche se sentiva che si stava esercitando al flauto, e lasci stare suo fratello,
intento a recitare dei versi in latino. Non si ferm neanche davanti al salottino di sua madre quando la
sent parlare al telefono, e ovviamente tir dritto davanti allo studio di suo padre.
Erano tutti daccordo sul suo allontanamento, la prova era nella busta.
Al pianoterra non sbatt il portone dingresso. Non cera motivo di dare spettacolo. Tutti quanti
sapevano che se ne stava andando, ecco perch si affannavano ad apparire tanto indaffarati invece di
prendere il t in soggiorno.
Si sarebbero riuniti non appena il doggen li avesse informati che lui era uscito di casa, ci
avrebbe scommesso. Avrebbero sorseggiato una tazza di Earl Grey e sbafato un paio di focaccine dolci,
ci avrebbe scommesso. Avrebbero tirato un grosso, grossissimo sospiro di sollievo, ci avrebbe
scommesso, e poi si sarebbero lamentati di come sarebbe stata dura andare in giro a testa alta dopo
quello che lui aveva fatto a Lash.
Qhuinn imbocc il lungo viale daccesso pieno di curve. Giunto davanti alla grande cancellata
di ferro, vide che era aperta. Quando lebbe varcata, i battenti si richiusero con un gran clangore, come
se lo avessero cacciato fuori a calci nel sedere.
La notte estiva era calda e umida, un lampo si stagli nel cielo a nord, in lontananza.
I temporali arrivavano sempre da nord, pens Qhuinn, sia destate che dinverno. Nei mesi
freddi i venti di nord-est potevano seppellirti sotto tanta di quella neve da farti sentire...
Accidenti. Era cos scosso che stava parlando del tempo da solo.
Pos sul marciapiede la sacca da viaggio.
Forse avrebbe dovuto mandare un messaggino a Blay per chiedergli se poteva davvero dargli
uno strappo. Smaterializzarsi con il peso del borsone poteva essere insidioso e non gli avevano mai
comprato la macchina, per cui ecco, per il momento era bloccato l.
Aveva appena infilato la mano in tasca quando il cellulare emise un trillo. Era un SMS di Blay:
Devi venire a stare da noi. Passo a prenderti.
Stava per rispondergli quando pens alla busta e si ferm. Infil il telefonino nella sacca, si
rimise in spalla la borsa con la sua roba e si incammin lungo il ciglio della strada. Puntava verso est
perch la scelta casuale di girare a sinistra lo portava in quella direzione.
Cribbio... adesso era proprio un orfano. Era come se i suoi sospetti pi segreti si fossero
realizzati. Aveva sempre pensato di essere stato adottato o roba del genere perch si era sempre sentito
fuori posto nella sua famiglia... e non solo per la storia degli occhi di due colori diversi. Era fatto di
una stoffa diversa. Lo era sempre stato.
Una parte di lui voleva andare su tutte le furie per essere stato cacciato di casa, ma cosa si
aspettava? Non era mai stato uno di loro, e aver aggredito un cugino di primo grado con un coltello da
caccia, anche se era assolutamente giustificato, era imperdonabile.
Sarebbe costato anche dei bei soldoni al suo vecchio.
In caso di aggressione - assassinio, se Lash moriva - se la vittima era un membro della glymra,
questi o la sua famiglia avevano diritto a un risarcimento in denaro; lentit della somma dipendeva dal
valore relativo del ferito o deceduto. Lash era un giovane vampiro che aveva superato la transizione,
primogenito di una delle famiglie fondatrici della razza. Solo il decesso di un membro della
confraternita o di ima aristocratica incinta sarebbe stato pi oneroso. E a pagare dovevano essere i suoi
genitori, non Qhuinn, perch legalmente si era considerati adulti solo dopo un anno dalla transizione.
La cosa positiva era che, essendo tecnicamente ancora minorenne, non lo avrebbero condannato
a morte. Ma in ogni caso lo avrebbero incriminato, e allora la vita per come lui la conosceva sarebbe
ufficialmente finita.
Quando si dice affrontare dei cambiamenti. Era fuori dalla glymera. Fuori dalla sua famiglia.
Fuori dal programma di addestramento.
A parte cambiare sesso cos, sui due piedi, era difficile immaginare cosaltro si poteva fare per
incasinargli lidentit.
Per come stavano le cose al momento, aveva tempo fino allalba per decidere dove aspettare di
sentire cosa gli sarebbe capitato. Andare a stare da Blay sarebbe stata la scelta pi ovvia, salvo che per
un grosso, enorme, insormontabile problema: accogliere un reietto della glymera equivaleva a
devastare lo status sociale di quella famiglia, per cui non se ne parlava nemmeno. E neanche John
poteva ospitarlo. Vivendo con i fratelli, il suo domicilio era talmente top secret che non poteva ricevere
visite, figurarsi poi un ospite semi-permanente.
Colpevole di aver massacrato un compagno di corso. E in attesa di finire al fresco.
Dio.... John. La cosa che aveva detto Lash.
Qhuinn sperava che non fosse vera, ma temeva che lo fosse.
Aveva sempre pensato che John non si lanciasse con le femmine perch era ancora pi
imbranato di Blay nelle relazioni sociali. Ma adesso? Era ovvio che il ragazzo aveva dei problemi
molto seri... e Qhuinn si sentiva uno stronzo di proporzioni gigantesche per averlo tampinato in quel
modo sul sesso.
Non cera da stupirsi che John non avesse mai voluto appartarsi con una femmina nel retro dello
ZeroSum.
Accidenti a Lash.
Cavolo, quali che fossero le conseguenze di ci che aveva fatto con quel coltello, era pronto a
rifare tutto da capo. Lash era sempre stato un bastardo, erano anni che voleva spaccargli la faccia. Ma
dopo averlo visto aggredire John in quel modo sperava proprio che morisse.
E non solo perch un lurido bastardo in meno sulla faccia della terra era unottima cosa.
Lash era una linguaccia, questa era la verit, e finch era libero di spifferare quellinformazione,
John non era al sicuro. E questo era pericoloso. Nella glymera cera chi lavrebbe giudicato un danno
irreparabile alla sua virilit. Se John voleva sperare di diventare un fratello a pieno titolo e di
guadagnarsi il rispetto dellaristocrazia, se voleva sperare di trovarsi una compagna e mettere su
famiglia, nessuno doveva sapere che era stato violentato da un altro maschio, men che meno da un
maschio umano.
Merda, il fatto che lo stupratore fosse un umano peggiorava enormemente le cose. Agli occhi
della glymera gli umani erano topi di fogna a due zampe. Soccombere a uno di loro era inconcepibile.
No, pens Qhuinn camminando tutto solo, non avrebbe cambiato una virgola di quello che
aveva fatto.
Capitolo 15
Dopo aver ripulito a fondo le docce dello spogliatoio, John and in ufficio, si sedette alla
scrivania e pass Dio solo sa quanto tempo a fissare le carte che avrebbe dovuto sistemare. Nel silenzio
della stanza il labbro gonfio pulsava, cos come le nocche, ma quelli erano solo fastidi minori a
confronto del ruggito sordo che aveva in testa.
Certo che la vita era proprio strana.
Quasi sempre scorreva a un ritmo prevedibile, gli eventi fluivano entro il limite di velocit o
appena al di sotto. Ogni tanto, tuttavia, le cose accadevano in un lampo, tipo quando una Porche ti
risucchia le portiere in autostrada. Allimprovviso capitava qualcosa di brutto che cambiava tutto in un
batter docchio.
La morte di Wellsie era andata cos. La scomparsa di Tohr era andata cos.
Laggressione di Qhuinn a Lash era andata cos.
E la cosa orribile che era successa a John su quella rampa di scale... s, anche quella.
Ogni tanto il destino si divertiva a pigiare sullacceleratore.
Evidentemente la gola di Lash era destinata a venire squarciata in quel preciso momento da
parte di Qhuinn, e il tempo aveva accelerato in modo da impedire qualunque interferenza esterna.
Rinunciando a lavorare, John si alz dalla scrivania e si infil dentro larmadio imboccando il
tunnel sotterraneo che lo avrebbe riportato alla casa della confraternita. Si vergognava come un cane di
aver sperato che Lash non ce la facesse. Non gli piaceva pensare di essere tanto crudele, senza contare
che, se Lash moriva, Qhuinn se la sarebbe vista ancora pi brutta.
Non voleva che il suo segreto venisse svelato, per.
Appena entrato nellatrio sent il bip del cellulare. Era Qhuinn:
Andato via di kasa. Nn so x quanto funzioner cel. Mi konsegner a Wrath quando vorr.
Merda. John rispose subito: Blay pu passare a prenderti.
Nessuna risposta.
Tent di nuovo: Q? Aspetta Blay, nn andare via senza di lui. Resta dove 6.
John si ferm ai piedi dello scalone in attesa di una risposta. Il messaggio che ricevette un
minuto dopo era di Blay: Nn preoccuparti, a Q penso io. T faccio saxe quando si fa vivo. Alla peggio
passo a prenderlo.
Grazie al cazzo.
Di norma John avrebbe raggiunto i suoi amici a casa di Blay, ma ancora non se la sentiva di
affrontarli. Adesso di sicuro lo avrebbero visto in modo diverso. Oltre tutto, quello che gli era capitato
si sarebbe stampato nelle loro menti come un chiodo fisso, proprio come allinizio era accaduto anche a
lui.
Dopo lo stupro non riusciva a levarsi dalla testa quello che aveva dovuto subire, ci pensava in
continuazione. Col tempo ci aveva pensato sempre meno: prima quasi tutto il giorno e tutta la notte, poi
qualche volta di giorno e poi un giorno s e uno no; a un certo punto poteva passare anche unintera
settimana senza che ci pensasse. Per le notti ci era voluto molto, molto di pi, ma alla fine anche gli
incubi, a poco a poco, erano svaniti.
Gi, al momento non aveva nessuna voglia di guardare i suoi amici negli occhi sapendo a cosa
stavano pensando. Cosa si stavano immaginando. Cosa si stavano chiedendo.
Naa, ancora non se la sentiva di stare con loro.
Senza contare che non riusciva a scrollarsi di dosso la sensazione che tutta la disgrazia di Lash
fosse colpa sua. Se non si fosse portato quel fardello addosso, Lash non lavrebbe tirato in ballo davanti
ai suoi amici, non sarebbe scoppiata nessuna rissa e Qhuinn non si sarebbe messo a imitare Rambo con
suo cugino.
Ancora una volta la porcheria successa su quella scala causava dei problemi. Era come se le
ripercussioni di quello che gli era capitato non dovessero finire mai.
Passando davanti alla biblioteca diretto al piano di sopra, entr dimpulso e pass in rassegna
gli scaffali finch giunse alla sezione legale... larga sei o sette metri. Dio, dovevano esserci una
settantina di volumi di giurisprudenza nellAntico Idioma. Evidentemente i vampiri erano litigiosi
quanto gli umani.
Diede una scorsa ad alcuni tomi e leggendo il codice penale si fece unidea di quello che poteva
accadere. Se Lash moriva, Qhuinn doveva comparire davanti a Wrath con laccusa di omicidio, e le
cose non promettevano bene visto che, non essendo Qhuinn la vittima dellaggressione, non poteva
invocare la legittima difesa. La cosa migliore era invocare le attenuanti per il delitto donore, ma anche
in quel caso era previsto un periodo di detenzione, oltre a una multa salatissima da versare ai genitori di
Lash. Daltro canto, se Lash si salvava, era un caso di aggressione a mano armata, che ugualmente
avrebbe comportato un periodo dietro le sbarre e una sanzione pecuniaria.
In entrambi i casi si poneva lo stesso problema: per quel che ne sapeva lui, la razza non
disponeva di istituiti di pena a causa del degrado subito dal sistema carcerario nei quattrocento anni
precedenti lascesa al trono di Wrath. Di conseguenza, Qhuinn sarebbe stato posto agli arresti
domiciliari da qualche parte fino alla costruzione di una prigione.
Era difficile immaginare che i genitori di Blay accettassero senza problemi di accogliere a
tempo indeterminato un criminale sotto il >ro tetto. Dunque dove poteva andare Qhuinn?
Con unimprecazione, John rimise a posto i volumi rilegati in pelle. Voltandosi scorse qualcosa
al chiaro di luna e dimentic ci che aveva appena letto.
Al di l delle portefinestre della biblioteca Cormia stava uscendo dalla piscina, il corpo nudo
stillante acqua, la pelle talmente liscia da sembrare lucidata, le braccia e le gambe, lunghe ed eleganti,
aggraziate come una brezza estiva.
Oh... accidenti.
Come cavolo aveva fatto Phury a stare lontano da lei?
Rivestendosi, Cormia si volt verso la casa e, nel vederlo, rimase impietrita. John alz la mano
in un saluto imbarazzato. Si sentiva come un guardone. Cormia esit, nellincertezza di essere stata
colta Sul fatto mentre faceva qualcosa di male, poi ricambi il saluto.
John apr la portafinestra e, soprappensiero, disse a gesti, Scusa tanto se sono in ritardo.
Oh, fantastico, bravo. Lei non conosceva la lingua dei segni...
Vi spiace di avermi vista o di essere in ritardo? Avete detto una delle due cose, immagino.
Quando lui batt sullorologio Cormia arross leggermente. Ah, la seconda.
John annu e lei gli and vicino, senza fare rumore, lasciando una scia di orme bagnate sulle
lastre di pietra. Vi ho aspettato... Oh, santissima Vergine Scriba. Siete ferito.
Lui si port la mano al labbro spaccato; avrebbe preferito che Cormia non ci vedesse cos bene
al buio. Cominci a gesticolare nel tentativo di distrarla, ma poi, frustato dalla barriera comunicativa,
ebbe unispirazione.
Tir fuori il cellulare e digit un messaggio: Mi farebbe ancora piacere vedere un film, se ti va.
Fino a quel momento era stata una notte dinferno, ed era destinata a peggiorare ulteriormente
una volta che, al ritorno dei fratelli dalla clinica, la sorte di Lash si sarebbe chiarita. Era troppo teso per
starsene da solo a rimuginare; a quel punto, la prospettiva di sedersi al buio con Cormia e svagarsi un
po era lunica minimamente sopportabile.
Lei lo squadr per qualche secondo, socchiudendo gli occhi. Vi sentite bene?
S, benissimo, digit lui. Mi spiace solo di essere arrivato in ritardo. Avrei proprio voglia di
vedere un film.
Molto volentieri, allora, disse lei con un inchino. Prima per vorrei sciacquarmi e
cambiarmi.
Insieme attraversarono la biblioteca e salirono il sontuoso scalone. John era impressionato.
Cormia non era poi tanto imbarazzata, considerato che si era appena mostrata in tutta la sua nudit, e
lui lo trovava parecchio intrigante.
In cima alle scale, Cormia entr in camera sua. John credeva di doverla aspettare per un bel po,
invece lei torn in un lampo. E aveva i capelli sciolti.
Oh, Dio buono, che splendore. I riccioli le ricadevano fino in fondo alla schiena, pi scuri del
solito biondo grano perch erano ancora umidi.
Ho i capelli bagnati, disse Cormia mostrando ima manciata di forcine dorate. Li raccoglier
appena saranno asciutti.
Se  per me fanne pure a meno, pens John, contemplandola ammirato.
Vostra grazia?
John si riscosse e fece strada lungo la galleria delle statue fino alla porta a vento che segnava
lingresso ai quartieri della servit. La tenne aperta per Cormia e poi prese a destra, fino a una porta
imbottita di cuoio che si spalanc su tuia rampa di scalini coperti da una passatoia in cui erano
incastonate due file di lucine scintillanti.
Cormia sollev la tunica bianca e cominci a salire; John la segu, sforzandosi di non guardare
le punte arricciate dei capelli che le sfioravano il didietro.
La sala proiezioni al secondo piano faceva pensare alla Metro-Goldwyn-Mayer degli anni
Quaranta, con le sue pareti nero e argento decorate con rilievi a forma di ninfee in stile art dco e le
raffinatissime applique oro e argento. I posti a sedere, pi che richiamare le gradinate di uno stadio,
erano degni di una Mercedes: ventun poltroncine di cuoio distribuite in tre sezioni separate da corridoi
illuminati da altre file di lucine. Ognuno di quei troni su-perimbottiti per il fondoschiena era largo
come un letto singolo e nellinsieme offrivano pi porta-bicchieri di un Boeing 747.
La parete di fondo era tappezzata da migliaia di DVD, e cerano anche delle cibarie. Oltre a una
macchina per fare i popcorn, che al momento era spenta perch Fritz non era stato avvertito della loro
presenza, cera un distributore di Coca Cola e un bancone pieno di caramelle e dolciumi assortiti:
stringhe di liquirizia, uva passa ricoperta di cioccolato al latte o fondente, caramelle dure o gommose,
tonde o a forma di pesciolino e cos via.
John si ferm a guardare tutto quel ben di Dio: Milk Duds, Raisinets, Swedish Fish, M&Ms e
Twizzlers. Era affamato e nauseato insieme e per scegliere dovette lottare contro il voltastomaco, ma
pensava che forse a Cormia avrebbe fatto piacere sgranocchiare qualcosa. Mentre lei si guardava
intorno con gli occhi sgranati, John prese un pacchetto di M&Ms, perch sono un classico, e uno di
Swedish Fish, nel caso Cormia non gradisse il cioccolato. Prese due bicchieri della Coca Cola, li riemp
con una tonnellata di ghiaccio e poi ci vers sopra la bevanda scura e frizzante.
Con un fischio sommesso attir lattenzione di Cormia e annu ih direzione delle prime file. Lei
lo segu, allapparenza affascinata dalle lucette incassate nei gradini. Dopo averla fatta accomodare,
John torn su di corsa cercando di farsi venire in mente un titolo da mettere.
Okay, i film dellorrore erano esclusi, sia per la delicata sensibilit di Cormia sia per lincubo
assolutamente reale che lui stesso aveva vissuto poche ore prima. Il che, naturalmente... equivaleva a
eliminare un buon cinquanta per cento della raccolta, perch di solito era Rhage a far pervenire a Fritz
le richieste di nuovi film da acquistare.
John scart anche la sezione dedicata a Godzilla perch gli ricordava Tohr. Le commedie
sboccate come American Pie e Due single a nozze-Wedding Crashers erano troppo volgari per Cormia.
In compenso la collezione di Mary di film stranieri molto seri e profondi era... be, troppo impegnativa
per lui, neanche in ima serata s sarebbe riuscito a vederli fino in fondo: cercava qualcosa che lo
aiutasse a evadere, non unaltra forma di tortura. Film dazione? Chiss perch, ma aveva il sospetto
che Cormia non fosse in grado di afferrare le sottigliezze di Bruce Willis, Silvester Stallone o Arnold
Schwarzenegger.
Restavano solo le commedie romantiche. S, ma quale? Cerano i classici di John Hughes:
Sixteen Candles - Un compleanno da ricordare, Bella in rosa, Breakfast Club. La sezione dedicata a
Julia Roberts con Mystic Pizza, Pretty Woman, Fiori dacciaio, Il matrimonio del mio migliore amico...
file su file di film con Jennifer Aniston, tutti meritevoli di finire nel dimenticatoio. Tutti quelli con Meg
Ryan degli anni Novanta...
Tir fuori un DVD.
Mentre se lo rigirava tra le mani pens a Cormia che ballava sullerba del prato. Tombola.
Stava per voltarsi quando gli squill il cellulare. Il messaggio veniva da Zsadist, che
evidentemente era ancora alla clinica di Havers: Lash nn messo bene. Terapie in korso. V aggiorno.
Il messaggio era rivolto a tutti gli ospiti della casa; rileggendolo, John si chiese se fosse il caso
di inoltrarlo a Blay e Qhuinn. Alla fine si infil il telefono in tasca, pensando che tutti e due avevano
gi abbastanza a cui pensare senza gli aggiornamenti a singhiozzo sulle condizioni di Lash. Se fosse
morto li avrebbe avvertiti.
Si guard intorno un attimo. Era assolutamente surreale fare una cosa normalissima come
guardare un film; gli sembrava vagamente inopportuno. Ma al momento non si poteva fare altro che
aspettare. Lui e tutti gli altri coinvolti nella tragedia erano come in folle.
Si avvicin al lettore DVD e inser il disco nellapparecchio; non vedeva altro che Lash steso
sulle piastrelle della doccia, il terrore negli occhi, il sangue che sgorgava a fiotti dal collo.
Cominci a pregare che Lash ce la facesse.
Anche se significava vivere nel terrore di veder svelato il suo segreto. Meglio questo che una
condanna per omicidio a carico di Qhuinn, e un morto sulla coscienza.
Ti prego, Dio, fa che Lash si salvi.
Capitolo 16
In centro, allo ZeroSum, Rehv stava passando una nottata di merda e la sua responsabile della
sicurezza non faceva che peggiorare le cose. Ritta a braccia conserte davanti alla sua scrivania, Xhex lo
guardava dallalto in basso neanche fosse imo stronzo di cane in una serata torrida.
Rehvenge si stropicci gli occhi, poi le restitu lo sguardo torvo. E perch dici che dovrei
restare qui dentro, sentiamo?
Perch sei tossico e terrorizzi i dipendenti.
A riprova del fatto che non erano del tutto deficienti, pens lui.
Cos successo ieri notte? chiese dolcemente lei.
Ti ho detto che ho comprato quel lotto a quattro isolati da qui?
S. Ieri. Cosa  successo con la Principessa?
Questa citt ha bisogno di un locale dark. Credo che lo chiamer La Maschera di Ferro. Rehv
si protese in avanti verso lo schermo luminoso del portatile. Le entrate qui sono pi che sufficienti a
ottenere un prestito. Potrei anche semplicemente staccare un assegno, anche se cos verremmo
sottoposti a verifiche. Il riciclaggio di denaro sporco  cos fottutamente complicato, e se mi chiedi
unaltra volta di ieri notte ti sbatto fuori a calci.
Ah, facciamo i preziosi.
Il labbro superiore di Rehvenge si contrasse mentre gli spuntavano le zanne. Non tirare troppo
la corda, Xhex. Non sono proprio dellumore.
Senti, tieni pure la bocca chiusa, per me va benissimo, per non sfogarti sul personale per i
tuoi casini. Non ci tengo a pulire le macerie dei tuoi rapporti interpersonali... Perch continui a
stropicciarti gli occhi?
Rehv guard lorologio con una smorfia. Nel mezzo della sua visione piatta e rossa si rese conto
che erano passate solo tre ore dallultima iniezione di dopamina.
Hai gi bisogno di unaltra dose? chiese Xhex.
Senza prendersi la briga di annuire, Rehv apr il cassetto e tir fuori una fialetta di vetro e una
siringa. Si tolse la giacca, arrotol la manica della camicia, si leg il laccio emostatico al braccio e poi
cerc di infilare lago sottile nel sigillo rosso della fiala.
Non riusciva a centrarlo. Senza la percezione della profondit era come pescare nel vuoto
pneumatico; cercava di far combaciare la punta dellago con la sommit della fiala, ma ogni volta
mancava il bersaglio.
I symphath vedevano tutto rosso, nelle sue varie sfumature, e avevano una visione
bidimensionale. Quando la droga non faceva effetto, perch era stressato o perch aveva saltato una
dose, lalterazione della vista era il primo segnale che qualcosa non andava.
Da qua, faccio io, si offr Xhex.
Pervaso da unondata di cattiveria, Rehv scopr di non riuscire a parlare, quindi si limit a
scuotere la testa intestardendosi ad armeggiare con la siringa. Nel frattempo il suo fisico cominci a
ridestarsi dal profondo torpore e le sensazioni affluirono nelle braccia e nelle gambe sotto forma di
fastidiosi formicolii.
Okay, ora basta col tuo ego, disse Xhex girando decisa intorno alla scrivania. Lasciami...
Rehv cerc di abbassare la manica in tempo, ma non ci riusc.
Cristo santo, sibil lei.
Lui allontan goffamente il braccio, ma era troppo tardi. Decisamente troppo tardi. .
Lasciami fare, disse Xhex, posandogli una mano sulla spalla. Rilassati, capo... e lascia che
mi prenda cura di te.
Con sorprendente delicatezza Xhex prese siringa e fiala, poi allung sopra la scrivania il braccio
coperto di lividi di Rehvenge, Ultimamente si era fatto talmente tante punture che, per quanto guarisse
in fretta, le vene erano straziate, tutte gonfie e piene di buchi come strade troppo trafficate.
Proviamo con laltro braccio.
Mentre Rehvenge allungava il braccio destro, Xhex infil lago nella fiala senza problemi,
aspirando quella che avrebbe dovuto essere la sua dose normale. Lui scosse la testa e alz due dita per
farle capire che doveva raddoppiarla.
Cos  troppo, protest lei.
Rehv fece per afferrare la siringa, ma lei la spost fuori dalla sua portata.
Lui picchi il pugno sulla scrivania, guardandola negli occhi imperioso.
Con un paio di violente imprecazioni, Xhex aument la dose; Rehv rimase a guardarla mentre
frugava nel cassetto in cerca di una salviettina disinfettante, la apriva e gliela passava allinterno del
gomito. Dopo aver fatto liniezione, Xhex sciolse il laccio emostatico e rimise tutto nel cassetto della
scrivania.
Rehvenge chiuse gli occhi, mettendosi comodo. Anche con le palpebre abbassate il rosso
persisteva.
Da quanto tempo va avanti? chiese piano Xhex. La doppia dose, iniettarsela senza prima
disinfettarsi. Quante volte al giorno ti fai?
Lui si limit a scuotere la testa.
Qualche istante dopo sent che Xhex apriva la porta e ordinava a Trez di andare a prendere la
Bendey. Stava per dirle che non se ne parlava proprio quando lei tir fuori dallarmadio una delle sue
pellicce di zibellino.
Adesso andiamo da Havers, disse Xhex. E se ti azzardi a discutere chiamo i ragazzi e ti
faccio trascinare fuori a forza da questo ufficio.
Rehv la guard truce. Non sei tu... il capo, qui dentro.
Vero. Ma se dico ai ragazzi che razza di infezione hai al braccio credi che ci metteranno molto
prima di trascinarti fuori di peso? Se fai il bravo forse finirai sul sedile di dietro invece che nel
bagagliaio. Se invece fai lo stronzo ti piazziamo sul cofano, a mo di decorazione.
Vai a farti fottere.
Ci abbiamo gi provato, ricordi? E non  piaciuto a nessuno dei due.
Merda, era proprio il momento giusto per ricordarglielo.
Usa la testa, Rehv. Non puoi averla vinta, quindi perch perdere tempo a protestare? Prima
vai, prima torni. Si guardarono in cagnesco finch lei disse, E va bene, lasciamo perdere la doppia
dose. Havers ti dar solo unocchiata al braccio. Ti dico solo una cosa: sepsi.
S, come no, appena lo vedeva, il dottore avrebbe capito subito la situazione.
Rehv afferr il bastone e, lentamente, si alz in piedi. Ho troppo caldo... per la pelliccia.
La porto lo stesso, cos quando la dopamina far effetto e tu comincerai a raffreddarti non ti
beccherai un malanno.
Xhex gli offr il braccio senza guardarlo perch sapeva che altrimenti non si sarebbe
appoggiato, era troppo orgoglioso. Ma aveva bisogno di appoggiarsi. Era debole da far spavento.
Detesto doverti dare ragione, disse Rhv.
Il che spiega perch di solito sei cos irascibile.
Insieme uscirono adagio nel vicolo.
La Bendey era l che aspettava, con Trez al volante. Il Moro non fece domande n commenti,
comera nel suo stile.
E naturalmente tutto quel silenzio opprimente lo faceva sentire anche peggio quando si
comportava da imbecille.
Rehv ignor il fatto che, dopo averlo aiutato a salire, Xhex era scivolata accanto a lui sul sedile
di dietro come se temesse che potesse avere un attacco di mal dauto o roba del genere.
La Bendey part con la magica fluidit di un tappeto volante; molto appropriato visto che
proprio su un tappeto volante gli sembrava di viaggiare. Mentre la sua natura di symphath battagliava
col suo sangue di vampiro si verificava un tira e molla tra il suo lato malvagio e quello per met
decente, e quegli sbalzi di gravit morale gli davano una nausea tremenda.
Forse Xhex aveva ragione a preoccuparsi che potesse vomitare.
Svoltarono a sinistra sulla Trade, infilarono la Decima Avenue e schizzarono verso il fiume,
dove imboccarono lautostrada. Alla quarta uscita lasciarono lautostrada e attraversarono un quartiere
di lusso, dove grandi ville circondate da parchi sorgevano discoste dalla strada, come sovrani in attesa
che ci si inchinasse al loro cospetto.
A causa della visione rossa e bidimensionale, Rhev non ci vedeva molto con gli occhi. Grazie al
suo lato symphath, in compenso, sapeva anche troppo. Sentiva la presenza degli umani nelle loro
sontuose magioni, conosceva i residenti tramite limpronta emotiva che emettevano, grazie allenergia
sprigionata dai loro sentimenti. Se la sua vista era piatta come uno schermo televisivo, la sua
percezione della gente era tridimensionale: li percepiva sotto forma di griglie psichiche, le interazioni
tra gioia e tristezza, senso di colpa e lussuria, collera e dolore creavano strutture che per lui erano solide
come le loro abitazioni.
Se il suo sguardo non riusciva a penetrare oltre i muri di cinta e gli ordinati filari di alberi, se
non poteva varcare le solide pareti di pietra e calce delle loro dimore, la sua natura malvagia vedeva
con estrema chiarezza gli uomini e le donne al loro interno, come se fossero nudi davanti a lui, e i suoi
istinti si rianimarono. Si concentr sulle debolezze che filtravano da quelle griglie emotive, scovando i
punti deboli di quelle persone, smanioso di sconvolgerle ancora di pi. Era il gatto astuto di fronte ai
poveri topolini, il persecutore dotato di artigli desideroso di giocare con loro fino a stanare dalle loro
testoline tutti i segreti pi inconfessabili, le bugie pi turpi e le ansie pi vergognose.
Il suo lato malvagio li odiava con calmo distacco. Per la sua natura di symphath, i deboli non
meritavano di ereditare la terra. Dovevano mangiarla fino a morirne soffocati. Poi potevi schiacciare le
loro carcasse nella melma del loro sangue per passare alla vittima successiva.
Odio le voci nella mia testa, disse.
Xhex lo guard. Nella penombra del sedile posteriore, il suo viso duro e intelligente gli
appariva curiosamente bello, forse perch era lunica in grado di capire fino in fondo i demoni contro
cui lui combatteva, e quel legame tra loro la trasfigurava.
Meglio disprezzare quella parte di te, disse Xhex. Lodio ti protegge.
Lottare  una noia.
Lo so. Ma riusciresti a vivere in un altro modo?
A volte ho qualche dubbio.
Dieci minuti dopo, Trez varc i cancelli della propriet di Havers; il torpore alle mani e ai piedi
di Rehv stava gi tornando e la sua temperatura corporea era precipitata. Mentre la Bendey svoltava sul
retro fermandosi davanti allingresso della clinica, la pelliccia di zibellino si rivel una manna dal cielo;
Rehv se la strinse addosso per riscaldarsi. Scendendo dallauto not che anche la visione rossa
cominciava a svanire, gli occhi tornavano a percepire lintera tavolozza cromatica del mondo e il senso
di profondit collocava gli oggetti nello spazio cui era abituato.
Io resto qua fuori, disse Xhex dal sedile posteriore.
Non entrava mai nella clinica. Considerato quello che le avevano fatto, daltronde, si capiva
perch.
Rehv afferr il bastone e vi si appoggi con tutto il peso. Faccio presto.
Prenditi tutto il tempo che ci vuole. Trez e io ti aspettiamo qui.
Di ritorno dallAltra Parte, Phury si materializz direttamente allo ZeroSum. Fece il suo
acquisto da iAm perch Rehv era fuori e il Moro ne faceva le veci, poi torn a casa e corse su in
camera sua.
Voleva farsi una canna per rilassarsi un po prima di bussare alla porta di Cormia e dirle che era
libera di tornare al Santuario. Voleva anche prometterle che non lavrebbe mai importunata, nella sua
veste di Primale, e assicurarle che lavrebbe protetta da ogni commento o critica.
Voleva anche mettere in chiaro che gli dispiaceva averla trascurata, l sulla terra, tagliandola
fuori dalla sua vita.
Si sedette sul letto e prese le cartine, cercando di prepararsi il discorso che le avrebbe fatto... e
si ritrov a pensare a quando, la sera prima, Cormia lo aveva spogliato, le sue mani pallide ed eleganti
che gli slacciavano la cintura prima di sbottonargli i calzoni. Di colpo fu scosso da unondata di
furibondo desiderio erotico; fece del suo meglio per ignorarla, ma fingere calma e distacco era come
stare nella cucina di una casa che andava a fuoco.
Impossibile non notare il calore, il fumo e tutti gli allarmi antincendio.
Ah... ma per fortuna non dur a lungo. Lautopompa e la squadra di pompieri bardati con
maschere e guanti arriv sotto forma di unimmagine di tutte quelle culle vuote. Quel ricordo, come
una pistola carica puntata alla testa, spense subito i suoi bollenti spiriti.
Nella sua mente apparve il mago, stagliato contro il cielo grigio, ritto in mezzo al suo campo
disseminato di teschi. Quanderi piccolo tuo padre era ubriaco giorno e notte. Ricordi come ti faceva
sentire? Dimmi, socio, che razza di paparino sarai per tutti i tuoi figli, considerato che sei fumato
ventiquattrore su ventiquattro, sette giorni su sette?
Phury interruppe quello che stava facendo e ripens a tutte le volte che aveva sollevato suo
padre dalle erbacce del giardino trascinandolo dentro casa, proprio al sorgere del sole. La prima volta
aveva cinque anni... ed era terrorizzato allidea di non riuscire a metterlo al riparo in tempo, tanto era
pesante. Che spavento. Quel giardino abbandonato a se stesso gli era parso grande come una giungla, e
le sue manine continuavano a mollare la presa sulla cintura del padre. Lacrime di panico gli
inondavano il faccino mentre controllava frenetico il sole, sempre pi alto nel cielo.
Quando finalmente era riuscito a riportarlo in casa, Ahgony aveva aperto gli occhi e lo aveva
schiaffeggiato con la mano grande come un badile.
Volevo morire l fuori, idiota. Dopo qualche istante di silenzio, suo padre era scoppiato in
lacrime abbracciandolo stretto e gli aveva promesso che non avrebbe mai pi tentato di suicidarsi.
Ma invece ci aveva riprovato unaltra volta. E poi unaltra e unaltra ancora. E ancora. Sempre
con lo stesso finale.
Phury aveva continuato a salvarlo perch voleva che Zsadist, al suo ritorno a casa, trovasse
ancora un padre.
Il mago sorrise. Ma poi non  andata cos, no, socio? Tuo padre  morto comunque e Zsadist
non lo ha mai conosciuto.
Meno male che hai preso il vizio del fumo cos almeno Z ha sperimentato di persona qual era il
retaggio della sua famiglia.
Phury si accigli e guard il water, al di l della porta del bagno. Chiuse il pugno intorno al
sacchetto di fumo rosso e fece per alzarsi, deciso a buttarlo nel cesso e tirare la corda.
Il mago rise. Non ce la farai mai. Non riuscirai a smettere. Impossibile. Non riesci neanche a
farne a meno per quattro ore di fila senza andare nel panico. Sinceramente, ce la fai a immaginare di
non farti pi neanche una canna per i prossimi settecento anni? E dai, socio, ragiona.
Phury si rimise a sedere sul letto.
Oh, guarda, ha un cervello. Che shock.
Con un peso sul cuore, termin di rollare e leccare lo spinello e se lo infil tra le labbra. Aveva
appena tirato fuori laccendino quando allaltro capo della stanza squill il telefono.
Intu subito di chi si trattava, e quando pesc il cellulare dalla tasca dei calzoni ebbe la
conferma che aveva ragione. Zsadist. E aveva gi chiamato tre volte.
Rispose, rimpiangendo di non essersi gi acceso la canna. S?
Dove sei?
Sono appena tornato dallAltra Parte.
Okay, bene, porta subito le chiappe qui alla clinica. C stata una rissa nello spogliatoio.
Crediamo che sia stato John Matthew a cominciare, ma alla fine Qhuinn ha accoltellato Lash al collo e
il ragazzo  gi andato una volta in arresto cardiaco. Dicono di averlo stabilizzato, ma nessuno sa cosa
succeder. Ho appena provato per lennesima volta a contattare i suoi genitori, ma scatta sempre la
segreteria, probabilmente a causa di quel gala. Ti voglio qui quando arrivano.
Evidentemente Wrath non lo aveva ancora avvertito del gran cal-cione nel sedere che aveva
dato al suo gemello.
Pronto? fece Z, spazientito. Phury? Ce lhai con me?
No. Uno scatto per aprire laccendino, un rapido sfregamento del pollice ed ecco la fiamma.
Phury si rimise lo spinllo in bocca e laccese, facendosi coraggio. Per non posso venire.
Cosa vuol dire che non puoi? La mia shellan  incinta e costretta a letto e io ce lho fatta a
venire qui. Mi servi come rappresentante del corso di addestramento e come membro della
confraternita...
Non posso.
Ges Cristo, lo sento che stai fumando! Metti gi quel cazzo di spinello e fai il tuo
stramaledetto lavoro!
Non sono pi un Fratello.
Silenzio di tomba sulla linea. Poi la voce del suo gemello, bassa e quasi impercettibile. Cosa.
Non era una domanda. Era pi come se Z conoscesse gi la risposta, ma sperasse comunque in
un miracolo.
Phury per non poteva accontentarlo. Senti... Wrath mi ha rimosso dalla confraternita. Ieri
sera. Credevo che te lavesse detto. Phury diede un gran tiro allo spinello e lasci che il fumo
rotolasse fuori dalle labbra, lento come melassa. Non gli era difficile immaginare la faccia del suo
gemello in quel momento, il RAZR stretto nel pugno, gli occhi neri di rabbia, il labbro sfregiato
ritratto.
Il ringhio che gli risuon nellorecchio non fu affatto una sorpresa. Grandioso. Ben fatto,
cazzo!
Il telefono divenne muto.
Phury prov a richiamare, ma venne rimbalzato sulla casella vocale. Neanche questa fu una
sorpresa.
Merda.
Non voleva solo riappacificarsi con Zsadist, voleva sapere cosa diavolo era successo al centro
di addestramento. John stava bene? E Qhuinn? Tutti e due prendevano fuoco subito, come tutti i
vampiri freschi di transizione, ma avevano un gran cuore.
Lash doveva aver combinato qualcosa di terribile.
Phury fin di fumare lo spinello a tempo di record. Mentre ne rollava un altro e lo accendeva,
decise che poteva farsi ragguagliare da Rhage. Hollywood era sempre fonte di...
Il mago scosse la testa. Wrath non sarebbe contento di sapere che ti stai impicciando degli
affari della confraternita, lo capisci anche tu, socio. Qui sei solo un ospite, lurido bastardo. Non fai
pi parte della famiglia.
Al piano di sopra, nella sala proiezioni, Cormia si sistem in una poltrona cos comoda che le
ricordava lacqua della piscina, avvolgente come il palmo di un gigante buono.
Le luci si abbassarono e John la raggiunse.
Digit qualcosa sul telefonino, poi le mostr il display: Sei pronta?
Quando Cormia annu, la sala in penombra venne illuminata da una immagine gigantesca e il
suono si rivers da ogni dove.
Vergine santissima!
John pos la mano sulla sua. Dopo qualche istante Cormia si calm e si concentr sullo
schermo, soffuso di sfumature di azzurro. Immagini di umani apparivano e sparivano, maschi e
femmine ballavano insieme, vicini, i corpi che si strusciavano, i fianchi che si dimenavano al ritmo
della musica.
Ogni tanto compariva una scritta rosa in inglese.
E la stessa cosa della televisione? chiese Cormia. Funziona nello stesso modo?
John annu proprio mentre in rosa comparivano le parole Dirty Dancing.
Improvvisamente ecco scendere lungo una strada in mezzo a colline verdeggianti una macchina
chiamata automobile. Nellauto cerano delle persone. Una famiglia di umani con un padre, una madre
e due figlie.
Da ogni angolo della sala si lev una voce femminile. Era lestate del 1963...
Quando John le premette qualcosa in mano, Cormia riusc a stento a staccare gli occhi dallo
schermo il tempo necessario per vedere cosera. La cosa si rivel essere un sacchetto, un sacchet-tino
marrone scuro aperto in cima. John fece il gesto di tirare fuori qualcosa per mettersela in bocca, cos
Cormia infil dentro una mano. Ne uscirono delle piccole cose tonde multicolori e lei esit.
Non erano bianche, decisamente, e anche sulla terra lei aveva mangiato sempre solo cose
bianche, comera tradizione.
Ma, onestamente, che male cera?
Si guard intorno, pur sapendo che non cera nessun altro l con loro, poi, con la sensazione di
infrangere la legge, se ne infil qualcuna in...
Santissima... Vergine... Scriba!
Avevano un sapore che risvegli la sua lingua in un modo che le ricord il sangue. Che cosera
quel cibo? Cormia guard il sacchetto. Sul davanti cerano un paio di personaggi da fumetto che
assomigliavano ai confetti. Sul pacchetto cera scritto M&Ms.
Doveva assolutamente mangiare tutto il sacchetto. Subito. Anche se quello che cera dentro non
era bianco non aveva importanza.
Ne mangi degli altri, mugolando di piacere; sentendola, John rise e le allung qualcosa da
bere, un contenitore alto e rosso con su scritto Coca Cola. Dentro si sentivano dei cubetti di ghiaccio
che cozzavano gli uni contro gli altri e cera un bastoncino infilato nel coperchio. John alz il suo
bicchiere e succhi dal bastoncino. Cormia fece altrettanto e poi torn al suo sacchetto magico e allo
schermo.
Adesso sulla sponda di un lago cerano delle persone in fila che tentavano di imitare una
graziosa biondina che si muoveva prima a destra e poi a sinistra. La ragazza, Baby, quella che
raccontava la storia, cercava disperatamente di seguire lesempio degli altri.
Cormia si volt verso John per chiedergli una cosa e vide che stava fissando il cellulare con la
fronte aggrottata, come se fosse deluso.
Era successo qualcosa quella sera, prima del loro incontro. Qualcosa di brutto. John era cupo,
non lo aveva mai visto tanto scuro in volto, ma era anche incredibilmente riservato. Cormia desiderava
aiutarlo, per quanto possibile, ma non voleva apparire indiscreta.
Essendo lei stessa abituata a tenere tante cose per s, capiva limportanza della privacy.
Decise di lasciarlo in pace, mettendosi comoda nella poltroncina e lasciandosi trasportare dal
film. Johnny era bello, anche se non quanto il Primale, e, oh, come si muoveva al ritmo della musica. E
la cosa pi bella era vedere Baby che, a poco a poco, faceva progressi come ballerina. Guardarla
sbagliare, esercitarsi, inciampare e poi finalmente eseguire i passi in modo corretto ti riempiva il cuore
di gioia per lei.
Mi piace, disse Cormia. Mi sembra quasi di vivere le stesse cose.
John volt il cellulare verso di lei. Abbiamo tanti altri film. A bizzeffe.
Voglio vederli, disse Cormia bevendo ancora un sorso di bibita ghiacciata. Voglio vederli
tutti...
Tutta un tratto Baby e Johnny erano da soli nella stanza di lui.
Cormia rimase di sasso quando vide che si avvicinavano e cominciavano a ballare. Erano cos
diversi, fisicamente, Johnny era molto pi grosso di Baby, molto pi muscoloso, eppure la toccava con
riverenza e delicatezza. E non era il solo a osare delle carezze. Anche lei lo accarezzava, facendo
scorrere le mani sulla sua pelle, con laria di provare un grande piacere.
Cormia schiuse le labbra e raddrizz la schiena, protendendosi verso lo schermo. Nella sua
mente, il Primale prese il posto di Johnny e lei divenne Baby. Insieme si muovevano luno contro
laltra, strusciando i fianchi, mentre i vestiti volavano via. Adesso erano da soli, al buio, in un posto
sicuro dove nessuno poteva vederli o interromperli.
Come era successo nella stanza del Primale, solo che adesso lui non si fermava, e non cerano
altre implicazioni, non cera il peso delle tradizioni, non cera la paura di fallire e le sue trentanove
sorelle non erano parte in causa.
Era tutto cos semplice, cos reale, anche se solo nella sua testa.
Era questo che voleva con il Primale, pens Cormia guardando il film. Esattamente questo.
Capitolo 17
Seduto vicino a Cormia, John controll di nuovo il cellulare per due motivi. La scena di sesso lo
stava mettendo a disagio e fremeva per avere notizie di Qhuinn e Lash.
Maledizione.
Invi un altro messaggino a Blay, che gli rispose subito dicendo che neanche lui aveva sentito
lamico e stava pensando di tirar fuori le chiavi della macchina.
John pos il telefonino sulla coscia. Qhuinn non poteva aver fatto qualcosa di veramente
stupido. Stupido come impiccarsi nel bagno. Naa. Impossibile.
Suo padre, in compenso, era capace di tutto. John non lo aveva mai conosciuto, ma aveva
sentito i racconti di Blay... e visto locchio nero con cui Qhuinn si era presentato la notte dopo la
transizione.
Si accorse che stava battendo nervosamente il piede e ferm la gamba posando il palmo sul
ginocchio. Superstizioso comera, continuava a pensare a due detti popolari secondo cui le disgrazie
non vengono mai da sole e non c due senza tre. Se Lash moriva, ne sarebbero seguite altre due.
Pens ai fratelli, fuori per strada a caccia di lesser. A Qhuinn che da qualche parte vagava da
solo, nella notte. A Bella con la sua gravidanza.
Controll di nuovo il cellulare, imprecando tra s.
Se dovete andare andate, disse Cormia. Io posso stare qui da sola.
John fece per scuotere la testa, ma lei lo ferm sfiorandogli il braccio. Fate pure ci che
dovete, qualunque cosa sia.  evidente che avete avuto una serata difficile. Vi chiederei di parlarmene,
ma non penso che lo fareste.
Vorrei tanto poter tornare indietro e non mettermi le scarpe, digit lui soprappensiero.
Come? Non capisco.
Be, cavolo, adesso doveva spiegarsi, altrimenti lo avrebbe preso per scemo. Stasera  successo
qualcosa di brutto. Appena prima che accadesse, il mio amico mi aveva regalato questo paio di scarpe
da ginnastica. Se non le avessi messe, noi tre saremmo gi stati lontani prima che... Esit, quello che
voleva dire era che lui e i suoi amici sarebbero gi stati lontani prima che Lash uscisse dalla doccia...
prima che succedesse quello che poi  successo.
Cormia lo guard per qualche istante. Volete sapere cosa penso?
Quando John annu, lei disse, Se non fosse stato per le scarpe avreste perso tempo per qualche
altro motivo, uno qualsiasi: qualcun altro che si metteva qualcosa, oppure una conversazione o una
porta che non si apriva. Per quanto si possa scegliere liberamente, il destino  immutabile. Ci che deve
accadere accade, in un modo
o nellaltro.
Dio, anche lui aveva pensato pi o meno la stessa cosa, gi nellufficio del centro di
addestramento. Solo che...
 colpa mia, per. Centravo io.  successo tutto per causa mia.
Avete fatto un torto a qualcuno? Quando lui scosse la testa, Cormia chiese, Allora perch
sarebbe colpa vostra?
Non poteva scendere nei dettagli. Neanche a parlarne. Perch s. Il mio amico ha fatto una cosa
terribile per salvare la mia reputazione.
Ma  stata una sua libera scelta in quanto maschio di valore. Cormia gli strinse con forza il
braccio. Non rammaricatevi per il suo libero arbitrio, chiedetevi piuttosto cosa potete fare adesso per
aiutarlo.
Mi sento cos dannatamente impotente.
 una vostra impressione, non la realt, disse dolcemente lei. Andate e riflettete. Troverete
la strada giusta, ne sono certa.
La pacata fiducia che Cormia riponeva in lui era rafforzata dal fatto che gliela si leggeva in
faccia, non erano solo parole. Ed era proprio ci di cui lui aveva bisogno.
Sei proprio forte, digit John.
Cormia si illumin, compiaciuta. Grazie, padrone.
Soltanto John, per favore.
Le porse il telecomando e si assicur che sapesse come usarlo. Lei impar subito e la cosa non
lo sorprese. Cormia era come lui.
I suoi silenzi non implicavano che non fosse sveglia.
Si conged con un inchino; gli fece uno sbrano effetto, ma gli pareva la cosa giusta da fare, poi
alz i tacchi. Salendo le scale invi un SMS a Blay. Ormai erano passate un paio dore dallultima volta
che avevano sentito Qhuinn ed era decisamente ora di andare a vedere. Era probabile che avesse della
roba con s, il che
escludeva che potesse smaterializzarsi, dunque non poteva essere andato lontano perch non
aveva la macchina. A meno che non si fosse fatto accompagnare da qualche parte da uno dei doggen di
casa sua.
John spalanc la porta che si apriva sulla galleria delle statue. Cormia aveva proprio ragione:
starsene seduto con le mani in mano non avrebbe aiutato Qhuinn, alle prese con la sua cacciata di casa,
e non avrebbe cambiato le cose per Lash, determinando se doveva vivere o morire.
E, per quanto fosse imbarazzato per quello che avevano sentito i suoi amici, loro due erano pi
importanti delle parole crudeli pronunciate in quello spogliatoio.
Aveva appena infilato le scale, quando il cellulare segnal larrivo di un SMS. Era di Zsadist:
Lash andato. Si mette male.
Qhuinn camminava lungo il ciglio della strada, un piede dietro laltro, con la sacca da viaggio
che gli sbatteva contro il sedere. In lontananza un fulmine saett nel cielo illuminando le querce e
trasformando i tronchi in una fila di massicci energumeni. Il tuono che segu non era poi cos lontano e
cera ozono nellaria. Aveva la sensazione che in breve si sarebbe ritrovato bagnato fradicio.
E aveva ragione. Allinizio le gocce di pioggia del temporale erano grosse e distanziate, poi
per si fecero pi piccole e pi fitte, come se le gocce adulte fossero saltate gi dalle nuvole per prime,
seguite da quelle pi giovani solo quando ormai non cera pericolo.
La pioggia colpiva la sacca di nylon producendo come degli schiocchi, e i capelli cominciarono
ad appiattirglisi in cima al cranio. Qhuinn non fece nulla per coprirsi perch tanto la pioggia avrebbe
vinto. Era senza ombrello e non aveva intenzione di ripararsi sotto una quercia col rischio di restare
fulminato.
I capelli ritti in testa non erano il look del momento.
Fu una decina di minuti dopo lo scoppio del temporale che lauto accost alle sue spalle. I fari
lo colpirono alla schiena proiettando la sua ombra sul marciapiede, il chiarore aument col calare del
sibilo del motore.
Blay era venuto a prenderlo.
Qhuinn si ferm e si volt, schermandosi gli occhi col braccio. Alla luce dei fari la pioggia era
un finissimo merletto bianco e davanti al cofano aleggiava una nebbiolina che gli ricordava certi
episodi di Scooby-Doo.
Blay, potresti abbassare gli abbaglianti? Mi stai accecando.
La notte ripiomb nelloscurit e quattro portiere si spalancarono, ma allinterno dellabitacolo
non si accese nessuna luce.
Qhuinn lentamente lasci cadere il bordone per terra. Quelli erano maschi della sua specie, non
lesser. Il che, considerato che era disarmato, era solo moderatamente rassicurante.
Le portiere si richiusero con una rapida successione di tunc. Quando un altro lampo rischiar il
cielo, Qhuinn riusc a scorgere quello che aveva davanti: i quattro erano vestiti di nero e avevano la
faccia nascosta dai cappucci.
Ah, gi. La tradizionale guardia donore.
Qhuinn non scapp quando quelli, uno dopo laltro, tirarono fuori delle mazze nere. Si mise in
guardia. Avrebbe perso, e alla grande anche, ma che cavolo, sarebbe andato gi con tutte le nocche
insanguinate e lasciando sullasfalto i denti di quei quattro.
La guardia donore lo circond, pronta a massacrarlo di botte, e Qhuinn ruot su se stesso, in
attesa del primo colpo. Erano tutti grandi e grossi, della sua stessa taglia, e il loro obiettivo era
riscuotere una sorta di risarcimento fisico per quello che aveva fatto a Lash. Non trattandosi di un
rytho, ma di una forma di indennizzo, Qhuinn era autorizzato a reagire.
Dunque Lash doveva avercela fatta...
Una delle mazze lo centr dietro al ginocchio e fu come essere colpito da una pistola
paralizzante. Cerc di non perdere lequilibrio, ben sapendo che se finiva a terra era fottuto, ma
qualcun altro gli mise fuori combattimento laltra gamba, colpendolo al muscolo della coscia.
Atterrando sulle mani e sulle ginocchia, venne tempestato da una gragnola di mazzate alle spalle e alla
schiena, ma con un balzo riusc ad agguantare una delle guardie per le caviglie. Il tizio cerc di fare un
passo avanti, ma Qhuinn non moll la presa, provocando un repentino spostamento del baricentro
dellavversario. Per fortuna, piombando gi come un masso, il bastardo ebbe la cortesia di tirarsi dietro
uno dei suoi compari.
Qhuinn doveva procurarsi una mazza. Era la sua unica possibilit di salvezza.
Con uno slancio sovrumano, cerc di afferrare quella del tizio steso a terra, ma unaltra mazzata
lo centr al polso. Il dolore fu come uninsegna al neon con su scritto Cazzo che male e la mano perse
immediatamente ogni funzionalit, penzolando inerte e inservibile dal braccio. Meno male che era
ambidestro. Agguant la mazza con la sinistra e colp al ginocchio il tizio che gli stava davanti.
Dopo di che cominci il divertimento. Alzarsi era escluso, quindi si mosse fulmineo da terra,
puntando alle gambe e alle palle degli avversari. Quelli avanzavano e poi si ritraevano di scatto per
evitare i suoi colpi; era come essere circondato da cani ringhiosi pronti ad azzannarlo.
Cominciava a pensare di poterli tenere a bada quando uno di loro prese un sasso grosso come
un pugno e glielo tir in testa.
Qhuinn fu lesto a chinarsi, ma la pietra lo colp di rimbalzo, dopo aver toccato il marciapiede...
centrandolo alla tempia. Qhuinn rimase immobile per una frazione di secondo e bast questo a segnare
la sua fine. Si avventarono tutti e quattro addosso a lui e fu l che ebbe inizio il pestaggio vero e
proprio. Raggomitolandosi su se stesso, Qhuinn si strinse le braccia intorno alla testa nel tentativo di
proteggere meglio che poteva gli organi vitali e il cervello, mentre quelli gliele davano di santa ragione.
In teoria non dovevano ammazzarlo.
Proprio per niente.
Ma uno di loro gli sferr un calcio alla base della schiena prendendolo nelle reni. Qhuinn non
pot evitare di inarcarsi, ma cos facendo si scopr, e il secondo calcio lo colp sotto al mento.
La mascella non era un buon ammortizzatore, anzi, funse da amplificatore e, quando i denti di
sotto andarono a sbattere con violenza contro quelli di sopra, il cranio assorb il grosso dellimpatto.
Stordito, Qhuinn si accasci su se stesso, abbassando le braccia e abbandonando la posizione difensiva.
Non dovevano ucciderlo perch se lo stavano picchiando significava che Lash era ancora vivo.
Se fosse morto, i genitori di suo cugino lo avrebbero trascinato davanti al re chiedendogli di metterlo a
morte, anche se tecnicamente Qhuinn era minorenne. No, quel pestaggio era solo una vendetta per le
ferite inflitte a Lash, una sorta di occhio per occhio. O almeno cos avrebbe dovuto essere.
Ma invece quelli continuarono a prenderlo a calci nella schiena e poi uno prese la rincorsa
piantandogli tutti e due gli anfibi in mezzo al petto.
Qhuinn rimase senza fiato. Il suo cuore smise di pompare. Tutto si ferm.
Fu allora che ud la voce di suo fratello, Non farlo pi.  contro le regole.
Suo fratello... suo fratello...? Allora non era per il ferimento di Lash.
Quella spedizione punitiva veniva dalla sua stessa famiglia ; volevano fargliela pagare per aver
infangato il loro nome.
Mentre Qhuinn ansimava nel vano tentativo di respirare, i quattro si misero a litigare. La voce
di suo fratello era la pi forte.
Adesso basta!
Quel bastardo di un mutante merita di morire!
Qhuinn perse interesse per quella scena madre quando si accorse che il suo cuore non era
ripartito... e neanche il panico che lo colse dimprovviso a quella scoperta bast a rimetterlo in moto.
Vedeva tutto a scacchi, e cominci a perdere sensibilit alle mani e ai piedi.
Fu allora che vide la luce abbagliante.
Merda, era pronto per il Fado.
Cristo! Andiamocene via!
Qualcuno si chin sopra di lui. Torneremo a prenderti, stronzo. E senza il tuo fratello del
cazzo, la prossima volta.
Ci fu uno scalpiccio di piedi, rumori di portiere che si aprivano e si chiudevano e poi uno
stridore di freni quando lautomobile part. Subito dopo sopraggiunse unaltra auto; allora la luce che
aveva visto non era lAldil, si rese conto Qhuinn, ma qualcun altro che guidava lungo la strada.
Accasciato al suolo dove lo avevano lasciato, gli balen lidea che magari poteva tentare di
prendersi a pugni il petto, tipo 007 in Casino Royale, praticandosi da solo la rianimazione
cardiopolmonare.
Chiuse gli occhi. Gi, se solo avesse potuto sistemare tutto alla 007... Impossibile, per. Non
riusciva a far funzionare i polmoni se non per dei respiri debolissimi e il suo cuore era sempre ridotto a
un inutile muscolo nel petto. Il fatto che non sentisse pi dolore era ancora pi preoccupante.
La luce bianca che lo invest a quel punto fu come la foschia sospesa sopra la strada, una
nebbiolina sottile e delicata che lo avvolse, rasserenandolo. Sotto quella luce pass dal terrore alla
totale assenza di paura. Quella non era ima macchinarlo sapeva. Quello era proprio il Fado.
Si sent levitare sopra il marciapiede e si libr, privo di peso, fino allimbocco di un corridoio
bianco. In fondo cera una porta che si sentiva obbligato ad aprire. Avanz verso di essa con
unurgenza crescente e appena la raggiunse pos la mano sulla maniglia. Quando strinse le dita intorno
allottone caldo ebbe la vaga sensazione che, una volta varcata quella soglia, sarebbe stata finita.
Finch non apriva la porta e non metteva piede in quello che cera dallaltra parte era come sospeso a
met, n di l n di qua.
Una volta entrato non poteva pi tornare indietro.
Proprio mentre stava per girare la maniglia, vide unimmagine sui pannelli delluscio. Era
offuscata e lui si ferm per un attimo, tentando di capire cosa fosse.
Oh... Dio... pens, quando realizz cosa stava guardando.
Porca.,, troia.
Capitolo 18
Cormia non era n in camera sua n in bagno. Scendendo nellatrio per cercarla, Phury giunse a
una decisione. Se per caso incontrava Rhage non gli avrebbe rivolto le domande che gli ronzavano per
la testa. I guai con i tirocinanti, i lesser e la guerra non erano pi di sua competenza e faceva meglio ad
abituarsi.
Nessuno era pi tenuto a fornirgli risposte sui fratelli e sugli studenti.
Cormia era affar suo. Lei e le Elette. Ed era tempo che si assumesse le sue responsabilit.
Giunto davanti allarcata della sala da pranzo si ferm di colpo. Bella?
La shellan del suo gemello era seduta su una delle sedie vicino alla credenza, a testa china, una
mano sul pancione. Aveva il respiro corto.
Bella alz gli occhi su di lui e sorrise debolmente. Ciao.
Oh, Dio. Ciao. Cosa c?
Sto bene. E prima che tu dica... che dovrei essere a letto... ci sto andando... Spost lo
sguardo sullo scalone.  solo che al momento mi sembra un tantino lontano.
Per motivi di decoro, Phury era sempre stato attento a evitare la compagnia di Bella al di fuori
dei pasti comuni, anche prima dellarrivo di Cormia.
Ora per non era il momento di mantenere le distanze.
Vuoi che ti porti io?
Ci fu una pausa, durante la quale Phury si prepar a contrastare eventuali obiezioni. Forse Bella
gli avrebbe permesso almeno di sorreggerla per un braccio...
S, grazie.
Oh... merda. Ah, ma allora sei proprio diventata ragionevole!
Phury sorrise, come se non fosse sul punto di sclerare, e le and vicino. Quando la sollev da
terra, con un braccio sotto le gambe e laltro intorno alla schiena, gli parve leggera come laria.
Profumava di rose notturne e anche di qualcosaltro. Qualcosa... di strano, come se gli ormoni della
gravidanza fossero tutti sballati.
Forse stava perdendo sangue.
Allora, come ti senti? chiese Phury con voce sorprendentemente calma mentre la portava fino
alle scale.
Sempre lo stesso. Stanca. Ma il piccolo scalcia tantissimo, il che  un bene.
Bene. Giunto al primo piano imbocc la galleria delle statue. Quando lei gli pos la testa
sulla spalla rabbrividendo leggermente, Phury ebbe limpulso di mettersi a correre.
Appena arriv davanti alla camera di Bella, luscio in fondo al corridoio si apr. Ne usc Cormia
che si ferm, esitante, a occhi sgranati.
Ti spiace aiutarmi? fece lui.
Lei corse ad aprire la porta della stanza per permettergli di entrare. Phury and dritto al letto e
depose Bella nellavvallamento creato dalle lenzuola e dalle coperte piegate allindietro.
Vuoi qualcosa da mangiare? chiese Phury, preparandosi ad affrontare per gradi il discorso
della serie facciamo venire la dottoressa Jane.
Gli occhi di Bella si accesero dello scintillio di un tempo. Credo che il problema sia proprio
questo... ho mangiato troppo. Ho fatto fuori due vaschette di stracciatella alla menta Ben and Jerry.
Ottima scelta, se ti diverte lavorare di cucchiaio, scherz Phury; poi, cercando di assumere un
tono noncurante, mormor, Cosa dici se chiamo Z?
E perch? Sono solo stanca. E prima che tu me lo chieda, no, non sono stata in piedi pi
dellora che mi  concessa. Non disturbarlo, sto bene.
Forse era cos, ma avrebbe comunque chiamato il suo gemello. Solo, non davanti a lei.
Si lanci unocchiata alle spalle. Cormia era ferma appena fuori dalla stanza, una figura
silenziosa avvolta nella lunga tunica, il bel volto segnato dalla preoccupazione. Phury torn a voltarsi
verso Bella. Ehi, ti farebbe piacere un po di compagnia?
Tantissimo, disse lei sorridendo a Cormia. Ho registrato una maratona di Project Runway e
stavo giusto per guardarla. Ti va di unirti a me?
Cormia punt gli occhi in quelli di Phury e la supplica di lui dovette trasparire evidente in ci
che vide. Non so cosa sia, ma... s, mi farebbe piacere guardarla insieme a te.
Quando entr nella stanza, Phury la prese per un braccio bisbigliando, Io avverto Z. Se ti
sembra che Bella stia male prendi il telefono e digita asterisco-Z, okay? Risponder lui.
Cormia annu e sottovoce disse, Mi prender cura di lei.
Grazie, mormor Phury dandole una piccola stretta al braccio.
Dopo aver salutato, chiuse la porta e si allontan di qualche metro prima di chiamare Z al
cellulare. Rispondi, rispondi...
Casella vocale.
Merda.
Non  lui. Non  lui!
Ritto sotto la pioggia in fondo al vicolo di fianco a McGriders, Mr D aveva voglia di prendere
il tesser che aveva davanti, piazzarlo in mezzo a Trade Street e usarlo a mo di dosso artificiale.
Ma che cazzo di problema hai? esclam quello indicando il  vampiro civile ai loro piedi. 
il terzo vampiro che becchiamo stanotte. Pi di quanti ne abbiamo catturati da un anno a questa
parte...
Mr D sguain il coltello a serramanico. Be, non sono quello che ci serve. Per cui adesso ti
rimetti in pista, se non vuoi che ti strappi le palle e me le mangi a colazione.
Il lesser fece un passo indietro e Mr D si chin a tagliare la giacca del civile. Il vampiro era
privo di sensi e conciato da sbatter via, sembrava un completo spiegazzato con un disperato bisogno di
passare in tintoria. Cera sangue rosso dappertutto, sui suoi vestiti, e la faccia, tutta a chiazze, sembrava
un test di Rorschach.
Mr D lo perquis in cerca del portafoglio; su una cosa concordava col suo sottoposto, ma la
tenne per s. Era difficile credere di aver messo a segno tre catture in una sola notte... eppure si stava
ancora cagando sotto, neanche avesse mangiato prugne per giorni.
Non cerano buone notizie per lOmega, questa era la verit, ed era lui a rischiare di rimetterci il
culo.
Portalo alla casa di Lowell Street, ordin mentre una monovolume azzurro pallido carica di
rinforzi imboccava il vicolo. Fammi sapere quando rinviene. Vedr se sar in grado di dirci qualcosa
su quello che stiamo cercando.
Agli ordini, capo. Capo suon come stronzo.
Mr D valut lipotesi di prendere il coltello e scuoiare quel figlio di puttana seduta stante. Ma
avendo gi fatto fuori un lesser, quella notte, si impose di rinfoderare larma. Assottigliare gli effettivi
non era una grande idea, al momento.
Starei attento a comportarmi bene, se fossi in te, ragazzo, mormor mentre due lesser
scendevano dalla monovolume per caricare il civile.
E perch? Mica siamo in Texas.
Verissimo. Mr D paralizz i principali gruppi muscolari di quel cazzone, lo afferr per le
palle e strizz i gioielli di famiglia come caramelle gommose. Il non morto lanci un urlo, a
dimostrazione del fatto che le parti basse di un uomo, anche se impotente, restano sempre il modo
migliore per attirare la sua attenzione.
Non c comunque motivo di essere villani, sussurr Mr D guardando il volto contratto del
tesser. La mamma non ti ha insegnato niente?
La risposta che ottenne poteva essere qualunque cosa, per quel che si capiva, dal Ventitreesimo
salmo a una barzelletta sconcia, alla lista della spesa.
Appena lasci andare la presa, Mr D sent prudere ogni centimetro quadrato di pelle.
Grandioso. Di bene in meglio.
Mettete sottochiave quel vampiro, ordin, e poi tornate qui. Non abbiamo ancora finito, per
stanotte.
Quando la monovolume ripart, Mr D era pronto a grattarsi con la carta vetrata. Quel prurito
insopportabile significava che lOmega voleva vederlo, ma dove diavolo potevano incontrarsi? Era in
pieno centro e la propriet pi vicina della Lessening Society era a dieci minuti buoni di macchina...
considerato che non aveva notizie da dargli, tuttavia, farlo aspettare non era una buona idea.
Risal di buon passo la Trade controllando gli edifici abbandonati. Alla fine decise che non
poteva correre il rischio di incontrare lOmega in uno di essi. Gli umani senzatetto erano dappertutto, in
centro, e in una serata come quella di sicuro cercavano riparo dal temporale. Lultima cosa di cui aveva
bisogno era un testimone umano, anche se strafatto o sbronzo, specie in previsione della lavata di capo
che stava per ricevere.
Un altro paio di isolati e giunse davanti a un cantiere edile circondato da una recinzione alta tre
metri. Aveva visto crescere ledificio sin dalla primavera precedente, prima lo scheletro che si ergeva
dal terreno, poi la pelle di vetro che avvolgeva le travi dacciaio e infine il sistema nervoso di cavi e
tubature incassato nelle pareti. Di notte gli operai non lavoravano, dunque faceva proprio al caso suo.
Mr D prese la rincorsa, spicc un balzo, afferr con entrambe le mani il bordo della recinzione e
la scavalc. Atterr flettendo le ginocchia e rimase l fermo, accovacciato.
Non si fece avanti nessuno, neanche un cane pronto ad azzannarlo; con la forza del pensiero Mr
D spense un paio di luci e al buio sgattaiol verso una porta che - s! - non era chiusa a chiave.
Dentro cera quellodore asciutto di cartongesso e malta da intonaco; Mr D si spinse pi
allinterno, facendo riecheggiare i passi nel vuoto. Era il classico locale per uffici, un enorme stanzone
che un giorno sarebbe stato suddiviso in tanti cubicoli. Poveracci, lui non ce lavrebbe mai fatta a
reggere un lavoro a tavolino. Punto primo, non ci capiva unacca di libri e, punto secondo, se non
poteva vedere il cielo gli veniva voglia di urlare.
Giunto al centro delledificio si mise in ginocchio, si tolse il cappello da cowboy e si prepar a
ricevere una strigliata della madonna.
Appena si apr al padrone, il temporale si scaten per davvero, i tuoni rimbombavano,
rimbalzando da un palazzo allaltro. Tempismo perfetto. Larrivo dellOmega risuon come lennesimo
rombo di tuono quando il padrone irruppe nella versione di realt rappresentata da Caldwell, balzando
fuori dal nulla come se stesse emergendo da un lago. Quando fu arrivato completamente, il fondo del
cantiere trem come se fosse gomma che riprendeva la sua forma.
I bianchi panneggi della veste si distesero lungo la spettrale figura nera dellOmega e Mr D si
apprest a lanciarsi nel classico stiamo facendo del nostro meglio.
Ma fu lOmega a parlare per primo. Ho trovato ci che mi appartiene. La sua morte era la
soluzione. Dammi quattro uomini, procurati tutto loccorrente e vai a preparare la fattoria per una
affiliazione.
Okay, non era quello che si aspettava di sentire uscire dalla bocca del padrone.
Mr D si alz in piedi e tir fuori il telefono. C una squadra sulla Terza Strada. Li avverto di
venire qui.
No, li prelever sul posto e viaggeranno con me. Quando torner alla fattoria mi assisterai e
poi dovrai rendermi un servizio.
S, padrone.
LOmega tese le braccia e la veste bianca si dispieg come un paio dali. Rallegrati, poich ora
siamo dieci volte pi forti. Mio figlio sta per tornare a casa.
Ci detto lOmega spar, lasciandosi alle spalle un rotolo di pergamena sul pavimento di
calcestruzzo.
Figlio? Mr D si chiese se aveva sentito bene. Figlio?
Si chin a raccogliere la pergamena. La lista delle cose da prendere era lunga e piuttosto
macabra, ma per nulla stravagante.
Tutta roba facile da trovare e poco costosa. Il che era un bene, perch le sue finanze erano
ridotte allosso.
Si infil la lista nel giaccone e si rimise il cappello da cowboy.
Figlio?
Dallaltra parte della citt, nella clinica sotterranea di Havers, Rehv attendeva spazientito in una
sala visita. Controll lorologio per lottocentocinquantesima volta; gli sembrava di essere un pilota di
formula uno che al pit stop scopriva di avere una squadra di meccanici novantenni.
E poi, comunque, che cosa cavolo ci faceva l? La dopamina stava facendo effetto, il panico si
era dissolto e lui si sentiva ridicolo con i mocassini di Bally che penzolavano gi dal lettino. Era tutto
normale, tutto sotto controllo e, per lamor del cielo, il braccio sarebbe tornato a posto, prima o poi. Il
fatto che fosse lento a guarire probabilmente significava solo che aveva bisogno di nutrirsi. Una rapida
seduta con Xhex e sarebbe tornato come nuovo.
Per cui, davvero, avrebbe dovuto alzare i tacchi.
Gi, lunico problema era che Xhex e Trez lo aspettavano nel parcheggio. Se non usciva di l
con qualche bel cerotto sopra i segni degli aghi lo avrebbero strapazzato per benino.
La porta si apr ed entr uninfermiera in camice bianco, calze bianche e scarpe, bianche con la
suola di gomma. Perfetta per la parte, era lincarnazione delle idee e dei modelli antiquati di Havers. La
femmina chiuse la porta, tutta presa dalla lettura della cartella clinica; Rehv non dubitava che stesse
controllando quello che cera scritto, ma era anche ben consapevole che cos poteva evitare di
guardarlo negli occhi.
Tutte le infermiere facevano cos quando si trovavano in sua presenza.
Buonasera, lo salut lei, rigida, scorrendo le pagine. Adesso le prelever un campione di
sangue, se non le spiace.
Ottimo. Almeno qualcosa si stava muovendo.
Rehvenge si sfil una manica della pelliccia di zibellino e fece lo stesso con la giacca, nel
frattempo lei si aggirava con aria indaffarata, lavandosi le mani e infilandosi i guanti di lattice.
Tutte le infermiere detestavano avere a che fare con lui. Intuito femminile. Anche se nella sua
cartella non si faceva cenno al fatto che fosse un symphath mezzosangue, loro percepivano il suo lato
malvagio. Sua sorella, Bella, e la sua vecchia fiamma, Marissa, erano le uniche due eccezioni degne di
nota, poich entrambe erano in grado di tirar fuori il suo lato buono: lui voleva bene a entrambe e loro
lo sapevano. Ma il resto della razza? La gente anonima non significava assolutamente niente per lui e,
chiss come, il gentil sesso se ne accorgeva sempre.
Linfermiera si avvicin reggendo un piccolo vassoio con sopra delle fiale e un laccio
emostatico, e Rehv si arrotol la manica. In fretta e senza dire una parola, lei effettu il prelievo, poi
pi veloce che pot and alla porta.
Quanto ci vorr, ancora? le chiese lui prima che riuscisse a svignarsela.
 appena arrivato un caso urgente. Ci vorr un po.
La porta si chiuse.
Merda. Non gli andava di lasciare sguarnito il locale per tutta la notte. Con anche Trez e Xhex
fuori sede... no, non andava bene. iAm era un duro, certo, ma anche i tipi tosti hanno bisogno di man
forte di fronte una massa di quattrocento umani fatti o sbronzi.
Rehv prese il cellulare, fece il numero di Xhex e discusse animatamente con lei per una decina
di minuti. Non fu divertente, ma serv comunque ad ammazzare un po di tempo. Xhex fu irremovibile
sul fatto che lui doveva restare l in clinica, ma almeno acconsent a tornare al club insieme a Trez.
Solo dopo che Rehvenge lo ebbe ordinato in modo esplicito a entrambi, naturalmente. Okay,
ringhi lei.
Bene, sibil a denti stretti lui, chiudendo la telefonata. Rehv si ficc il cellulare in tasca. Tir
un paio di moccoli. Lo prese di nuovo e digit: Sono proprio stronzo. Scusa. Mi xdoni? Appena
premette il tasto di invio gli arriv un SMS da Xhex: 6 proprio stronzo, t rompo lanima solo xk c
tengo.
Rehvenge non pot fare a meno di ridere, specie quando lei gli mand questaltro messaggino: 6
xdonato, ma 6 cmq 1 stronzo. C sentiamo.
Rehv si rimise in tasca il telefonino e si guard intorno, catalogando il contenuto della stanza:
gli abbassalingua nel grande vaso di vetro vicino al lavandino, lo sfigmomanometro appeso al muro e
la scrivania con tanto di computer in un angolo. Era gi stato l ! dentro. Era gi stato in tutte le sale
visita della clinica.
Era un pezzo che lui e Havers giocavano alla coppia medico/paziente e la situazione era
insidiosa. Chiunque avesse le prove che in circolazione cera un symphath, anche se mezzosangue, per
legge era tenuto a denunciarlo perch potesse essere allontanato dal resto della popolazione ed esiliato
nella colonia su al nord. Cosa che avrebbe rovinato tutto. Perci, ogni volta che Rehv andava l a farsi
visitare, scavava nel cervello del buon dottore e apriva quello che gli piaceva considerare come il suo
baule personale nellattico di Havers.
Il trucco non era dissimile da quello utilizzato dai vampiri per cancellare i ricordi a breve
termine degli umani, solo che andava ancora pi in profondit. Dopo aver fatto cadere in trance il
medico, Rehv liberava le informazioni su se stesso e sulla sua condizione in modo che Havers
potesse curarlo a dovere... e senza tutte quelle sgradevoli ripercussioni sociali. Terminata la visita,
Rehv radunava la sua roba nel cervello del dottore mettendola di nuovo al sicuro, chiusa a doppia
mandata dentro la sua corteccia cerebrale fino alla volta successiva.
Era spregevole? S. Cera qualche alternativa? No. Lui aveva bisogno di cure, non era come
Xhex, che riusciva a soffocare i propri impulsi senza laiuto di nessuno. Anche se Dio solo sapeva
come...
Rehv si raddrizz con un repentino formicolio alla spina dorsale, gli istinti subito allerta.
Afferr il bastone e scivol gi dal lettino, atterrando su due piedi che non riusciva a sentire.
Fatti i tre passi che lo separavano dalla porta, agguant la maniglia e la gir. Fuori, il corridoio era
deserto in entrambe le direzioni. In fondo, sulla sinistra, il banco accettazione e la sala dattesa
sembravano tranquilli come sempre. Sulla destra cerano altre stanze per i pazienti e, al di l di quelle,
la porta a due battenti che conduceva alla camera mortuaria.
Nessun dramma in corso.
Gi... sembrava tutto a posto. Il personale medico camminava deciso. Qualcuno toss nella sala
visita accanto. Il ronzio dei condizionatori era un ribollire lento e costante in sottofondo.
Rehvenge strizz gli occhi, tentato di rizzare le antenne del suo lato symphath, ma era troppo
rischioso. Si era appena rimesso in sesto. Pandora e il suo vaso dovevano restare chiusi.
Rientrato in sala visita tir fuori il cellulare e cominci a comporre il numero di Xhex per
chiederle di tornare alla clinica, ma la porta si apr prima che la chiamata venisse inoltrata.
Suo cognato, Zsadist, infil dentro la testa. Ho sentito che eri qui.
Ehil. Rehv mise via il telefono e attribu la botta dansia che lo colse alla paranoia collegata
al doppio dosaggio. Ah, la gioia degli effetti collaterali.
Merda. Dimmi che non sei qui per via di Bella.
Naa. Lei sta bene. Z chiuse la porta e vi si appoggi contro. Adesso erano chiusi dentro
insieme.
Gli occhi del Fratello erano neri. Il che significava che era incazzato.
Rehvenge sollev il bastone e lo lasci dondolare tra le gambe in caso di bisogno. Lui e Z
adesso andavano daccordo, dopo qualche scazzo iniziale quando il Fratello e Bella si erano messi
insieme, ma le cose potevano sempre cambiare. E, a giudicare dallo sguardo di Z, nero come linterno
di una cripta, evidentemente lo erano.
C qualcosa che ti rode, amico? chiese Rehv.
Voglio che tu mi faccia un favore personale.
Il termine favore sembrava improprio, Parla.
Voglio che tu la smetta di fare affari col mio gemello. Devi interrompere le forniture. Z si
pieg in avanti. In caso contrario, far in modo che tu non possa pi vendere neanche una cannuccia
da cocktail, in quella tua topaia.
Rehv picchiett la punta del bastone contro il lettino, chiedendosi se il Fratello avrebbe
cambiato musica sapendo che i profitti del club tenevano fuori da una colonia di symphath il fratello
della sua shellan. Z sapeva che lui era un mezzosangue, ma non sapeva della Principessa e dei suoi
giochetti.
Come sta mia sorella? chiese sornione. Bene?  tranquilla?  importante per lei, non trovi?
Evitare turbamenti inutili.
Zsadist socchiuse gli occhi fino a ridurli a due fessure, il suo volto sfregiato era degno di un
incubo. Non vorrai toccare questo tasto, mi auguro.
Se mi rovini la piazza le ripercussioni faranno soffrire anche lei. Fidati. Rehv spost il
bastone tenendolo dritto nel palmo. Il tuo gemello  maggiorenne e vaccinato. Se hai dei problemi con
la sua dipendenza, forse dovresti parlarne con lui, huh.
Oh, lo far. Ma voglio la tua parola. Non devi vendergli pi niente.
Rehv guard il bastone, ritto per aria in perfetto equilibrio. Da molto tempo aveva fatto pace
con i suoi affari, senza dubbio con laiuto del suo lato symphath, per il quale era un imperativo morale
approfittare delle debolezze altrui.
Lalibi con cui giustificava i suoi loschi traffici era che le scelte dei suoi clienti non centravano
niente con lui. Se volevano rovinarsi la vita con quello che gli vendeva lui, be, era un loro diritto... e
per nulla diverso dai modi pi socialmente accettabili in cui la gente si autodistrugge, come strafogarsi
da McDonalds fino a farsi venire una malattia di cuore o bere fino a farsi scoppiare il fegato grazie a
quelle brave persone della Anheuser-Busch o giocare dazzardo fino a perdere la casa.
Le droghe sono una merce come unaltra e lui era un uomo daffari; i clienti avrebbero
semplicemente trovato la loro rovina altrove, se lui gli chiudeva la porta in faccia. Il meglio che potesse
fare era assicurarsi che, se si servivano da lui, la roba non fosse tagliata male e fosse abbastanza pura
da permettergli di prepararsi le dosi senza correre rischi.
La tua parola, vampiro, ringhi Z.
Rehv abbass gli occhi sulla manica che gli copriva lavambraccio sinistro e ripens
allespressione di Xhex quando aveva visto come si era conciato. Strani, i parallelismi. Solo perch la
sua droga delezione si vendeva su ricetta medica non significava che lui fosse immune dallabusarne.
Alz gli occhi, poi abbass le palpebre e trattenne il fiato. Si protese nello spazio che lo
divideva dal fratello e si insinu nella sua mente. S... sotto la sua collera cera il terror panico.
E ricordi... di Phury. Una scena di qualche tempo prima... una settantina danni prima... un
letto di morte. Di Phury.
Z stava avvolgendo il suo gemello in alcune coperte e avvicinandolo a un fuoco alimentato a
carbone. Era preoccupato... Per la prima volta da quando aveva perso lanima a causa della schiavit
guardava qualcuno con preoccupazione e piet. Nella scena, tamponava la fronte febbricitante di Phury,
poi prendeva le armi e usciva.
Vampiro... mormor Rehv. Sei bravo come infermiere.
Esci dal mio cazzo di passato.
Lhai salvato, vero? Rehv apr gli occhi. Phury era malato. Ti sei rivolto a Wrath perch non
sapevi dove altro andare. Il selvaggio divenuto salvatore.
Per tua informazione sono di pessimo umore, e tu stai risvegliando i miei istinti omicidi.
Ecco come siete finiti tutti e due nella confraternita. Interessante.
Voglio la tua parola, divoratore di peccati, non una noiosa storiella.
Spinto da qualcosa che non voleva nominare, Rhev pos la mano sul cuore. NellAntico Idioma
disse distintamente, Te lo giuro solennemente. Il tuo gemello non uscir mai pi dal mio locale con
della droga su di s.
Il volto sfregiato di Z fu attraversato da un guizzo di sorpresa. Poi il fratello annu. Dicono che
 meglio non fidarsi di un symphath. Quindi far affidamento sullaltra met di te, sul fratello della mia
Bella. Intesi?
Ottima idea, mormor Rehv lasciando ricadere la mano. Perch  il lato con cui ho assunto
questo impegno solenne. Ma dimmi una cosa. Come fai a essere sicuro che Phury non comprer la roba
da qualcun altro?
A essere sincero, non ne ho idea.
Be, ti auguro buona fortuna, con lui.
Ne avremo bisogno, disse Zsadist andando alla porta. Ehi, Z?
Il fratello lo guard da sopra la spalla. Cosa?
Rehv si massaggi il pettorale sinistro. Non hai... ehm, non hai avuto una brutta sensazione,
stasera?
Z si accigli. S, ma non  mica una novit. Non ne ho una buona da Dio solo sa quanto
tempo.
La porta si chiuse e Rehv si appoggi di nuovo la mano sul cuore. Quel maledetto batteva
allimpazzata senza motivo apparente. Merda, forse era meglio farsi visitare dal medico. Anche se gli
toccava aspettare ancora chiss quanto...
Lesplosione squass la clinica con un boato simile al rombo di un tuono.
Capitolo 19
Phury riprese forma tra i pini dietro i garage della clinica di Havers... proprio quando
scattarono gli allarmi di sicurezza.
Le stridule urla elettroniche fecero abbaiare i cani del vicinato, ma non cera pericolo che
qualcuno chiamasse la polizia. Le sirene erano calibrate in modo da essere troppo alte per lorecchio
umano.
Cazzo... era disarmato.
Si precipit comunque verso lingresso della clinica, pronto a combattere a mani nude, se
necessario.
Lo scenario era molto peggiore del previsto. Il portone dacciaio penzolava dai cardini come un
labbro spaccato e allinterno del vestibolo le porte degli ascensori erano spalancate, il pozzo in piena
vista, con le sue vene e arterie di funi e di cavi. Nel tetto della cabina cera un buco provocato da
unesplosione, lequivalente di un foro da proiettile nel petto di una persona.
Pennacchi di fumo e odore di borotalco salivano dalla clinica sottostante. Nel sentire quella
miscela agrodolce, insieme ai tonfi della colluttazione al piano di sotto, Phury scopr le zanne e strinse i
pugni.
Non perse tempo a chiedersi come avessero fatto i tesser a localizzare la clinica e neanche si
prese la briga di utilizzare la scala fissata alla parete di cemento del pozzo dellascensore. Balz gi
atterrando sulla parte di tetto che ancora reggeva. Un altro salto attraverso lo squarcio aperto
dallesplosione e si trov di fronte al caos pi totale.
Nella sala dattesa della clinica un trio di lesser canuti come nonnetti stava ballando una specie
di rap con Zsadist e Rehvenge, mettendo a soqquadro quel mondo fatto di sedie di plastica, riviste
insulse e tristissime piante in vaso. Quei bastardi sbiaditi erano evidentemente dei veterani esperti, visto
quanterano forti e sicuri di s, ma Z e Rehv non si facevano mettere sotto i piedi.
Era una situazione della serie salta in pista e balla, non cera tempo per mettersi a pensare.
Phury agguant una sedia di metallo dal banco accettazione, agitandola come una mazza contro
lavversario pi vicino. Quando quello and gi, Phury alz la sedia e gli conficc nel petto una delle
gambe lunghe e sottili.
Subito dopo lo schiocco e il lampo che segnavano la fine del tesser, dal corridoio giunsero delle
urla provenienti dai reparti doverano ricoverati i pazienti.
Vai! sbrait Z sferrando un calcio in testa a uno dei tesser. Noi cercheremo di trattenerli
qui!
Phury si lanci oltre la porta a vento.
In corridoio cerano dei corpi. Parecchi. Stesi dentro pozze di sangue rosso sul linoleum verde
pallido.
Oltrepassarli senza fermarsi a controllare come stavano lo faceva stare male, ma doveva restare
concentrato sul personale e sui pazienti sicuramente vivi. Un gruppo di essi gli correva incontro in
preda al panico, i camici bianchi dei medici e quelli dei pazienti sventolavano come panni stesi al vento
ad asciugare.
Phury li ferm, afferrandoli per le braccia e per le spalle. Entrate nelle stanze! Chiudetevi
dentro a chiave! Chiudete a chiave quelle maledette porte!
Non ci sono serrature! grid qualcuno. E quelli stanno portando via i pazienti!
Dannazione. Phury si guard intorno e vide un cartello. Questo ripostiglio ha la serratura?
Uninfermiera annu, sganciando qualcosa dalla cintura. Con mano tremante gli porse una
chiave. Solo allesterno, per. Dovr... chiuderci dentro lei.
Phury annu in direzione della porta su cui cera scritto RISERVATO AL PERSONALE.
Muovetevi.
Il gruppetto entr nello stanzino tre metri per tre con le sue scaffalature alte fino al soffitto
stracolme di scorte di medicinali e di tutto loccorrente per le medicazioni. Chiudendo la porta su quei
poveretti accovacciati sotto i tubi al neon del basso soffitto, Phury sapeva che non avrebbe mai
dimenticato quella scena: sette facce atterrite, quattordici occhi imploranti, settanta dita che si
cercavano e si stringevano reciprocamente fino a trasformare i loro corpi separati in un unico, solido
blocco di paura.
Lui le conosceva, quelle persone, si erano prese cura di lui e dei suoi problemi con la protesi.
Erano vampiri come lui e volevano che quella guerra finisse. Ed erano costrette a fidarsi di lui perch al
momento aveva pi potere di loro.
Allora essere Dio  cos, pens, rifuggendo da quel ruolo.
Non mi dimenticher di voi, disse chiudendo la porta sui loro visi, gir la chiave nella toppa
e si ferm per un secondo. Dallarea accettazione venivano ancora i rumori della lotta in corso, ma nel
resto della clinica cera silenzio.
Niente pi personale. Niente pi pazienti. Quei sette erano gli unici sopravvissuti.
Volt le spalle allo stanzino delle scorte e si allontan dal punto in cui Z e Rhev stavano dando
battaglia, seguendo un odore dolciastro e pervasivo che conduceva nella direzione opposta. Oltrepass
di corsa il laboratorio di Havers e la stanza segreta della quarantena in cui mesi prima era stato
ricoverato Butch. Lungo tutto il tragitto impronte sbavate di anfibi con la suola nera si mescolavano al
sangue rosso dei vampiri.
Cristo, ma quanti lesser erano entrati l dentro?
Quale che fosse la risposta, aveva unidea su doverano diretti: i tunnel utilizzati in caso di
evacuazione, molto probabilmente si trascinavano dietro qualche ostaggio. La domanda era: come
facevano a sapere che si trovavano da quella parte?
Phury spalanc unaltra porta a vento e infil la testa dentro lobitorio. Le file di cellette
refrigerate, i tavoli dacciaio inossidabile e le bilance erano intatte. Logico. Quelli volevano solo i vivi.
Risal il corridoio e trov luscita che i lesser avevano usato per scappare con i pazienti rapiti.
Del pannello dacciaio che bloccava lingresso al tunnel non restava traccia, era saltato per aria come
lingresso di servizio e il tetto dellascensore.
Merda. Operazione pulitissima, impeccabile, dallinizio alla fine. Ed era pronto a scommettere
che quella era solo la prima offensiva. Altri lesser sarebbero sopraggiunti per procedere al saccheggio
perch la Lessening Society, in questo, era medievale.
Phury torn indietro di volata verso larea accettazione, nel caso Z e Rhev avessero bisogno di
rinforzi. Lungo la strada si port il cellulare allorecchio, ma prima che V rispondesse alla chiamata,
Havers mise fuori la testa dal suo ufficio privato.
Phury riattacc per poter parlare col medico, augurandosi che il sistema di sicurezza di V fosse
scattato in contemporanea con gli allarmi della clinica. In teoria doveva essere andata cos, visto che i
sistemi erano collegati.
Quante ambulanze avete? chiese raggiungendo Havers.
Il medico batt le palpebre ditro gli occhiali e allung la mano. Nel pugno tremante stringeva
una nove millimetri. Ho una pistola.
Che adesso infilerai nella cintura senza usarla, disse Phury. Lultima cosa di cui avevano
bisogno era il dito di un dilettante sul grilletto. Dai, mettila via e concentrati su di me. Dobbiamo
portare i superstiti fuori di qui. Quante ambulanze avete?
Havers armeggi nel tentativo di infilare in tasca la canna della Beretta; di fronte a tanta
goffaggine, Phury temette che si sparasse nel culo. Q-q-quattro...
Dammi qua. Phury prese la pistola, controll che la sicura fosse inserita e la infil nella
cintura del dottore, Quattro ambulanze. Bene. Ci servono degli autisti...
Allimprovviso salt la luce e tutto piomb nelloscurit. In quel buio pesto Phury si chiese se
per caso la seconda ondata di lesser non si fosse gi calata gi dal pozzo dellascensore.
Quando entr in funzione il generatore demergenza e le fioche luci di sicurezza si accesero,
afferr il medico per un braccio e lo scosse energicamente. Possiamo arrivare alle ambulanze
attraverso la casa?
S... la casa, la mia casa... i tunnel... Tre infermiere comparvero alle sue spalle. Erano
spaventate a morte, bianche come le luci di emergenza sul soffitto,
Oh, Vergine santissima, esclam Havers, i doggen su in casa. Karolyn...
Ci penso io, disse Phury. Li trover e li porter in salvo. Dove sono le chiavi delle
ambulanze?
Qui, disse il dottore allungando la mano dietro la porta.
Grazie al cielo. I lesser hanno trovato il tunnel sud, quindi dobbiamo far uscire tutti quanti
attraverso la casa.
O-okay.
Daremo il via allevacuazione subito dopo aver messo provvisoriamente in sicurezza questa
struttura, disse Phury. Voi quattro state chiusi qui dentro finch uno di noi non verr a prendervi.
Sarete voi a guidare le ambulanze.
C-come hanno fatto a trovarci?
Non ne ho idea. Phury spinse Havers dentro lufficio, chiuse la porta e gli grid di girare la
chiave nella toppa.
Quando giunse allarea accettazione la lotta era terminata, anche lultimo lesser era stato
spedito con una pugnalata nel regno delloblio dal rosso spadino di Rehv.
Z si asciug la fronte con la mano che gli lasci uno sbaffo nero. Situazione? chiese rivolto a
Phury.
Almeno nove vittime tra membri dello staff e pazienti, un numero imprecisato di ostaggi,
larea non  in sicurezza. Perch Dio solo sapeva quanti altri lesser potevano nascondersi nel labirinto
di corridoi e stanze della clinica. Suggerisco di stabilizzare lingresso e il tunnel sud, cos come
laccesso alla casa. Levacuazione richieder luso della scala di servizio che sale su in casa, seguita da
una rapida partenza a bordo di ambulanze e veicoli privati. Li guider il personale sanitario.
Destinazione: presidio clinico demergenza di Cedar Street.
Zsadist rimase un attimo interdetto, quasi fosse sorpreso da tanta lucidit di analisi.
Daccordo.
Un secondo dopo arriv la cavalleria: Rhage, Butch e Vishous atterrarono uno dopo laltro
nellascensore. Tutti e tre armati fino ai denti e incazzati neri.
Phury controll lorologio. Io porto fuori i civili e il personale sanitario. Voi controllate se qua
dentro ci sono altri tesser e date il benvenuto alla prossima ondata.
Phury, lo chiam Zsadist.
Phury si ra gi voltato; quando lo guard da sopra la spalla, il suo gemello gli lanci una delle
due SIG che portava sempre con s.
Occhio, gli raccomand Z.
Phury afferr al volo la pistola annuendo e imbocc di corsa il corridoio. Fece un rapido calcolo
delle distanze che separavano lo stanzino con le scorte di medicinali dallufficio di Havers e dalla scala;
gli sembrava che i tre punti fossero lontani chilometri, invece che poche decine di metri.
Apr la porta che dava sulle scale. Le luci di sicurezza brillavano tosse e il silenzio era di tomba.
In fretta sal i gradini, digit il codice daccesso allabitazione e fece capolino in un corridoio rivestito
di pannelli di legno. Lodore di detersivo al limone veniva dal pavimento tirato a lucido. Il profumo di
rose veniva da un mazzo di fiori sopra una colonnina di marmo. Laroma di agnello e rosmarino veniva
dalla cucina.
Niente talco per neonati.
Da dietro langolo spunt la testa di Karolyn, la cameriera di Havers. Padrone?
Raduna i domestici...
Siamo gi riuniti. Proprio qui dietro. Abbiamo sentito gli allarmi, disse accennando con la
testa alle sue spalle. Siamo in dodici.
La casa  sicura?
Nessuno dei nostri sistemi di sicurezza  scattato.
Ottimo. Phury le gett le chiavi che gli aveva dato Havers. Prendete i tunnel che sbucano
nei garage e chiudetevi dentro a chiave. Mettete in moto tutte le ambulanze e le automobili che avete,
ma non uscite, e lasciate una persona vicino alla porta in modo che io possa entrare con gli altri.
Busser e mi identificher. Non aprite a nessuno tranne che a me o a un altro fratello. Tutto chiaro?
Era doloroso vedere la doggen soffocare la paura, annuendo. Il nostro padrone...?
Havers sta bene. Adesso vado a prenderlo. Phury le strinse forte la mano. Voi andate.
Subito. E fate alla svelta. Non abbiamo tempo.
In un batter docchio torn gi. Sentiva i suoi fratelli aggirarsi per la clinica, li riconosceva dal
rumore degli stivali, dallodore e
da come parlavano. Non cerano altri lesser, evidentemente, non ancora.
And per prima cosa nellufficio di Havers a liberare i quattro chiusi l dentro perch non si
fidava del medico, temeva che perdesse la testa e uscisse. Per fortuna il dottore si comport bene ed
esegu gli ordini, salendo rapido le scale che portavano nella sua abitazione, insieme alle infermiere.
Phury li scort fin dentro ai tunnel che conducevano ai garage e attravers insieme a loro langusta via
di fuga sotterranea che correva sotto il parcheggio dietro alla clinica.
Quale dei tunnel porta direttamente alle ambulanze? chiese quando giunsero a un quadrivio.
Il secondo da sinistra, ma i garage sono tutti collegati.
Tu e le infermiere dovete salite sulle ambulanze con i pazienti.
Perci  l che andremo.
Camminavano pi veloci che potevano. Giunti davanti a una porta dacciaio, Phury buss e
grid il proprio nome. La serratura scatt e lui fece entrare la sua truppa.
Torno con gli altri, disse, mentre tutti si abbracciavano.
Rientrato nella clinica corse da Z. Altri lesser?
No, nessuno. Ho piazzato V e Rhage di guardia sul davanti, io e Rehv andiamo a piantonare il
tunnel sud.
Mi farebbe comodo una copertura per i veicoli.
Ricevuto. Ti mando Rhage. Esci dal retro, giusto? S.
I due gemelli si separarono e Phury si diresse verso lo stanzino delle scorte. Aveva la mano
fermissima quando tir fuori di tasca la chiave dellinfermiera e buss alla porta.
Sono io. Infil la chiave nella toppa e gir la maniglia.
Vide di nuovo le loro facce e colse i lampi di sollievo nel loro sguardo. Che svanirono subito
alla vista della pistola che aveva in mano.
Vi faccio uscire attraverso la casa, spieg. Ci sono problemi di mobilit?
Il gruppetto si apr in due per mostrargli un vampiro pi anziano steso per terra. Al braccio
aveva una flebo che una delle infermiere gli reggeva sopra la testa.
Merda. Phury si volt verso il corridoio. Neanche lombra di un fratello.
Tu, disse indicando un tecnico di laboratorio. Portalo in braccio. E tu, aggiunse con un
cenno del capo allinfermiera che reggeva la sacca della flebo, Stai con loro.
Mentre il tecnico sollevava il vecchio da terra e linfermiera bionda teneva ben sollevata la
sacca della flebo, Phury suddivise gli altri affiancando un membro del personale a ogni paziente.
Muovetevi il pi rapidamente possibile. Dovete prendere la scala che porta su in casa e poi
infilarvi nei tunnel che sbucano nei garage.  la prima porta a destra appena entrati in casa. Io sar
dietro di voi. Andate. Presto.
Fecero del loro meglio, ma ci volle un secolo.
Un secolo.
Phury era un fascio di nervi quando finalmente giunsero alla scala con le luci demergenza
rosse; chiudere a chiave la porta dacciaio alle loro spalle gli procur ben poco sollievo, considerato
che i lesser erano armati di esplosivi. I pazienti si muovevano molto adagio, due di essi erano reduci da
interventi chirurgici. Phury avrebbe voluto portarne almeno uno o anche tutti e due, ma doveva
impugnare la pistola, non poteva rischiare.
Sul pianerottolo uno dei pazienti, una femmina con la testa fasciata, dovette fermarsi.
Senza che nessuno glielo chiedesse, linfermiera bionda pass in fretta la flebo al tecnico
dicendo, Solo finch non siamo dentro al tunnel. Poi prese in braccio la paziente priva di forze.
Andiamo.
Phury le rivolse un cenno del capo autorizzandola a ripartire.
Il gruppetto entr alla spicciolata nella sontuosa abitazione di Havers, con uno scalpiccio di
piedi e un paio di colpi di tosse come sottofondo. La totale assenza di allarmi fu spettacolare quando
Phury chiuse a chiave dietro di s la porta di comunicazione conia clinica e li guid verso lingresso del
tunnel. ,
Mentre il gruppo si trascinava dentro a fatica, linfermiera bionda con la paziente tra le braccia
si ferm. Ha qualche altra arma? Perch io so sparare.
Phury inarc le sopracciglia, stupito. No, non ho unaltra...
Il suo sguardo fu attratto dalla lucentezza di due spade ornamentali appese alla parete, sopra una
delle porte. Prendi la mia pistola. Io ci so fare con le lame affilate.
Linfermiera sporse in fuori il fianco e lui fece scivolare la SIG di Z nella tasca del camice; poi
lei si volt, infilandosi decisa nel tunnel mentre Phury staccava le due spade dai ganci dottone alla
parete.
Quando giunsero davanti alla porta del garage con le ambulanze Phury buss col pugno chiuso,
grid il suo nome e la porta si spalanc. Invece di entrare, ognuno dei vampiri che aveva scortato fin l
lo guard.
Sette visi. Quattordici occhi. Settanta dita ancora intrecciate.
Ma adesso era diverso.
La loro gratitudine era laltra faccia dellessere Dio; Phury fu sopraffatto da tanta devozione e
sollievo. La fiducia nel loro salvatore era stata ben riposta e la ricompensa era la loro stessa vita: tale
consapevolezza collettiva era una forza palpabile.
Non ne siamo ancora fuori, li ammon Phury,
Quando Phury guard di nuovo lorologio erano passati trentatr minuti.
Ventitr persone, tra civili, personale sanitario e doggen, erano state evacuate dai garage. Le
ambulanze e le auto erano uscite non dalle solite porte di fronte al retro della casa, ma attraverso
pannelli retrattili che consentirono ai veicoli di infilarsi subito nella boscaglia dietro la clinica. Uno
dopo laltro, si erano allontanati a fari spenti e senza usare i freni. E uno dopo laltro erano spariti nella
notte.
Loperazione era stata un successo su tutta la linea, eppure lui aveva un brutto presentimento.
I lesser non erano tornati.
Non era da loro. In circostanze normali, una volta penetrati in un luogo lo invadevano a frotte.
Era la loro procedura operativa standard catturare quanti pi civili potevano per interrogarli e poi
depredare le strutture in cui erano riusciti a entrare spogliandole di tutti gli oggetti di valore. Perch non
avevano inviato altri uomini? Specie visti i beni presenti nella clinica e nella abitazione di Havers, e
vista la consapevolezza che i fratelli erano ancora l, pronti a combattere.
Rientrato in clinica, Phury risal tutto il corridoio, controllando per la seconda volta che nelle
stanze non ci fossero altri superstiti. Fu una verifica penosa. Cadaveri. Un mucchio di cadaveri. E
lintera struttura era completamente distrutta, ferita a morte come ognuno dei corpi stesi sul pavimento.
Cerano lenzuola e coperte per terra, cuscini dappertutto, aste per le flebo e cardiofrequenzimetri
rovesciati. Nei corridoi cerano scorte di medicinali sparpagliate qua e l, e tutte quelle orribili
impronte nerastre di anfibi e scie rosse di sangue.
Le evacuazioni demergenza non sono faccende per maniaci dellordine. E neanche gli scontri
corpo a corpo.
Phury si diresse verso larea accettazione; era strano non sentire pi il solito trambusto, ma solo
il ronzio dellimpianto di climatizzazione e dei computer. Ogni tanto squillava un telefono, ma non
cera pi nessuno in grado di rispondere.
La struttura era clinicamente morta, con solo deboli tracce di attivit cerebrale.
N la clinica n la splendida abitazione di Havers sarebbero pi state utilizzate. I tunnel e tutte
le porte esterne e interne rimaste intatte sarebbero state chiuse a chiave, le imposte sprangate e i sistemi
di sicurezza attivati. Gli ingressi divelti dallesplosione e le porte dellascensore sarebbero stati sbarrati
con lastre di acciaio. Alla fine, una scorta armata sarebbe stata autorizzata a entrare attraverso i tunnel
non compromessi per prelevare mobili ed effetti personali, ma doveva passare qualche tempo prima
che ci accadesse. E dipendeva se i lesser tornavano o meno con i carrelli della spesa.
Per fortuna Havers disponeva di una casa sicura, cos lui e la sua servit avevano un posto dove
andare; i pazienti invece sarebbero stati ricoverati nella clinica provvisoria. Cartelle cliniche ed esami
di laboratorio erano archiviati su un server esterno, quindi erano ancora accessibili, ma il personale
infermieristico avrebbe dovuto rinnovare al pi presto le scorte medicinali della nuova sede.
Il vero problema era attrezzare unaltra clinica stabile a tempo pieno, ma questo avrebbe
richiesto mesi di lavoro, nonch milioni di dollari.
Appena Phury arriv davanti al banco accettazione, un telefono ancora intatto squill. Il trillo si
interruppe quando la chiamata venne dirottata sulla casella vocale, il cui messaggio di benvenuto era
gi stato modificato in, Questo numero non  pi attivo. Per informazioni vi preghiamo di chiamare il
seguente numero...
Vishous aveva predisposto questo secondo numero come punto di riferimento dove lasciare un
messaggio e le informazioni utili per venire ricontattati. Una volta verificata identit e richiesta del
chiamante, il personale della nuova clinica lo avrebbe richiamato. Filtrando tutto attraverso i suoi
Quattro Giocattolini, come aveva ribattezzato i quattro computer alla Tana, V era in grado di registrare
i numeri di chiunque avesse telefonato cos, se i lesser si azzardavano a ficcare il naso, i fratelli
potevano tentare di tracciare le loro linee.
Phury si ferm un attimo e si mise in ascolto, stringendo in pugno la SIG. Havers aveva avuto
laccortezza di nascondere una pistola sotto il posto di guida di tutte le ambulanze, quindi la nove
millimetri di Z era tornata in famiglia, per cos dire.
Relativo silenzio. Niente di strano. V e Rhage si erano trasferiti alla nuova clinica nel caso la
carovana fosse stata localizzata dal nemico. Zsadist stava saldando lingresso sfondato del tunnel sud.
Rehvenge forse se nera gi andato.
La clinica sembrava abbastanza sicura, ma Phury era pronto a sparare per uccidere. Le
operazioni come quella lo innervosivano sempre...
Merda. Quella probabilmente era la sua ultima operazione. E vi aveva partecipato solo perch
era andato a cercare Zsadist, non perch convocato in quanto membro della confraternita.
Cercando di non rimuginare troppo, imbocc un altro corridoio che conduceva alla parte della
clinica dove si trovava il pronto soccorso. Passando davanti a un deposito scorte sent un rumore di
vetri infranti.
Alz la pistola di Z tenendola vicinissima al volto e si accost adagio allo stipite della porta.
Infil dentro la testa per un attimo e vide cosa stava succedendo: ritto davanti a uno sportello chiuso a
chiave sfondato da un pugno, Rehvenge stava trasferendo alcune fiale dai ripiani dellarmadietto alle
tasche della sua pelliccia di zibellino.
Rilassati, vampiro, disse senza voltarsi.  solo dopamina. Non ho intenzione di vendere sul
mercato nero OxyContin o roba simile.
Phury abbass la pistola lungo il fianco. Perch stai prendendo...
Perch mi serve.
Una volta rubata anche lultima fiala, Rehv diede le spalle allarmadietto, gli occhi color
ametista acuti come quelli di una vipera. Dava sempre limpressione di calcolare la distanza giusta per
colpire, anche quando era con i fratelli.
Allora, come pensi che abbiano trovato questo posto? chiese Rehv.
Non saprei. Phury annu in direzione della porta. Dai, andiamo via. Qui non siamo al
sicuro.
Il sorriso di Rehvenge scopr due zanne ancora allungate. So badare a me stesso, fidati.
Non ne dubito. Ma levare le tende non sarebbe una cattiva idea.
Rehv attravers con cautela la stanza, scansando la roba caduta per terra: scatole di bende,
confezioni di guanti di lattice e cappucci per termometri. Si appoggiava pesantemente al bastone, ma
solo uno sciocco poteva prenderlo per un disabile.
Dove sono i tuoi pugnali neri, verginello? chiese in tono mellifluo.
Non sono affari tuoi, divoratore di peccati.
Hai ragione. Rehv spost col bastone un mucchietto di abbassalingua, quasi cercasse di
rimetterli nella scatola. Il tuo gemello ha voluto parlarmi, credo sia giusto che tu lo sappia. Ah s?
 ora di andare.
Tutti e due si voltarono verso il corridoio. Alle loro spalle era fermo Zsadist, le sopracciglia
aggrottate sopra gli occhi neri.
Subito, precis Z.
Rehv sorrise calmo sentendo la suoneria del suo cellulare. Senti senti,  arrivato il mio autista.
 sempre un piacere fare affari con voi, signori. Ci si vede.
Cos dicendo, gir intorno a Phury, salut Z con un cenno del capo e accost il telefonino
allorecchio allontanandosi con laiuto del bastone.
Il rumore dei suoi passi si affievol a poco a poco, poi ci fu solo un gran silenzio.
Phury anticip la domanda del suo gemello: Sono venuto perch non hai risposto alle mie
chiamate.
Gli allung la SIG, porgendogliela per il calcio.
Zsadist afferr la nove millimetri, controll la camera di scoppio e la infil nella fondina. Ero
troppo incazzato per parlarti.
Non chiamavo per noi due. Ho trovato Bella in sala da pranzo, mi  sembrata debole e lho
portata in camera sua. Credo che dovrebbe farsi vedere da Jane, ma sta a te decidere.
Zsadist sbianc. Ha detto che qualcosa non andava?
Quando si  messa a letto stava bene. Ha detto che aveva mangiato troppo, che il problema era
quello. Ma... Forse si era sbagliato sullemorragia? Credo proprio che Jane dovrebbe visitarla...
Zsadist si mise a correre come un forsennato; i pesanti stivali risuonavano nel corridoio deserto
con tonfi assordanti che rimbombavano per tutta la clinica.
Phury lo segu camminando normalmente. Pens al suo ruolo di Primale e prov a immaginarsi
di correre da Cormia per vedere come stava, con la stessa preoccupazione, urgenza e disperazione del
suo gemello. Dio, vedeva la scena con estrema nitidezza... lei con suo figlio in grembo e lui divorato
costantemente dallansia, come Z.
Si ferm a dare una sbirciata dentro una stanza.
Come si era sentito suo padre, al capezzale di sua madre, quando lei aveva dato alla luce due
figli sani? Doveva aver provato una gioia immensa, indescrivibile... finch era venuto fuori Phury,
come una fortuna esagerata. Troppa grazia, come si dice.
I parti erano un azzardo totale sotto tantissimi punti di vista.
Proseguendo lungo il corridoio in direzione dellascensore sventrato, Phury pens che, s,
probabilmente i suoi genitori sapevano sin dallinizio che due figli sani avrebbero portato a una intera
vita di tribolazioni. Erano molto religiosi e credevano fermamente nel sistema di valori della Vergine
Scriba, un sistema imperniato sul concetto di equilibrio. Per certi versi il rapimento di Z non doveva
averli sorpresi, poich quella disgrazia aveva ristabilito lequilibrio familiare.
Forse per qusto suo padre aveva smesso di cercare Zsadist dopo aver saputo che la bambinaia
era morta e che il figlio perduto era stato venduto come schiavo. Forse Aghony aveva temuto che le sue
ricerche potessero condannare Zsadist a un destino ancora pi crudele... lottando per ritrovare il figlio
rapito, temeva di aver provocato la morte della bambinaia e innescato una catena di eventi non solo
funesti, ma assolutamente insostenibili.
Forse si attribuiva la colpa della schiavit di Z.
Phury lo capiva perfettamente.
Si ferm un attimo a guardare la sala dattesa, tutta sottosopra come un bar dopo una rissa.
Pens a Bella, appesa a un filo con la sua gravidanza, e temette che quella maledizione infernale
non avesse ancora fatto il suo corso.
Almeno aveva liberato Cormia da quel retaggio di sofferenze.
Il mago annu. Ottimo lavoro, socio. Lhai salvata.  la prima cosa buona che hai fatto.
Lei star molto, molto meglio senza di te.
Capitolo 20
Mr D parcheggi la Focus dietro la fattoria e spense il motore. I sacchetti di Target erano sul
sedile del passeggero e, scendendo, li prese. Sullo scontrino nel portafoglio cera scritto $ 147,73. La
sua carta di credito era stata rifiutata, cos aveva pagato con un assegno che non era sicuro di poter
coprire; proprio come ai vecchi tempi. Suo padre era un maestro negli assegni sportivi o cabrio,
quelli scoperti. Chiuse con un calcio la portiera, chiedendosi se il vero motivo per cui i lesser
guidavano delle bagnarole non fosse che la Societ voleva mantenere un basso profilo, ma che era al
verde. Un tempo non ci si doveva mai preoccupare che la carta di credito venisse accettata o se ci si
poteva procurare al pi presto nuove armi. Quando il Fore-lesser era quel Mr R, negli anni Ottanta, la
com-pagnia se la passava bene, perdiana.
Ora non pi. E adesso erano cavoli suoi. Forse avrebbe dovuto scoprire dove tenevano tutti i
conti, ma non sapeva da che parte cominciare. Cera stato un tale carosello di Fore-lesser. Chi era stato
lultimo con un minimo di capacit organiz... Mr X.
Mr X s che sapeva stare in sella, e aveva quel capanno nei boschi... Mr D cera andato, una o
due volte. Se cera una qualche contabilit, molto probabile che fosse proprio l.
Se le sue carte di credito venivano rifiutate, non erano certo le uniche, questo era il guaio. Il che
significava che con ogni probabilit altri lesser si stavano arrabattando per procurarsi dei contanti,
rubando agli umani o tenendo per s il bottino dei saccheggi.
Magari alla fine, con una gran botta di culo, avrebbe scoperto che il salvadanaio era strapieno e
si era solo momentaneamente smarrito nella gran confusione di tutti quei cambi al vertice. Ma aveva la
sensazione che non fosse cos.
Mentre ricominciava a piovere, apr la porta a zanzariera sul retro con un colpo danca, gir la
chiave nella toppa ed entr in cucina. Investito dal tanfo dei due cadaveri, trattenne il respiro. Luomo e
la donna, come poi si erano rivelati essere, facevano ancora un figurone come macabri tappetini, ma
uno dei vantaggi di essere un lesser era avere il deodorante per ambienti incorporato. Nel giro di pochi
istanti, Mr D non sent pi nessun fetore.
Dopo aver poggiato i sacchetti della spesa sul ripiano della cucina, sent un suono stranissimo
diffondersi in tutta la casa, un canticchiare sommesso... come una ninnananna.
Padrone? O era lui oppure qualcuno stava sentendo Radio Disney.
Svolt langolo della sala da pranzo e si ferm di colpo.
LOmega era chino sul corpo nudo di un vampiro biondo steso sopra il tavolo malandato.
Qualcuno gli aveva tagliato la gola vicino al mento, ma la ferita era stata suturata, e non come si fa
nelle autopsie. Chi lo aveva ricucito aveva fatto un lavoro di fino.
Ma era vivo o morto? Non si capiva... no, un momento, lampio petto andava su e gi, anche se
in modo quasi impercettibile.
 cos bello, non trovi? LOmega fece scorrere la mano nera e traslucida sul volto del
vampiro. Biondo. La madre era bionda. Hah! Mi avevano detto che non potevo creare niente. Non
come lei. Ma nostro padre si sbagliava. Guarda mio figlio. Carne della mia carne.
Mr D si sent in dovere di dire qualcosa, come se gli avessero mostrato un neonato aspettandosi
i soliti complimenti di prammatica.  proprio una bellezza, sissignore.
Hai quello che ti ho chiesto?
Sissignore.
Portami i coltelli.
Quando Mr D torn con i sacchetti di Target, lOmega mise una mano sul naso del vampiro e
unaltra sulla sua bocca. Il vampiro spalanc gli occhi, divincolandosi, ma, debole comera, riusc solo
a toccare la veste bianca dellOmega.
Figlio mio, non ribellarti sussurr il Male con soddisfazione.  giunta lora della tua
rinascita.
La lotta convulsa continu in un crescendo, che tocc il culmine quando il vampiro si mise a
battere i talloni sul tavolo e a strisciare i palmi sul legno producendo un suono stridulo. Si agitava come
un burattino, tutto gesti scomposti e inutile panico. Poi, di colpo, smise e rimase a fissare il soffitto con
gli occhi spenti e la bocca socchiusa.
Mentre la pioggia sferzava le finestre, lOmega abbass il cappuccio bianco e si slacci la
tunica. Con gesto elegante si tolse la veste impalpabile facendola volare dallaltra parte della stanza.
Lindumento fin nellangolo, diritto, come drappeggiato su un manichino.
LOmega si protese, allungandosi e assottigliandosi neanche fosse luomo di gomma, verso il
lampadario da quattro soldi appeso sopra il tavolo. Afferr la catena nel punto di congiunzione col
soffitto e con uno strattone deciso lo strapp via scagliandolo in un angolo. A differenza della veste il
lampadario non atterr in modo ordinato, ma termin la sua inutile vita, se gi non laveva fatto, in un
groviglio di lampadine rotte e bracci dottone piegati.
Al suo posto, i cavi elettrici messi a nudo penzolavano dal soffitto macchiato come rampicanti
di palude sopra il corpo del vampiro.
Coltello, prego, ordin lOmega.
Quale?
Quello a lama corta.
Mr D rovist nei sacchetti, trov il coltello giusto e poi ingaggi una lotta disperata per aprire
una confezione di plastica a prova di consumatore, talmente robusta che gli venne voglia di pugnalarsi
per la frustrazione.
Basta cos, sibil lOmega allungando la mano.
Posso andare a prendere le forbici...
Dammelo.
Appena entr in contatto con il palmo spettrale del padrone, la plastica si sciolse, arricciandosi e
cadendo per terra come una pelle di serpente marrone e accartocciata.
Col coltello in mano, lOmega torn a voltarsi verso il vampiro saggiando la lama sul proprio
braccio spettrale; quando dal taglio Sgorg il sangue, nero come petrolio, sorrise.
Fu come sventrare un maiale e accadde altrettanto in fretta. Mentre il tuono rimbombava
tuttintorno alla casa, quasi cercasse il modo di entrare, lOmega fece scorrere la lama affilata al centro
del corpo del vampiro, dalla ferita alla gola fino allombelico. Subito lodore di sangue e di carne
sovrast quello di talco per neonati del padrone.
Portami il vaso con il coperchio. LOmega pronunci vahzo, invece di vaso.
Mr D and a prendere un grosso vaso di ceramica azzurro che aveva trovato nel reparto
casalinghi. Mentre glielo porgeva fu tentato di fargli notare che era troppo presto per asportare il cuore,
perch prima il sangue dellOmega doveva cominciare a circolare nellorganismo. Poi per ricord che
il vampiro era comunque morto, dunque che differenza faceva?
Evidentemente quella non era unaffiliazione come le altre.
Con la punta incandescente del dito, lOmega tocc lo sterno del vampiro, che si apr; la puzza
di ossa carbonizzate fece storcere il naso a Mr D. Le costole vennero spalancate da mani invisibili per
volere del padrone, scoprendo il cuore privo di battito.
LOmega infil la mano traslucida nella gabbia toracica, penetrando il sacco pericardico e
formando col palmo un nuovo nido per lorgano. Con espressione infastidita liber il muscolo dalle
catene delle arterie e delle vene, e un fiume rosso sangue si rivers sul petto pallido del vampiro.
Mr D prepar il vaso, togliendo il coperchio e reggendolo sotto la mano dellOmega. Il cuore
and in fiamme e una cascata di cenere cadde dentro il contenitore.
Prendi i secchi, ordin lOmega.
Mr D chiuse il vaso col coperchio e lo mise in un angolo, poi tir fuori da un sacchetto quattro
secchi rossi di Rubbermaid, tipo quelli che sua madre chiamava bacili, piazzandoli sotto le braccia e le
gambe del vampiro mentre lOmega recideva polsi e caviglie per drenare il sangue dal corpo. La pelle
del vampiro perse colore con sorprendente velocit, passando dal bianco cadaverico al grigio bluastro.
Ora il coltello seghettato.
Mr D rinunci in partenza ad aprire la micidiale confezione di plastica. Dopo averla fusa,
lOmega prese il coltello e pos la mano libera sul tavolo. Stringendo le dita a pugno, si seg il polso
con un rumore secco, come quando si taglia un ceppo di legno massello. Quandebbe terminato, restitu
il coltello a Mr D, prese la mano amputata e la mise dentro il petto vuoto del vampiro.
Rallegrati, figlio mio, bisbigli lOmega mentre in fondo al braccio gli spuntava unaltra
mano. Tra un attimo sentirai scorrere il mio sangue dentro di te.
Cos dicendo, lOmega si tagli con laltro coltello il polso appena formato e tenne la ferita
sopra il pugno nero.
Mr D ricordava per esperienza quella parte dellaffiliazione. Aveva gridato per un dolore pi
atroce di quello fisico. Lo avevano ingannato. Fregato alla grande. Quello che gli avevano promesso
era ben altra cosa, e per lo strazio e il terrore era svenuto. Quando aveva ripreso i sensi era tutta unaltra
persona, un membro dei morti viventi, un corpo impotente condannato a vagare compiendo nefandezze.
Credeva che fossero solo una banda. Credeva che lo avrebbero sottoposto a una specie di
iniziazione, una qualche prova del fuoco, e magari marchiato con un tatuaggio per mettere in chiaro che
adesso era uno di loro.
Non sapeva che non ne sarebbe mai uscito fuori. O che non sarebbe mai pi stato umano.
Lintera faccenda gli aveva ricordato una cosa che diceva sempre sua madre: Se fai un patto con
un serpente a sonagli, poi non puoi stupirti se ti morde.
Allimprovviso and via la luce.
LOmega fece un passo indietro e inton una nenia a bocca chiusa. Stavolta non era una
cantilena alla Disney, ma un grande richiamo di energia, limminente raccolto di un qualche potenziale
invisibile. Via via che le vibrazioni aumentavano, la casa cominci a tremare, dalle crepe nel soffitto
pioveva la polvere, sul pavimento i secchi avevano il ballo di San Vito. Mr D pens ai cadaveri in
cucina e si chiese se anche loro stessero ballando.
Fece appena in tempo a tapparsi le orecchie e a incassare la testa nelle spalle.
Un fulmine colp in pieno il tetto della fattoria. Dal baccano che fece non poteva essere solo
leco o la ramificazione secondaria di una saetta caduta a qualche metro di distanza.
No, non era come beccarsi in un occhio le schegge di un sasso: era lintero masso che ti
piombava sulla zucca.
Il frastuono si tradusse in un dolore alle orecchie, almeno per quanto riguardava Mr D, e la
violenza spaventosa dellimpatto gli fece temere che la casa potesse crollargli addosso. LOmega non
condivideva quella preoccupazione, allapparenza. Guardava in alto con zelo da predicatore della
domenica, tutto rapito e in estasi, neanche fosse un vero credente e qualcuno avesse appena tirato fuori
i serpenti a sonagli e la stricnina.
Il fulmine saett attraverso le autostrade elettriche della fattoria, o piuttosto, nella fattispecie,
attraverso stradine secondarie e sentieri battuti, ed emerse in un fascio di energia giallo vivo proprio
sopra il corpo del vampiro. I fili pendenti del lampadario lo incanalarono nella direzione giusta e il
petto spalancato del vampiro, con il suo cuore oleoso, funse da bacino di scarico.
Investito da quellesplosione di energia, il corpo sobbalz sollevandosi dal tavolo, braccia e
gambe sbatacchiarono nellaria e il petto si gonfi. In un baleno il padrone cambi forma, avvolgendo
il vampiro come una seconda pelle per impedire che i quattro quadranti di carne volassero da tutte le
parti come pneumatici che scoppiano.
Quando il fulmine si ritir, il vampiro rimase sospeso a mezzaria con la sua coperta di Omega
che risplendeva nelloscurit.
Il tempo... si ferm.
Mr D lo cap dal fatto che il dozzinale orologio a cuc appeso alla parete cess di battere. Per
un po non ci fu pi il normale passaggio da un secondo allaltro, solo un infinito presente, mentre ci
che aveva smesso di respirare ritrovava la strada verso la vita che aveva perduto.
O meglio, che gli era stata tolta.
Fluttuando dolcemente, il vampiro torn a posarsi sul tavolo e lOmega si stacc da lui,
riacquistando la forma originaria. Dalle labbra grigie del vampiro uscirono come degli ansiti, un sibilo
accompagnava ogni inspirazione che immetteva aria nei polmoni. Nella cavit toracica aperta il cuore
fu scosso da un palpito, poi si organizz meglio e cominci a pompare sul serio.
Mr D si concentr sul volto del vampiro.
A poco a poco il pallore mortale lasci il posto a uno strano colorito roseo, come quello dei
bambini dopo che hanno corso col vento in faccia. Solo che quello non era un segno di buona salute.
No. Quella era una resurrezione.
Vieni da me, figlio mio. LOmega pass la mano sul petto del vampiro e, dallombelico alla
gola suturata, ossa e carne si richiusero, rinsaldandosi. Vivi per me.
Il vampiro scopr le zanne. Apr gli occhi. E rugg.
Qhuinn non rientr nel proprio corpo fluttuando dolcemente. No. Quando indietreggi dalla
porta bianca che aveva davanti mettendosi a correre a perdifiato, la vita terrena torn da lui in un
lampo, lo spirito atterr dentro la sua pelle neanche il Fado lo avesse preso a calci in culo con una
Onnipotente Converse Ali Star,
Qualcuno aveva premuto le labbra contro le sue e gli stava soffiando aria nei polmoni. Poi sent
una forte pressione al petto e qualcuno che contava mentre spingeva con forza. Ci fu una piccola pausa,
seguita da un altro po di respirazione bocca a bocca.
Era unalternanza piacevole. Respiro. Compressione, Respiro. Respiro. Compressione...
Il suo corpo venne scosso da un sobbalzo improvviso, quasi fosse stufo di quella respirazione
assistita. Sullonda di quello spasmo convulso, Qhuinn ruppe il contatto con laltra bocca inspirando da
solo.
Dio, ti ringrazio, esclam Blay con voce strozzata.
Qhuinn scorse di sfuggita gli occhi spalancati e lucidi dellamico, poi si raggomitol su un
fianco. Dopo una serie di leggeri ansiti sent che il cuore afferrava la palla e cominciava a correre,
contraendosi e dilatandosi da solo. Dopo un istante di oh che bello sono vivo, il dolore lo invest con
violenza, travolgendolo, facendogli venir voglia di tornare indietro a quando, esanime, non lo sentiva.
Allaltezza delle reni, la schiena gli faceva un male del diavolo, neanche lavessero presa a martellate.
Carichiamolo in macchina, grid Blay. Dobbiamo portarlo alla clinica.
Qhuinn socchiuse un occhio. Ai suoi piedi cera John che annuiva come uno di quei pupazzetti
con la testa a molla.
Oh, cavolo, no... non potevano portarlo alla clinica. La Guardia dOnore non aveva ancora
finito con lui. Merda, suo fratello...
Niente... clinica, ansim con un filo di voce.
Fanculo, disse a gesti John.
Niente. Clinica. Forse non gli restava molto da vivere, ma non per questo aveva fretta di
divorare un Big Mac alla Morte con contorno di patatine fritte.
Blay si chin sopra di lui, occhi negli occhi, Sei stato investito da un cazzo di pirata della
strada...
Non.... pirata.
Blay ammutol. Allora cosa  stato? Qhuinn si limit a guardarlo dritto negli occhi, lasciando
che fosse lui a indovinare. Un momento...  stata una Guardia dOnore? La famiglia di Lash ti ha
sguinzagliato contro una Guardia dOnore?
Non... quella... di Lash...
La tua?
Qhuinn annu, perch gli mancava lenergia per muovere le labbra tumefatte.
Ma mica devono ammazzarti...
Ma va?
Blay guard John. Non possiamo portarlo da Havers.
La dottoressa Jane, disse John a gesti. Allora ci serve la dottoressa Jane.
John tir fuori il cellulare; Qhuinn stava per bocciare anche quellidea quando sent
sbatacchiare qualcosa contro il braccio. Era la mano di Blay: tremava talmente tanto che non riusciva a
fermarla. Cazzo, tremava da capo a piedi.
Qhuinn chiuse gli occhi e allung il palmo verso quello dellamico. Ascoltando il sommesso
ticchettio di John che digitava un SMS, strinse con forza la mano di Blay per confortarlo. E per
confortare anche se stesso.
Un minuto e mezzo dopo un bip annunci che era arrivata la risposta.
Cosa dice? John doveva aver detto qualcosa a gesti perch Blay esclam in un sussurro,
Oh... mio... Dio. Ma lei sta arrivando, giusto? Bene. A casa mia? Okay. Bene. Spostiamolo.
Due paia di mani lo sollevarono dal ciglio della strada e lui grugn di dolore... ma era un bene,
pens Qhuinn, perch significava che il ritorno dal regno dei morti doveva essere vero. Steso sul
sedile posteriore dellauto di Blay, sent salire i suoi due amici, poi le lievi vibrazioni della BMW che
accelerava.
Quando riapr gli occhi incontr quelli di John. Era seduto davanti, ma era tutto girato per
poterlo tenere docchio.
Aveva uno sguardo preoccupato e incerto. Come se non fosse sicuro che Qhuinn potesse
farcela... e stesse ripensando a quanto era successo nello spogliatoio, dieci milioni e rotti di anni prima.
Qhuinn alz le mani martoriate e, gesticolando goffamente, disse, Per me sei sempre lo stesso.
Non  cambiato niente.
John spost gli occhi a sinistra, di scatto, guardando fuori dal finestrino.
I fari di unauto alle loro spalle lo illuminarono in pieno viso, strappandolo alle tenebre. Su quei
lineamenti belli e fieri era stampato il dubbio, chiaro come il sole.
Qhuinn chiuse gli occhi.
Che nottataccia.
Capitolo 21
Oh mio Dio, quel vestito  un disastro.
Cormia rise guardando il televisore di Bella e Zsadist.
Project Runway si rivel uno spettacolo affascinante. Cos quella roba che pende dalla
schiena?
Bella scosse la testa. Cattivo gusto sotto forma di raso. Comunque credo che allinizio fosse un
fiocco.
Le due femmine erano allungate sul letto matrimoniale, la schiena appoggiata contro la testiera.
In mezzo a loro Boo, il gatto nero di casa, si godeva le coccole a due mani; al pari di Bella, nean-che
lui sembrava apprezzare labito in questione. I suoi occhi verdi fissavano disgustati la TV.
Cormia spost la mano dalla schiena al fianco del gatto. Il colore non  male.
Non basta a compensare il fatto che sembra una balena strizzata nel cellofan. E con una fune
attaccata al sedere.
Non so neanche cosa sia una balena, figuriamoci il cellofan.
Bella indic lo schermo piatto allaltro capo della stanza. La stai guardando. Prova a
immaginare qualcosa che assomiglia a un mostro marino sotto quellincubo di vestito e voil.
Cormia sorrise; il tempo trascorso con Bella era stato insieme rivelatore e stranamente
sconcertante. Bella le piaceva. Davvero. Era simpatica, affabile e premurosa, bella di nome e di fatto,
dentro e fuori.
Non cera da stupirsi che il Primole la adorasse. E per quanto fosse partita con lintenzione di
rivendicare i suoi diritti su di lui, contro Bella, Cormia scopr che non cera nessun bisogno di ribadire
il suo status di Prima Sposa. Il Primole non salt fuori nella conversazione e non ci furono allusioni o
sottintesi in tal senso.
Quella che aveva percepito come una rivale si era rivelata unamica.
Cormia torn a concentrarsi su ci che aveva in grembo. Una specie di opuscolo floscio, largo e
sottile, con le pagine patinate e un sacco d quelli che Bella aveva chiamato annunci pubblicitari. Sul
davanti cera scritto Vogue. Guarda quanti vestiti diversi, mormor.  stupefacente.
Ho quasi finito con Harpers Bazaar, se lo vuoi...
La porta si spalanc con tale violenza che Cormia balz gi dal letto facendo volare Vogue in
un angolo come un uccellino spaventato. Sulla soglia cera il fratello Zsadist, fresco di combattimento a
giudicare dallodore di borotalco che si portava dietro e dallarsenale che aveva addosso.
Cosa sta succedendo? chiese.
Be, disse lentamente Bella, hai appena spaventato a morte Cormia e me, Tim Gunn ha
stoppato il tempo per gli stilisti e io ho di nuovo fame, quindi sto per chiedere a Fritz di portarmi una
omelette. Pancetta affumicata e formaggio cheddar. Qualche crocchetta di patate con cipolla. E del
succo darancia.
Il fratello si guard intorno come se si aspettasse di vedere dei lesser dietro le tende. Phury ha
detto che non stavi bene.
Ero stanca. Mi ha aiutato a salire le scale. Cormia allinizio mi ha fatto da babysitter, ma
adesso credo che abbia deciso di restare perch si sta divertendo, vero Cormia? O almeno si stava
divertendo, giusto?
Cormia annu, ma senza staccare gli occhi dal fratello. Con quel volto sfregiato e il fisico
gigantesco laveva sempre messa a disagio, non perch fosse in alcun modo brutto, ma per la sua aria
feroce.
Zsadist la guard e poi accadde una cosa stranissima. Si mise a parlare con una voce
incredibilmente gentile e alz una mano, quasi volesse calmarla.
Tranquilla. Scusa se ti ho spaventata. A poco a poco i suoi occhi divennero gialli e il volto si
addolc. Sono solo in pensiero per la mia shellan. Non voglio farti del male.
Cormia sent allentarsi la tensione; adesso capiva perch Bella stava con lui. Ma certo, vostra
grazia, disse con un inchino.  naturale che siate in pensiero per lei.
Tu stai bene? chiese Bella, guardando i vestiti macchiati di sangue del suo hellren. Stanno
tutti bene?
I fratelli stanno bene, rispose Zsadist andando dalla sua shellan e accarezzandole il viso con
mano tremante. Voglio che Jane ti dia unocchiata.
Se serve a farti sentire meglio dille pure di venire. Io credo che sia tutto a posto, ma far tutto
quello che pu servire a farti stare tranquillo.
Hai perso ancora sangue? Bella non rispose. Vado subito a chiamarla...
Non ne ho perso molto, e non c niente di diverso dalle altre volte. Chiamare Jane  una
buona idea, probabilmente, anche se dubito che si possa fare qualcosa. Bella avvicin le labbra al
palmo di Zsadist e lo baci. Ma prima per favore dimmi cosa  successo stanotte.
Zsadist si limit a scrollare la testa e Bella chiuse gli occhi, quasi fosse abituata a ricevere brutte
notizie... quasi ne avesse ricevute talmente spesso da non necessitare ulteriori precisazioni. Le parole
non potevano aggiungere nulla alla tristezza di lei o di lui, n potevano alleviare ci che chiaramente
sentivano.
Zsadist si chin a baciare la sua compagna. Quando i loro occhi si incontrarono, lamore che ne
scatur fu cos intenso da creare unaura di calore; dal punto in cui si trovava, Cormia avrebbe giurato
di sentirlo.
Bella non aveva mai manifestato un legame del genere con il Primate. Mai.
N, quanto a questo, lui laveva manifestato nei confronti di Bella. Anche se forse solo per
motivi di discrezione.
Zsadist bisbigli qualcosa, poi usc come per andare a caccia, le sopracciglia aggrottate, le
spalle contratte, solide come le travi di una casa.
Cormia si schiar la gola. Volete che vi chiami Fritz? O che gli passi la vostra ordinazione?
Sar meglio aspettare, se Jane deve venire a visitarmi. Bella spost la mano sul pancione e
cominci a muoverla lentamente in cerchio. Ti andrebbe di tornare, pi tardi, per guardare il resto
della trasmissione con me?
Se vi fa piacere...
Assolutamente. Sei unottima compagnia.
Davvero?
Gli occhi di Bella erano incredibilmente gentili. Davvero. Mi infondi un senso di calma.
Allora sar la vostra compagna di parto. Da dove vengo io, una sorella incinta ha sempre una
compagna di parto.
Grazie... grazie mille. Bella si volt, negli occhi un lampo di paura. Accetto tutto laiuto
possibile.
Se posso permettermi, mormor Cormia, cosa vi preoccupa di pi?
Lui. Sono preoccupata per Z, rispose Bella tornando a guardarla. Poi sono preoccupata per il
mio piccolo.  molto strano. Non sono poi tanto preoccupata per me.
Siete molto coraggiosa.
Oh, non mi hai mai vista a met giornata. Vado spesso in crisi, fidati.
Penso comunque che siate coraggiosa, disse Cormia posando la mano sul suo ventre piatto.
Dubito che saprei essere altrettanto impavida.
Bella sorrise. Credo che ti sbagli. Ti ho osservata, in questi ultimi mesi, e hai una forza
incredibile.
Cormia non ne era cos sicura. Spero tanto che la visita vada bene, torner pi tardi...
Non crederai sul serio che sia facile essere quello che sei, no? Vivere col genere di pressioni
cui sono sottoposte le Elette. Non riesco neanche a immaginare come facciate a sopportarle, e ho un
profondo rispetto per te.
Cormia non riusc a fare altro che battere le palpebre, incredula. Sul... serio?
Bella annu. S. E vuoi sapere unaltra cosa? Phury  fortunato ad avere te. Mi auguro soltanto
che non ci metta troppo a capirlo.
Santissima Vergine Scriba, non si sarebbe mai aspettata di sentirsi dire una cosa simile da
nessuno, tanto meno da Bella; il suo shock doveva essere palese poich Bella rise.
Okay, ti ho messa in imbarazzo, e me ne scuso. Ma  da un pezzo che volevo dirvelo, a tutti e
due. Bella lanci unocchiata al bagno con un grosso sospiro. Ora credo sia meglio che tu vada, cos
posso prepararmi per Jane e le sue palpazioni. Adoro quella donna, sul serio, per cribbio, detesto
quando si infila quei guanti di lattice.
Cormia salut in fretta e usc per tornare in camera sua, assorta nei suoi pensieri.
Svoltato langolo dello studio di Wrath, si ferm di colpo. Quasi lo avesse evocato, ecco il
Primale in cima al grande scalone, minaccioso ed esausto.
I suoi occhi si posarono su di lei.
Doveva essere ansioso di avere notizie di Bella, pens Cormia. Bella sta meglio, ma credo che
nasconda qualcosa. Il fratello Zsadist  appena andato a chiamare la dottoressa Jane.
Bene. Mi fa piacere. Grazie per esserti presa cura di lei.
 stato un piacere. Bella  adorabile.
Il Primale annu; poi fece scorrere lo sguardo su di lei, dai capelli, raccolti in uno chignon, ai
piedi nudi. Come se stesse riprendendo confidenza con lei, come se non la vedesse da uneternit.
A quali orrori avete assistito da quando siete uscito di casa? sussurr Cormia.
Perch me lo chiedi?
Mi fissate come se non mi vedeste da settimane. Che cosa avete visto?
Sei brava a leggermi nel pensiero.
Quasi quanto siete bravo voi a eludere la mia domanda.
Lui sorrise. Il che significa molto bravo, huh.
Non siete obbligato a parlare di...
Ho visto altri morti. Morti che si potevano evitare. Che spreco, maledizione. Questa guerra 
una tragedia.
S. S,  vero. Avrebbe voluto prendergli la mano, invece disse, Vi andrebbe di...
accompagnarmi in giardino? Volevo fare quattro passi tra le rose prima che sorga il sole.
Lui esit, poi scosse la testa. Non posso. Mi dispiace.
Certo. Cormia si inchin per evitare i suoi occhi. Vostra grazia.
Stai attenta.
Va bene. Ci detto, Cormia raccolse la lunga veste e rapida si diresse verso le scale che lui
aveva appena salito.
Cormia. S?
Si volt a guardarlo da sopra la spalla e lui la trafisse con uno sguardo penetrante. Lardore di
quegli occhi la riport a quando erano tutti e due sul pavimento, in camera sua, e il cuore le balz in
gola.
Ma poi lui si limit a scuotere la testa. Niente. Solo, sii prudente.
Mentre Cormia scendeva le scale, Phury si diresse verso la galleria delle statue, fermandosi
davanti alla prima delle finestre affacciate sul giardino dietro casa.
Andare a vedere le rose insieme a lei era escluso. In quel momento lui era sconvolto, gli
sembrava che lo avessero scuoiato vivo, anche se aveva ancora tutta la pelle addosso. Ogni volta che
chiudeva gli occhi rivedeva quei cadaveri nel corridoio della clinica, i volti spaventati in quello
stanzino pieno di medicinali e il coraggio di coloro che non avrebbero dovuto essere costretti a
combattere per la loro vita.
Se non si fosse fermato per aiutare Bella a salire le scale e poi non fosse andato a cercare
Zsadist, forse quei civili non si sarebbero salvati. Di certo nessuno lo avrebbe chiamato in soccorso
perch lui non era pi un fratello.
Gi di sotto Cormia usc sul terrazzo, la veste candida che risaltava contro le lastre di pietra
grigio scuro. Si avvicin leggiadra alle rose e si chin ad annusarle. Gli pareva quasi di sentirla
inspirare e poi sospirare soddisfatta, inebriata dal profumo dei fiori.
I suoi pensieri passarono dallorrore della guerra alla bellezza delle forme femminili.
E a quello che maschi e femmine facevano tra le lenzuola di raso.
No, non doveva ronzare intorno a Cormia in quel momento, nella maniera pi assoluta. Lui
voleva sostituire la morte e la sofferenza che aveva visto quella notte con qualcosaltro, qualcosa di
vivo e caldo, qualcosa che coinvolgesse solo il corpo e non la testa. Osservando la sua Prima Sposa
colmare di attenzioni il roseto, lavrebbe voluta nuda sotto di s, fremente di piacere, madida di sudore.
Ah... ma lei non era pi la sua Prima Sposa, no?
Merda.
La voce del mago si insinu nella sua testa. Credevi sinceramente di riuscire a fare il tuo
dovere nei suoi confronti? Di farla felice? Proteggerla? Passi dodici ore al giorno a fumare. Vuoi
accenderti uno spinello dopo laltro davanti a lei costringendola a guardarti mentre, sempre pi
rintronato, finisci per appisolarti contro i cuscini del letto? Vuoi che veda questo?
Vuoi costringerla a trascinarti dentro casa, allalba, come hai fatto tu con tuo padre?
Magari un giorno pensi anche di picchiarla per la frustrazione.
No! grid Phury.
Ah, no? Tuo padre ti aveva detto la stessa cosa o sbaglio, socio? Ti aveva promesso che non ti
avrebbe mai pi picchiato.
Ma la parola di chi  schiavo di una dipendenza  proprio questo: una parola e nientaltro. 
questo il guaio.
Phury si stropicci gli occhi dando le spalle alla finestra.
Per darsi un obiettivo, uno qualunque, si diresse verso lo studio di Wrath. Anche se lui non era
pi un membro della confraternita, il re andava informato di quanto era accaduto alla clinica. Z era
impegnato con Jane e Bella e gli altri fratelli si stavano rendendo utili alla nuova clinica, quindi tanto
valeva che fosse lui a fare rapporto in via ufficiosa. Inoltre, voleva spiegare a Wrath perch si era
trovato sul posto e assicurargli che non si trattava di un atto di insubordinazione per il benservito che
gli aveva dato.
E poi cera la faccenda di Lash.
Il ragazzo era disperso.
Dal conteggio dei pazienti giunti alla nuova clinica sommati ai cadaveri in quella vecchia, era
emerso che soltanto una persona era stata rapita, ed era Lash. Il personale sanitario aveva riferito che il
ragazzo era vivo al momento dellincursione, dopo il crollo dei suoi parametri vitali erano riusciti a
rianimarlo. H che era una tragedia. Lash poteva anche essere un bastardo, ma nessuno voleva che
cadesse nelle grinfie dei lesser. Se era fortunato sarebbe morto lungo il tragitto verso il luogo,
qualunque fosse, dove lo stavano portando, ed era molto probabile che fosse morto, in effetti, visto
comera ridotto.
Phury buss alla porta dello studio. Mio signore? Mio signore, ci sei?
Non ottenendo risposta, riprov di nuovo.
Niente. Si volt e and in camera sua, ben sapendo che avrebbe ricominciato a fumare a
ripetizione, riprendendo il suo posto nel desolato regno del mago.
Come se potessi vivere altrove, lo schern la sinistra voce nella sua testa.
Allaltro capo della citt, a casa dei genitori di Blaylock, Qhuinn venne fatto entrare di
soppiatto dallingresso posteriore riservato ai doggen. Fece del suo meglio per camminare da solo,
zoppicando, ma Blay dovette aiutarlo a salire la scala di servizio fino in camera sua.
Quando Blay usc per raccontare ai suoi qualche balla su dove era stato e su quello che aveva
fatto, John mont di guardia mentre Qhuinn si stendeva sul letto dellamico senza neanche lombra del
sollievo abituale. E non solo perch si sentiva come un pun-ching ball.
I genitori di Blay non si meritavano una rogna del genere. Erano sempre stati buoni con lui. Che
cavolo, molti genitori non avrebbero permesso ai loro figli di frequentarlo, quelli di Blay, invece, gli
erano stati vicini sin dal principio. Adesso, senza saperlo, rischiavano di compromettere la loro
posizione allinterno della glymera offrendo rifugio a un fuggitivo rinnegato, una persona non grata.
Al solo pensiero, Qhuinn si alz con lintenzione di levare le tende, ma non aveva fatto i conti
col suo stomaco. Una fitta lancinante gli perfor le budella, come se il fegato avesse preso arco e frecce
e mirato ai reni. Con un gemito, si sdrai di nuovo.
Cerca di non muoverti, disse a gesti John.
Rice...vuto.
Il cellulare di John emise un trillo e lui lo tir fuori dalla tasca dei jeans A & F. Mentre lamico
leggeva lSMS, Qhuinn ripens a quando loro tre erano andati a fare spese al centro commerciale e poi
lui in camerino si era scopato la tipa che gestiva il negozio.
Da allora era cambiato tutto. Adesso tutto il mondo era diverso. Si sentiva pi vecchio di anni,
invece che di giorni.
John alz gli occhi, accigliato. Mi vogliono a casa.  successo qualcosa.
Vai, allora... io qui sto a posto.
Se posso torno.
Non c problema. Blay ti terr aggiornato.
Quando John usc, Qhuinn si guard intorno e gli tornarono in mente tutte le ore passate su quel
letto. Blay aveva una stanza fchissima. Le pareti erano rivestite in legno di ciliegio, il che le conferiva
laspetto di uno studio, e larredamento era moderno ed essenziale, non quella soffocante roba
dantiquariato che era la passione di tutti i membri della glymera, insieme alle regole pi assurde
sulletichetta da tenere in societ. Il letto, enorme, era coperto da un piumone nero e da una montagna
di cuscini comodissimi, senza per questo sembrare una roba da femmine. Sul pavimento, davanti allo
schermo al plasma ad alta definizione, cerano unXbox 360, una Wii e una PS3, e la scrivania dove
Blay faceva i compiti era in perfetto ordine come tutto il resto, videogiochi compresi. Sulla sinistra
cera un piccolo frigorifero, una pattumiera nera Rubbermaid, che in tutta onest assomigliava un po a
un pisello, e un bidone arancione per le bottiglie.
Qualche tempo prima Blay si era convertito alla causa ecologista ed era diventato un fanatico
della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti. Proprio tipico di Blay Contribuiva mensilmente
alla PETA, lorganizzazione animalista che combatte ogni forma di violenza e sfruttamento sugli
animali, mangiava solo polli ruspanti e carne di bestiame allevato allaperto, ed era un patito dei cibi
biologici.
Se ci fosse stata una ONU dei vampiri in cui fare uno stage o un modo per fare volontariato al
Porto Sicuro, lui ci si sarebbe buttato senza pensarci due volte.
Blay era la cosa pi vicina a un angelo che avesse mai conosciuto, pens Qhuinn.
Cazzo. Doveva andare via di l prima che suo padre facesse sbattere fuori dalla glymera tutta la
famiglia di Blay.
Cambiando posizione nel tentativo di trovare sollievo alla base della schiena, si rese conto che
non erano solo le ferite a dargli fastidio. La busta che gli aveva consegnato il doveri di suo padre era
rimasta infilata nella cintura dei jeans, malgrado tutte le botte che aveva preso.
Non aveva nessuna voglia di rivedere quelle carte, ma chiss come se le ritrov tra le mani
sporche e insanguinate.
Nonostante la vista annebbiata e i dolori diffusi in tutto il corpo, si concentr sulla pergamena.
Era il suo albero genealogico di cinque generazioni, il suo certificato di nascita, per cos dire. Guard i
tre nomi sullultima riga. Il suo era in fondo a sinistra, accanto a quello di suo fratello maggiore e di sua
sorella. Era sbarrato da un grossa X, e sotto lelenco dei suoi genitori e consanguinei cerano le loro
firme, vergate con un tratto pesante dello stesso inchiostro.
Cancellarlo dalla famiglia richiedeva parecchie scartoffie. I certificati di nascita di suo fratello e
di sua sorella andavano modificati allo stesso modo e anche il certificato di matrimonio dei suoi andava
rivisto. Il Consiglio dei Princeps della glymera, inoltre, doveva ricevere una dichiarazione in cui
Qhuinn veniva diseredato, il disconoscimento da parte dei suoi genitori e una richiesta di espulsione.
Dopo aver espunto il suo nome sia dai membri della glymera che dallimmenso archivio genealogico
dellaristocrazia, il leahdyre del Consiglio avrebbe elaborato una missiva da inviare a tutte le famiglie
della glymera in cui veniva formalmente annunciato il suo esilio.
Chiunque avesse una figlia in et da marito andava messo sullavviso, naturalmente.
Era tutto cos ridicolo. Con quegli occhi di due colori diversi non avrebbe comunque mai potuto
farsi incidere il nome di qualche aristocratica sulla schiena.
Qhuinn ripieg il certificato di nascita e lo infil di nuovo nella busta. Mentre la richiudeva,
ebbe la sensazione che gli avessero sfondato il petto. Essere solo al mondo, anche da adulto, era
terrificante.
Ma contaminare chi era stato gentile con lui era anche peggio.
Blay entr con un vassoio traboccante di cibarie. Non so se hai fame...
Devo andare.
Il suo amico pos sulla scrivania quello che aveva portato; Non credo che sia una buona idea.
Aiutami ad alzarmi. Me la caver... Cazzate, disse una voce femminile.
Jane, il medico della confraternita, comparve dal nulla davanti a loro. Aveva una di quelle borse
di foggia antiquata che usavano i dottori di una volta, panciuta come una pagnotta e con due manici in
cima, e indossava un camice bianco come quelli in uso alla clinica; il fatto che fosse un fantasma non
aveva la minima importanza. Tutto, in lei, dai vestiti alla borsa, dai capelli al profumo, diventata solido
e tangibile appena arrivava, proprio come se fosse una persona normale.
Grazie di essere venuta, disse Blay, sempre impeccabile come padrone di casa.
Ehil, dottoressa, farfugli Qhuinn.
Vediamo un po cosa abbiamo qui disse Jane sedendosi sullangolo del letto. Senza toccarlo,
si limit a squadrare il suo paziente con occhio clinico, dalla testa ai piedi.
Non sono esattamente il candidato ideale per Playgirl, eh? scherz imbarazzato lui.
Quanti erano? chiese seria lei.
Diciotto. Mila.
Quattro, intervenne Blay. Una Guardia dOnore di quattro.
Una Guardia dOnore? Jane scroll la testa, quasi stentasse a capire le usanze della razza.
Per Lash?
No, da parte della famiglia di Qhuinn, spieg Blay. E non dovevano ucciderlo.
Be, quello sembrava essere il suo nuovo leitmotiv, pens Qhuinn.
Jane apr la borsa. Okay, vediamo cosa c sotto i vestiti.
Concentratissima come sempre, tagli, la camicia di Qhuinn, gli auscult il cuore e gli misur la
pressione. Intanto che lo visitava, lui fissava il muro, lo schermo televisivo spento, la sua borsa.
Bella... comoda... la sua borsa, gemette mentre lei gli palpava laddome toccando un punto
sensibile.
Ne ho sempre desiderata una cos. Marcus Welby era il mio idolo.
Marcus chi?
Ti fa male anche qui? Lansito che gli sfugg quando lo tast di nuovo le forn la risposta che
cercava, quindi lui non aggiunse altro.
Jane gli tolse i pantaloni e, non avendo le mutande, Qhuinn si affrett a tirare le lenzuola sulle
parti intime. Lei le spinse via, lo scrut dappertutto con aria professionale e poi gli chiese di flettere
braccia e gambe. Si sofferm per qualche istante su un paio di lividi spettacolari e poi lo copr di
nuovo.
Con cosa ti hanno picchiato? Quegli ematomi sulle cosce sono molto brutti.
Spranghe. Grosse, pesanti...
Mazze, intervenne Blay. Devono aver usato quelle mazze cerimoniali nere.
Sarebbe coerente con le lesioni. La dottoressa si concesse qualche secondo, come un
computer in fase di elaborazione dati. Bene, la situazione  la seguente. Le tue gambe sono messe
parecchio male, ma le contusioni dovrebbero guarire da sole. Non hai ferite aperte; hai un taglio al
palmo, ma immagino che sia leggermente precedente a tutto il resto perch si sta gi rimarginando. E
allapparenza non hai niente di rotto, il che  un miracolo.
Niente di rotto o spezzato. Tranne il cuore, naturalmente, pens Qhuinn. Essere picchiato dal
proprio fratello...
Zitto, femminuccia, si disse.
Allora  tutto a posto, giusto, dottoressa?
Per quanto tempo sei rimasto svenuto?
Qhuinn si accigli, allimprovviso quella visione del Fado emerse dalla sua memoria e gli
piomb addosso come un corvo nero. Dio... era morto?
Ehm... non ne ho idea. E non ho visto niente mentre ero svenuto. Era tutto nero, sa... ero
KO. Non aveva nessuna intenzione di accennare a quella piccola, naturalissima allucinazione. Per
sto bene, sa...
Mi spiace, ma non sono daccordo. La frequenza cardiaca  alta, la pressione  bassa e non mi
piace quella pancia.
Mi fa solo un po male. Ho paura che si sia perforato qualcosa.
Grandioso. Non  niente.
Dov che hai preso la laurea in Medicina? Jane sorrise e lui fece una risatina. Vorrei farti
unecografia, ma stanotte la clinica di Havers ha subito un attentato.
Che cosa?
Che cosa? esclam in contemporanea Blay.
Credevo lo sapeste.
Ci sono dei superstiti? chiese Blay.
Lash  sparito.
Mentre i ragazzi metabolizzavano le implicazioni di quella notizia, Jane rovist nella sua borsa
delle meraviglie e tir fuori una siringa sigillata e una fialetta con un tappino di gomma. Ti dar
qualcosa per il dolore. E non preoccuparti, aggiunse sardonica, non  Demerol.
Perch, il Demerol fa male?
Ai vampiri? S. Jane strabuzz gli occhi. Fidati.
Tutto quello che dice lei per me va bene.
Questo dovrebbe bastare per un paio dore, disse Jane dopo avergli fatto liniezione. Ma
conto di tornare anche prima.
Devessere quasi lalba, eh?
Gi, perci dobbiamo sbrigarci. Hanno messo in piedi una clinica provvisoria...
Non posso andarci, protest Qhuinn. Non posso... Non sarebbe una buona idea.
Blay annu. Non dobbiamo far sapere dove si trova. Al momento Qhuinn non  al sicuro da
nessuna parte.
La dottoressa socchiuse gli occhi. Un istante dopo disse, Okay. Allora vedr di pensare a un
ambiente pi riservato dove prestarti le cure necessarie. Nel frattempo, non muoverti da questo letto. E
non mangiare o bere niente, nel caso debba aprirti.
Mentre la dottoressa Jane chiudeva la sua borsa alla Marcus-vattelapesca, Qhuinn cont tutte le
persone che non si sarebbero azzardate ad avvicinarlo, figurarsi medicargli le ferite.
Grazie, disse con un filo di voce.
Non c di che. Jane gli pos una mano sulla spalla e strinse forte. Sistemo tutto io. Tornerai
come nuovo. Puoi scommetterci la testa.
In quel momento, guardando quegli occhi verde scuro, Qhuinn credette sinceramente che lei
potesse sistemare il mondo intero e venne sopraffatto da unondata di sollievo, come se qualcuno lo
avesse avvolto in una morbida coperta. Merda, se perch la sua vita era in ottime mani o se per effetto
di quello che la dottoressa gli aveva pompato nel braccio, non aveva importanza: da qualunque parte
arrivasse, voleva godersi quel senso di benessere.
Ho sonno,
Proprio quello che volevo,
Jane si avvicin a Blay e gli bisbigli qualcosa,,, e lui sgran gli occhi, pur tentando di
nascondere la propria reazione.
Ah, allora era nella merda fino al collo, pens Qhuinn.
Dopo che la dottoressa se ne fu andata non si prese il disturbo di chiedere cosa avesse detto,
tanto Blay non avrebbe aperto bocca, lo si capiva dalla faccia. Aveva le labbra sigillate.
Ma cera un sacco di altra roba da discutere, vista la situazione di merda in cui si trovavano.
Che cosa hai detto ai tuoi? chiese Qhuinn.
Non devi preoccuparti di niente.
Malgrado la spossatezza sempre pi invincibile, Qhuinn scosse la testa. Dimmelo.
Non devi...
Tu dimmelo e basta... altrimenti mi alzo e mi metto a fare Pilates, cazzo.
S, come no. Hai sempre detto che  roba da finocchi.
Bene. Jujitsu, allora. Parla prima che crolli addormentato, ti spiace?
Blay tir fuori una Corona dal frigo. I miei avevano intuito che eravamo noi, quando hanno
sentito che entrava qualcuno. Erano appena tornati dalla grande festa della glymera. Per cui i genitori di
Lash scopriranno adesso tutto il fattaccio.
Cazzo. Gli hai detto.,, di me?
S, e vogliono che resti. Blay stapp la birra, che emise una specie di ansito. Non diremo
niente a nessuno, tutto qua. Gireranno voci su dove sei finito, ma la glymera non si metter certo a
battere a tappeto la citt per trovarti, e i nostri doggen sono persone fidate.
Resto solo per oggi.
Senti, i miei ti vogliono bene, e non ti lasceranno in mezzo alla -strada. Sanno comera Lash, e
conoscono anche i tuoi genitori. Blay non aggiunse altro, ma il tono che aveva usato bastava ad
arricchire le sue parole di tutta una serie di aggettivi.
Intolleranti, moralisti, crudeli...
Non voglio essere un peso per nessuno, disse Qhuinn, torvo, Per te. Per nessuno.
Ma non sei di peso. Blay abbass gli occhi sul pavimento. Io ho solo i miei genitori. Da chi
credi che andrei se dovesse succedere qualcosa di brutto? Tu e John siete tutto quello che ho, a parte
mamma e pap. Voi due siete la mia famiglia,
Blay, io finir in prigione.
Noi non abbiamo prigioni, quindi ti servir un posto dove stare agli arresti domiciliari. E
non pensi che la cosa diventer di dominio pubblico? Non credi che dovr rivelare dove sto?
Blay tracann met birra, tir fuori il telefonino e si mise a digitare. Senti, vuoi piantarla di
fare luccello del malaugurio? Abbiamo gi abbastanza problemi cos senza bisogno che te ne inventi
degli altri. Troveremo il modo di farti stare qui, okay?
Si sent un bip.
Vedi? John  daccordo. Blay gli mostr il display del cellulare dove cera scritto, IDEA
GRANDIOSA, poi fin di scolarsi la birra con laria soddisfatta di un marito che ha messo in ordine
cantina e box. Andr tutto bene.
Qhuinn guard lamico da sotto due palpebre pesanti come macigni. S.
Il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi fu che, s, certo, le cose si sarebbero sistemate...
ma non come aveva in mente Blay.
Capitolo 22
Lash, figlio dellOmega, rinacque con un urlo gutturale. In uno stato di folle confusione, torn
al mondo come ci era venuto venticinque anni prima: nudo, ansimante e insanguinato, solo che stavolta
il suo corpo era quello di un adulto, non di un neonato.
Il primo, fugace, momento di consapevolezza pass in fretta, poi per lui cominci lo strazio:
aveva le vene piene di acido e ogni centimetro del suo corpo era corroso dallinterno. Con le mani sullo
stomaco, si pieg su un fianco vomitando bile nera su un logoro pavimento di legno. Troppo stravolto
dai conati, non si cur di chiedersi dove fosse, cosa fosse successo o perch stesse rimettendo roba che
sembrava vecchio olio lubrificante.
Nel mezzo di quel turbinoso disorientamento, di quel vomito inarrestabile e di un panico cieco e
incontrollabile, un salvatore gli tese la mano. Gli accarezz la schiena, pi e pi volte, il palmo caldo
prese un ritmo che rallent la corsa frenetica del suo cuore, calm la sua testa e plac le sue viscere.
Appena fu in grado di farlo, Lash rotol di nuovo sulla schiena.
Al centro di un campo visivo offuscato, riusc a mettere a fuoco una figura nera traslucida. Il
volto etereo era di una bellezza giovane e virile, sui ventanni, ma la malvagit dietro gli occhi
tenebrosi lo rendeva orribile.
LOmega. Doveva essere lOmega.
Quello era il Male descritto dalla sua religione, dal suo folklore e dalla sua educazione.
Lash fece per rimettersi a urlare, ma la mano spettrale si protese verso di lui toccandogli con
delicatezza il braccio. Lash si calm.
A casa, pens. Sono a casa.
La mente vacill isterica a quel pensiero. Non era a casa. Era... di certo non aveva mai visto
quella stanza decrepita.
Dove cazzo era?
Stai tranquillo, mormor lOmega. Ti torner tutto alla memoria.
E cos fu, tutto dun colpo. Lash vide lo spogliatoio al centro di addestramento... e John, quel
finoccho della malora, che sclerava quando il suo lurido segretuccio veniva fuori. Poi si prendevano a
cazzotti finch... Qhuinn... Qhuinn gli tagliava la gola.
Porco diavolo... si sent cadere sul pavimento della doccia, le piastrelle una piattaforma
datterraggio dura e bagnata. Rivisse il gelo dello shock e ricord di essersi portato le mani alla gola,
cominciando ad ansimare mentre una stretta soffocante gli schiacciava il petto... il sangue... stava
annegando nel suo stesso sangue... poi per lo avevano ricucito... e spedito alla clinica, dove...
Merda, era morto, giusto? Il dottore lo aveva ripreso per i ca-pelli ma era decisamente morto.
 cos che ti ho trovato, mormor lOmega. La tua morte  stata il faro.
Ma perch il Male lo voleva?
Perch sei mio figlio, disse lOmega con una voce distorta colma di reverenza.
Figlio? Figlio?
Lash scosse lentamente la testa. No... no...
Guardami negli occhi.
Stabilito quel contatto visivo, Lash vide altre scene, visioni che si succedevano come le pagine
di un libro illustrato. La storia che si dipanava lo fece a un tempo rabbrividire e respirare meglio. Era il
figlio del Male. Nato da una vampira trattenuta contro la sua volont in quella stessa fattoria, oltre
ventanni prima. Dopo la sua nascita era stato lasciato in un luogo di ritrovo per vampiri, che lo
avevano trovato e portato alla clinica di Havers... dove in seguito era stato adottato dalla sua famiglia
in gran segreto, tanto che anche lui ne era alloscuro.
E adesso, raggiunta la maturit, era tornato da colui che lo aveva generato.
A casa.
Mentre metabolizzava le implicazioni di quella scoperta, fu colto dai morsi della fame e in
bocca gli si allungarono le zanne.
LOmega sorrise e si volt. Alle sue spalle, nellangolo pi lontano di quella stanza schifosa,
cera un lesser grande come un ragazzino di quattordici anni, gli occhietti da topo fissi su Lash, il
piccolo corpo contratto come un serpente attorcigliato su se stesso.
 giunto il momento di rendermi quel servizio, gli disse lOmega.
Il Male tese la mano tenebrosa e gli fece segno di avvicinarsi.
Pi che camminare, il lesser si muoveva in blocco, come se brac-cia e gambe fossero
paralizzate e mani invisibili lo stessero sollevando e trasportando. Il non morto sbarr gli occhi slavati,
strabuzzandoli in preda al panico, ma Lash aveva in mente tuttaltro che la paura delluomo che gli
veniva offerto.
Appena colse il suo odore dolciastro, si rizz a sedere, e scopr le zanne.
Tu nutrirai mio figlio, disse lOmega rivolto al lesser.
Senza attendere il suo consenso, Lash allung la mano e agguant quel bastardello per la
collottola trascinandolo a s, verso i canini frementi, poi gli affond le zanne nella carne e succhi
avidamente il sangue, dolce come melassa e altrettanto denso.
Non aveva mai sentito un sapore simile, ma gli riemp lo stomaco e gli diede forza, e tanto
bastava.
Mentre Lash succhiava, lOmega scoppi a ridere, piano allinizio, poi sempre pi forte, finch
la casa trem per limpeto di quella gioia matta e assassina.
Phury picchiett lo spinello stai bordo del posacenere e guard ci che aveva tracciato con la
penna doca. Il disegno era scioccante, e non solo a causa del soggetto.
Era anche uno dei migliori che avesse mai fatto.
La forma femminile sul foglio bianco panna era stesa sopra un letto di raso, le spalle e il collo
sorrette da morbidi cuscini. Un braccio era sollevato sopra la testa, le dita intrecciate nei lunghi capelli,
laltro abbandonato lungo il fianco, la mano posata alla giuntura tra le cosce. I seni erano turgidi, i
piccoli capezzoli ritti, pronti per la bocca di qualcuno, e le labbra schiuse in modo invitante... cos
come le gambe. Entrambe erano aperte, un ginocchio piegato, il piede inarcato e le dita contratte, quasi
stesse pregustando qualcosa di delizioso.
Guardava fuori dalla pagina, dritto verso di lui.
E non era uno schizzo appena abbozzato. Il ritratto era curato fin nei minimi particolari,
tratteggiato e sfumato con precisione certosina per rendere la femmina in tutto il suo fascino. Il risultato
era una personificazione tridimensionale del sesso, un orgasmo in nuce, tutto ci che un maschio
poteva desiderare in una partner sensuale, Phury diede un altro tiro allo spinello, tentando di
convincersi che non era Cormia.
No, quella non era Cormia... non era una femmina in particolare, era solo un aggregato di
attributi sessuali cui aveva rinunciato finch aveva tenuto fede al suo voto di castit. Era lideale
femminile con cui avrebbe voluto vivere la sua prima volta. Era la femmina da cui avrebbe voluto
abbeverarsi in tutti quegli anni. Era la sua amante immaginaria, ora generosa ora esigente, a volte dolce
e arrendevole, altre volte avida e capricciosa.
Non era reale.
E non era Cormia.
Proruppe in unimprecazione, risistem luccello nei calzoni del pigiama e schiacci lo spinello
nel posacenere.
Che razza di bugiardo schifoso. Bugiardo. Schifoso. Altro che se era Cormia,
Lanci unocchiata al medaglione del Primale, sopra il cassettone, ripens alla conversazione
con la Direttrice e imprec di nuovo. Fantastico. Ora che Cormia non era pi la sua Prima Sposa aveva
deciso che la desiderava. La sua solita fortuna.
Cristo.
Si sporse verso il comodino, si roll unaltra canna e laccese. Con lo spinello tra le labbra
cominci a disegnare ledera, partendo dalle belle dita dei piedi. Mentre aggiungeva una foglia dopo
laltra, coprendo a poco a poco tutto il disegno, gli parve che fossero le sue mani a salire lungo quelle
gambe vellutate, sopra quel ventre piatto e poi su, fino ai seni alti e sodi.
Era cos preso dallaccarezzarla nella sua mente che la sensazione di soffocamento solitamente
associata al gesto di coprire un disegno col rampicante non lo assal finch non giunse al volto.
Allora si ferm. Quella era proprio Cormia e non una Cormia a met, come Bella in quel ritratto
di qualche sera prima. I lineamenti di Cormia erano tutti l, in bella vista, dal taglio degli occhi al
turgore del labbro inferiore alla chioma lussureggiante.
E lei lo stava guardando. Lo desiderava.
Oh, Dio...
In fretta disegn ledera su tutta la faccia e poi rest a guardare come laveva rovinata. I tralci la
coprivano completamente, debordando oltre i confini del suo corpo, seppellendola senza metterla
sottoterra.
In un lampo gli torn in mente il giardino a casa dei suoi genitori, cos come laveva visto
quellultima volta, quando era tornato per dar loro sepoltura.
Dio, ricordava ancora quella notte con assoluta chiarezza. Specie lodore che avevano i resti del
rogo.
La tomba che aveva scavato era in un canto, la fossa nel terreno una ferita aperta nella fitta
edera del giardino. Vi aveva deposto entrambi i genitori, ma cera un solo corpo da seppellire. Aveva
dovuto bruciare i resti di sua madre. Si era gi decomposta nel suo letto al punto che non era riuscito a
portarla fuori dal seminterrato. Aveva dato fuoco a ci che restava di lei nel punto in cui laveva
trovata, pronunciando formule sacre finch il fumo lo aveva soffocato costringendolo a scappare.
Mentre il fuoco divampava allinterno della stanza di pietra, aveva preso suo padre e laveva
portato fuori fino alla tomba. Dopo che le fiamme avevano divorato tutto ci che potevano raggiungere
nel seminterrato, Phury aveva raccolto le ceneri rimaste e le aveva messe in una grande urna di bronzo.
Erano un bel mucchio perch insieme alla madre aveva bruciato il materasso e tutto il letto.
Aveva collocato lurna accanto alla testa di suo padre, poi li aveva coperti di terra.
Dopo di che aveva incendiato lintera casa, riducendola in cenere. Era maledetta, tutto quel
luogo era maledetto, neanche la temperatura infernale delle fiamme era bastata a purificare linfezione
della malasorte, ne era certo.
Nellandarsene, il suo ultimo pensiero fu che, nel giro di non troppo tempo, ledera avrebbe
ricoperto completamente le fondamenta.
Hai bruciato tutto quanto,  vero, disse il mago nella sua testa. Ma avevi ragione tu, non 
servito a scacciare la maledizione. Tutte quelle fiamme non sono bastate a purificare n loro n te,
giusto, socio? Hanno solo fatto di te un piromane, oltre che un salvatore mancato.
Spegnendo lo spinello, Phury appallottol il disegno, si agganci la protesi e and alla porta.
Non puoi scappare, non puoi sottrarti a me o al tuo passato, mormor il mago. Siamo come
ledera su quel pezzo di terra, sempre con te, ti avvolgiamo completamente, copriamo la maledizione
che si  abbattuta su di te.
Gettando via il disegno, Phury usc dalla stanza, tutta un tratto spaventato dalla solitudine.
Appena mise piede in corridoio, quasi travolse Fritz. Il maggiordomo balz indietro in tempo,
proteggendo un vaso di... piselli? Piselli a bagno nellacqua?
Le costruzioni di Cormia, ramment Phury mentre il contenuto del vaso tra le braccia del
doggen minacciava di rovesciarsi.
Fritz sorrise, malgrado la collisione evitata per un soffio; il suo volto gommoso, solcato dalle
rughe, si apr in un sorriso felice. Se state cercando lEletta Cormia,  in cucina, sta consumando il suo
Ultimo Pasto con Zsadist.
Con Z? Cosa diavolo ci faceva con Z? Sono insieme?
Credo che il padrone volesse parlarle in privato di Bella. Ecco perch al momento mi sto
dando da fare in unaltra parte della casa. Fritz si accigli. State bene, padrone? Vi serve qualcosa?
Che ne diresti di un bel trapianto di cervello? No, grazie.
Il doggen si conged con un inchino ed entr nella stanza di Cormia, proprio mentre dallatrio
saliva leco di alcune voci. Phury and alla balconata e si affacci dalla ringhiera decorata con un
motivo a foglie doro.
Ai piedi delle scale cerano Wrath e Jane; lespressione spettrale di questultima era tesa come
la sua voce.
... ecografo. Senti, so che non  lideale perch non ti va di avere gente in giro per casa, ma
non abbiamo scelta. Sono andata alla clinica e non solo si rifiutano di ricoverarlo, ma volevano a tutti i
costi sapere dov.
Wrath scosse la testa. Cristo, non possiamo portarlo...
S che possiamo. Fritz pu andare a prenderlo con la Mercedes. E prima che tu dica di no,  da
dicembre che ogni settimana quei ragazzi vengono qui al quartier generale per il corso di
addestramento. Lui non capir neanche dove si trova. E per quanto riguarda quegli stronzi della
glymera, non c nessun bisogno di informarli che lui  qui. Potrebbe morire, Wrath. E io non voglio
che John ce labbia sulla coscienza, tu si?
Il re smadonn in lungo e in largo guardandosi intorno, come se i suoi occhi avessero bisogno
di fare qualcosa mentre la testa rimuginava sulla situazione. E va bene. Mettiti daccordo con Fritz per
il trasferimento. Puoi sottoporlo alle analisi e operarlo, se necessario, nella saletta per la fisioterapia,
poi per dovr essere portato via appena possibile. Non me ne importa un fico secco dellopinione della
glymera, quello che mi preoccupa  creare un precedente. Non possiamo diventare un albergo.
Ho capito. E, senti, voglio dare una mano a Havers.  un compito troppo gravoso per lui
avviare la nuova clinica e seguire i pazienti. Per cos dovr assentarmi per qualche giorno.
Vishous  daccordo? Non ci saranno rischi per la tua sicurezza?
Non tocca a lui decidere, e a te lo sto dicendo solo per gentilezza. Jane rise, asciutta. Non
guardarmi cos. Sono gi morta. I lesser non possono ammazzarmi di nuovo.
Non  affatto divertente.
Lumorismo macabro fa parte dellavere un dottore in casa. Rassegnati.
Wrath scoppi in una risata fragorosa. Sei proprio un osso duro. Non mi stupisce che V si sia
innamorato di te. Poi il re torn serio. Ma, tanto per essere chiari, osso duro o no, qui comando io.
Questo posto e tutti quelli che ci stanno sono sotto la mia responsabilit.
Jane sorrise. Dio, mi ricordi Manny.
Chi?
Il mio vecchio capo. Primario di chirurgia al St. Francis. Voi due andreste magnificamente
daccordo. O... forse no. Jane pos la mano trasparente sul robusto avambraccio tatuato del re.
Appena stabilito il contatto, divenne solida da capo a piedi. Wrath, non sono una stupida e non
intendo agire in modo precipitoso. Vogliamo tutti e due la stessa cosa, e cio che tutti siano al sicuro...
compresi i vampiri che non abitano qui. Non lavorer mai per te o per nessun altro, perch non  nella
mia natura, ma di sicuro intendo lavorare con te, okay?
Con un sorriso pieno di rispetto, il re annu reciso; era la cosa pi vicina a un inchino che
potesse fare. Me ne far una ragione.
Quando Jane si allontan in direzione del tunnel sotterraneo, Wrath alz gli occhi su Phury.
E non disse niente.
Stavate parlando di Lash? chiese Phury, sperando che il ragazzo fosse stato ritrovato o roba
del genere.
No.
Phury rest in attesa di un nome, ma quando il re si volt e cominci a salire le scale con le sue
lunghe falcate, divorando la distanza che li separava due gradini alla volta, fu subito chiaro che non gli
avrebbe detto niente.
Affari della confraternita, pens Phury.
Che un tempo erano anche i tuoi, gli fece cortesemente notare il mago. Finch non hai perso la
testa.
Stavo venendo a cercarti, ment Phury, avvicinandosi al suo re; evidentemente un rapporto
ufficioso su quanto era accaduto alla clinica ormai era superfluo. Passeranno di qui un paio di Elette.
Vengono a vedere me.
Le sopracciglia del re si tuffarono dietro gli occhiali avvolgenti. Allora hai completato la
cerimonia con Cormia, huh. Non dovresti vedere quelle femmine dallAltra Parte?
Molto presto lo far. Merda, era proprio vero.
Wrath incroci le braccia sullampio petto. Ho sentito che stanotte ti sei fatto onore alla
clinica. Grazie.
Phury ingoi il boccone amaro.
Quando eri un fratello il re non ti ringraziava mai per quello che facevi perch facevi
semplicemente il tuo dovere, il tuo lavoro e ci per cui eri nato. Poteva capitare di ricevere un bravo!
per averci dato dentro, o una qualche forma imbarazzata di solidariet al testosterone se ti beccavano e
rimanevi ferito... ma nessuno ti ringraziava mai.
Phury si schiar la gola. Non riuscendo a tirar fuori un prego, non c di che si limit a
mormorare, Tutto merito di Z... e anche di Rehv, che si trovava l per caso.
S, provveder a ringraziare anche Rehvenge. Wrath si volt verso lo studio. Quel symphath
si sta rivelando utile.
Phury rimase a guardare la porta a due battenti che si chiudeva lentamente, precludendo al suo
sguardo la stanza azzurro pallido.
Voltandosi a sua volta per andare, gli cadde locchio sul maestoso soffitto dellatrio, con i suoi
guerrieri cos fieri e realistici.
Adesso lui era un amante, non pi un guerriero, giusto?
S, disse il mago. E scommetto che sarai altrettanto scadente sul piano sessuale. Adesso corri a
cercare Cormia e dille che ti piace cos tanto che hai deciso di relegarla in panchina. Guardala negli
occhi e dille che ti scoperai le sue sorelle. Tutte quante. Nessuna esclusa.
Tutte tranne lei.
E d a te stesso che stai facendo la cosa giusta spezzandole il cuore. Perch  per questo che
stai scappando. Hai visto come ti guarda e sai che ti ama e sei un vigliacco.
Diglielo. Dille tutto.
Mentre il mago si allontanava col vento in poppa, Phury scese al piano terra, entr nella sala del
biliardo e prese una bottiglia di vermouth Martini & Rossi e una di gin Beefeater, poi afferr un vasetto
di olive, un bicchiere da cocktail e...
La scatola di stuzzicadenti lo fece pensare a Cormia.
Tornando di sopra fu nuovamente assalito dalla paura di stare da solo, ma aveva altrettanta
paura di stare con chiunque altro.
Sapeva solo che cera un modo infallibile per sbarazzarsi del mago, e intendeva servirsene.
Fino a perdere i sensi.
Capitolo 23
In genere Rehv non amava stare nel monolocale dietro il suo ufficio allo ZeroSum. Dopo una
nottata come quella, tuttavia, non se la sentiva di guidare fino alla casa sicura fuori citt dove abitava
sua madre, e lattico al Commodore, con la sua vetrata panoramica, era tassativamente escluso.
Xhex era passata a prenderlo alla clinica e sulla via del ritorno al club lo aveva torchiato per
benino per farsi dire come mai non lavesse chiamata dopo lattentato. Ma andiamo, si era giustificato
lui, un altro symphath mezzosangue nella mischia?
S, vabb. E poi le cliniche innervosivano anche lei.
Dopo averla ragguagliata sullattacco, aveva mentito dicendole che Havers gli aveva dato
unocchiata al braccio e dei farmaci. Xhex aveva capito che non gliela stava raccontando giusta, ma
grazie al cielo erano troppo vicini allalba per lanciarsi in una litigata senza fine. Certo, in teoria Xhex
poteva fermarsi l al club per continuare a bisticciare, ma in pratica doveva sempre tornare a casa sua.
Sempre.
Al punto che Rehvenge si chiedeva cosa laspettasse a casa, di preciso. O chi.
Entr in bagno senza togliersi lo zibellino, anche se il riscaldamento era al massimo. Mentre
aspettava che lacqua della doccia si scaldasse, ripens a quanto era successo alla clinica e giunse alla
conclusione che era stato tragicamente stimolante. Combattere, per lui, era come un vestito di Tom
Ford: qualcosa che gli calzava a pennello e che poteva ostentare con orgoglio. E la buona notizia era
che il suo lato symphath non aveva perso il controllo, malgrado lattrattiva di tutto quel sangue di lesser
versato.
Visto? Stava bene. Sul serio.
Quando si ritrov avvolto in una nube di vapore si costrinse a levarsi la pelliccia, il completo di
Versace e la camicia di Pink. I vestiti erano conciati da sbatter via e lo zibellino non se la passava
molto meglio, Li aggiunse al mucchio da mandare a lavare a e a riparare.
Per infilarsi nella doccia doveva passare davanti al lungo specchio sopra la fila di lavandini di
cristallo. Voltandosi verso il proprio riflesso, fece scorrere le mani sulle stelle rosse a cinque punte che
aveva sul petto. Poi scese pi gi e strinse luccello.
Sarebbe stato carino fare un po di sesso, dopo tutto quel macello, o quanto meno purificarsi
fisicamente con una bella sega. O anche tre.
Mentre si soppesava larnese non pot fare a meno di notare che, massacrato comera, il braccio
sinistro sembrava passato dentro un tritacarne.
Gli effetti collaterali sono una bella rottura di scatole.
Si infil sotto lacqua e cap che era bollente solo per via dellaria lattiginosa e umida che lo
circondava e perch la sua temperatura corporea tir un enorme sospiro di sollievo. La sua pelle non gli
comunicava niente: quanto era forte il getto sulle spalle, quanto era liscia e scivolosa la saponetta che si
passava sul corpo, quanto era grande e caldo il suo palmo mentre lavava via la schiuma facendola
scivolare verso lo scarico sottostante.
Continu a insaponarsi pi a lungo del necessario. Non sopportava di andare a letto con la
seppur minima traccia di sporco, ma soprattutto aveva bisogno di una scusa per restare sotto la doccia.
Era una delle rare occasioni in cui non aveva freddo, e uscire era sempre un trauma terribile.
Dieci minuti dopo era tra le lenzuola del letto enorme, nudo, e come un bambino si era tirato fin
sotto al mento la pesante coperta di visone. Quando il freddo accumulato mentre si asciugava a poco a
poco svan, chiuse gli occhi e spense le luci con la forza del pensiero.
Ormai il club, dallaltra parte dei muri foderati dacciaio, doveva essere vuoto; le sue ragazze
erano a casa, visto che per la maggior parte avevano figli; i baristi e gli allibratori mangiavano un
boccone e si rilassavano da qualche parte; i fanatici del computer impegnati dietro le quinte guardavano
le repliche di Star Trek: TNG e i venti addetti alle pulizie, finito di sistemare pavimenti, tavoli,bagni e
spar, si stavano togliendo le uniformi prima di recarsi sul posto di lavoro successivo.
Gli piaceva lidea di essere l da solo. Non capitava spesso.
Gli squill il cellulare e proruppe in unimprecazione; pur essendo da solo cera sempre
qualcuno che scocciava.
Tir fuori il braccio per rispondere. Xhex, se vuoi continuare a litigare possiamo andare avanti
fino a domani...
Non sono Xhex, symphath. La voce di Zsadist era dura come un pugno. E chiamo per tua
sorella.
Rehv si rizz subito a sedere, incurante del fatto che le coperte si erano abbassate, scoprendolo.
Cosa c.
Finito di parlare con Zsadist, si sdrai di nuovo; ecco come ci si doveva sentire quando si
pensava di avere un attacco di cuore e poi si scopriva che era solo indigestione: sollevati, ma con lo
stomaco ancora in subbuglio.
Bella stava bene. Per adesso. Il Fratello aveva chiamato per tener fede al loro patto. Rehv aveva
promesso di non immischiarsi, ma voleva essere costantemente aggiornato sulle condizioni di salute di
sua sorella.
Cribbio, quella storia della gravidanza era tremenda.
Si tir di nuovo le coperte fin sotto al mento. Doveva chiamare sua madre e metterla al corrente,
ma lavrebbe fatto pi tardi. Di sicuro si stava mettendo a letto e non cera motivo di tenerla alzata tutto
il giorno a preoccuparsi.
Dio, Bella... la sua adorata Bella; non era pi la sua sorellina, adesso era la shellan di un
fratello.
Loro due avevano sempre avuto un rapporto profondo e complicato. In parte a causa delle
rispettive personalit, ma anche perch lei non aveva idea di cosa fosse suo fratello Rehvenge. Ignorava
completamente anche il passato della loro madre e cosa avesse ucciso suo padre.
O, pi precisamente, chi.
Rehv lo aveva assassinato per proteggere sua sorella, e non avrebbe esitato a rifarlo. Per quel
che ricordava, Bella era lunica cosa innocente della sua vita, lunica cosa pura. Avrebbe voluto che
restasse sempre Cos. Ma la vita aveva preso unaltra piega.
Per evitare di pensare al rapimento di Bella da parte dei lesser, cosa di cui continuava a ritenersi
responsabile, richiam alla mente uno dei ricordi pi vividi che aveva di lei. Risaliva a un annetto dopo
che lui aveva preso in pugno la situazione, a casa, facendo fuori il padre di Bella. Lei aveva sette anni.
Rehv era entrato in cucina e laveva trovata a tavola a mangiare una scodella di Frosties, coi
piedi che dondolavano dalla sedia su cui si era arrampicata. Indossava un paio di pantofole rosa - quelle
che non le piacevano, ma che doveva mettere quando le sue preferite, quelle blu scuro, erano da lavare
- e una camicia da notte di flanella con file di rose gialle alternate a righe azzurre e rosa.
Era una meraviglia, l seduta con i lunghi capelli castani sciolti sulle spalle, le ciabattine rosa e
la fronte tutta corrugata mentre rincorreva col cucchiaio gli ultimi fiocchi di mais glassati.
Perch mi guardi, galletto? aveva chiesto con la sua vocina, dondolando in piedi avanti e
indietro sotto la sedia.
Lui aveva sorriso. Gi allora sfoggiava una cresta di capelli alla moicana e Bella era lunica che
osasse chiamarlo con quel soprannome impertinente. E, naturalmente, lui lamava ancora di pi per
questo. Cos, non c un motivo.
Ma era una bugia. Guardandola pescare col cucchiaio nel latte zuccherato, Rehvenge aveva
pensato che quel momento di pace e di tranquillit valeva tutto il sangue con cui si era sporcato le
mani. Un mare di sangue.
Con un sospiro, lei aveva guardato la scatola dei cereali poggiata sul ripiano dallaltra parte
della cucina. I piedi avevano smesso di dondolare, il sommesso piff, piff, piff delle pantofole sul piolo
della sedia era cessato.
Cosa stai guardando, Lady Bell? Lei non aveva risposto subito; allora Rehv aveva guardato
Tony la Tigre, la mascotte dei Frosties, assalito da una serie di flashback del padre di Bella. Era pronto
a scommettere che anche lei stava rivedendo le stesse scene.
Con una vocina sommessa, Bella aveva detto, Posso prenderne ancora un po se voglio.
Magari.
Il tono era esitante, come di chi sta infilando il piede in uno stagno in cui potrebbero esserci
delle sanguisughe.
S, Bella. Puoi prenderne quanti ne vuoi.
Lei non era balzata gi dalla sedia. Era rimasta immobile, come fanno i bambini e gli animali,
respirando e basta, i sensi che saggiavano lambiente circostante, allerta in caso di pericolo.
Rehv non si era mosso. Voleva portarle la scatola, ma sapeva che doveva essere lei a compiere
quel passo. Doveva essere lei ad attraversare il lucido pavimento rosso ciliegia con le sue ciabattine e
tornare al suo posto con Tony la Tigre. Dovevano essere le sue manine a stringere la scatola mentre
unaltra cascata di fiocchi si rovesciava nel latte tiepido. Doveva essere lei a prendere in mano il
cucchiaio per rimettersi a mangiare.
Doveva imparare che in casa non cera nessuno pronto a sgridarla per aver fatto il bis di
cornflakes perch aveva ancora fame.
Suo padre era specializzato in quel genere di cose. Come tanti vampiri della sua generazione,
quel pezzo di merda era convinto che le femmine della glymera dovessero mantenersi snelle. Come
aveva ripetuto fino alla nausea, il grasso sul fisico di una aristocratica era lequivalente della polvere
che si accumula su una statua di inestimabile valore.
Era stato ancora pi duro con la loro madre.
In silenzio, Bella aveva abbassato gli occhi sul latte e aveva cominciato a girare il cucchiaio
dentro la scodella, creando una scia di onde.
Non lavrebbe fatto, aveva pensato Rehv, pronto a uccidere da capo quel bastardo che laveva
messa al mondo. Era ancora spaventata.
Ma poi lei aveva posato il cucchiaio sul piatto sotto la scodella, era scivolata gi dalla sedia e
aveva attraversato la cucina nella sua piccola camicia da notte di flanella. Senza guardare Rehv. Senza
neanche guardare il vivace muso da cartone animato di Tony, quando aveva afferrato la scatola.
Era terrorizzata. Era coraggiosa. Era piccola e determinata.
A quel punto Rehv aveva visto tutto rosso, ma non perch stesse emergendo il suo lato
malvagio. Quando Bella si era versata per la seconda volta i Frosties nella scodella, lui aveva dovuto
andare via. Aveva detto qualcosa di allegro, niente di particolare, ed era corso a chiudersi dentro al
bagno in corridoio.
Aveva pianto da solo le sue lacrime di sangue.
Quel momento in cucina, con Tony e le pantofole di ripiego di Bella, gli aveva fatto capire che
aveva fatto bene: lapprovazione per lassassinio commesso era giunta quando quella scatola di cereali
aveva attraversato la cucina in mano alla sua cara, diletta sorellina adorata.
Tornando al presente, pens a Bella comera adesso. Una femmina adulta con un compagno
potente e un piccolo in grembo.
Il demone che doveva affrontare ora non era una cosa che il suo fratellone cattivo potesse
aiutarla a scacciare. Non cerano tombe aperte dentro cui gettare i resti malconci e insanguinati del fato.
Lui non poteva salvarla da quel particolare tipo di mostro.
Chi vivr vedr. Si poteva solo aspettare.
Fino a quando lavevano rapita, non lo aveva mai neanche sfiorato il pensiero che Bella potesse
morire prima di lui. Durante quelle sei settimane spaventose nel corso delle quali i lesser lavevano
tenuta prigioniera sottoterra, tuttavia, non era riuscito a pensare ad altro che alla sequenza delle morti
nella sua famiglia. Aveva sempre dato per scontato che la loro madre sarebbe stata la prima ad
andarsene, e in effetti da poco aveva iniziato il rapido declino che conduceva i vampiri alla fine della
loro esistenza. Il secondo sarebbe stato lui, ne era ben consapevole, perch presto o tardi sarebbe
successa una di queste due cose: o qualcuno avrebbe scoperto la sua natura di symphath e lui sarebbe
stato braccato e spedito nella colonia, oppure la sua ricattatrice avrebbe orchestrato la sua dipartita alla
maniera dei symphath.
Ovvero: improvvisa e perversamente creativa...
Neanche a farlo apposta, dal cellulare si lev un motivetto musicale. La suoneria trill ancora, e
poi ancora, Rehvenge sapeva chi lo stava chiamando senza bisogno di rispondere. Tali erano i legami
tra symphath.
Parli del diavolo, pens rispondendo alla chiamata della sua ricattatrice.
Quando chiuse la comunicazione, aveva appuntamento con la Principessa per la sera dopo,
Che fortuna,
Qhuinn fece questo lungo sogno assurdo in cui era a Disney World, su un ottovolante con tanti
su e gi. Strano, lui le montagne russe le aveva viste solo in TV perch mica puoi salire sulla Big
Thunder Mountain se non puoi stare al sole.
Terminata quella corsa misteriosa, apri gli occhi e scopr di essere nella saletta attrezzata per il
pronto soccorso e per la fisioterapia, al centro di addestramento della confraternita.
Oh, sia lodato il cielo.
Evidentemente si era beccato una botta in testa mentre si allenava con qualcuno, durante la
lezione, e tutta quellaltra storia -la rissa con Lash, la sua famiglia che lo cacciava di casa e suo fratello
che lo massacrava di botte insieme agli altri della Guardia dOnore - era solo un incubo. Che sollievo...
La faccia della dottoressa Jane gli comparve davanti. Ehil... sei tornato tra noi.
Qhuinn batt le palpebre tossendo. Come... da dove?
Hai fatto un piccolo sonnellino. Cos ho potuto asportarti la milza.
Merda. Allora non era unallucinazione. Era la cruda realt. Sto... bene?
La dottoressa gli mise una mano sulla spalla, il palmo era caldo e pesante anche se il resto della
sua persona era traslucido. Sei stato bravissimo.
Lo stomaco mi fa ancora male, disse lui alzando la testa e guardandosi il petto nudo, fino alla
fasciatura intorno alla vita.
 normale, sarebbe strano il contrario. Ma sarai felice di sapere che tra unora potrai tornare a
casa di Blay. Lintervento  riuscito alla perfezione, come da manuale, e stai gi guarendo bene. Io non
ho problemi con la luce del sole, quindi se hai bisogno di me posso raggiungerti in un attimo a casa del
tuo amico. Blay sa gi cosa tenere sotto controllo, e gli ho dato delle medicine per te.
Qhuinn chiuse gli occhi, sopraffatto da una specie di strana tristezza.
Mentre cercava di calmarsi sent la dottoressa Jane che diceva, Blay, forse  meglio se vieni
qui...
Qhuinn scosse la testa, poi la volt dallaltra parte. Ho bisogno di un minuto da solo.
Sei sicuro? S.
Quando la porta si chiuse piano, Qhuinn si copr il volto con la mano tremante. Da solo... s,
era proprio solo. E non soltanto perch non cera nessun altro nella stanza insieme a lui.
Comera stato bello pensare che le ultime dodici ore erano state solo un sogno.
Dio, cosa cazzo avrebbe fatto per il resto della sua vita?
In un lampo ricord la visione che aveva avuto in prossimit del Fado. Forse avrebbe dovuto
varcare quella maledetta porta, malgrado ci che aveva visto. Sarebbe stato tutto pi facile, poco ma
sicuro.
Si concesse un attimo - o forse pi una mezzoretta - per riprendersi. Poi, pi forte che pot,
grid, Sono pronto. Possiamo andare.
Capitolo 24
Una casa pu essere vuota anche quando  piena di gente. E non  forse un bene?
Unoretta circa prima dellalba, Phury svolt barcollando uno degli innumerevoli angoli della
grande casa della confraternita e dovette stendere il braccio per non perdere lequilibrio.
Non era proprio solo, per. Con lui cera Boo, il gatto nero di casa, che gli zampettava dietro
sorvegliando la situazione. Diamine, si poteva quasi dire che lanimale avesse assunto il comando
perch a un certo punto Phury aveva preso a seguirlo invece di fare strada.
Fare strada sarebbe stata una pessima idea. Il tasso alcolico del suo sangue era di gran lunga
sopra il limite consentito per qualunque cosa, salvo lavarsi i denti. E questo prima di aggiungervi gli
effetti stordenti di una montagna di fumo rosso.
Quante canne si era fatto? Quanti cicchetti?
Be, adesso erano le... Non aveva idea di che ora fosse. Per doveva essere quasi lalba.
Tanto, che importanza aveva? Cercare di contabilizzare la bisboccia sarebbe stata comunque
una perdita di tempo. Era talmente rintronato che dubitava di riuscire a tenere il conto, e poi non si
ricordava neanche qual era stato il suo tasso di consumo orario. Era uscito dalla sua stanza quando il
Beefeater era finito, ecco lunica sua certezza. Da principio aveva in mente di recuperare unaltra
bottiglia di gin, poi per aveva incrociato Boo e cominciato quella passeggiatina.
Tutto considerato, avrebbe dovuto finire svenuto sul letto. Era abbastanza sbronzo da crollare, e
in fondo quello era il suo obiettivo. Ma cera un problema. Malgrado ci avesse dato dentro con quella
specie di automedicazione, la testa gli scoppiava per le quattro rogne con la C: Cormia e la sua
situazione. Il casino con le Elette. Lincursione alla clinica. E la creatura di Bella.
Per lo meno il mago era relativamente silenzioso.
Phury apr una porta a caso cercando di capire dove lo avesse portato il gatto. Ah, giusto.
Ancora qualche metro e sarebbe entrato nel territorio dei doggen, la vasta ala in cui alloggiava la
servit. Bel guaio. Se lo pescavano a gironzolare da quelle parti, a Fritz sarebbe venuto un colpo
pensando che in qualche modo i domestici non avevano fatto il loro dovere.
Svolt a destra col cervello che cominciava a smaniare per il bisogno di un altro spinello. Stava
per fare dietrofront quando sent dei rumori provenienti dalla scala di servizio al secondo piano. Cera
qualcuno su in sala proiezione... doveva proprio battersela nella direzione opposta, perch incappare in
uno dei suoi fratelli sarebbe stato un disastro.
Si era gi voltato quando sent profumo di gelsomino.
Si blocc di colpo. Cormia...
Lass in cima cera Cormia.
Abbandonandosi allindietro contro il muro, si stropicci la faccia e ripens al disegno erotico
che aveva fatto. E allerezione che gli era venuta mentre ci lavorava.
Boo miagol, puntando dritto verso la porta della sala proiezione. Il gatto lo guard da sopra la
spalla con due occhi verdi che sembravano dire, Dai, porta le chiappe quass, amico.
Non posso. O meglio non dovrei.
Boo non se la bevve. Si raggomitol su se stesso agitando la coda su e gi, quasi aspettando che
Phury si decidesse a muoversi.
Phury sostenne lo sguardo dellanimale in una sorta di braccio di ferro virtuale.
Fu lui, e non il gatto, a cedere per primo battendo le palpebre e distogliendo lo sguardo.
Gett la spugna passandosi una mano tra i capelli, si raddrizz la camicia di seta nera e si tir su
i calzoni color panna. Poteva anche essere sbronzo e strafatto, ma almeno aveva laspetto di un
gentiluomo.
Palesemente soddisfatto da tanta risolutezza, Boo trotterell via dalla porta strusciandosi contro
la sua gamba, quasi a volerlo incoraggiare con un bel bravo! forza! dai!
Quando il gatto si scost, Phury apr la porta posando il mocassino Gucci sul primo gradino.
Poi sul secondo, sul terzo e cos via, reggendosi al corrimano di ottone per non perdere lequilibrio e
cercando di giustificare ci che stava facendo via via che saliva. Non ci riusc. Se eri a malapena in
condizione di usare il dentifricio non dovevi assolutamente interagire con lEletta che non era pi
ufficialmente tua, anche se la desideravi da impazzire.
Specie data la notizia che doveva darle.
Giunto in cima alle scale svolt langolo e guard in gi verso le file di poltroncine che
digradavano dolcemente. Cormia era seduta in prima fila, la candida veste raccolta ai suoi piedi. Sullo
schermo le immagini scorrevano rapide. Stava riavvolgendo una scena.
Phury inspir a fondo. Dio, che buon odore aveva... per qualche motivo il suo profumo di
gelsomino quella sera era particolarmente intenso.
La pellicola fin di riavvolgersi e Phury alz gli occhi sul grande schermo. Cristo... santo.
Era... ima scena damore. Patrick Swayze e quella Jennifer col nasone ci stavano dando dentro
sopra un letto. Dirty Dancing.
Cormia si protese in avanti sulla poltroncina e Phury la vide in faccia. Seguiva rapita ci che
aveva davanti, le labbra schiuse, una mano alla base della gola. I lunghi capelli biondi le scivolarono
gi dalla spalla sfiorandole il ginocchio.
Il corpo di Phury reag allistante, lerezione tese i calzoni di Prada allaltezza dellinguine,
rovinando le pince di sartoria. Malgrado il torpore indotto dalla droga, il suo sesso fremeva impaziente.
Ma non per quello che cera sullo schermo, il detonatore era Cormia.
In un lampo Phury ricord quando lei gli si era avvinghiata addosso e il figlio di puttana che era
in lui rimarc che, in quanto Primale delle Elette, era lui a stabilire le regole. Anche se con la Direttrice
aveva concordato di scegliere unaltra Prima Sposa, poteva ancora andare con Cormia, se voleva, e se
lei non lo respingeva... solo non avrebbe avuto lo stesso peso dal punto di vista del cerimoniale.
S... anche se per completare liniziazione da Primale avrebbe preso unaltra Eletta, poteva
sempre scendere quei gradini, inginocchiarsi di fronte a Cormia e alzarle la candida tunica sopra i
fianchi. Poteva far scivolare le mani sulle sue cosce, spalancargliele e infilarci dentro la testa. E dopo
averla eccitata a dovere con la bocca poteva...
Abbandon la testa allindietro. Okay, questo non lo aiutava per niente a calmarsi. Senza
contare che non aveva mai avuto rapporti orali con una femmina, quindi non sapeva neanche bene
come comportarsi.
Per quanto, se sapeva mangiare un cono gelato, non doveva essere poi cos difficile trasferire a
qualcosaltro la stessa meccanica; in fondo si trattava solo di leccare e succhiare.
E anche mordicchiare delicatamente.
Cazzo.
Andarsene era lunica cosa sensata da fare, per cui si volt. Se restava l non sarebbe riuscito a
trattenersi dal metterle le mani addosso.
Vostra grazia?
La voce di Cormia gli paralizz le gambe e il respiro. E mise sullattenti il suo uccello.
Per decenza ramment al suo arnese che qualunque cosa dicesse Cormia non equivaleva a un
invito a mettere in pratica la sua fantasia vietata ai minori della serie gi in ginocchio e infilale la testa
tra le cosce.
Cazzo.
La sala proiezioni sembrava piccola come una scatola da scarpe quando Cormia disse, Vostra
grazia, avevate... bisogno di qualcosa?
Non voltarti.
Phury la guard da sopra la spalla, i suoi occhi infuocati inondarono di luce gialla gli schienali
delle poltroncine puntandosi su Cormia come due riflettori; i capelli biondi catturarono e trattennero i
raggi generati dalla sua urgenza di venire dentro di lei.
Vostra grazia... ripet Cormia con un filo di voce.
Cosa stai guardando? disse lui a voce bassa, anche se era pi che ovvio cosa cera sullo
schermo.
Ehm...  stato John a scegliere il film, rispose lei armeggiando col telecomando, premendo
un tasto dopo laltro finch la pellicola non si ferm.
Non il film, Cormia, la scena.
Ehm...
La scena che hai scelto... lhai riguardata molte volte, giusto?
S...  vero, ammise lei in un sussurro sensuale.
Dio comera bella quando si gir completamente sulla poltroncina per averlo di fronte... tutta
occhi e bocca, quella massa di capelli biondi, il profumo di gelsomino che colmava la distanza tra loro.
Era eccitata; ecco perch la sua fragranza naturale era cos forte.
Perch quella scena? la incalz Phury. Perch hai scelto proprio quella?
In attesa di una risposta, il suo corpo si tese, lerezione palpitava al ritmo del suo cuore. Ci che
scorreva nel suo sangue non aveva niente a che fare con rituali, obblighi o responsabilit. Era sesso
puro e semplice, sesso sfrenato, del tipo che li avrebbe lasciati entrambi esausti, sudati, discinti e forse
anche un po ammaccati. E, cosa che non gli faceva certo onore, non gli importava se Cormia era
eccitata per quello che aveva appena visto. Voleva che lei lo usasse... che lo usasse fino a prosciugarlo,
fino a stremare ogni centimetro del suo corpo, compreso quel maledetto uccello sempre pronto a
entrare in azione.
Perch hai scelto quella scena, Cormia?
Lei si port di nuovo la bella mano alla base della gola. Perch... mi fa pensare a voi.
Phury si lasci sfuggire una sorta di ringhio. Okay, non era la risposta che si aspettava. Il dovere
era una cosa ma, cribbio, Cormia non aveva laria di una femmina preoccupata di rispettare la
tradizione. Aveva voglia di sesso. Forse addirittura ne sentiva il bisogno. Proprio come lui.
E voleva farlo con lui.
Al rallentatore, Phury si volt del tutto verso di lei, i movimenti a un tratto perfettamente
coordinati, lintontimento dovuto alle canne e ai superalcolici spazzato via in un colpo solo.
Lavrebbe posseduta. L. Subito.
Cominci a scendere la scalinata, pronto a reclamare ci che gli apparteneva.
Cormia si alz dalla poltroncina, sotto la luce accecante degli occhi del Primale. Lui si
avvicinava, unombra gigantesca che avanzava a lunghe falcate divorando i gradini a due a due. Si
ferm a un passo da lei, inebriandola con quel suo delizioso odore di fumo e di spezie.
Lo guardi perch ti fa pensare a me, disse lui con voce aspra e profonda. S...
E a cosa pensi? le chiese sfiorandole il viso.
Facendosi coraggio, lei tir fuori delle parole che non avevano senso. Penso che... sento certe
cose per voi.
Lui proruppe in una risata erotica, oscuramente elettrizzante. Senti certe cose... E dove mi
senti, esattamente, mi chiedo? Cos dicendo spost la punta delle dita dal viso di Cormia al suo collo e
poi alla clavicola. Qui?
Lei deglut, ma prima che potesse rispondere, lui fece scorrere la mano sulla sua spalla e lungo
il braccio. Qui, forse? Le strinse con forza il polso, proprio sopra le vene, poi fece scivolare la mano
intorno alla vita, posandola sulle reni, e premendo. Dimmi, per caso  qui che mi senti?
Allimprovviso lafferr per i fianchi con entrambe le mani, si protese verso di lei e sussurr,
O magari pi in basso?
Qualcosa si gonfi nel cuore di Cormia, qualcosa di caldo come la luce negli occhi di lui.
S, disse, respirando appena. Ma anche qui. Soprattutto... qui, cos dicendo si mise la
mano sul petto, proprio sopra il cuore.
Phury rimase impietrito; lei avvert quel cambiamento, la torrida corrente nel sangue di lui si
raffredd, le fiamme si spensero.
Ah, ecco, pens Cormia. Mettendosi a nudo aveva svelato anche la verit che lo riguardava.
Anche se era evidente sin dallinizio, no?
Il Primale arretr leggermente e si pass una mano tra quei capelli scandalosamente belli.
Cormia...
Facendo appello alla propria dignit, lei raddrizz le spalle. Ditemi, come intendete procedere
con le Elette? O  con me in particolare che non desiderate accoppiarvi?
Phury le gir intorno e fece qualche passo davanti allo schermo. H fermo immagine della scena,
con Johnny e Baby stesi cos vicini, si proiettava sopra il suo corpo; Cormia avrebbe tanto voluto
sapere come spegnere il film. La gamba di Baby sopra il fianco di Johnny, la mano di lui che le
stringeva la coscia mentre si strusciava contro di lei, era lultima cosa che voleva vedere in quel
momento.
Io non voglio stare con nessuno, disse il Primate.
Bugiardo. Lui si volt di scatto a guardarla, sorpreso, ma ormai le conseguenze della
sincerit non le importavano pi. Sapevate sin dallinizio di non voler giacere con nessuna di noi,
vero? Lo sapevate, eppure siete andato avanti con la cerimonia dinanzi alla Vergine Scriba, anche se
eravate innamorato di Bella e non sopportavate di stare con nessunaltra. Avete alimentato le speranze
di quaranta femmine di valore sulla base di una bugia...
Ho parlato con la Direttrice. Ieri.
Cormia sent le gambe che cedevano, ma la voce rimase ferma. Davvero? E insieme cosa avete
deciso?
Io... intendo liberarti. Dalla posizione di Prima Sposa.
Cormia strinse la veste con tale forza che si sent il sommesso rumore di uno strappo.
Intendete farlo o lavete gi fatto?
Lho gi fatto.
Cormia inghiott amaro, sprofondando pesantemente nella poltroncina.
Cormia, sappi che non  per te. Phury le and vicino e si inginocchi di fronte a lei. Tu sei
bellissima...
Invece s,  per me, disse lei. Non  che non potete accoppiarvi in generale,  me che non
volete.
Voglio solo che tu sia libera da tutto questo...
Non mentite, scatt lei, abbandonando ogni pretesa di civilt. Vi ho sempre detto che ero
pronta a prendervi dentro di me. Non ho mai detto o fatto nulla per scoraggiarvi. Dunque se avete
deciso di mettermi da parte  perch non mi desiderate...
Il Primale le afferr una mano e se la infil tra le gambe. Cormia ansim a quel contatto e lui
sollev linguine premendo contro il suo palmo una cosa lunga e dura. Il problema non  il desiderio.
Cormia schiuse la labbra. Vostra grazia...
I loro sguardi si incontrarono e rimasero avvinti. Quando lui schiuse leggermente la bocca,
come se non riuscisse a respirare, Cormia trov il coraggio di stringere con delicatezza le dita intorno al
membro rigido.
Scosso da un fremito, Phury le lasci andare il polso. Laccoppiamento non centra, gracchi
roco.  che sei stata costretta in questo ruolo.
Vero. Allinizio era cos. Ma adesso... ci che provava per lui non era minimamente frutto di
una coercizione.
Lo guard negli occhi e prov un curioso senso di sollievo. Se non era pi la sua Prima Sposa
niente di tutto questo contava pi veramente, giusto? Momenti come quello, loro due insieme... erano
solo due individui, non pi i portatori di un significato pi grande di loro. Erano solo lui e lei. Un
maschio e una femmina.
Ma le altre? Tutte le altre sue sorelle? Non pot fare a meno di chiederselo. Lui sarebbe andato
con loro; glielo leggeva negli occhi. Cera una grande risolutezza in quel suo sguardo giallo.
Ciononostante, mentre il Primate esalava un sospiro tremante, Cormia scacci tutto questo dalla
mente. Lui non sarebbe mai stato veramente suo... ma lo aveva tutto per s in quel momento.
Adesso nessuno mi costringe pi, mormor, premendosi contro il suo petto. Alz il mento e
gli offr ci che lui voleva. Sono io che voglio farlo.
Lui la fiss per un istante; le parole che disse con voce gutturale le parvero assurde. Io non ti
merito.
Non  vero. Voi siete la forza della razza. Siete la nostra virt e la nostra potenza.
Lui scosse la testa. Non sono affatto come credi.
S, invece.
No...
Lei lo zitt con un bacio, poi si ritrasse. Non potete cambiare ci che penso di voi.
Lui si sfreg il pollice sul labbro inferiore. Se mi conoscessi veramente, tutto ci che credi
cambierebbe.
Il vostro cuore sarebbe lo stesso. Ed  quello che amo.
Il suo sguardo si infiamm, a quelle parole; Cormia lo baci di nuovo per impedirgli di pensare,
ed evidentemente funzion. Con un gemito, lui prese liniziativa accarezzandole la bocca con quelle
sue labbra morbide, vellutate, fino a toglierle il respiro. Quando la lamb con la lingua, lei la risucchi
distinto e lo sent trasalire, premuto contro di lei.
Fu un bacio lunghissimo. Infinite furono le sensazioni suscitate in lei da tutto quel raspare,
sfregare, spingere e succhiare, e non era solo la bocca a partecipare... tutto il suo corpo fremeva per ci
che stavano facendo e, a giudicare dallardore e dalla frenesia con cui la baciava, lo stesso valeva per il Primate.
E lei lo voleva ancora pi coinvolto. Muovendo il braccio su e gi, cominci ad accarezzargli il sesso.
Lui si ritrasse bruscamente, Farai meglio a stare attenta con quello.
Con questo? ripet lei accarezzandolo attraverso i pantaloni; lui gett la testa allindietro con un sibilo... e lei continu. And avanti cos finch lui si morse il labbro con le lunghe zanne, i muscoli del collo tesi allo spasimo.
Perch devo stare attenta, vostra grazia?
Lui raddrizz la testa e, avvicinandole la bocca allorecchio, disse Mi stai facendo venire.
Cormia sent qualcosa di caldo e umido tra le cosce.  quello che avete fatto quando eravamo nel vostro letto? Quel primo giorno?
S... sussurr lui allungando la i.
Con una smania curiosa, ossessiva, Cormia scopr che voleva vederglielo fare di nuovo. Ne sentiva il bisogno.
Alzando il mento allaltezza del suo orecchio, bisbigli, Fatelo di nuovo. Fatelo adesso.
Dal petto del Primale si lev una sorta di grugnito, un suono profondo che sal vibrando tra i
loro corpi avvinti. Buffo, in chiunque altro quel verso lavrebbe terrorizzata. Venendo da lui in quella
situazione invece ne rimase elettrizzata: tutta la potenza trattenuta del Primate era nelle sue mani...
Letteralmente. Era lei ad avere il controllo.
Per una volta nella sua miserabile vita, era lei ad avere il controllo.
Spingendosi contro il palmo di lei, il Primale disse, Non credo che dovremmo...
Cormia lo strinse con forza, strappandogli un gemito di piacere. Non toglietemi anche questo,
disse imperiosa. Non osate togliermelo.
Seguendo un impulso che la Vergine Scriba sola sapeva da dove veniva, Cormia gli morse il lobo dellorecchio. La reazione fu immediata. Abbaiando unimprecazione, lui balz su e la schiacci sulla poltroncina, montandola in preda alla lussuria.
Per nulla intenzionata a tirarsi indietro, Cormia continu a stringerlo nel palmo e a lavorarselo,
controbilanciando le spinte del suo inguine. Lui sembrava deliziato da quella frizione, quindi and
avanti imperterrita anche quando lui lafferr per il mento avvicinandole la testa.
Fammi vedere gli occhi, ansim. Voglio guardarti negli occhi quando...
Appena i loro occhi si incontrarono, lui si tese tutto con un gemito selvaggio. Eiacul una...
due... tre volte, sottolineando ogni spasmo con un gemito.
Mentre il suo corpo esprimeva tutto il suo piacere, il volto rapito e le braccia contratte del
Primate erano le cose pi belle che lei avesse mai visto. Alla fine si plac e deglut sonoramente, senza
scostarsi da lei. Attraverso lo spigato in lana dei suoi calzoni Cormia sent la mano bagnata.
Mi piace quando lo fate, disse.
Mi piace quando lo fai tu a me, ribatt lui con una risatina secca.
Stava per chiedergli se voleva rifarlo, quando lui le scost i capelli dalla guancia. Cormia?
S... Buffo, anche lei allung la i proprio come poco prima aveva fatto il Primate.
Posso toccarti un po? disse lui lasciando vagare lo sguardo sul suo corpo. Non ti prometto niente. Non... be, non posso prometterti la stessa cosa che mi hai dato tu. Ma mi piacerebbe tantissimo toccarti. Soltanto un po.
La disperazione le risucchi tutta laria dai polmoni, sostituendola con un gran fuoco. S...
Il Primate chiuse gli occhi e parve riprendersi. Poi si chin e premette le labbra sulla sua gola,
di lato. Penso davvero che tu sia bellissima, non devi dubitarne mai. Bellissima...
Quando spost le mani sul davanti della sua tunica, i capezzoli si inturgidirono al punto che
Cormia prese a contorcersi sotto di lui.
Posso fermarmi, disse lui, esitante. Anche subito...
No, esclam lei avvinghiandosi alle sue spalle per tenerlo fermo. Non sapeva cosa stava per
accadere ma, qualunque cosa fosse, ne aveva bisogno.
Lui fece scorrere le labbra sul suo collo, indugiando sulla mascella. Mentre premeva la bocca
contro la sua, Cormia sent un tocco impalpabile sulla tunica... su uno dei seni.
Inarcandosi, spinse il capezzolo contro la sua mano e tutti e due gemettero.
Oh, Ges... Il Primale si scost leggermente e con cautela, con reverenza, le apr la tunica
scoprendole il seno. Cormia... Il suo tono profondo, lusinghiero, fu come una carezza quasi tangibile
su tutto il corpo di lei.
Posso baciarti qui? gemette, accarezzandola intorno al capezzolo. Ti prego.
Beata Vergine, s...
Lui chin la testa e copr il capezzolo con la bocca, calda e umida, succhiando con delicatezza.
Cormia gett indietro la testa, infilandogli le mani tra i capelli e spalancando le gambe, senza un
vero motivo e con tutti i motivi del mondo. Voleva sentirlo dentro di s in tutti i modi possibili...
Padrone?
La rispettosa intrusione di Fritz dal fondo della sala richiam bruscamente la loro attenzione. Il
Primale si raddrizz in fretta e furia coprendo Cormia, anche se la poltroncina ne impediva la vista al
maggiordomo.
Cosa diavolo c? sbott.
Chiedo scusa, ma lEletta Amalya  qui con lEletta Selena. Desiderano vedervi.
Unondata gelida travolse Cormia, ghiacciando tutto il fuoco e la frenesia nel suo sangue. Sua
sorella. Era l per vedere lui. Perfetto.
Il Primale si alz in piedi sibilando una parola orrenda che Cormia non pot fare a meno di
riecheggiare nella sua testa. Arrivo tra cinque minuti, disse congedando Fritz con un brusco gesto
della mano.
S, padrone.
Dopo che il doggen fu uscito, il Primale scosse la testa. Mi dispiace...
Andate a fare ci che dovete. Vedendolo esitare, Cormia ripet. Andate. Gradirei restare da
sola.
Possiamo parlare pi tardi.
No, no davvero., pens Cormia. Parlare non avrebbe risolto niente.
Andate, vi dico, insistette lei, smettendo di ascoltarlo.
Rimasta di nuovo sola, fiss il fermo immagine finch dun tratto lo schermo non divenne tutto
nero, con un gruppetto di lettere che lampeggiavano qua e l, formando la scritta Sony.
Si sentiva devastata, dentro e fuori. A parte il dolore al petto, era in preda ai morsi della fame,
come se le avessero negato un pasto o una vena.
Ma non era di cibo che aveva bisogno.
Ci di cui aveva bisogno era appena uscito dalla porta.
Per gettarsi tra le braccia di sua sorella.
...
.
...
FINE Parte 1.